Regime Forfettario 2019: guida ai requisiti di accesso

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Il Regime Forfettario è un regime fiscale per le imprese e i professionisti di minori dimensioni. Regime che prevede agevolazioni fiscali e contributive, a patto di rispettare i requisiti di accesso e permanenza nel regime. Di seguito proponiamo una guida riepilogativa al Regime Forfettario. Rimandandovi agli specifici a specifici articoli per gli approfondimenti del caso.

La Legge n. 190/2014, così come modificata dalla Legge n. 208/2015, ha introdotto, a partire dal primo gennaio 2015, il regime fiscale forfettario.

Tale regime è stato modificato a partire dal 1° gennaio 2019 dalla Legge n 145/2018. Questo per quanto riguarda i requisiti di accesso e di permanenza nel regime sono cambiati.

Si tratta di un regime fiscale naturale per Imprenditori e Liberi Professionisti con tassazione sostitutiva degli effetti dell’IRPEF, dell’IRAP per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni.

Il Regime Forfettario un regime fiscale agevolato, volto ad incentivare l’apertura e la gestione di attività commerciali o professionali di dimensioni minori. Per questo motivo prevede minori adempimenti e oneri da sostenere.

Per questi soggetti resta comunque salva la facoltà di adottare i regimi fiscali ordinari con applicazione dell’IVA.

Vediamo di seguito di riepilogare gli aspetti principali legati all’attuazione del Regime Forfettario, per professionisti e piccole imprese.

Ho pensato di realizzare questa guida in modo semplice e pratico, in modo che possa essere di facile consultazione per tutti.

Troverai tutte le informazioni utili se stai pensando di avviare una nuova attività professionale o imprenditoriale, senza dimenticare i miei consigli.

Sei pronto?!

Regime Forfettario
Regime Forfettario

REGIME FORFETTARIO E PRECEDENTI REGIMI AGEVOLATI AI FINI IVA

Con l’entrata in vigore del Regime Forfettario, dal primo gennaio 2015, tutti i regimi fiscali agevolati precedentemente in vigore sono stati abrogati.

In particolare si tratta dei seguenti regimi fiscali:

  • Il regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della L. 388/2000);
  • Il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. C.d. Regime dei Minimi (art. 27 co. 1 e 2 del D.L. n. 98/2011);
  • Il regime contabile agevolato per gli “ex minimi” (art. 27 co. 3 del D.L. n. 98/2011).

In buona sostanza, il Regime Forfettario è divenuto l’unico regime fiscale agevolato utilizzabile. Questo sia dai contribuenti che vogliono intraprendere una nuova attività che da quelli che sono già in attività.

Naturalmente previa sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa.

L’unica eccezione è data dai contribuenti che fino al 2015 si sono avvalsi del Regime dei Minimi.

Questi contribuenti, infatti, possono continuare ad applicare tale regime in via transitoria e fino alla scadenza naturale del regime.

Quindi, o fino a completamento del quinquennio, o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.

Fermo restando la possibilità di applicare comunque il Regime Forfettario, valutandone la convenienza.

APPLICAZIONE DEL REGIME

Il Regime Forfettario è un regime fiscale che può essere applicato indistintamente da tutti i contribuenti che operano in regime di impresa o di esercenti arti o professioni.

Per questo motivo sono previsti dalla norma una serie di requisiti da rispettare.

Requisiti che devono essere verificati con riferimento all’anno di imposta precedente a quello in cui si applicherà questo regime fiscale.


REGIME FORFETTARIO: CARATTERISTICHE FISCALI E PREVIDENZIALI 

Le caratteristiche principali del Regime Forfettario possono essere sintetizzate nel modo seguente:

REGIME DI CASSA
Il reddito di impresa o di lavoro autonomo viene determinato esclusivamente in base al criterio di cassa. Ovvero sulla base dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta. A questo reddito è applicato un coefficiente di redditività, che tiene conto delle spese applicate in modo forfettario. Al reddito imponibile così determinato è applicata un imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni), che poi a regime passa al 15%. Il pagamento delle imposte avviene con la dichiarazione dei redditi

SPESE FORFETTARIE
Le spese sostenute per l’esercizio dell’attività non possono essere dedotte analiticamente dal reddito. Ad eccezione dei contributi previdenziali versati in ciascun periodo di imposta. Al posto della deduzione analitica dei costi è prevista una deducibilità forfettaria, con una aliquota in percentuale sul reddito che varia a seconda dell’attività esercitata.

AGEVOLAZIONI
Oltre alla deduzione forfettaria dei costi e alla tassazione con imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, ci sono altre agevolazioni.

E’ prevista, infatti:

  • L’esclusione dall’applicazione dell’IVA. Di concerto anche l’impossibilità di detrarsi l’IVA in acquisto. Chi opera in Regime Forfettario ai fini IVA è equiparato ad un “privato”;
  • Esclusione dall’applicazione delle ritenute di acconto. Questo per i soggetti che operano come Professionisti;
  • Non è prevista l’applicazione degli indici di affidabilità;
  • L’applicazione della Fatturazione Elettronica per le operazioni attive e passive è soltanto facoltativa.

Gli esercenti attività d’impresa hanno la facoltà di chiedere all’INPS una riduzione contributiva.

Si tratta di una riduzione del 35% dei contributi dovuti annualmente alla Gestione Ivs Artigiani e commercianti INPS.

Te lo spiegherò meglio nel proseguo.


REGIME FORFETTARIO 2019: LIMITI E REQUISITI DI ACCESSO

requisiti che la Legge chiede di rispettare per l’accesso a questo regime forfettario devono essere verificati da ciascun soggetto.

La verifica deve essere effettuata con riferimento all’anno di imposta precedente rispetto a quello per il quale si chiede l’accesso al regime.

Il Regime Forfettario è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione.

Possono applicare questo regime anche le Imprese Familiari. Purché in possesso dei relativi requisiti.

REQUISITI OGGETTIVI DI ACCESSO AL REGIME FORFETTARIO

L’accesso al Regime Forfettario, nonché il mantenimento dello stesso negli anni successivi, è possibile per i soggetti che possiedono determinati requisiti.

Requisiti che possono essere così schematizzati:

  • Limite Ricavi e Compensi –> Non superiore a € 65.000;
  • Spese per lavoro dipendente –> Non superiori a € 5.000 –> ABROGATO DAL 1° GENNAIO 2019
  • Beni strumentali –> Costo complessivo non superiore ad € 20.000 — ABROGATO DAL 1° GENNAIO 2019

Questi requisiti devono essere verificati:

  • Per coloro che sono già in attività sui dati dell’anno precedente;
  • Mentre, per chi intende iniziare una nuova attività, su dati presunti dell’anno in corso.

Per maggiori approfondimenti sui requisiti di accesso vi rimando a questo contributo:

Regime-forfetario: le condizioni di accesso

LIMITE RICAVI E COMPENSI REGIME FORFETTARIO 2020

Possono accedere al Regime Forfettario i contribuenti che hanno percepito ricavi o compensi non superiori a € 65.000.

Questo indipendentemente dal Codice Ateco applicato.

Per accedere al regime agevolato i ricavi o compensi percepiti (eventualmente ragguagliati ad anno) non devono essere superiori a € 65.000.

Il limite è unico e riguarda tutti i codici ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata.

TABELLA CODICI ATECO REGIME FORFETTARIO

GRUPPO DI SETTOREATTIVITA’ ATECO 2007SOGLIA RICAVI COMPENSICOEFFICIENTI DI REDDITIVITA’
Industrie alimentari e delle bevande(10 – 11)€ 65.00040%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a
47.7) – 47.9
€ 65.00040%
Commercio ambulante di prodotti
alimentari e bevande
47.81€ 65.00040%
Commercio ambulante di altri prodotti47.82 – 47.89€ 65.00054%
Costruzioni e attività
immobiliari
(41 – 42 – 43) – (68)€ 65.00086%
Intermediari del commercio46.1€ 65.00062%
Attività dei servizi di alloggio
e di ristorazione
(55 – 56)€ 65.00040%
Attività professionali,
scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi
(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73
– 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)
€ 65.00078%
Altre attività economiche(01 – 02 – 03) –(05 – 06 –07 – 08 – 09)
– (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19
– 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27
– 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) –
(36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52
– 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63)
– (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84)
– (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) –
(97 – 98) – (99)
€ 65.00067%

E’ opportuno precisare che ne primo anno di attività i compensi vanno ragguagliati ad anno.

Se si effettuano più attività si deve fare attenzione a non superare il limite massimo di € 65.000 considerata la somma del fatturato dei singoli codici Ateco.

Per approfondimenti: “Multiattività nel Regime Forfetario“.

Per la verifica del limite dei compensi, occorre fare riferimento anche delle cessioni o prestazioni eventualmente non ancora fatturate. Cessioni e prestazioni per le quali, si sono verificati i presupposti dell’articolo 109, comma 2, del DPR n. 917/86.

LIMITE DI SPESA PER COLLABORATORI E DIPENDENTI REGIME FORFETTARIO 2020

Nel 2018 si era esclusi dall’applicazione del Regime forfettario nel caso in cui si fossero sostenute durante l’anno spese per lavoratori dipendenti più di € 5.000.

Per il Regime forfettario 2020 questo limite è stato eliminato. Si possono assumere lavoratori dipendenti senza limiti di spese.

L’impiego di personale dipendente da parte di un Forfettario (pensa la segretaria), nel rispetto di tutte le altre condizioni, non preclude l’accesso al regime.

Una delle caratteristiche del regime in commento risiede nella circostanza che il Forfettario non è sostituto d’imposta.

Questo significa che il soggetto in Regime Forfettario non è tenuto alla predisposizione del modello CU e nemmeno al modello 770.

Il lavoratore dipendente assunto dal Forfettario, quindi, riceve lo stipendio al lordo delle ritenute fiscali di legge. Questo significa, che tale soggetto dovrà scontare l’imposizione fiscale, obbligatoriamente nella propria dichiarazione dei redditi.

LIMITE BENI STRUMENTALI REGIME FORFETTARIO 2020

La disciplina del forfettario 2018 prevedeva che per poter accedere al Regime forfettario, non si dovevano avere beni strumentali per un valore superiore ai € 20.000.

Per il Regime Forfettario 2019 questo limite è stato eliminato, non si dovrà più rispettare alcun vincolo per il valore dei beni strumentali.


REGIME FORFETTARIO 2020: CAUSE DI ESCLUSIONE

Per verificare la possibilità di accedere al Regime Forfettario 2019, è necessario fare attenzione a non rientrare in nessuna causa di esclusione.

Infatti, anche nel caso in cui si rispetti il requisito dei € 65.000 di reddito, esistono alcuni casi in cui non si può comunque applicare il Regime forfettario.

Si tratta delle seguenti fattispecie.

ATTIVITÀ IN REGIMI SPECIALI IVA

Persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA. Oppure di regimi forfetari di determinazione del reddito.

Faccio riferimento al regime dell’Agricoltura, regime del margine, regime dell’editoria, etc.

Per poter accedere al regime forfettario questi soggetti devono applicare il regime IVA ordinario, e non quello speciale.

SOGGETTI NON RESIDENTI

Soggetti non residenti.

Ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni.

Questo a patto che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.

Nel caso è possibile operare in Regime Forfettario.

CESSIONE DI FABBRICATI

Soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati.

O porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, comma 1, numero 8), del DPR n. 633/72. Oppure di mezzi di trasporto nuovi di cui all’articolo 53, comma 1, del D.L. n. 331/1993.

PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ

Non possono applicare il Regime Forfettario i soggetti esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo che partecipano contemporaneamente a:

  1. Società di persone, Associazioni professionali, imprese familiari;
  2. Controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata (anche in trasparenza) o associazioni in partecipazione. Deve trattarsi di società che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
  3. Associazioni in partecipazione.

Aspetto importante è che per “controllo” deve intendersi il concetto di “partecipazione qualificata” ai sensi dell’articolo 67 del DPR n 917/86.

Una partecipazione qualificata in una società presenta i seguenti requisiti (articolo 2359 cc):

  • Società quotata in mercati regolamentati italiani o esteri
    • possesso superiore al 2% dei diritti di voto in Assemblea ordinaria;
    • oppure possesso superiore al 5% del capitale sociale.
  • Società non quotata in mercati regolamentati
    • possesso superiore al 20% dei diritti di voto in Assemblea ordinaria;
    • oppure possesso superiore al 25% del capitale sociale o patrimonio

Queste cause di esclusione devono essere verificate nell’anno di applicazione del regime. E non nell’anno precedente.

Per approfondire: “Guida alle cause di esclusione dal regime

LAVORO DIPENDENTE

Un approfondimento particolare riguarda la possibilità di applicare il regime per chi esercita anche attività di lavoro dipendente.

Non possono applicare il Regime forfettario 2019 i soggetti che hanno percepito:

  • Redditi da lavoro dipendente o redditi assimilati e
  • Esercitano attività d’impresa

prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti. Oppure in ogni caso, nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili.

I redditi da lavoro dipendente sono quelli indicati negli articoli 49 e 50 del DPR n 917/86.

VINCOLO AL DATORE DI LAVORO

La norma impedisce al soggetto di operare in Regime Forfettario se fattura prevalentemente al suo ex datore di lavoro. Datore per il quale era in essere un contratto di lavoro dipendente.

Stesso impedimento è in vigore in relazione al datore di lavoro dipendente attuale, nel caso in cui il dipendente decida di aprire una Partita IVA.

Questa normativa è volta ad evitare che i datori di lavoro trasformino contratti da lavoro dipendente in contratti a Partita IVA.

Affinché sia precluso l’esercizio in Regime Forfettario è necessario che almeno il 50% del fatturato di un soggetto derivi dall’ex datore di lavoro.

Nel caso in cui l’ex datore di lavoro sia solo uno dei clienti del professionista o dell’imprenditore che opera con Partita IVA, il Regime Forfettario non è precluso.

Stessa cosa per il soggetto che fattura in mono-committenza.

Il fatto di operare per un unico committente non è causa di esclusione dal Regime Forfettario.

Tuttavia, possono esserci problematiche legate alle c.d. “False Partite IVA“. Questo, tuttavia, è una problematica diversa, ma che non preclude l’esercizio con il Regime Forfettario.


REGIME FORFETTARIO E SEMPLIFICAZIONI IVA

Il principale vantaggio dei contribuenti che applicano il regime è che si trovano in ambito di franchigia IVA.

Per questo motivo c’è l’esonero da buona parte degli adempimenti previsti in materia di IVA.

La disciplina del regime forfettario ai fini IVA prevede l’espletamento di alcuni adempimenti a seconda del tipo di operazione posta in essere.

REGIME FORFETTARIO: ADEMPIMENTI 

Operazioni Nazionali

Il contribuente che si avvale del regime forfettario non può esercitare la rivalsa IVA. Articolo 18 del DPR n 633/72.

Sulle fatture emesse, scontrini o ricevute fiscali emessi durante l’applicazione del regime forfettario non deve essere addebitata l’IVA a titolo di rivalsa.

Cessione di beni

La disciplina ricalca quella ordinaria.

Trova applicazione l’articolo 41 comma 2-bis del DL n 331/93 per operazioni UE.

Trova applicazione l’articolo 8 del DPR n 633/72 per operazioni Extra-UE.

Acquisto di beni Extra-UE

Entro la soglia di € 10.000 annui sono considerati non soggetti ad IVA nel Paese di destinazione.

Gli acquisti sono assoggettati a tassazione nel Paese di provenienza. Articolo 38 comma 5, lettera c), del DL n 331/93.

Per approfondire: “operazioni estere per i Forfettari

Prestazioni di servizi

Prestazioni di servizi ricevuti da non residenti o rese ai medesimi, rimangono soggette alle ordinarie regole.

Articoli 7-ter e seguenti del DPR n 633/72.

REGIME FORFETTARIO E ADEMPIMENTI CONTABILI

I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

Tuttavia, i contribuenti che operano nel Regime sono tenuti a:

  • Numerare e conservare le fatture d’acquisto e le bollette doganali;
  • Certificare i corrispettivi.

Devono, anche presentare la dichiarazione dei redditi nei termini e con le scadenze previste dal DPR n. 322/98.

I ricavi conseguiti e i compensi percepiti non sono assoggettati a ritenuta d’acconto.

A tal fine è necessario che il contribuente rilasci un’apposita dichiarazione al sostituto dalla quale risulti che le somme percepite afferiscono è soggetto all’imposta sostitutiva.

INDICAZIONI DA RIPORTARE IN FATTURA

Il soggetto che adotta il Regime Forfettario è tenuto a riportare in fattura la seguente dicitura.

Questo al fine di informare il cliente che si avvale di questo particolare regime fiscale che non prevede l’applicazione dell’IVA in fattura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, e articolo 1, commi da 111  a 113, della Legge n. 208/2015, e s.m. – Regime forfetario”

Dicitura da inserire in Fattura per Regime Forfettario

REGIME FORFETTARIO E FATTURA ELETTRONICA

I soggetti che applicano il Regime Forfettario sono esonerati dall’obbligo di emissione della Fattura Elettronica.

Questi soggetti possono emettere normale fattura ai loro clienti.

Sul lato passivo, ovvero, per le eventuali fatture che ricevono dai fornitori occorre prestare la dovuta attenzione.

In pratica si tratta di fare attenzione ad un meccanismo a due vie messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per i contribuenti che si trovano a ricevere fatture in formato elettronico cartaceo.

Sul punto le Entrate hanno chiarito quanto segue:

non hanno l’obbligo di conservare elettronicamente le e-fatture ricevute «nel caso in cui il soggetto non comunichi al cedente/prestatore la Pec ovvero un codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche».

In questo caso la fattura ha il codice di default «0000000»; restano obbligati negli altri casi di ricezione

Per i Forfettari, dal 2019 vi sono perciò quattro possibilità, rispetto al ciclo passivo e attivo:

  1. Fatture elettroniche ricevute con il codice destinatario «0000000»: secondo le Faq delle Entrate possono essere conservate in modalità tradizionale. Ferma restando la necessità di confermare il valore probatorio della stampa della fattura elettronica;
  2. Le Fatture elettroniche ricevute con il codice destinatario specifico o tra mite Pec vanno conservate in modalità elettronica;
  3. Fatture ricevute ed emesse in form a cartacea: vanno conservate in modalità tradizionale;
  4. Fatture emesse in formato elettronico: vanno conservate in modalità elettronica. Sia che vengano emesse su base facoltativa, sia che vengano emesse obbligatoriamente, nei confronti di una pubblica amministrazione.

REGIME FORFETTARIO: DETERMINAZIONE DEL REDDITO DA ASSOGGETTARE AD IMPOSTA SOSTITUTIVA

Il Regime Forfettario prescinde dalla determinazione del reddito in forma analitica.

Il reddito imponibile è determinato applicando ai ricavi e compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto in funzione del codice ATECO.

Codice che contraddistingue l’attività svolta.

Sul reddito così determinato, al netto dei contributi previdenziali versati, deve essere applicata un’imposta sostitutiva pari al 15%.

Riassumendo, è possibile riepilogare che:

  • Ai fini della determinazione del reddito imponibile non assumono alcuna rilevanza le spese sostenute nel periodo, siano esse inerenti o meno all’attività svolta dal contribuente. Le uniche spese che possono essere portate in deduzione sono i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge;
  • Il computo dei ricavi avviene secondo il principio di cassa: assumono rilevanza i ricavi o compensi effettivamente incassati nel corso del periodo d’imposta;
  • L’imposta del 15% è sostitutiva dell’imposta sui redditi (IRPEF), delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

IMPRESA FAMILIARE IN REGIME FORFETTARIO

In caso di applicazione del regime per imprese familiari l’imposta sostitutiva è dovuta dal titolare dell’impresa.

Essa è calcolata sul reddito dell’impresa stessa prima dell’imputazione della quota ai familiari.

I contributi previdenziali sono deducibili, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico. Ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi.

AGEVOLAZIONE REGIME FORFETTARIO START-UP

L’aliquota dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali e dell’IRAP per i contribuenti che adottano il Regime Forfetario è ridotta dal 15% al 5%.

Questa agevolazione per le Start-Up in Regime Forfettario è utilizzabile limitatamente ai primi 5 periodi d’imposta in cui è esercitata l’attività.

Questo sia che si tratti di avvio di una nuova impresa, oppure di nuova attività artistica o professionale.

In particolare, è previsto che per il periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e per i 4 successivi, l’imposta sostitutiva è pari al 5%, a condizione che:

  • Il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, un’attività artisticaprofessionale o d’impresa. Anche in forma associata o familiare;
  • L’attività da esercitare non costituisca in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo. Escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • Qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti che consentono l’accesso al regime forfetario.

Il reddito determinato secondo i criteri del Regime Forfettario è rilevante, assieme al reddito complessivo IRPEF, ai fini delle detrazioni per carichi di famiglia. Detrazioni di cui all’articolo 12, comma 2, del DPR n 917/86. 


REGIME FORFETTARIO E AGEVOLAZIONI CONTRIBUTIVE

L’applicazione del regime permette anche l’ottenimento di un’agevolazione contributiva. Si tratta di un’agevolazione valida esclusivamente per i soggetti tenuti all’iscrizione alla gestione Ivs Artigiani e Commercianti Inps.

In particolare, i soggetti beneficiari sono esclusivamente le ditte individuali che esercitano attività commerciale. Quindi, i professionisti, di qualsiasi genere, ne sono esclusi.

Il reddito forfettario determinato ai sensi dei precedenti commi costituisce base imponibile ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 agosto 1990, n. 233. Su tale reddito si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35%. Si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335“

L’agevolazione contributiva consiste in una riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti annualmente.

PROCEDURA DI RICHIESTA AGEVOLAZIONE CONTRIBUTI INPS COMMERCIANTI

Al fine di fruire dell’agevolazione contributiva è necessario effettuare una specifica comunicazione telematica:

  • I soggetti che intraprendono l’esercizio di una nuova attività aderendo al regime agevolato dovranno presentare la domanda in via telematica. Tramite il cassetto previdenziale artigiani commercianti tempestivamente dalla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla Gestione Inps;
  • I soggetti già in attività la dovranno presentare, a pena di decadenza, entro il 28 febbraio di ciascun anno la domanda tramite il cassetto previdenziale artigiani commercianti disponibile sul sito dell’Inps.

Nel caso in cui la dichiarazione sia presentata oltre il termine stabilito, l’accesso al regime contributivo agevolato potrà avvenire a decorrere dall’anno successivo, presentando nuovamente la dichiarazione stessa entro il termine stabilito, ferma restando la permanenza delle condizioni di accesso al regime forfettario.


REGIME FORFETTARIO E RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il rapporto tra i soggetti che applicano il regime forfettario e le pubbliche amministrazioni “intreccia” lo split payment e gli obblighi di fatturazione elettronica tra privati previsti dal 1° gennaio 2019.

SCISSIONE DEI PAGAMENTI

Sul fronte Split Payment, le Entrate hanno confermato che tali contribuenti hanno il solo onere di indicare nella fattura emessa che l’operazione è soggetta al regime di vantaggio o al regime forfettario.

Sul punto la Circolare 6/E/2015, paragrafo n. 8.5, ha chiarito che il meccanismo della scissione dei pagamenti di cui all’articolo 17-ter del DPR 633/1972 “non trova applicazione in relazione alle operazioni assoggettate a regimi speciali che non prevedono l’evidenza dell’imposta in fattura e che ne dispongono l’assolvimento secondo regole proprie

Ossia, come nel caso prospettato, che esonerano il fornitore dall’addebito dell’IVA in via di rivalsa.

FATTURA ELETTRONICA – E-FATTURA

Dal lato della fattura elettronica, l’Agenzia ha chiarito che per i forfettari – anche se esclusi dall’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica – permangono i vincoli dettati dalla Legge n 244/2007.

Questo in ordine alla fatturazione elettronica nei confronti della pubblica amministrazione.

Il comma 909 della legge 205/2017, infatti, ha esteso la fatturazione elettronica agli scambi tra soggetti Iva e poi anche nei confronti dei consumatori finali. Norma che esonera da tali disposizioni i soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del Dl 98/ 2011) e quelli che applicano il regime forfettario.

Se un soggetto forfettario deve emettere una fattura a una pubblica amministrazione nei cui confronti ha efficacia il meccanismo dello split payment e al contempo sia destinataria degli obblighi di fatturazione elettronica in quanto indicizzata nel sito www.indicepa.gov.it, deve adeguarsi alla modalità elettronica. Utilizzando il formato Xml e facendola transitare dal Sistema di interscambio (Sdi).

Lo schema della fattura verso la PA prevede, tra gli altri, che l’elemento complesso Dati Anagrafici utilizzi il tipo complesso Dati Anagrafici Cedente Type.

Elemento che al suo interno presenta diversi campi da valorizzare tra cui il campo Regime Fiscale. Questo ha un formato alfanumerico di 4 caratteri per indicare il tipo di regime fiscale adottato dal cedente / prestatore.

Nel caso del soggetto passivo IVA aderente al regime forfettario, occorrerà compilare il campo con “RF19“. Nessuna dicitura, invece, per segnalare la non applicazione dello split payment.


VALUTAZIONI DI CONVENIENZA SUL REGIME FORFETTARIO

Non si fa altro che parlare della convenienza del Regime Forfettario.

E’ vero, il Regime Forfettario presenta degli indubbi elementi di convenienza. Tuttavia, non è detto che sia così in tutti i casi.

Non esiste un criterio univoco per stabilire a priori quando, o meno, il Regime Forfettario è più conveniente rispetto al regime ordinario, la Contabilità Semplificata.

Per questo motivo ho voluto predisporre due esempi in cui, prendendo come riferimento un professionista iscritto alla Gestione Separata INPS, per valutare la convenienza del Regime Forfettario.

Partiamo.

Ipotizziamo i seguenti dati di partenza.

Fatturato €   35.000,00
Coeficiente di redditività78%
Canone di locazione  €   10.000,00
Spese mediche €     5.000,00
Contributi previdenziali  €     3.000,00
Contributi previdenza integrativa €     2.500,00

Vediamo, come con questi dati si determina il reddito netto in Regime Forfettario ed in Contabilità Semplificata.

Regime Forfettario
Fatturato €   35.000,00
Coefficiente di redditività78%
Reddito tassabile €   27.300,00
Contributi previdenziali obbligatori €     3.000,00
Reddito imponibile €   24.300,00
Imposta 15% €     3.645,00
Contributi Previdenziali  €     6.249,96
Reddito Netto €   25.105,04

Regime Ordinario
Fatturato €   35.000,00
Costi dell’attività €   10.000,00
Contributi previdenziali €     3.000,00
Oneri deducibili €     2.500,00
Reddito imponibile €   19.500,00
Imposta lorda €     4.665,00
Oneri detraibili €         950,00
Imposta netta €     3.715,00
Contributi previdenziali €     5.658,40
Reddito Netto €   25.626,60

In questa simulazione, anche se per poco ma la Contabilità Semplificata offre un vantaggio rispetto all’applicazione del Regime Forfettario. Questo è dovuto al fatto che i costi sostenuti dal professionista sono rilevanti.

I costi legati all’attività, ovvero i € 10.000 di affitto, e gli oneri personali sostenuti nell’anno (€ 2.500 di contributi previdenziali non obbligatori e € 5.000 di spese sanitarie) hanno finito per pesare in modo determinante sulla valutazione.

VALUTAZIONE DI CONVENIENZA PER UN REGIME DI VANTAGGIO

Questi oneri, che nel Regime Forfettario vengono perduti, possono essere sfruttati nella Contabilità Semplificata. Per questo motivo è sempre opportuno effettuare una valutazione di convenienza.

E’ opportuno, quindi, affidarsi ad un professionista esperto che sappia indirizzarti verso il corretto regime fiscale adatto a te.

Lo sbaglio che commettono in molti è quello di fare una valutazione che tiene conto soltanto dei costi effettivi dell’attività. E’ opportuno, invece, considerare anche gli oneri deducibili e detraibili che si sostengono nell’anno.

Sono questi, infatti, che principalmente sono in grado di indirizzare la scelta del corretto regime fiscale per un soggetto che vuole avviare o modificare il proprio regime fiscale.

Affidati sempre ad un professionista esperto.


REGIME FORFETTARIO: LE TRASFERTE NEL LIMITE DI FATTURATO MASSIMO

Un aspetto molto interessante se stai pensando di operare in Regime Forfettario riguarda i compensi relativi alle trasferte.

Infatti, se opti per il Regime Forfettario devi gestire con attenzione le spese di trasferta.

I costi sostenuti dal professionista fuori sede per l’esecuzione di un incarico, quando sono versati direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura.

Questo è quanto prevede l’articolo 54, comma 5, del DPR n 917/86.

Questa disposizione risulta particolarmente utile per i professionisti che applicano il Regime Forfettario. Soprattutto se si raggiungono compensi vicini alla soglia massima di € 65.000.

Questo limite, infatti, potrebbe non essere superato se le spese di trasferta sono sostenute direttamente da chi ha conferito l’incarico.

Al contrario, se il professionista sostiene direttamente i costi per poi riaddebitarli al cliente le somme costituiscono compensi. Fatturato che potrebbe far superare la soglia massima e determinare l’uscita dal regime.

SPESE DI TRASFERTA ED ACCORDI PREVENTIVI CON IL COMMITTENTE

Tutti i professionisti (indipendentemente dal Regime Fiscale utilizzato), possono scegliere, di trattare con due diversi criteri i rimborsi spese di trasferta.

Mi riferisco alle spese di vitto, alloggio e viaggio.

Naturalmente, la scelta dipende anche dall’accordo trovato con il cliente.

Tuttavia, a seconda del criterio scelto gli adempimenti e i relativi effetti fiscali sono diversi.

Vediamo le casistiche a disposizione.

SPESE A CARICO DEL CLIENTE

La formulazione della norma è molto ampia e prevede che:

Tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura del professionista

Quindi vi rientrano i costi di viaggio, vitto e alloggio.

I documenti di spesa – per esempio, la fattura dell’albergo o del ristorante – devono essere intestati direttamente all’impresa committente.

Per i biglietti ferroviari, che non sono nominativi, si deve poter dimostrare che l’impresa committente ha effettuato direttamente il pagamento.

Per evitare contestazioni dell’Agenzia delle Entrate, è opportuno che l’obbligo del committente di sostenere direttamente i costi di trasferta sia indicato nel preventivo rilasciato dal professionista prima del conferimento dell’incarico.

Il preventivo, obbligatorio per legge, quindi, può essere utilizzato per formalizzare gli accordi tra committente e professionista. Questo anche con l’intento di scongiurare il rischio di contestazioni di tipo fiscale.

SPESE A CARICO DEL PROFESSIONISTA

Le spese sostenute per le trasferte dai professionisti e addebitate al cliente costituiscono compensi professionali soggetti a tassazione nel periodo di imposta in cui avviene materialmente l’incasso.

Se il pagamento (il rimborso) avviene da parte di un sostituto d’imposta, l’importo corrisposto è soggetto a ritenuta d’acconto.

Se questi oneri sono indicati analiticamente nella fattura emessa nei confronti del cliente (all’atto dell’addebito), in modo da distinguerli rispetto ai compensi in senso stretto (afferenti alle prestazioni svolte), saranno deducibili integralmente.

In pratica non si applica il limite del 75% e del 2% dei compensi percepiti riguardante le spese alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande.

Al contrario se il riaddebito nei confronti del cliente viene effettuato in base a criteri forfettari, senza effettuare quella distinzione, l’importo incassato continua a essere integralmente imponibile.

Tuttavia, le spese sostenute sono deducibili nella misura limitata del 75% e per un importo annuale che non può comunque superare il limite del 2% dei compensi incassati nell’anno.

MODELLO FATTURA REGIME FORFETTARIO DOWNLOAD GRATIS

Il Regime Forfettario (ex regime dei minimi)

Di seguito trovi il link per scaricare gratis il modello di Fattura in Regime Forfettario. La fattura è valida sia che tu sia:

  • Un impresa (commerciante o artigiano)
  • Un professionista (es. medico, biologo, psicologo, avvocato, notaio, etc).

La fattura, in ogni caso, non prevede mai l’applicazione della ritenuta di acconto. Queste le indicazioni da riportare in Fattura:

Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto come previsto dall’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.

Queste le indicazioni che devono essere obbligatoriamente riportate in Fattura in regime di vantaggio:

“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, e articolo 1, commi da 111  a 113, della Legge n. 208/2015, e s.m. – Regime forfetario”

Dicitura da inserire in Fattura per Regime Forfettario

REGIME FORFETTARIO: CONSULENZA E PREVENTIVO

Hai bisogno di un consulente che ti aiuti con il Regime Forfettario?

So che credi di potercela fare da solo. Molti dei miei clienti pensavano la stessa cosa, ma poi hanno cambiato idea.

Effettuare una corretta fatturazione, specialmente nelle operazioni estere, la conservazione dei documenti, ma soprattutto la valutazione annuale di convenienza possono portarti ad affidare la tua fiscalità ad un esperto.

Il rischio di commettere errori è sempre alto.

Per questo se credi che fare da solo non sia la scelta migliore per te, non affidarti ad un consulente qualunque. Scegli sempre un dottore Commercialista, ma soprattutto uno esperto.

Se non hai un punto di riferimento, non preoccuparti, al termine dell’articolo trovi il link per contattarmi.

Ricorda che ogni errore che commetti, in caso di accertamento, si trasforma in sanzione amministrativa, che poi significa perdita di tempo e denaro.

Il consiglio che ti do è di affidarti ad un professionista che possa garantirti di poterti concentrare al 100% sul tuo business. Se vorrai potrai delegarmi tutti i tuoi adempimenti fiscali, quindi non esitare a contattarmi.

Sono a tua disposizione per effettuare una consulenza personalizzata e valutare con una simulazione numerica il regime fiscale che ti consente il massimo risparmio fiscale.

In questo modo potrai conoscermi e capire come opero, e riceverai un preventivo per la mia consulenza fiscale annuale. Seguo clienti in tutta Italia, quindi non sarà un problema, se la distanza è quella che ti preoccupa.

Non aspettare, contattami!

84 COMMENTS

  1. salve un collaboratore di impresa familiare operante nel settore delle assicurazioni, ha cessato tale stato con atto notarile nel novembre 2014, avendo conseguito un reddito di circa € 45.000,00. Può nel 2015 aprire priva per esercitare l’attività di avvocato usufruendo del nuovo regime forfettario. grazie

  2. Si rispetta glivaltri requisiti, il mio dubbio è relativo ai ricavi maturati nel 2014 nell’ambito della collaborazione all’impresa familiare.

  3. Salve,
    sono impiegata in uno studio commerciale (1) con un reddito lodo annuo di circa 18.000 €. Vorrei aprire la partita iva nel 2016 con il nuovo regime forfettario per prestazioni di consulenza ad un altro studio commerciale (2). Se mantengo il mio posto di lavoro dipendente, posso aprire la partita iva e fare consulenza allo studio commerciale (2) con fattura con il regime forfettario?
    Inoltre, se si può, visto che sono dipendente e che non ho una cassa di previdenza, devo comunque iscrivermi e pagare i contributi alla gestione separata inps, oppure visto che sono dipendente, non devo versare tali contributi?

    Grazie, Marzia.

  4. Salve,
    se il suo contratto di lavoro dipendente non supera la soglia lorda di €. 20.000 allora può aprire partita Iva con il regime forfettario. Avendo lei già una posizione Inps aperta con il lavoro dipendente può beneficiare di una riduzione dei contributi Inps da versare alla gestione separata. Valuti bene se il volume di affari che crede di percepire è in grado di coprire i costi legati alla partita Iva, ma credo che a questi aspetti abbia già pensato. In bocca al lupo!

  5. Buongiorno,riguardo le informazioni da inserire nel quadro RS circa alcuni dati che interessano i forfettari,vedi circ.10 di aprile dell’Ag.delle Entrate,qualora non ci siano in quanto il contribuente non ha corrisposto alcun emolumento a terzi né ha dipendenti o collaboratori né ha in uso beni né ha costi da dichiarare sulla base di fatture ricevute,può il contribuente medesimo non avere nessun obbligo a compilare il quadro RS anche perché la propria attività è mera prosecuzione dagli anni precedenti come impresa individuale cosiddetta “marginale” e rientrante dall’anno 2015 nel nuovo sistema forfettario con imposta sostitutiva al 15%? Grazie per il contributo.

  6. Salve, certamente se non ci sono elementi da inserire il quadro può non essere compilato dal contribuente in regime forfettario.

  7. Buongiorno,

    ho aperto la partita Iva il 13 ottobre 2016 e chiedo se posso fatturare, oramai in data gennaio 2017, tutti i proventi del lavoro occasionale 2016 per i quali ancora non ho emesso ricevuta alcuna e per i quali, peraltro, ancora non è stata versata la ritenuta d’acconto. O non posso, invece, fatturare solo per i proventi derivanti da giornate lavorate post quem?
    Grazie.

  8. Le prestazioni che può fatturare sono quelle effettuate dopo l’apertura della partita Iva, per le prestazioni precedenti deve rilasciare ricevuta.

  9. Buongiorno,

    Ho un lavoro dipendente con un compenso annuale lordo di 23.000 euro e ricevo il contributo degli 80 euro mensili.

    Ho già avuto in passato (dal 2007 al 2012) una partita IVA agevolata (codice attività 74878 altre attività di servizi alle imprese) che nel 2012 è stata chiusa. In quegli anni sono stata iscritta alla gestione separata INPS e ho versato i contributi.

    Vorrei sapere se posso aprire una nuova partita IVA in regime forfetario agevolato con imposta sostitutiva del 5% per una nuova attività professionale e se in tal caso devo riscrivermi alla gestione separata INPS e se perdo gli 80 euro di contributo mensile.

    Grazie.

  10. Può aprire una nuova partita Iva, in regime forfettario con imposta sostitutiva al 5% senza perdere il beneficio di 80 euro.

  11. Molte grazie per la risposta chiara e sollecita. Mi rimane solo il dubbio della eventuale reiscrizione alla gestione separata INPS. Devo fare una nuova iscrizione ?

    Grazie.

  12. Grazie molte per la risposta chiara e sollecita. Mi rimane solo il dubbio se devo reiscrivermi alla gestione separata INPS.

    Grazie.

  13. Non ci sono cancellazioni dalla gestione separata, una volta iscritti lo si resta sempre, anche se per un periodo non si è tenuti a versare contributi.

  14. Lei continua ad essere iscritta alla gestione separata, dovrà poi versare i relativi contributi.

  15. Nel caso si è in ritardo di 1 anno nell’apertura della p.iva è corretto dire che si può aprire la p.iva in modo tardivo pagando sulle 100 euro ed emettendo ricevuta per le prestazioni precedenti all’apertura della stessa?
    Nei vari articoli leggo poi di questo limite dei 5.000 euro.E’ vero che sotto i 5.000 euro non si è tenuti ad aprire la p.iva o fin quando il lavoro non è occasionale si ha l’obbligo dell’apertura p.iva anche con guadagni inferiori ai 5.000 euro annui?Sembra che ognuno la pensi in modo diverso,vorrei sentire la sua.
    Grazie

  16. L’obbligo di aprire partita Iva è dato dall’abitualità dell’attività esercitata a prescindere da qualsiasi limite quantitativo. Quando l’attività è abituale e continuativa vi è l’obbligo di aprire partita Iva. Se siamo in ritardo con l’apertura bisogna affrettarsi perché in caso di controlli si rischiano sanzioni.

  17. Mi è parso di capire che in questi casi ci sono 2 possibili vie:

    -il reddito può essere soggetto a imposta del 23% al lordo di detrazioni e i contributi si verserebbero sulla differenza tra i 5000 euro e il reddito totale

    oppure

    -aprire p.iva come ha detto lei pagando una sanzione di circa 100 euro e applicare il regime forfettario normalmente

    Ha senso?

  18. Le due ipotesi non sono alternative. La prima va bene se non intende esercitare in futuro la prestazione professionale, la seconda va bene se si continua l’attività anche in futuro.

  19. Grazie mille per la celere risposta,molto gentile.
    Un ultimo quesito:

    Se il lavoro non è occasionale e si sta sotto i 5000 euro annui si è comunque costretti a versare i contributi INPS in quanto reddiito da lavoro non occasionale,è giusta anche questa affrmazione?

  20. Se per lavoro non occasionale intende con partita Iva, i contributi Inps sono sempre dovuti, qualunque sia il reddito percepito.

  21. Quindi non ho nessun tipo di agevolazione se sto sotto la soglia di 5000 euro(con p.iva)?Non mi cambia nulla tra guadagnare 5000 o 8000 all’anno?

  22. Buongiorno, ho letto con vivo interesse i vari commenti e risposte sempre utilissime. Desidero proporvi la situazione di mia figlia riguardante l’anno 2016. E’ stata dipendente per i primi tre mesi (ricevuto il CU), poi ha ricevuto l’indennità disoccupazione fino a fine settembre (ricevuto il CU INPS) e il 4 ottobre ha preso la partita IVA a regime forfetario.Ricavi con IVA solo € 4060 fino a dicembre. Ha anche riscosso introiti con ricevuta d’acconto precedente alla partita IVA per un totale lordo di € 9.000 (con tipologia reddituale M e B). Ora con la presentazione modello unico i contributi previdenziali alla gestione separata INPS sono del 27,72% soltanto sui 4.060 ricevuti da quando ha la partita IVA e ugualmente per l’IRPEF al 5%? Può portare a detrazione le ritenute d’acconto avute precedentemente?Ringrazio e mi scuso ma è la prima volta che mia figlia è coinvolta in questa esperienza essendo sempre stata dipendente e sono un pò preoccupato che si sbagli qualcosa

  23. Sua figlia dovrà compilare il modello Redditi, e pagare i contributi sulla somma delle prestazioni occasionali che supera i €. 5.000 e sulla partita Iva, e poi versare l’Irpef sulla prestazione occasionale e l’imposta sostitutiva sui redditi dell’attività. Il consiglio che posso darle è di non fare da solo, il rischio di commettere errori è alto in questi casi. Se vuole siamo a disposizione per la predisposizione della dichiarazione dei redditi. Mi faccia sapere se interessato.

  24. Salve, una socia di capitali in una s.a.s che precepisce circa 7000 euro netti (commercio editoria), può aprire una attività di creazione e vendita dei propri manufatti (bigiotteria) con regime forfettario? Io sono una creativa che vende su alcuni marketplace e dato che sto vendendo in modo continuativo in Italia e all’estero (anche fuori dall’Europa), volevo regolarizzare la mia posizione. Nel caso fosse possibile, rientrerei nella categoria del commercio al dettaglio e all’ingrosso? Grazie mille

  25. Se vuole possiamo parlare di questi aspetti in una consulenza, e se vuole potrà avvalersi della nostra assistenza qualora voglia aprire partita Iva.

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