reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è stato riconfermato come misura di sostegno economico per le famiglie che si trovano in difficoltà, anche per il prossimo anno. Questo significa che sia per questi ultimi mesi del 2021 che a partire da gennaio 2022 risulta possibile chiedere l’accesso a questa forma di sostegno economico.

Il reddito di cittadinanza ha aiutato moltissime famiglie italiane con l’arrivo della pandemia, soprattutto a coprire le spese di prima necessità, come i beni alimentari, e i costi per l’eventuale mutuo o affitto sulla prima abitazione. Con la nuova Legge di Bilancio 2022 arrivano interessanti cambiamenti a proposito di diversi ammortizzatori sociali, e anche sul reddito di cittadinanza, principalmente introdotti per limitare alcune problematiche emerse nel 2021.

Il reddito di cittadinanza sarà limitato nell’accesso in base a requisiti più stringenti rispetto al 2021, e inoltre grazie all’impiego di nuove politiche attive per il lavoro, questa misura avrà come obiettivo finale quello di sostenere i cittadini nella ricerca del lavoro, in modalità maggiore rispetto a come è accaduto precedentemente.

Il reddito di cittadinanza quindi tornerà, il prossimo anno, ma con qualche modifica consistente al suo funzionamento. In particolare, verranno istituiti maggiori controlli per evitare situazioni di ricezione indebita della misura, che in questi ultimi mesi è stato riscontrato come uno degli effetti collaterali in negativo del sostegno.

Secondo i dati forniti dal Sole 24ore, per il 2022 il reddito di cittadinanza è stato finanziato con 1 miliardo aggiuntivo, al fine di dare un sostegno economico a 1,37 milioni di nuclei familiari in crescita rispetto agli 1,23 milioni del 2020. La normativa è sicuramente più stringente rispetto a prima, al primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua il percettore del reddito di cittadinanza si vedrà decurtare mensilmente l’importo di 5 euro, al secondo rifiuto si vedrà revocare il sussidio (attualmente sono possibili tre rifiuti). L’offerta congrua si riduce da 100 a 80 i km la distanza massima dalla residenza del beneficiario, la seconda può essere collocata ovunque nel territorio italiano.

Vediamo nell’articolo cosa cambierà dal 2022 sulle caratteristiche del reddito di cittadinanza, l’RdC, e come sarà possibile accedervi.

Reddito di cittadinanza: di cosa si tratta

Attualmente il reddito di cittadinanza è una misura che viene garantita a tutti i cittadini che si trovano in uno svantaggio di natura economica, che risultano per esempio inoccupati, o per cui il reddito percepito non è sufficiente a soddisfare le spese di prima necessità.

Questa misura è stata introdotta con un Decreto del 2019, con l’obiettivo di contrastare la povertà in Italia, e condurre il cittadino che si trova senza lavoro verso un nuovo impiego. Al momento questa misura è indirizzata unicamente a quelle famiglie che effettivamente si trovano in una condizione svantaggiata, pertanto è necessario, per poter ricevere le erogazioni economiche del reddito, rispettare diversi requisiti.

Questi requisiti prendono in considerazione il fattore economico in via principale, ma non solo: esistono requisiti anche legati alla cittadinanza e alla residenza del nucleo famigliare. Il reddito di cittadinanza al momento presenta requisiti che verranno riconfermati per l’accesso alla misura anche per il prossimo anno, anche se di fatto i controlli all’ingresso saranno maggiori.

Il motivo è quello di limitare l’insorgere di situazioni in cui i cittadini ricevono il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto. I controlli sul reddito di cittadinanza saranno più stringenti a partire dal 2022, e questa è una delle novità principali della misura.

Controlli sugli accessi al reddito di cittadinanza: requisiti di cittadinanza

I controlli sugli accessi saranno garantiti dall’impiego sia dell’ente previdenziale INPS che dei Comuni. Si tratta di verificare prima di tutto la cittadinanza di chi chiede l’accesso alla misura. Requisito fondamentale per poter accedere al reddito di cittadinanza è quello di essere cittadino italiano, oppure di un altro paese dell’Unione Europea.

Per poter ricevere il sostegno economico risulta anche possibile essere un parente stretto di un cittadino italiano o proveniente da un altro paese europeo, come spiega la comunicazione ufficiale dell’ente previdenziale INPS a riguardo:

“Familiare di un cittadino italiano o dell’Unione Europea titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.”

Sono anche inclusi nella possibilità di ricevere il reddito di cittadinanza i soggetti che risultano titolari di protezione internazionale, oppure nell’ultima casistica, i cittadini di paesi terzi con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o in possesso di analogo permesso.

Questi criteri per l’accesso alla misura rimarranno gli stessi, tuttavia non va dimenticato che è necessario, e questo è stato confermato anche per il 2022, che il cittadino dimostri di essere residente in Italia da almeno 10 anni. Un requisito piuttosto stringente, che ultimamente ha ricevuto molte critiche, e per cui alcune parti politiche hanno ipotizzato una diminuzione da 10 a 5 anni per i richiedenti stranieri.

Tuttavia, a meno che non ci siano cambiamenti nell’immediato periodo, la regola generale dovrebbe rimanere la stessa per tutto il 2022: è necessario il requisito di cittadinanza con 10 anni di continuità per poter accedere all’RdC.

Controlli sugli accessi al reddito di cittadinanza: requisiti economici

Un’altra limitazione per l’accesso al reddito di cittadinanza riguarda l’aspetto economico. Questo sostegno è stato pensato per aiutare le famiglie che si trovano realmente in difficoltà, e l’obiettivo del governo con l’ultima Legge di Bilancio è quello di limitare il più possibile che cittadini che svolgono normalmente un lavoro remunerato possano accedere in modo illecito alla misura.

I controlli anche in questo caso hanno l’obiettivo di limitare l’accesso al reddito di cittadinanza a chi sta lavorando di fatto in nero, ovvero senza un contratto tra le parti, ma che nella pratica ricava un reddito da questa forma di lavoro, per cui non sarebbe consentito l’accesso all’RdC.

Per limitare queste eventualità, verranno effettuati maggiori controlli anche sullo stato reddituale dei soggetti che richiedono l’accesso alla misura. I controlli in merito verranno effettuati a livello incrociato, tramite i dati raccolti dall’ente previdenziale INPS, i comuni e l’Agenzia delle Entrate.

I dati in questione si riferiscono a quelli di tipo anagrafico e di cittadinanza, come visto prima, ma anche relativamente al reddito percepito, da lavoro dipendente o autonomo, dai soggetti che chiedono l’accesso al reddito. Rientrano nelle informazioni di natura economica i dati relativi all’ISEE, al patrimonio immobiliare e mobiliare del nucleo famigliare, il reddito famigliare e l’eventuale possesso di veicoli intestati alla famiglia. Le indicazioni quindi nel 2022 saranno le stesse del 2021, ma le informazioni verranno analizzate periodicamente dagli enti preposti per garantire il rispetto di tutti i requisiti, anche nel corso del tempo.

Ricapitolando i requisiti economici per l’accesso, troviamo:

  • ISEE ordinario o minorenni minore di 9.360 euro;
  • Patrimonio immobiliare in Italia e all’estero minore di 30.000 euro;
  • Patrimonio mobiliare entro determinati limiti in base al numero di componenti del nucleo famigliare (limite da 6.000 euro con un componente, a 10.000 con tre o più componenti);
  • Reddito famigliare: non deve superare la soglia annua secondo il calcolo specifico che tiene conto della scala di equivalenza;
  • Il nucleo non deve possedere più di due autoveicoli di alta cilindrata o di nuovo acquisto.

Nuove politiche per il lavoro con il reddito di cittadinanza

Con il reddito di cittadinanza per l’anno nuovo si preannunciano anche nuove forme di aiuto all’inclusione nel mercato del lavoro. Si tratta di nuove politiche attive per il lavoro che verranno messe in pratica prevalentemente da agenzie del lavoro e centri per l’impiego. Le agenzie per il lavoro che vengono autorizzate Anpal potranno sostenere la ricerca di un impiego per tutti i cittadini che si trovano senza lavoro e che percepiscono l’RdC.

Queste agenzie potranno utilizzare una piattaforma apposita per incrociare i dati sui percettori del reddito di cittadinanza, tuttavia le nuove politiche attive per il lavoro comportano anche nuove forme di impegno da parte dei cittadini che recepiscono l’RdC: si tratta infatti di un nuovo obbligo che a partire dal 2022 prevede che questi cittadini sottoscrivano un Patto per il Lavoro presso i centri per l’impiego. Questo comporterà anche l’obbligo di presentarsi a eventuali colloqui periodicamente.

In questo modo acconsentono a partecipare a iniziative di formazione e progetti volti all’inserimento lavorativo, e per questo si prevede anche per il 2022 un documento che attesti l’immediata disponibilità al lavoro. A questi nuovi obblighi per i percettori, si somma anche un restringimento delle possibilità di rifiutare un lavoro.

A questo proposito infatti, con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, le agenzie per il lavoro e i centri per l’impiego si impegnano a proporre offerte di lavoro ai soggetti con RdC, e la prima offerta deve riguardare un lavoro entro 80 chilometri dalla residenza effettiva del soggetto. Se questa offerta viene rifiutata, la seconda può prevedere anche distanze molto più lunghe, che comprendono tutta Italia.

Dopo il secondo rifiuto anche a questa offerta, il cittadino con RdC perde completamente la possibilità di ricevere l’erogazione mensile spettante del reddito di cittadinanza. L’obiettivo di queste misure è incentivare i cittadini a cominciare a lavorare, e a non rimanere fermi ricevendo il reddito di cittadinanza.

La normativa è sicuramente più stringente rispetto a prima, al primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua il percettore del reddito di cittadinanza si vedrà decurtare mensilmente l’importo di 5 euro, al secondo rifiuto si vedrà revocare il sussidio (attualmente sono possibili tre rifiuti). L’offerta congrua si riduce da 100 a 80 i km la distanza massima dalla residenza del beneficiario, la seconda può essere collocata ovunque nel territorio italiano.

OBBLIGO DI FREQUENZA

Inoltre, il percettore del Reddito di cittadinanza che non si presenta ai servizi di contrasto alla povertà perderà il beneficio. E’ prevista la frequenza almeno mensile in presenza presso i servizi di contrasto alla povertà al fine della verifica dei risultati raggiunti e del rispetto degli impegni assunti. In caso di mancata presentazione senza comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio.

Un’altra novità del Bilancio 2022, prevede poi che i Patti per il lavoro e i Patti per l’inclusione sociale prevedano necessariamente la partecipazione periodica dei beneficiari ad attività e colloqui da svolgersi in presenza.

Reddito di cittadinanza e Legge di Bilancio 2022: i dati

Alcuni dati che riguardano da vicino il reddito di cittadinanza sono quelli relativi ai fondi impiegati per questa forma di sostegno al reddito. A cominciare dal 2022 vengono disposti infatti un miliardo di euro per i prossimi anni, con specifici fondi per le agenzie per il lavoro e i centri per l’impiego impegnati nell’inserimento lavorativo dei percettori di RdC.

Il reddito di cittadinanza a partire dal prossimo anno sarà modificato per le caratteristiche viste sopra per garantire un maggior inserimento lavorativo dei soggetti interessati. Per farlo, viene disincentivata la ricezione del reddito senza impegno concreto verso il lavoro, tant’è che ogni mese l’erogazione che spetta ai cittadini sarà diminuita di 5 euro successivamente al primo rifiuto di lavoro.

Questa caratteristica delle erogazioni comunque non si applica per famiglie particolarmente svantaggiate con figli piccoli, anziani o soggetti portatori di handicap. Anche i Comuni interverranno sull’RdC a partire dal prossimo anno, perché saranno responsabili di garantire progetti per l’impiego di percettori del reddito di cittadinanza utili alla comunità, nell’attesa di un impiego vero e proprio.

Come già accade quest’anno, il reddito di cittadinanza potrà essere richiesto all’INPS o ad un ufficio competente, e le cifre spettanti a ciascun cittadino saranno bilanciate rispetto alla situazione economica complessiva del nucleo famigliare. Inoltre sono comunque previste erogazioni a favore di chi vive in affitto, oppure nelle situazioni in cui è attivo un mutuo per l’acquisto della prima casa. La cifra massima annuale che si può ricevere dai nuclei famigliari non può superare 9.360 euro.

Stop al lavoro dei navigator con l’RdC 2022

Nel 2022 le politiche attive per il lavoro rivolte ai percettori del sussidio saranno gestite dai centri per l’impiego e dalle agenzie per il lavoro autorizzate. Questo automaticamente comporterà la fine del lavoro per molti navigator che negli ultimi anni si sono occupati dell’inserimento lavorativo dei cittadini disoccupati con RdC.

Secondo le recenti conferme, i navigator non lavoreranno ulteriormente per questa misura, e a questo proposito si sono mossi i sindacati a tutela proprio dei 2.500 navigator che presto perderanno il proprio posto di lavoro.

Queste figure professionali sono state impiegate per circa tre anni per garantire un supporto al lavoro per moltissimi cittadini che di fatto risultavano disoccupati, con la ricezione del reddito di cittadinanza. Tuttavia presto la figura scomparirà del tutto, sostituita da quelle che sono le agenzie per il lavoro e i centri per l’impiego del territorio.

Reddito di cittadinanza e lavoro occasionale

Una novità piuttosto recente riguarda la cumulabilità del reddito di cittadinanza con il lavoro occasionale. Secondo le recenti indiscrezioni infatti starebbe per scomparire la possibilità per i percettori del reddito di cittadinanza di percepire redditi da lavoro occasionale.

Secondo questa novità quindi non è possibile lavorare e nello stesso tempo percepire gli aiuti economici con il reddito di cittadinanza, e questo sarebbe dovuto di fatto alla mancanza di fondi sufficienti a copertura di questa possibilità.

La proposta di una coesistenza tra reddito di cittadinanza e lavoro occasionale quindi non si prenderà in considerazione per il 2022, e probabilmente neanche per i periodi successivi.

Come richiedere il Reddito di cittadinanza 2022?

Attualmente, la Legge di Bilancio 2022 non ha previsto niente circa le modalità di richiesta del Reddito di Cittadinanza. L’erogazione del beneficio va richiesta sempre all’INPS o attraverso Patronati ed è tuttora condizionata alla presenza di un ISEE in corso di validità e al mantenimento dei requisiti e degli obblighi di legge.

Il beneficio economico attualmente è cosi strutturato:

  • una parte integra il reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro moltiplicati per la scala di equivalenza (7.560 euro per la Pensione di cittadinanza),
  • l’altra, destinata solo a chi è in affitto, incrementa il beneficio di un ammontare annuo pari al canone di locazione fino a un massimo di 3.360 euro (1.800 euro per la Pensione di cittadinanza). È prevista anche un’integrazione per famiglie proprietarie della casa di abitazione, laddove sia stato acceso un mutuo: in questo caso l’integrazione, pari al massimo alla rata del mutuo, non può superare 1.800 euro.

L’importo complessivo, sommate le due componenti, non può comunque superare i 9.360 euro annui (780 euro mensili), moltiplicati per la scala di equivalenza e ridotti per il valore del reddito familiare.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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