Sanificazione al 60% e fino a 60.000 euro: la bozza del Decreto Rilancio modifica il bonus, e fornisce l’elenco delle spese ammesse. Occorre soltanto il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per l’avvio dell’agevolazione.

Il Decreto Rilancioeliminando il primo bonus sanificazione previsto dal Decreto Cura Italia, cancella la necessità di attendere il varo del decreto attuativo MEF e MISE per l’avvio del credito d’imposta.

L’obiettivo è snellire le procedure e concedere ai titolari di partita IVA un rimborso delle spese sostenute per evitare la riduzione del rischio contagio da Covid-19.

Sanificazione al 60

Viene introdotto, accanto al bonus sanificazione, un credito d’imposta per l’adeguamento dei locali, pari all’80% della spesa sostenuta.

Nell’elenco delle spese per le quali si potrà accedere al credito d’imposta del 60% vi rientrano le mascherine, i DP e prodotti detergenti e disinfettanti, come già chiarito dall’Agenzia delle Entrate.

Credito di imposta sanificazione al 60% fino a 60.000 euro

Il Decreto Rilancio punta a sostituire il precedente incentivo rimasto bloccato, previsto dal Decreto Cura Italia, introducendo un nuovo credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, più alto sia per la percentuale di rimborso che per l’importo massimo di spesa.

Il bonus per la sanificazione è pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, fino ad un il limite massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario. Il totale delle risorse stanziate è pari a 200 milioni di euro.

Il bonus sanificazione previsto dal Decreto Rilancio è corredato dall’elenco dettagliato delle spese sulle quali calcolare il credito d’imposta del 60%.

Sanificazione al 60%: le spese per cui spetta il bonus del 60%

Potranno accedere al credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro i soggetti esercenti arti e professioni, gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo del settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Il Bonus sanificazione del 60% spetterà per le seguenti spese:

  • Sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • Acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • Acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  • L’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  • Acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come le barriere protettive, incluse le eventuali spese di installazione, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Mascherine, disinfettanti e gel rientrano quindi nell’elenco delle spese per la sanificazione ammesse al credito d’imposta del 60%.

Il credito è utilizzabile in compensazione (o cedibile anche ad istituti bancari) e non tassabile ai fini delle imposte dirette o IRAP.

Spetterà all’Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dalla data di approvazione del decreto Rilancio, rendere note le regole operative per la fruizione del bonus.

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