Recentemente la Corte di Cassazione ha pubblicato la “Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2021”, riportando con una serie di dati statistici l’andamento della giustizia italiana in riferimento allo scorso anno.

Sulla riforma della giustizia, in particolare sulla giustizia tributaria, ha portato avanti alcuni importanti obiettivi il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Al centro dell’attenzione sono poste soprattutto le tempistiche nello svolgimento dei processi, per cui in Italia i tempi di attesa per i processi sono piuttosto elevati, e vanno a incidere in modo negativo sulla percezione stessa della giustizia nel paese.

Per quanto riguarda la giustizia tributaria, in Italia vengono registrati numeri piuttosto elevati che riguardano le controversie di natura tributaria, che tuttavia si sono leggermente ridotte nell’anno appena trascorso. Vediamo in questo articolo quali sono gli obiettivi del PNRR a proposito della giustizia tributaria, quali le misure della riforma e i dati statistici che riguardano da vicino il 2021.

La riforma della giustizia nel PNRR

Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha introdotto diversi obiettivi da conseguire per migliorare l’efficienza dell’amministrazione pubblica e della giustizia italiana. Secondo quanto riportato dal testo ufficiale, il fattore tempo è posto al centro, con l’obiettivo di limitare le tempistiche per lo svolgimento dei processi, che portano ad una percezione complessiva negativa della giustizia nel paese.

Anche l’Europa stessa spinge l’Italia all’applicazione di riforme per l’organizzazione della giustizia italiana, come riporta il testo del PNRR:

“La Commissione Europea, pur dando atto dei progressi compiuti negli ultimi anni, invita l’Italia ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile; a favorire la repressione della corruzione, anche attraverso una minore durata dei procedimenti penali;”

L’Europa ha confermato l’importanza di intervenire sulla giustizia anche durante il momento di crisi conseguente alla pandemia. L’efficienza dell’amministrazione della giustizia viene posta al centro del PNRR, sia per tutelare i diritti dei cittadini che per sostenere il funzionamento dell’economia.

Secondo questi obiettivi infatti, una maggiore efficienza nel sistema di giustizia porterebbe a maggiori investimenti nel tessuto imprenditoriale, favorendo l’uscita dal mercato, o la ristrutturazione, delle imprese non più produttive o in difficoltà.

La riforma della giustizia: azioni intraprese

Come riportato dal PNRR, in Italia la giustizia continua ad operare per il contrasto della criminalità organizzata, e con misure di anticorruzione. Per snellire le procedure della giustizia italiana, sono stati assunti negli ultimi anni nuovi magistrati, oltre a nuovo personale amministrativo, con l’obiettivo di allineare l’Italia agli altri paesi dell’Unione Europea.

La digitalizzazione è intervenuta non solo per le amministrazioni pubbliche, ma anche per la giustizia, introducendo per esempio il processo civile telematico, soprattutto nei momenti di maggiori criticità legati all’emergenza sanitaria.

Per quanto riguarda i processi civili, la riforma va in tre direzioni:

  • Ricorrere a strumenti alternativi al processo civile per risolvere le controversie;
  • Migliorare l’efficacia dei processi civili, riducendo le tempistiche;
  • Intervenire sul processo esecutivo e sui procedimenti speciali, accorciando i tempi.

Per quanto riguarda i processi tributari invece, che in Italia sono particolarmente frequenti, il PNRR riscontrava alla fine del 2020 almeno 50.000 ricorsi attivi, per cui l’obiettivo principale risultava quello di ridurne drasticamente il numero.

Riforma della giustizia tributaria: i dati del 2021

Visti quali sono gli obiettivi introdotti dal PNRR sulla riforma della giustizia, sono stati pubblicati a gennaio 2022 i primi dati relativi all’andamento della giustizia italiana, in particolare in riferimento ai processi tributari, durante il 2021. Anche per il 2021 i contenziosi di natura tributaria sono rimasti elevati, tuttavia registrano una lieve diminuzione. (Da 9.840 ricorsi del 2020 ai 9.339 nel 2021).

Nel complesso, il numero di ricorsi di natura tributaria arriva al 42,6% del totale dei procedimenti di giustizia civile, in discesa rispetto al 44,4% del 2020.

I ricorsi tuttavia riguardano principalmente il fisco, e sono per lo più legati all’Agenzia delle Entrate, con 7.994 ricorsi nel 2021, per un valore complessivo di quasi 7 miliardi di euro. Tuttavia nel 2021 con l’introduzione della possibilità della definizione agevolata, è aumentato il numero delle estinzioni dei giudizi.

Definizione agevolata

Tramite la definizione agevolata infatti i cittadini hanno per lo più saldato i propri debiti in modo rateizzato o senza il pagamento delle sanzioni e degli interessi aggiuntivi. L’accoglimento dei ricorsi prevale nettamente sul loro rigetto.

Ricordiamo che la definizione agevolata ha consentito la rateizzazione dei vecchi debiti, ma negli ultimi anni sono state introdotte anche numerose misure similari di pace fiscale, come ad esempio lo stralcio dei debiti di importo basso.

Questi dati registrano un miglioramento complessivo della gestione della giustizia tributaria, e una velocizzazione delle procedure, tuttavia la riforma della giustizia continua ancora per i prossimi anni, con l’obiettivo di velocizzare ulteriormente i processi.

Oltre alla necessità di velocizzare l’intero sistema, è emersa anche la necessità di inserire giudici che vadano a trattare a tempo pieno le cause di natura tributaria, per ottimizzare e razionalizzare ulteriormente il sistema, proprio a causa dell’elevato numero di contenziosi di questa natura.

Nuovi obiettivi entro il 2026

Sulla giustizia tributaria quindi si scorge qualche miglioramento, soprattutto a livello di velocizzazione dei processi. Tuttavia gli obiettivi comprendono un arco temporale piuttosto vasto, ovvero fino al 2026.

Secondo le previsioni europee, entro questa data infatti dovranno essere raggiunti alcuni grandi obiettivi: la riduzione del 40% delle tempistiche necessarie per i processi civili, il 35% per il penale, e il 90% della diminuzione di ciò che è definito come “arretrato”.

Attualmente gli obiettivi prefissati per il sistema di giustizia italiano e per gli spazi in cui la giustizia è gestita, da raggiungere entro il 2022, riguardano:

  • 10 interventi per la creazione di cittadelle della giustizia;
  • 38 interventi per le grandi manutenzioni;
  • Nuovi interventi per limitare il sovraffollamento carcerario.

Un altro obiettivo importante, riportato anche nella relazione del Ministero sull’amministrazione della giustizia, è quello della dematerializzazione dei documenti cartacei:

”I documenti originali analogici sono stati convertiti in informatici, preservandone il valore giuridico, probatorio e archivistico, poiché ogni singolo atto è stato protocollato, scansionato e custodito digitalmente in un sistema di gestione sicuro.”

La digitalizzazione quindi passa anche dalla trasformazione dei documenti fino ad ora conservati in forma cartacea, in forma digitale, verso uno snellimento complessivo della gestione dei dati. Allo stesso modo molte delle attività connesse alla giustizia vengono svolte in lavoro agile, come lo smistamento della posta ordinaria, e alcuni adempimenti su fascicoli disciplinari.

Si tratta di misure che sono state intraprese prevalentemente per il periodo di emergenza sanitaria, ma che vengono tutt’ora tenute in considerazione per snellire le procedure.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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