E’ stata estesa la proroga Iva, ritenute e contributi a seguito dell’emergenza da Covid–19. Potranno beneficiarne coloro che hanno ricavi o compensi sotto i 50 milioni di euro ed un calo del fatturato del 33%, ma anche chi è al di sopra dei 50 milioni di euro ed ha subito un calo del fatturato del 50%.

Proroga Iva, ritenute e contributi: le imprese, i lavoratori autonomi e le partite IVA, potranno far slittare, i versamenti ed i pagamenti tributari di aprile e maggio, a condizione che abbiano avuto perdite a marzo del 33% (entro i 50 milioni di ricavi) o del 50% (sopra i 50 milioni).

Al fine di scongiurare eventuali furbetti, il Fisco si farà inviare da INPS ed INAIL, i dati dei contribuenti che hanno rinviato a giugno il pagamento dei contributi e a sua volta l’Agenzia delle Entrate comunicheranno ai due istituti il diritto alla sospensione.

Sono prorogate, anche, le sospensioni degli atti amministrativi della Pubblica Amministrazione fino al 15 maggio e la validità dei permessi e delle concessioni fino al 30 settembre 2020.

Il Decreto Legge approvato ieri sera dal Governo, fa parte di una serie di interventi che sarà completato con il decreto di aprile con cui il Governo ha dichiarato di rifinanziare gli ammortizzatori sociali per altri 15 miliardi, aumentare da 600 a 800 euro il bonus per autonomi e professionisti da estendere anche a stagionali, colf e badanti.

Nel decreto di aprile, pare che ci siano, anche, le sospensioni dei pignoramenti su conti correnti e stipendi, lo sblocco dei vincoli della riscossione sui rimborsi fiscali e sui pagamenti dei crediti.

Proroga Iva, ritenute contributi: chi può beneficiarne?

La sospensione dei versamenti è estesa anche alle imprese e più in generale alle attività produttive di maggiori dimensioni, ma come per quelle più piccole il meccanismo è ancorato al calo dei ricavi o compensi.

Potranno beneficiare della proroga dei versamenti di Iva, ritenute ma anche contributi e premi INAIL, per i mesi di aprile e maggio, le imprese, lavoratori autonomi e professionisti con un volume di ricavi o compensi fino a 50 milioni di euro se hanno subito una contrazione sempre di ricavi o compensi del 33% rispetto al mese di marzo e aprile 2019 mentre oltre i 50 milioni di euro il calo deve essere del 50 per cento.

I versamenti dovranno poi essere effettuati entro il 30 giugno in un’unica soluzione o in 5 rate sempre a partire da giugno.

Ci sarà poi una verifica incrociata con INPS, INAIL ed altri enti previdenziali che comunicano all’Agenzia delle Entrate chi si è avvalso della sospensione.

L’Agenzie delle Entrate segnalerà i riscontri sui requisiti di ricavi o compensi per avvalersene.

Rimessione nei termini

Il decreto legge varato ieri sera dal Governo, prevede un meccanismo di rimessione nei termini per tutti i versamenti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni più ampio rispetto a quello di 4 giorni previsto dal Decreto Cura Italia (dal 16 al 20 marzo) e che si estende fino al 16 aprile.

I contribuenti potranno considerare con meno assillo l’effetto crisi negli acconti di giugno. L’utilizzo del previsionale non sarà sanzionato se lo scostamento non sarà superiore rispetto a quanto effettivamente dovuto.

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