Sanificazione al 60% e fino a 60.000 euro. Il Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, disciplinato dall’art. 125 del Decreto Rilancio, che ha abrogato il precedente, analogo incentivo introdotto dal Decreto Cura Italia, rimodulato dal Decreto Liquidità, per il quale non erano ancora state emanate le disposizioni attuative.

Il legislatore nazionale, per effetto delle ultime novità apportate col Decreto Rilancio, ha stanziato 200 milioni di euro, quadruplicando la dotazione rispetto a quella inizialmente prevista dal Cura Italia, per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione.

I destinatari del contributo sono gli esercenti attività d’impresa, arte o professione, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, nonché gli enti non commerciali compresi quelli del Terzo del settore ed enti religiosi civilmente riconosciuti.

Sanificazione al 60

Sanificazione al 60% e fino a 60.000 euro: quali sono le spese agevolabili?

Sono, agevolabili, le spese sostenute nel 2020 e riguardanti:

  • Sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati nell’ambito dell’attività lavorativa;
  • Acquisto di dispositivi e prodotti per la sicurezza, e in particolare:
    • Dispositivi di protezione individuale (guanti, mascherine, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea);
    • Prodotti detergenti e disinfettanti
    • Dispositivi di sicurezza diversi da quelli di protezione individuale, tra cui termometri, termoscanner, tappeti e vaschette igienizzanti, conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa europea
    • Dispositivi atti a garantire la distanza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi.

Imputazione temporale delle spese sostenute

In attesa dei necessari chiarimenti ufficiali, si ritiene che l’imputazione temporale delle spese debba avvenire secondo le regole generali di competenza fiscale, previste dall’art. 109 del Tuir. In particolare, come noto, tali disposizioni prevedono che:

  • Le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute alla data della consegna o spedizione, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà;
  • Le spese di acquisizione dei servizi si considerano sostenute, alla data in cui le prestazioni sono ultimate.

Sanificazione al 60% e fino a 60.000 euro

Il credito d’imposta, che non può superare l’importo di 60.000 euro per azienda, spetta ora nella misura del 60% delle spese sostenute nel 2020, rispetto alla precedente percentuale del 50% prevista dal Decreto Liquidità.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef e Ires e del valore della produzione ai fini Irap, potrà essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2020 o in compensazione con modello F24.

Sanificazione al 60% e fino a 60.000 euro: utilizzo del credito in compensazione

Il credito d’imposta maturato, può essere ceduto, anche parzialmente, a terzi o ad istituti di credito. In tal caso, il soggetto cessionario può utilizzare il credito anche in compensazione con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente.

Al bonus in oggetto non si applicano:

  • Limiti alla compensazione previsti per i crediti d’imposta indicati nel quadro RU del modello Redditi, di 250.000 euro;
  • Limiti elevati a un milione di euro nel 2020 dall’articolo 147 del Decreto Rilancio.

I criteri e le modalità di applicazione del credito d’imposta, nonché di assegnazione delle risorse disponibili, sono stabiliti con apposito provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di conversione in legge del Decreto Rilancio (prevista entro il 18 luglio 2020).

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul bonus sanificazione

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 20/E del 20.07.2020 ha fornito alcune indicazioni operative, tra cui i termini e modalità attuative per richiedere il credito di imposta.

Intanto si chiarisce che sono agevolabili le spese sostenute nell’anno 2020:

  • Per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali (nonché per le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata), al criterio di cassa e, quindi, alla data dell’effettivo pagamento,
  • Per le imprese individuali, per le società, per gli enti commerciali e per gli enti non commerciali in regime di contabilità ordinaria, al criterio di competenza e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020

Il calcolo viene effettuato sull’importo delle spese al netto dell’IVA eventualmente dovuta (cioè sul solo imponibile).

Operativamente occorre compilare il modello allegato al provvedimento del 20.07.2020 ed inviarlo telematicamente all’Agenzia delle Entrate dal 20.07.2020 al 07.09.2020.

Questo significa che occorre indicare sia le spese sostenute dall’inizio dell’anno alla data di invio del modello sia quelle che si intende sostenere fino al 31.12.2020.

Si ricorda che è stato previsto un tetto di spesa massimo di Euro 200 milioni a fronte di questo beneficio fiscale e per non sforare il plafond l’Agenzia delle Entrate entro il 11.09.2020 dovrà “fare i conti” e calcolare il rapporto tra i fondi previsti e le richieste pervenute; renderà quindi nota la percentuale di spesa ammissibile. Ad esempio, se un soggetto ha effettuato spese per 10.000 Euro avrebbe virtualmente un credito di Euro 6.000; se all’Erario vengono inviate richieste per Euro  400 milioni, la percentuale di spesa ammissibile sarà pari al 50% e il credito effettivo per il soggetto in questione sarà solamente di Euro 3.000.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here