Il Quadro F del Mod. 730/2020 è composto da nove sezioni suddivise come di seguito riportato:

  • I – acconti IRPEF relativi al 2019;
  • II – altre ritenute subite;
  • III A – eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione;
  • III B – eccedenze risultanti da dichiarazioni integrative;
  • IV – ritenute e acconti sospesi per eventi eccezionali;
  • V – misura degli acconti per il 2020 e rateazione del saldo 2019;
  • VI – soglie di esenzione addizionale comunale;
  • VII – locazioni brevi;
  • VIII – dati che vanno indicati nel modello 730 integrativo;
  • IX – altri dati.

La sezione I del quadro F è composto dal rigo F1, per indicare gli acconti relativi dell’anno 2019.

I versamenti devono essere indicati al netto della maggiorazioni dovute, ad esempio a seguito di rateazione o ritardato pagamento.

Il contribuente deve sempre compilare questo rigo, anche in caso di presentazione del Mod. 730, allo stesso sostituto d’imposta che ha effettuato le trattenute.

Devono essere indicati, gli acconti non versati per effetto di disposizioni emanate a causa di eventi eccezionali. L’importo di questi acconti è versato dal contribuente con le modalità ed i termini previsti dal Decreto per la ripresa delle riscossione delle somme versate.

Quadro F

Acconto IRPEF ed addizionale comunale

Nelle prime due colonne del rigo, devono essere indicate la prima e la seconda (o unica) rata di acconto IRPEF, che il contribuente per il 2019 può:

  • Essere stata trattenuta in busta paga dal sostituto d’imposta, qualora abbia presentato nel 2019 il Mod. 730 e non ci siano state interruzioni nel rapporto di lavoro;
  • Aver versato autonomamente tramite Mod. F24, qualora abbia presentato:
    • Modello REDDITI 2019;
    • Mod. 730/2019 e ci sia stata un’interruzione del rapporto di lavoro prima del versamento dell’acconto;
    • Mod. 730/2019 senza sostituto d’imposta.

L’importo dell’acconto IRPEF deve essere indicato nella colonna 1 e 2 a prescindere dalle modalità di versamento.

L’importo dell’acconto addizionale comunale deve essere indicato nella colonna 3:

  • Sia nel caso in cui sia trattenuto dal sostituto d’imposta;
  • Sia nel caso di versamento volontario tramite Modello F24.

Acconto della cedolare secca

Nella colonna 5 deve essere indicato l’importo dei versamenti effettuati a titolo di:

  • Prima rata di acconto della cedolare secca 2019 (colonna 5);
  • Seconda o unica rata di acconto della cedolare secca 2019 (colonna 6).

Tali importi possono essere:

  • Stati trattenuti dal sostituto d’imposta;
  • Versati autonomamente dal contribuente.

Altre ritenute subite

Nel Rigo F2 devono essere indicate le ritenute:

  • Operate nei confronti degli allevatori sui contributi erogati dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, per incentivare l’allevamento;
  • Relativa ai trattamenti assistenziali erogati dall’INAIL ai titolari di redditi agrari;
  • Sui compensi dei lavoratori socialmente utili;
  • Sui compensi di attività sportive dilettantistiche.

Eccedenze risultanti dalle precedenti dichiarazioni

Nella sezione III-A del quadro F devono essere indicate le eccedenze risultanti dalle precedenti dichiarazioni, relative a:

  • IRPEF;
  • Imposta sostitutiva (quadro RT, modello REDDITI);
  • Cedolare secca sulle locazioni;
  • Addizionale regionale IRPEF;
  • Addizionale comunale IRPEF;
  • Imposta sostitutiva dei premi di risultato.

Qualora l’eccedenza risultante dalla precedente dichiarazione non venga recuperata nella dichiarazione dei redditi per l’anno successivo perchè:

  • Non è computata in diminuzione;
  • Non viene presentata la dichiarazione in quanto il contribuente è in regime di esonero

può essere presentata un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate sulla base del proprio domicilio fiscale.

Il contribuente, in regime di esonero, che non ha presentato la dichiarazione dei redditi, può riportare il credito nella dichiarazione successiva.

Qualora il soggetti presenti l’anno successivo la dichiarazione senza riportare il credito risultante dalla dichiarazione precedente, l’Agenzia delle Entrate può effettuare il rimborso a meno che lo stesso sia già stato disposto.

I dati rilevanti per la compilazione del rigo F3 possono ripresi da:

  • Modello REDDITI 2019;
  • Mod. 730/2019, qualora il contribuente abbia richiesto di utilizzare il credito IRPEF, addizionali e cedolare secca derivante dalla dichiarazione, in compensazione con le imposte a debito tramite presentazione del Modello F24, ma tale credito non è stato completamente utilizzato;
  • Mod. CU 2020.

Eccedenze risultanti da dichiarazioni integrative a favore presentate oltre l’anno successivo

La sezione III-B del quadro F del Mod. 730/2020 deve essere compilata dai soggetti che nel 2019 hanno presentato una o più dichiarazioni integrative a favore oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento della dichiarazione integrativa.

Qualora la dichiarazione integrativa a favore oltre il termine di presentazione della dichiarazione successiva, il credito risultante può essere utilizzato in compensazione per eseguire il versamento dei debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.

Nella sezione III-B del Quadro F devono essere riportate le eccedenze risultanti dalle dichiarazioni integrative ultrannuali presentate nel 2019 e relative:

  • IRPEF;
  • Imposta sostitutiva (quadro RT, Mod. UNICO/REDDITI);
  • Cedolare secca sulle locazioni;
  • Addizionale regionale IRPEF;
  • Addizionale comunale IRPEF;
  • Imposta sostitutiva produttività.

Nel rigo F4 possono essere indicate le eccedenze che risultano dalle dichiarazioni integrative presentate nel 2019 e relative ai periodi d’imposta 2014, 2015, 2016, 2017.

Ritenute e acconti sospesi per eventi eccezionali

Nel rigo F5 del quadro F devono essere indicati gli importi delle ritenute e degli acconti sospesi a causa di eventi eccezionali.

I soggetti nei cui confronti opera la sospensione dei termini relativi ai versamenti d’imposta sono descritti nell’appendice delle istruzioni della compilazione del Mod. 730/2020.

Le situazioni sono state identificate tramite appositi codici, per il 2019:

  • 1 per i contribuenti vittime di richieste estorsive per le quali è stata proposta la proroga di 3 anni dei termini di scadenza degli adempimenti fiscali ricadenti entro un anno dalla data dell’evento lesivo, con ripercussioni anche sul termine della presentazione della dichiarazione annuale;
  • 2 per i contribuenti che alla data del 26 dicembre 2018, avevano la residenza nel Comune di Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antononio, Acireale, Milo, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande e Zafferana Etnea interessati all’evento sismico;
  • 3 per eventi eccezzionali.

Misura degli acconti per il 2020 e rateazione del saldo 2019

Nel rigo F6 del quadro F deve essere indicato:

  • La volontà del contribuente di non versare o versare in misura inferiore gli acconti;
  • La volontà del contribuente di rateizzare le somme dovute a saldo.

E’ facoltà del contribuente scegliere di non effettuare, o di effettuare in misura inferiore a quanto dovuto, gli acconti:

  • IRPEF;
  • Addizionale comunale dell’IRPEF;
  • Della cedolare secca.

E’, inoltre, possibile rateizzare le somme dovute a titolo di:

  • Saldo IRPEF, cedolare secca, addizionale regionale e comunale;
  • Prima rata di acconto IRPEF e cedolare secca;
  • Acconto addizionale comunale IRPEF;
  • Acconto del 20% sui redditi soggetti a tassazione separata;
  • Imposta sostitutiva premio di risultato.

Acconto IRPEF

L’acconto IRPEF è determinato applicando al rigo differenza (rigo 60, Mod. 730-3) la percentuale del 100%.

Il contribuente che deve effettuare il versamento dell’acconto IRPEF può scegliere di:

  • Corrispondere gli acconti sulla base dell’imposta dell’anno precedente (2019). Il calcolo viene effettuato dal soggetto che presta assistenza fiscale sulla base dei dati in possesso, in questo caso il contribuente non deve dichiarare niente nel quadro F;
  • Calcolare gli acconti sulla base di un reddito presunto 2020 inferiore rispetto a quello percepito nel 2019 o di una minore imposta a debito, per esempio, al verificarsi delle ipotesi:
    • Minor reddito di fabbricati, derivante dalla diminuzione dei canoni di locazione da assoggettare a tassazione ordinaria o dalla cessione dei fabbricati stessi;
    • Sostenimento di maggiori oneri detraibili e deducibili.

In caso di applicazione del metodo previsionale con un versamento rivelatosi poi inadeguato, il contribuente incorre nel pagamento della:

  • Sanzione amministrativa del 30%;
  • Interessi nella misura del 0,50% all’anno. Tale misura è entrata in vigore dal 1 gennaio 2020.

Il versamento dell’acconto 2020 calcolato con il metodo previsionale è considerato sufficiente se è almeno pari al 100% del rigo Differenza.

Acconto cedolare secca

L’acconto sulla cedolare secca è dovuto nella misura del 95% dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente.

Richiesta di versamento minore – nessun acconto in dichiarazione

Per il versamento dell’acconto 2020 relativo all’IRPEF e o alla cedolare secca, il contribuente può decidere di:

  • Versare un importo inferiore a quello dovuto;
  • Non versare alcun acconto.

Richiesta di versamento minore – nessun secondo acconto al sostituto

Qualora il lavoratore dipendente/pensionato intenda modificare il versamento del secondo o unico acconto IRPEF e o cedolare secca (novembre 2020), deve comunicare apposita dichiarazione al proprio sostituto d’imposta, datore di lavoro o ente pensionistico, entro il 30 settembre 2020.

Acconto addizionale comunale IRPEF

L’acconto dell’addizionale comunale IRPEF deve essere versato anche questo in due rate, acconto e saldo.

L’acconto di addizionale comunale per il 2020 è pari al 30% dell’imposta, ottenuta applicando al reddito imponibile dell’anno 2019, calcolato ai fini dell’addizionale, l’aliquota stabilita dai Comuni per l’anno precedente.

Diversamente da quanto previsto per l’acconto IRPEF, l’acconto dell’addizionale comunale deve essere trattenuto dal sostituto in unica soluzione a luglio (salvo rateizzazione), nulla è dovuto a novembre.

Il contribuente può decidere di non versare l’acconto dell’addizionale comunale, barrando la casella 3 del rigo F6.

Per richiedere il versamento di un minor acconto 2020 di addizionale comunale, deve compilare, invece, la casella 4 del rigo F6, indicando la minore somma che deve essere trattenuta dal sostituto d’imposta nel 2020.

Rateizzazione

Il D.Lgs. n. 241/1997 ha previsto la possibilità di rateizzare:

  • I versamenti a saldo (IRPEF, cedolare secca, addizionale comunale e regionale all’IRPEF);
  • Acconti

calcolati nella dichiarazione dei redditi, suddividendo il debito d’imposta in un numero definito di rate a scelta del contribuente.

Le somme dovute a titolo di saldo e di acconto possono essere versate in rate mensili del medesimo importo, purchè entro il mese di novembre successivo alla presentazione della dichiarazione, con una maggiorazione a titolo di interessi legali del 4% annuo, ossia 0,33% mensile.

Per quanto riguarda l’IRPEF e la cedolare secca, è possibile rateizzare il saldo e la prima rata di acconto.

Non è possibile rateizzare l’importo dovuto come seconda o unica rata d’acconto che dovrà essere trattenuta per intero sulla retribuzione di novembre.

I contribuenti che vogliono rateizzare il debito tributario sono vincolati a versare in modo frazionato tutti gli importi che risultano dovuti a saldo o in sede di acconto per effetto della dichiarazione con Mod. 730.

Quindi, optando per la rateizzazione, tutti gli importi oggetto di pagamento devono essere pagati a rate.

Il numero di rate può variare da un minimo di 2 ad un massimo di 5.

Soglie di esenzione dell’addizionale comunale

Questa sezione è stata predisposta per dare la possibilità ai Comuni di prevedere l’esenzione dell’addizionale comunale in favore di soggetti in possesso di specifici requisiti.

Tale sezione deve essere compilata soltanto dai contribuenti che risiedono nei Comuni che hanno predisposto una soglia di esenzione.

Con la compilazione del Rigo F7 nel Quadro F, il contribuente attesta di essere in possesso dei requisiti richiesti dal Comune per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale.

Locazioni Brevi

I redditi derivanti dai contratti di immobili abitativi di breve durata, di locazione, di sublocazione, a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi ad oggetto il godimento dell’immobile a favore di terzi, stipulati a partire dal 2017 da persone fisiche private, è possibile applicare la cedolare secca con aliquota al 21%.

Il contribuente, ha la possibilità di:

  • Assoggettare ad IRPEF i redditi fondiari derivanti dai canoni di locazione;
  • Optare per la cedolare secca, nella misura del 21%.

Il contribuente può scegliere di applicare l’imposta sostitutiva nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale è stato prodotto il reddito di locazione.

I soggetti esercenti attività di intermediazione immobiliare, residenti nel territorio dello Stato, nonchè quelli che gestiscono portali telematici come Airbnb, sono tenuti ad applicare, in qualità di sostituti d’imposta, qualora incassino o intervengano nel pagamento dei canoni, di una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e corrispettivi incassati.

Dati da indicare nel 730 integrativo

I righi F9 e F10 della sezione VII del quadro F devono essere compilati soltanto nel caso in cui sia presentato un Mod. 730/2020 integrativo che comporti un maggior credito oppure un minor debito per correggere errori formali.

La compilazione dei righi F9 e F10 presuppone che nel frontespizio del Mod. 730 sia indicato con il codice 1 nella casella “730 integrativo”.

Il Mod. 730 integrativo può essere presentato entro il 26 ottobre 2020, tramite intermediario abilitato.

Altri dati

I righi F11, F12 ed F13 della Sezione IX, devono essere compilati, qualora:

  • Il sostituto d’imposta ha rimborsato, per il 2019, gli importi relativi ad alcune tipologie di detrazione che non hanno trovato capienza nell’imposta lorda del contribuente (rigo F11);
  • Il contribuente deve restituire gli importi indebitamente percepiti relativi al Bonus fiscale, ed al Bonus straordinario (rigo F12);
  • Il creditore pignoratizio deve indicare le ritenute subite in relazione ai redditi percepiti tramite la procedura di pignoramento presso terzi (rigo F13).

Il contribuente può fruire delle detrazioni d’imposta fino a capienza dell’imposta. Qualora l’imposta lorda risulti di importo inferiore alle detrazioni, la parte che non trova capienza è persa.

Riguardo alle detrazioni seguenti:

  • Detrazioni forfettarie per canoni di locazione;
  • Detrazione per famiglie numerose

il recupero dell’agevolazione è consentito anche al contribuente incapiente.

Le suddette tipologie di detrazione sono le uniche per le quali la disciplina prevede la possibilità di recuperare in tutto o in parte l’agevolazione, che sarebbe altrimenti persa per incapienza del contribuente.

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