Quadro NR del modello Redditi Persone Fisiche per esercitare l’opzione per l’applicazione del regime fiscale dei soggetti ad alto reddito che intendono trasferire la residenza fiscale in Italia. Si tratta del c.d. regime dei “neo residenti“.

Il nostro regime tributario nazionale non si caratterizza certo per essere tra quelli più attraenti del mondo. La pressione fiscale ed una normativa tributaria farraginosa e complessa, ma soprattutto poco stabile nel tempo, non rappresenta un’importante attrattiva per le imprese estere.

Tuttavia, il nostro legislatore qualche anno fa, andando dietro al successo ricevuto da normative simili in altri Paesi (sul punto vedasi: “Regimi fiscali per impatriati: i 6 più attraenti“), ha introdotto un regime fiscale legato ad incentivare soggetti ad elevata capacità reddituale a trasferirsi in Italia. Faccio riferimento all’art. 24-bis del DPR n. 917/86 (TUIR). Si tratta di un regime opzionale, di vantaggio, per le persone fisiche cd. “neo residenti”.

Senza dubbio possiamo dire che il nostro legislatore ha cercato di prendere spunto da quanto previsto similmente in altri Paesi, vedasi il regime dei resident non domiciled vigente in UK, Malta e Portogallo. Si tratta di regimi fiscali (territoriali) che assoggettano a tassazione solo il reddito di fonte interna, mentre il reddito di fonte estera è tassato nella misura in cui esso viene trasferito nello Stato, cd. remittance.

Quadro NR

In questo articolo, dopo aver delineato (brevemente) il regime dei neo residenti, vediamo in dettaglio l’opzione per l’esercizio di questo regime nel quadro NR del modello Redditi P.F. Naturalmente, se sei interessato a capire se e come questo regime può adattarsi alla tua situazione personale, al termine di questo articolo puoi trovare i riferimenti per contattarci e ricevere una consulenza fiscale personalizzata.

Il regime dei neo residenti in Italia

Il regime fiscale dei neo residenti, presente in Italia, è un regime opzionale che deroga alla regola generale di tassazione su base mondiale (cd. world wide taxation), prevista dall’articolo 2 del DPR n. 917/86.

Tale regime, per poter essere applicato, richiede come principio cardine il rispetto dei requisiti di residenza e domicilio in Italia, da parte del soggetto proveniente da un Paese estero. Deve trattarsi però di un soggetto il cui ingresso in Italia sia consono a:

favorire l’ingresso di significativi investimenti in Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali

L’obiettivo apertamente dichiarato, quindi, è quello di attrarre in Italia persone fisiche ricche, cd. “high net worth individuals”. Seve trattarsi, quindi, di soggetti in grado di portare in Italia investimenti e posti di lavoro. In sede di dichiarazione dei redditi, i contribuenti interessati al regime dei neo residenti possono esprimere la propria opzione per eventuali regimi impositivi alternativi a quello ordinariamente previsto.

Questo regime è particolarmente interessanti per imprenditori che hanno basato le proprie aziende all’estero e che, trasferendosi in Italia (dopo un periodo di almeno nove anni negli ultimi dieci passati all’estero), possono subire soltanto una tassazione forfettaria sui redditi di fonte estera.

Ci siamo già occupati in dettaglio di tutte le caratteristiche che riguardano il regime fiscale dei neo residenti in Italia. Per questo, se sei interessato, ti consiglio di leggere questo articolo: “Il regime fiscale dei neo residenti in Italia: caratteristiche e vantaggi“.

Quadro NR: caratteristiche del regime dei neo residenti

Il punto di partenza per capire i vantaggi del regime dei neo residenti è quello legato alla deroga della tassazione su base mondiale dei redditi. Infatti, il reddito dei soggetti considerati fiscalmente residenti in Italia è assoggettato ad imposizione ovunque esso sia stato prodotto.

Questa regola, per effetto del regime dei neo residenti subisce una deroga per quanto riguarda i redditi prodotti all’estero. L’applicazione del regime dei neo residenti consente, infatti, di far concorrere alla formazione del reddito imponibile Irpef, soltanto i redditi di fonte italiana. I redditi di fonte estera (individuati in base ai criteri di localizzazione e reciprocità di cui all’art. 23 del TUIR) sono soggetti all’applicazione di un’imposta sostitutiva di centomila euro. L’imposta sostitutiva si applica forfettariamente per ciascun periodo di imposta di applicazione del regime, senza l’applicazione di “remittance” sui redditi trasferiti in Italia.

Pertanto, attraverso l’applicazione di questa agevolazione, per i redditi prodotti all’estero si prevede:

  • L’esclusione dal reddito complessivo e, dunque, dalla determinazione dell’imposta in base e i relativi scaglioni di reddito; e
  • Il versamento di una imposta sostitutiva forfetaria indipendentemente dall’ammontare dei predetti redditi.

Il vantaggio di questo regime, quindi, è di poter incassare redditi di fonte estera, restando fiscalmente residenti in Italia, senza essere soggetti a tassazione analitica su tali redditi. Su di essi, infatti, indipendentemente dal loro ammontare è prevista sempre l’applicazione di un’imposta forfettaria.

I requisiti richiesti per l’applicazione del regime dei neo residenti

Affinché il contribuente possa beneficiare del regime dei neo residenti occorre che sussistano i seguenti requisiti:

  • L’acquisto della residenza ai fini delle imposte sui redditi in Italia, ai sensi dell’art. 2 del DPR n. 917/86;
  • L’avere avuto residenza ai fini delle imposte sui redditi all’estero per nove dei dieci periodi d’imposta precedenti quello di validità di opzione al predetto regime (periodo di osservazione).

L’opzione per il regime dei neo residenti è liberamente revocabile e ha una durata massima di quindici periodi d’imposta. Opzione e revoca si esercitano direttamente in dichiarazione dei redditi.

Il rinnovo avviene tacitamente di periodo d’imposta in periodo d’imposta. Trascorsi i quindici periodi d’imposta, non è più possibile rinnovare l’opzione per il regime.

Il predetto regime può anche essere esteso ai familiari del contribuente. Familiari che, in caso di adesione, sono tenuti a versare a titolo di imposta sostitutiva sui loro redditi esteri l’importo di venticinquemila euro. I familiari sono esclusivamente quelli individuati in base all’art. 433 c.c., laddove anche per questi ultimi ricorrano gli stessi requisiti previsti per il contribuente.

Sono escluse dal regime di imposta sostitutiva soltanto le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate avvenute nei primi cinque periodi d’imposta di validità dell’opzione. Partecipazioni per le quali trova applicazione il regime ordinario. Le plusvalenze realizzate successivamente a tale periodo, per converso, beneficiano del regime speciale in commento.

Versamento dell’imposta sostitutiva per i neo residenti

L’importo dell’imposta sostitutiva deve essere versato per intero entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi, attualmente fissato al 30 giugno. E’ opportuno precisare immediatamente che il mancato versamento in tutto o in parte alla scadenza prevista comporta la decadenza dal regime.

Il regime dei neo residenti, inoltre, decade laddove, durante il periodo di decorrenza, il contribuente lascia l’Italia ed effettua un trasferimento di residenza fiscale all’estero.

I vantaggi legati all’applicazione del regime dei neo residenti

L’opzione per il regime dei neo residenti consente, inoltre, al contribuente di disapplicare il regime CFC. Questo, in relazione alle partecipazioni detenute in soggetti situati in Paesi a fiscalità privilegiata. Inoltre, per quanto riguarda i vantaggi di questo regime è opportuno evidenziare quanto segue:

  • La possibilità di beneficiare dell’esclusione dal quadro RW legato al monitoraggio fiscale dei beni situati negli Stati per i quali trova applicazione la disciplina in commento;
  • L’esclusione da IVAFE e IVIE per le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero, sempre per gli Stati per i quali trova applicazione il regime;
  • L’esenzione dei beni situati all’estero, relativamente alle giurisdizioni per le quali il contribuente ha esercitato l’opzione, dalle imposte di successione e donazioni.

Neo-residenti e convenzioni contro le doppie imposizioni

I rapporti tra il regime dei neo residenti e le convenzioni contro le doppie imposizioni si incentrano sostanzialmente su alcuni aspetti importanti. In particolare, sono tre gli aspetti su cui vale la pena soffermarsi.

Il primo aspetto riguarda diritto di avvalersi del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero. In virtù della non imponibilità dei redditi di fonte estera (negli Stati oggetto di opzione) è da ritenersi escluso il diritto ad ottenere credito per imposte pagate all’estero su eventuale tassazione alla fonte nello Stato estero di erogazione del reddito.

Per questo motivo, il soggetto che intende applicare il regime dei neo residenti deve valutare con molta attenzione la convenienza ad aderire al regime. Questo, in quanto, oltre all’imposta fissa dovuta in Italia, potrebbe dover sostenere nello Stato della fonte le imposte locali.

Il secondo aspetto riguarda l’applicazione della disciplina convenzionale da parte dello Stato della fonte. Quindi, il reddito di fonte estera deve essere attentamente valutato anche in relazione alla possibilità di tassazione nello Stato della fonte del reddito estero.

Inoltre, è opportuno ricordare come il contribuente – in sede di interpello o in dichiarazione – potrà escludere una o più giurisdizioni dal novero di quelle dalle quali provengono i redditi che ricadono nel regime. Tale valutazione si impone in tutti quei casi in cui la disciplina ordinaria risulti più favorevole rispetto a quella speciale.

La valorizzazione dei beni

Un’ulteriore aspetto da prendere in considerazione riguarda la valorizzazione dei beni. Sul punto trovano applicazione al caso di specie le indicazioni a suo tempo fornite dall’Amministrazione finanziaria con riferimento alla disciplina da applicare in caso di trasferimento di residenza di un soggetto da un Paese UE in Italia.

In particolare, l’Agenzia delle entrate all’epoca ritenne che la valorizzazione dei beni del soggetto che intendeva trasferire in Italia la propria residenza fiscale doveva avvenire in base al valore normale o al costo storico a seconda che i beni avessero o meno scontato nel Paese di origine una imposizione in uscita.

Istanza di interpello o opzione nel quadro NR in dichiarazione

L’applicazione del regime dei neo residenti deve essere esercitata dal contribuente interessato attraverso una opzione da esercitare in dichiarazione dei redditi. Questo è quanto prevede l’applicazione dell’articolo 24 del DPR n. 917/86.

La possibilità di presentare un interpello è soltanto una facoltà concessa in più al contribuente (Provvedimento attuativo 8 marzo 2017). Questo al fine di individuare la sussistenza degli elementi che provino la sussistenza dei requisiti per accedere al predetto regime fiscale.

Nello stesso provvedimento, infatti, si ammette la possibilità che il contribuente eserciti l’opzione in dichiarazione in assenza di interpello. Da qui la necessità di inserire nel modello dichiarativo il quadro NR. All’interno di tale quadro il soggetto esercita l’opzione per il regime dei neo residenti e sceglie gli Stati di opzione del regime.

In caso di presentazione dell’istanza di interpello, il contribuente, oltre a produrre, ove fosse opportuno, apposita documentazione, deve allegare – debitamente compilata – anche l’apposita check-list contenuta nel Provvedimento.

La prova della residenza fiscale estera

L’esercizio dell’opzione per il regime in commento in assenza di interpello comporta il fatto di dover giustificare la propria residenza fiscale estera nel periodo di osservazione. Per questo motivo trova spazio l’apposita check list da compilare.

Nella check list, infatti, sono elencati alcuni casi al ricorrere dei quali il contribuente potrebbe essere considerato, nel periodo di osservazione, residente fiscalmente in Italia e, dunque, non in possesso dei requisiti per beneficiare del regime sostitutivo.

A prescindere, inoltre, dalla presentazione dell’istanza di interpello e, dunque, della presentazione in quella sede della check-list, le istruzioni al Modello Redditi richiedono che il contribuente provveda in sede di dichiarazione alla compilazione della sezione II del quadro NR. Sezione nella quale è riprodotto sostanzialmente l’elenco di ipotesi della check-list allegata al Provvedimento, duplicandone all’evidenza l’onere.

Quadro NR e adempimenti dichiarativi

Il regime dei neo residenti ha fatto il suo ingresso nel modello di dichiarazione dei redditi da presentarsi nel 2018 con riferimento ai redditi prodotti nel 2017. E’, infatti, da quel momento che è stato introdotto l’apposito quadro NR.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate l’opzione al regime può essere esercitata dal contribuente anche nella dichiarazione del periodo d’imposta successivo a quello in cui ha acquistato la residenza in Italia. Cosicché, il contribuente rientrato in Italia nel 2020 ha la possibilità di esercitare l’opzione:

  • Nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 (Modello Redditi 2021 anno 2020);
  • Oppure, indistintamente nella dichiarazione dei redditi relativi all’anno successivo (Modello Redditi 2022 anno 2021).

In ogni caso il regime dei neo residenti assume validità dal periodo 2020.

La sezione I del quadro NR

Nella sezione I del quadro NR, in particolare, sono richieste informazioni concernenti l’opzione o la revoca del regime, la cittadinanza del contribuente e la relativa residenza. Nonché le giurisdizioni dei redditi che si intende escludere.

La compilazione della predetta sezione è obbligatoria al fine del perfezionamento dell’adesione al regime. La predetta sezione deve essere compilata anche dai familiari del contribuente, nella propria dichiarazione dei redditi. Questo laddove anch’essi abbiano optato per beneficiare del suddetto regime sostitutivo.

In tal caso, oltre ad esprimersi l’opzione devono essere indicati i dati del soggetto principale. Gli stessi, peraltro, saranno tenuti a compilare la sezione II indicando quali delle ipotesi ivi elencate si siano verificate nel periodo di osservazione. Questo al fine di accertare la ricorrenza dei requisiti per l’estensione del regime d’imposta sostitutiva anche nei loro confronti.

La sezione II del quadro NR

La sezione II del quadro NR richiede sostanzialmente le medesime informazioni della check-list (allegata al Provvedimento) predisposta dall’Agenzia. Questo nel caso in cui il contribuente ricorra alla preventiva presentazione dell’istanza interpello.

In altri termini, la sezione elenca una serie di potenziali casi al ricorrere dei quali si potrebbe configurare l’eventuale residenza fiscale del contribuente in Italia in almeno due dei dieci periodi d’imposta precedenti quello di validità dell’opzione.

Tale circostanza potrebbe rappresentare una causa ostativa all’accesso da parte del contribuente al regime in commento.

La predetta sezione dovrà essere compilata dal contribuente, evidenziando per ciascuna ipotesi la relativa ricorrenza o meno.

La sezione III del quadro NR

Nella sezione III del quadro NR, da compilare a cura del contribuente principale, si richiedono informazioni circa i familiari che optano insieme a quest’ultimo per il regime.

Tale ultima sezione sarà compilata soltanto nel caso in cui effettivamente vi siano familiari del contribuente principale interessati ad aderire, insieme a quest’ultimo, al regime dei neo-residenti.

Documentazione da conservare

Nelle istruzioni alla dichiarazione si prevede che, oltre alle informazioni presenti nel quadro, il contribuente debba conservare e fornire su richiesta dell’Agenzia delle entrate la documentazione comprovante gli elementi personali ed economici di collegamento con lo Stato estero di residenza.

Tutti elementi che devono essere supportati da evidenze probatorie, idonee ad escludere la residenza ai fini fiscali in Italia. Nonché la documentazione comprovante le relazioni personali e lavorative, gli elementi patrimoniali e reddituali per i quali dalla compilazione del quadro NR è emerso un collegamento con l’Italia e non altrimenti risultanti all’Amministrazione finanziaria.

Si tratta tipicamente di relazioni personali e lavorative e delle disponibilità patrimoniali e del possesso effettivo di redditi di qualsiasi tipo per interposta persona.

Neo residenti e quadro NR: conclusioni

La disciplina dei neo residenti ha sicuramente trovato appeal da parte di molti contribuenti che, intenzionati a trasferirsi in Italia per le più varie ragioni, hanno individuato nella summenzionata disciplina un incentivo particolarmente vantaggioso.

Con il Provvedimento dell’8 marzo 2017 sono state introdotte alcune regole che hanno semplificato notevolmente il meccanismo di adesione al regime. Nel Provvedimento si è, infatti, precisato che la procedura di interpello è meramente facoltativa. Per questo, dunque, il contribuente può – ove sussistano i requisiti – esercitare l’opzione direttamente in dichiarazione.

Questo con l’avvertenza, come prevedono le istruzioni alla dichiarazione stessa, di conservare la documentazione necessaria per provare la sussistenza dei requisiti previsti dalla norma in caso di verifica. Questo è un aspetto molto importante, in quanto nei termini decadenziali l’Agenzia delle Entrate effettuerà sicuramente i relativi controlli. Per questo motivo occorre sicuramente farsi trovare preparati.

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Commenti:
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