Redditi non dichiarati: alert dell’AdE. Come regolarizzarsi?

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Lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate per comunicare ai contribuenti redditi non dichiarati. Vediamo come comportarsi se ricevi questo tipo di comunicazione e le possibilità a disposizione legate alla dichiarazione integrativa ed al ravvedimento operoso.

Una delle maggiori preoccupazioni di tanti lettori, ma anche di miei clienti è quella di ricevere una lettera di compliance da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Le lettere di compliance sono delle comunicazioni “bonarie” con le quali l’Amministrazione Finanziaria comunica al contribuente alcune irregolarità. Nella comunicazione il contribuente non in regola viene invitato a regolarizzare la propria posizione, altrimenti riceverà un avviso di accertamento vero e proprio.

In pratica, ogni anno, i contribuenti non in regola con il Fisco che hanno redditi non dichiarati o erroneamente dichiarati, ricevono avvisi si alert da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Questi avvisi possono riguardare redditi di fonte italiana oppure estera. Oppure ancora il mancato adempimento agli obblighi di monitoraggio fiscale.

Nelle ultime settimane l’Agenzia ha pubblicato un documento per spiegare le modalità di applicazione di questa procedura. Voglio approfittare di questo per spiegarti in modo dettagliato come funziona questa procedura di alert e come puoi difenderti.


Perché l’AdE mi invia una lettera di compliance?

Sono sicuro che ti stai chiedendo anche tu questa domanda.

La prima risposta è data dal fatto che probabilmente non hai dichiarato correttamente i tuoi redditi. Oppure non hai rispettato la disciplina sul monitoraggio fiscale.

L’obiettivo delle lettere di compliance è quello di sviluppare un rapporto collaborativo tra Fisco e contribuente.

L’Amministrazione Finanziaria, infatti, una volta venuta a conoscenza, dalle proprie banche dati della tua negligenze avrebbe già la possibilità di emettere un avviso di accertamento per rettificare o rideterminare la tua dichiarazione dei redditi, applicando le relative sanzioni.

Attraverso le lettere di compliance il Fisco vuole comunicarti che ha riscontrato su di te questa anomalia e ti invita a regolarizzare la tua posizione. Oppure, magari, a fornire la documentazione per spiegare i dati in possesso dell’Agenzia che non collimano con la dichiarazione dei redditi presentata.

Con queste lettere, quindi, non si arriva immediatamente ad un accertamento. Il contribuente ha tempo di leggere e verificare le anomalie riscontrate e comunicate dall’Agenzia. Può rispondere, chiedere delucidazioni o porvi rimedio.

In questo caso occorre passare da una dichiarazione integrativa e dal ravvedimento operoso. Nei casi più gravi si deve passare dalla presentazione di una dichiarazione omessa.

Vediamo, in dettaglio, cosa può fare il contribuente che si vede recapitare per posta ordinaria o Pec un avviso di anomalie sui redditi.


Redditi non dichiarati: l’avviso delle Entrate

Per prassi, da qualche anno, l’Agenzia delle Entrate comunica ai contribuenti le lettere di alert sulle anomalie riscontrate dal riscontro delle dichiarazioni dei redditi con i dati presenti nelle proprie banche dati.

In tutti i casi di anomalia parte una lettera di avvertimento che viene recapitata al contribuente. La lettera può essere corretta, quindi, relativa ad una reale violazione, oppure frutto di un errore, magari perché il reddito non dichiarato è un reddito esente, oppure una vincita o altro.

Questi avvisi di Alert sono volti a far conoscere al diretto interessato eventuali errori o omissioni compiute in merito a particolari categorie di redditi che il Fisco prende in considerazione.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un provvedimento ove mette a disposizione dei contribuenti le modalità di comunicazione ed i redditi oggetto di controllo.

Comunicazione relativa all’adempimento spontaneo dei contribuenti

L’Agenzia nella comunicazione chiede al contribuente di verificare le informazioni contenute, effettuare eventuali segnalazioni all’Amministrazione. Questo al fine di per porre rimedio all’omissione o all’errore commesso, mediante il Ravvedimento operoso e l’eventuale presentazione di una dichiarazione integrativa.

Vediamo adesso quali sono i dati contenuti nelle lettere di compliance.

Dati contenuti nelle lettere di compliance

dati contenuti nelle comunicazioni di compliance sono i seguenti:

  • Numero identificativo della comunicazione;
  • Dati presenti in Anagrafe tributaria riferibili:
    • Ai contratti di locazione registrati,
    • ai redditi corrisposti per le diverse categorie reddituali,
    • Infine, ai dati delle operazioni rilevanti ai fini IVA comunicati ai sensi dell’articolo 21 del DL n 78/10;
  • Estremi del modello di dichiarazione presentato, nel quale non risultano dichiarati in tutto o in parte i redditi percepiti;
  • Importo del reddito parzialmente o totalmente omesso.

Questa è la struttura di base della comunicazione. L’aspetto principale che sei chiamato a controllare è relativo all’oggetto della comunicazione, ovvero il reddito eventualmente omesso o non correttamente dichiarato.

Leggi anche: Dichiarazione redditi 2019: modelli definitivi. Istruzioni e novità


Quali redditi fanno scattare la segnalazione?

Vediamo ora quali tipologie di redditi omessi o non dichiarati vengono presi in considerazione e segnalati ai contribuenti in queste comunicazioni di anomalia.

Come specificato ne provvedimento i redditi presi in considerazione sono:

  • Redditi da lavoro dipendente e assimilati;
  • Assegni periodici corrisposti al nucleo familiare;
  • Redditi da partecipazione. Nonché quelli derivanti da partecipazione in società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria;
  • Redditi diversi ex articolo 67 del DPR n 917/86;
  • Redditi da lavoro autonomo abituale e professionale;
  • I redditi di lavoro autonomo abituale e non professionale. Si tratta delle c.d. “Prestazioni Occasionali“;
  • Redditi di capitale.

Compliance su redditi esteri e monitoraggio fiscale

Oltre a questi redditi, vengono presi in considerazione anche redditi esteri eventualmente percepiti dal contribuente fiscalmente residente in Italia.

Classico caso è quello di un soggetto residente in Italia che ha lavorato 12 mesi in Germania, non dichiarando il relativo reddito in Italia.

Lo scambio automatico di informazioni tra questi Paesi può portare l’emersione di una lettera di compliance.

Stessa cosa può accadere per quanto riguarda le informazioni finanziarie relative allo scambio automatico di informazioni “Common Reporting Standard” (CRS).

Gli oltre 98 Paesi coinvolti comunicano ogni anno i dati dei contribuenti fiscalmente residenti in Italia relativi a conti correnti ed attività finanziarie che detengono in questi Paesi. Qualora queste attività non siano state correttamente dichiarate in Italia da contribuente, ecco che può arrivare una comunicazione di anomalia.

Per questo motivo se leggendo questo articolo ti stai accorgendo che la tua situazione potrebbe non essere regolare non aspettare, meglio pensare subito alla regolarizzazione.


Redditi non dichiarati: modalità di invio delle comunicazioni

Una volta analizzata la comunicazione, i redditi che potrebbe contenere ed i contribuenti interessati, vediamo come avviene l’invio della stessa.

L’Agenzia delle Entrate, qualora riscontri anomalie nella situazione dichiarativa di un contribuente, provvede a inviare un avviso.

Questa comunicazione può essere inviata con due diverse modalità, ovvero:

  • Tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). Questo qualora il contribuente disponga di un indirizzo di posta elettronica certificata. Ricordo che la PEC è obbligatoria per tutti i soggetti dotati di Partita IVA;
  • Tramite posta ordinaria. Questo qualora non risultasse attivo alcun indirizzo PEC nell’indice nazionale di Posta Elettronica Certificata. Casistica comune per tutti i contribuenti “privati“.

Se sei un contribuente dotato di Partita IVA ti consiglio di monitorare costantemente l’indirizzo PEC per evitare di trovarti in spiacevoli inconvenienti quando ormai può essere troppo tardi!


Redditi non dichiarati: cosa fare se ricevi la comunicazione?

Se sei uno dei destinatari della lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate, il primo consiglio è sempre quello di non fare da solo.

Affidati sempre ad un dottore Commercialista preparato ed esperto in materia. Solo in questo modo potrai avere un quadro chiaro della tua situazione ed assieme potrete prendere le decisioni migliori.

In linea generale, quello che posso dirti è che se hai ricevuto questa comunicazione devi necessariamente chiedere maggiori informazioni.

La lettera di alert è generica, e non contiene molte informazioni. Questo significa che dal suo contenuto potresti non capire l’errore o l’omissione eventualmente commessa.

E’ opportuno, quindi, effettuare una richiesta di informazione. Si tratta di contattare il funzionario responsabile per ottenere maggiori informazioni rispetto al contenuto delle anomalie.

Lo può fare avvalendoti dell’assistenza degli uffici delle direzioni provinciali dell’Agenzia, oppure trasmettere tutto mediante il Canale di assistenza Civs.

Una volta ricevuto un quadro chiaro della situazione a questo punto devi effettuare i controlli per verificare se la richiesta è corretta, oppure frutto di incongruenza nei dati dell’Agenzia.

Cosa fare in caso di errore dell’Agenzia delle Entrate?

Nel caso in cui il tuo comportamento sia stato corretto e quindi la dichiarazione dei redditi è correttamente presentata devi segnalare l’anomalia.

Tramite il canale di assistenza Civis, oppure contattando il funzionario competente potrai inviare una richiesta in autotutela allegando la documentazione in grado di provare che non vi sono stati errori od omissioni.

In questo caso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate chiude la segnalazione di anomalia, senza che vi siano ulteriori conseguenze per il contribuente.

Come regolarizzare, invece, la propria posizione?

Quando, invece, dall’analisi della tua posizione ti rendi conto di aver veramente commesso un’errore o una omissione, ti consiglio di pensare di regolarizzare subito la tua situazione.

Per questo avrai sicuramente bisogno di un Commercialista che possa predisporre la dichiarazione dei redditi integrativa (o nel caso peggiore “omessa“) da presentare.

In caso di dichiarazione integrativa, il contribuente deve procedere alla regolarizzazione della sua situazione di omissione o errore, utilizzando lo strumento del Ravvedimento operoso.

In questo modo la regolarizzazione avviene versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni per infedele in misura ridotta, in ragione del tempo trascorso dal momento della commissione delle violazioni commesse.

Leggi anche:

Dichiarazione integrativa: istruzioni operative e ravvedimento

Omessa dichiarazione dei redditi: sanzioni e prescrizione


Ravvedimento operoso: quando è possibile?

Gli elementi e le informazioni riportate forniscono al contribuente i dati utili al fine di porre rimedio ad eventuali errori mediante il sopracitato Ravvedimento operoso.

Questo strumento può essere posto in essere a prescindere dalla circostanza che la violazione sia:

  • Già stata constatata
  • Siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altri controlli.

Il ravvedimento invece non si può più effettuare quando è già arrivata la notifica formale di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento e il ricevimento delle comunicazioni di irregolarità.

Tieni presente che dopo l’arrivo della comunicazione di Alert regolarizzare la tua posizione con il ravvedimento porta alla riduzione delle sanzioni ad 1/5 del minimo applicabile.

Nel caso in cui, invece, la regolarizzazione spontanea del contribuente avvenga prima del ricevimento della comunicazione di anomalia la riduzione della sanzione con ravvedimento può arrivare sino ad 1/8 della sanzione minima.


Redditi non dichiarati e comunicazioni di anomalia: conclusioni

In questo articolo ho cercato di fornirti delle indicazioni utili sia nel caso in cui tu abbia ricevuto una comunicazione di anomalia da parte delle Entrate, ma anche e soprattutto se ti sei già accorto di una tua omissione od errore.

In entrambi questi casi devi pensare di regolarizzare immediatamente la tua situazione, e puoi farlo presentando una dichiarazione dei redditi integrativa. Oppure, nei casi più gravi, presentando una “dichiarazione omessa“. In questo caso, non puoi usufruire dei vantaggi del Ravvedimento operoso, tuttavia, presentando comunque la dichiarazione potrai evitare sanzioni più pesanti in caso di accertamento.

E’ proprio questo l’obiettivo da raggiungere, ovvero evitare la notifica di un pesante avviso di accertamento. Avviso nel quale le sanzioni sono piene, e dove la violazione è ormai accertata e palese.

Per questo, come detto in precedenza, è di fondamentale importanza affidarsi ad un consulente fiscale esperto.

Se hai dubbi o vuoi analizzare la tua situazione in dettaglio non esitare a contattarmi. Segui il link seguente e compila il form per metterti direttamente in contatto con me e ricevere un preventivo per la mia analisi.

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