Ritenute appalti

Con la recente nota dell’Ispettorato del lavoro, si torna a discutere delle ritenute sugli appalti, ed in particolare dell’attività di controllo e prevenzione di illeciti.

L’ispettorato nazionale del lavoro, lo scorso 25 novembre, è intervenuto con una nota integrativa, al fine di fare chiarezza sul tema, sempre sensibile, del controllo dell’affidamento appalti e, in specie, sulle relative ritenute fiscali.

Con la nota n. 1037, l’ente ha apportato alcune puntualizzazioni in relazione all’attività di accertamento di illeciti da mancato versamento delle ritenute fiscali, ad opera dei committenti di appalti, nonché rispetto all’imposte a carico dei percettori di redditi di lavoro dipendente.

Ritenute appalti

Quali sono le ritenute sugli appalti?

Una delle novità maggiormente significative del 2020 è stata proprio l’introduzione del art. 4 del c.d. “Decreto Fiscale” (D.L. n. 124/2019 convertito dalla L. 157/2019, pubblicata sulla G. U. 301 e 3l 24 dicembre 2019). La riforma ha, invero, previsto un nuovo regime fiscale da applicare ad alcuni appalti e subappalti.

In particolare all’art. 17 bis del presente decreto, stabilisce i requisiti di soggezione alle nuove ritenute. Non per tutti gli appalti, infatti, i committenti sono tenuti a predetti oneri fiscali, ma solo:

  • Se l’importo complessivo annuo dei contratti per l’esecuzione della prestazione sia superiore ai 200.000 euro, con riferimento agli appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o dei rapporti negoziali;
  • I predetti contratti devono essere “labour intensive” e endo-aziendali, cioè caratterizzati dal prevalente ricorso alla manodopera presso il luogo di lavoro del committente, nonché facendo impiego di beni strumentali di proprietà o a questo riconducibili.

Adempimenti e sanzioni

In base alla nuova disciplina sulle ritenute appalti, il committente, al fine di procedere a tali adempimenti fiscali, deve valutare gli importi e le spese pagate dall’appaltatore. Proprio per tale ragione, le imprese, entro cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute fiscali, dovranno comunicare su richiesta del committente:

  • Copia delle deleghe di pagamento;
  • Elenco nominativo di tutti i lavoratori, con l’indicazione del codice fiscale. L’elenco dovrà contenere identificare coloro che nel mese precedente hanno prestato la propria attività lavorativa, riportando pedissequamente le ore di lavoro prestate da ciascun di essi. E’ inoltre indispensabile specificare l’entità della loro retribuzione e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite, con nota relativa alla prestazione affidata dal committente.

Il versamento delle ritenuta è effettuato dall’impresa appaltatrice (o subappaltatrice), con distinte deleghe per ciascun committente, senza possibilità di compensazione.

Tuttavia, sono posti degli obblighi di controllo a carico dei committenti, i quali risultano sanzionati, laddove non siano espressamente espletati. Questa, invero, si sostanzia in una somma pecuniaria pari a quella irrogata all’impresa affidataria per la non corretta determinazione ed esecuzione delle ritenute, oppure per il tardivo versamento delle stesse.

La competenza sulle sanzioni

L’Ispettorato del lavoro, proprio con riferimento alle sanzioni citate a carico del committente, per violazione degli obblighi di controllo sul versamento delle ritenute appalti, si è espresso tramite nota n. 1037 del 25 novembre 2020.

A tal proposito ha sostenuto che gli obblighi di controllo in esame assolvono allo scopo di rendere effettivi gli adempimenti di natura fiscale posti a carico delle imprese appaltatrici. Da ciò si desume che la loro violazione non è riconducibile nel novero delle violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale. Tale affermazione, allora, consente di escludere la competenza dell’Ispettorato nazionale del lavoro in materia di accertamento e istruttoria dell’illecito compiuto.

La sanzione, conclude la nota, deve essere resa applicando il regime e la procedura, dettata dal D.Lgs. n. 472/1997, cioè le consuete norme che regolano il procedimento sanzionatorio in materia tributaria.

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