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Regime di tassazione degli influencer

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Il modo in cui le persone si guadagnano da vivere sta cambiando in modo sempre più rapido. Sempre più persone stanno cercando un lavoro da remoto a discapito delle tradizionali opportunità lavorative in sede. Il mondo del web ha permesso negli ultimi anni una crescita esponenziale delle opportunità di lavoro: tra questi, uno dei più diffusi è quello dell’Influencer.

Negli ultimi anni è cresciuto a dismisura il numero delle persone che vogliono diventare influencer e guadagnare con Instagram. Instagram è una piattaforma in grande crescita, utilizzata da molti brand per promuovere i loro prodotti tramite gli influencer

La determinazione dei redditi derivanti dall’attività di influencer può avvenire mediante contabilità semplificata o mediante regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014).


Chi è e come si diventa influencer?

Negli ultimi anni è cresciuto a dismisura il numero delle persone che vogliono diventare influencer e guadagnare con Instagram. Instagram è una piattaforma in grande crescita, utilizzata da molti brand per promuovere i loro prodotti tramite gli influencer

L’influencer è una persona in grado di influenzare scelte d’acquisto, o decisionali di altre persone, in quanto dotata di autorevolezza su un determinato argomento. La parola influencer si è diffusa molto negli ultimi anni nel web, ad oggi si parla anche di Influencer Marketing.

Per diventare influencer, è preliminarmente necessario trovare un proprio tema specifico al fine di reperire una propria nicchia. Affermarsi come influencer richiede un incremento dei propri followers.

Pertanto, la prima cosa da fare per diventare un influencer è trovare una propria nicchia, qualcosa che ti piaccia e di cui ti ritieni esperto. Di qualunque tema si tratti è necessario tu abbia abbastanza conoscenza e interesse. Di temi su cui puoi concentrarti ce ne sono molti, Musica, libri, animali, lifestyle, cucina, fitness ecc.

Inoltre, diventa fondamentale a questo punto pubblicare foto di qualità e didascalieStories e Video Live e anche interagire con la propria community mediante una presenza costante sul canale.

Altra cosa fondamentale, è di individuare uno stile narrativo ed applicarlo ad ogni scatto, ogni didascalia, chi guarda un tuo post o una storia deve riuscire subito a capire che sei tu. Lo storytelling su Instagram è fondamentale per diventare influencer.

Uno dei metodi per riuscire a guadagnare con Instagram è quello di ricevere offerte dai brand, questo è il miglior modo per monetizzare su Instagram ed anche il più efficace. Tuttavia, per essere presi in considerazione dai brand per ricevere le offerte, devi migliorare i tuoi numeri da un punto di vista qualitativo e quantitativo. Occorre avere tanti follower attivi e reali, è necessario avere tanta interazione.

L’algoritmo di Instagram è sempre più a quello dei motori di ricerca come Google, pertanto, la pubblicazione di post frequentemente sarà premiata rispetto a chi pubblica meno spesso.

E ancora, devi avere tante visualizzazioni a video e stories di Instagram: questo è un requisito fondamentale.

Disciplina fiscale

La domanda che molti Influencer si pongono e se e come devono dichiarare i proventi che percepiscono al Fisco italiano. Quello che c’è da sapere è che al momento in Italia non esiste ancora una  vera e propria regolamentazione giuridica o fiscale che definisca come devono essere dichiarati i guadagni on-line.

Per l’Amministrazione finanziaria l’attività di gestione di E-commerce, di affiliazione commerciale o di vendita di post a pagamento, all’interno di un sito web o di un social network è considerata un’attività economica di tipo abituale, pertanto è necessario l’apertura di una partita IVA.

Leggi: “Guadagnare con instagram: modelli di business ed aspetti fiscali”

Non sempre è possibile ovviare all’apertura della Partita IVA con la prestazione occasionale, difatti, i guadagni legati alle affiliazioni con i brand sponsorizzati la prestazione occasionale non è mai utilizzabile.

Se non rispetti queste disposizioni potresti essere passibile di sanzioni amministrative molto pesanti in materia di IVA.

Quali sono gli adempimenti fiscali ed amministrativi?

Se hai deciso di operare come un Influencer professionista devi sapere quali sono i passi da compiere per essere in regola. Proviamo a schematizzarli:

  • Effettuare l’apertura della partita IVA, per l’esercizio di attività di impresa;
  • Iscrizione in Camera di Commercio (costo circa 120,00 euro annue);
  • Iscrizione alla Gestione commercianti dell’Inps (€. 4.000 annue, dovuti indipendentemente dai guadagni percepiti);
  • Verificare eventuali obblighi di presentazione della SCIA al Comune ove è situata la sede dell’attività.

Proviamo ad analizzare questi adempimenti di seguito, con maggiore dettaglio.

Apertura della partita iva

Una volta arrivato a questo punto, il passo successivo è quello di rivolgerti al tuo dottore Commercialista di fiducia. In ogni caso, sei chiamato a comunicare l’avvio di questo tipo di attività all’Agenzia delle Entrate.

L’indicazione avviene attraverso l’iscrizione di un codice attività legato alla promozione di spazi pubblicitari in internet. I codici attività da utilizzare possono essere, alternativamente, i seguenti:

  • Codice attività Ateco 73.11.02 – “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”;
  • Codice attività Ateco 74.90.99 – “Altre attività professionali nca”.

Inoltre, è obbligatoria anche l’iscrizione al Registro delle Imprese, tenuto presso la Camera di Commercio. Il costo dell’iscrizione al Registro ammonta ad 37,00 euro per diritti e bolli. Oltre al costo del diritto annuale per circa 88,00 euro (per le ditte individuali), oppure di 200,00 euro per le imprese iscritte nella sezione ordinaria.

Dopo aver aperto partita IVA è necessario scegliere il regime fiscale. Vediamo più nel dettaglio.

Contabilità semplificata

La contabilità semplificata è il regime fiscale ordinario per le imprese minori, che non hanno la possibilità di applicare regimi di vantaggio come il regime forfettario. Si tratta di un regime fiscale applicabile dalle persone fisiche (che esercitano attività di impresa o di lavoro autonomo), dalle società di persone (e assimilate) e dagli enti non commerciali. Il reddito dell’influencer deve essere determinato in base al cosiddetto criterio di cassa, il quale implica che la tassazione dei compensi deve essere effettuata nel periodo di imposta in cui gli stessi sono effettivamente percepiti (o incassati) e la deduzione delle spese in quello in cui sono state effettivamente sostenute o pagate.

compensi corrisposti da sostituti di imposta (società, enti) all’influencer dovranno essere assoggettati alla ritenuta del 20% a titolo di acconto con obbligo di rivalsa. Non si considerano compensi, quindi non concorrono a formare il reddito dell’influencer né andranno esposte in fattura, le spese di viaggio, vitto, alloggio direttamente sostenute dal committente, se relative all’esecuzione di un incarico conferito (art. 54, co. 5, Tuir).

Qualora l’influencer non eserciti in via abituale ma occasionalmente la sua attività ritraendone così redditi diversi derivati da obblighi di fare, non fare e permettere, anche in questo caso si avrà una tassazione al netto e per cassa dei proventi con assoggettamento a ritenuta d’acconto del 20% da parte della società committente.

Regime forfettario

Il regime forfettario, salvo alcune eccezioni, è un regime naturale applicabile agli influencer che percepiscono compensi di ammontare non superiore a 65mila euro ragguagliati ad anno. Il regime forfettario  è un regime fiscale per le imprese e i professionisti di minori dimensioni. Si tratta della c.d. “flat tax” per le partite IVA che prevede agevolazioni fiscali e contributive, a patto di rispettare i requisiti di accesso e permanenza nel regime. 

Il Regime Forfettario è un regime fiscale agevolato, volto ad incentivare l’apertura e la gestione di attività commerciali o professionali di dimensioni minori. Per questo motivo prevede minori adempimenti e oneri da sostenere. Resta comunque salva la facoltà di adottare i regimi fiscali ordinari con applicazione dell’IVA.

Il reddito imponibile è determinato applicando all’ammontare dei compensi percepiti un coefficiente di redditività variabile in base all’attività svolta e risultante dal codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. Determinato il reddito imponibile, viene applicata un’unica imposta, nella misura del 15%, sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap ovvero, a talune condizioni, del 5% per le nuove iniziative.

Il regime forfettario prevede alcune semplificazioni ai fini delle imposte dirette sui redditi e dell’Iva. In particolare, è previsto l’esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili fiscalmente rilevanti, l’esclusione dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), non operatività delle ritenute alla fonte, a eccezione di quelle sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi a essi assimilati, non sono soggetti alla ritenuta d’acconto in relazione ai ricavi o compensi percepiti.

Sintetizzando, i principali vantaggi del regime forfettario sono:

  • Applicazione del regime di cassa per la determinazione del reddito;
  • Determinazione dei costi dell’attività con metodo forfettario (indipendentemente dai costi sostenuti);
  • Esclusione dall’ambito di applicazione di:
    • Imposta sul valore aggiunto (IVA);
    • Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA);
    • Ritenute di acconto.
  • Possibilità di applicare (su opzione) la fatturazione elettronica per avere la possibilità di ridurre di un’annualità i tempi di accertamento.

Il reddito di impresa o di lavoro autonomo viene determinato esclusivamente in base al criterio di cassa. Ovvero sulla base dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta. A questo reddito è applicato un coefficiente di redditività, che tiene conto delle spese applicate in modo forfettario. Al reddito imponibile così determinato è applicata un imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni), che poi a regime passa al 15%. Il pagamento delle imposte avviene con la dichiarazione dei redditi.

Le spese sostenute per l’esercizio dell’attività non possono essere dedotte analiticamente dal reddito. Ad eccezione dei contributi previdenziali versati in ciascun periodo di imposta. Al posto della deduzione analitica dei costi è prevista una deducibilità forfettaria, con una aliquota in percentuale sul reddito che varia a seconda dell’attività esercitata.

requisiti che la Legge chiede di rispettare per l’accesso a questo regime forfettario devono essere verificati da ciascun soggetto. La verifica deve essere effettuata con riferimento all’anno di imposta precedente rispetto a quello per il quale si chiede l’accesso al regime.

Il regime forfettario è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione. Possono applicare questo regime anche le imprese familiari, purché in possesso dei relativi requisiti.

I requisiti oggettivi di accesso al regime forfettario

L’accesso al regime forfettario, nonché il mantenimento dello stesso negli anni successivi, è possibile per i soggetti che possiedono determinati requisiti. Requisiti che possono essere così schematizzati.

RequisitoDescrizione
Limite di ricavi o compensiNon superiore a € 65.000 (ragguagliati ad anno)
Spese per lavoro accessorio, dipendente o collaboratoriAmmontare complessivamente non superiore a 20.000 euro lordi
Beni strumentaliNessuna condizione richiesta

Tabella: requisiti di accesso al regime forfettario

Questi requisiti devono essere verificati:

  • Per coloro che sono già in attività sui dati dell’anno precedente;
  • Mentre, per chi intende iniziare una nuova attività, su dati presunti dell’anno in corso.

Per maggiori approfondimenti sui requisiti di accesso ti rimando a questo contributo: “Regime-forfetario: le condizioni di accesso“.

Limite di ricavi e compensi annuali

Possono accedere al regime forfettario i contribuenti che hanno percepito ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro. Questo indipendentemente dal Codice Ateco applicato. Per accedere al regime agevolato i ricavi o compensi percepiti (eventualmente ragguagliati ad anno) non devono essere superiori a 65.000 euro. Il limite è unico e riguarda tutti i codici ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata.

Per maggiori informazioni: “Regime forfettario: requisiti e vantaggi”

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