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Prestazioni occasionali in dichiarazione dei redditi: come indicarle?

L'indicazione delle prestazioni occasionali nel modello Redditi Persone Fisiche e nel modello 730. La possibilità di recuperare le ritenute di acconto subite.

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Prestazione occasionale in dichiarazione dei redditi

Hai effettuato delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ma non sai se devi presentare la dichiarazione dei redditi? Ecco come sapere se e in quali casi i tuoi compensi devono essere inseriti nel Modello Redditi Persone Fisiche o nel Modello 730.

Una delle domande che maggiormente mi vengono poste quando si parla di prestazioni occasionali riguarda l’inserimento o meno delle stesse in dichiarazione dei redditi. L’errore principale che vedo commettere in questi casi è che le prestazioni occasionali, trattandosi di attività saltuarie, permettano di esentare da tassazione i proventi percepiti. Purtroppo, specialmente online, si trovano tantissime informazioni errate, spesso fornite al solo scopo di ottenere visualizzazioni, anche se l’informazione è totalmente errata. Per questo motivo, è importante che le informazioni che avete siano tratte da fonti attendibili, anche perché commettere un errore in ambito fiscale può costare caro.

Con questo contributo voglio fornirvi tutte le informazioni di cui necessitate per sapere se e come dovete compilare la dichiarazione dei redditi nel momento in cui, durante l’anno avete effettuato delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale,

Prestazioni occasionali

Le prestazioni occasionali sono delle prestazioni di lavoro autonomo (attività intellettuali e non commerciali), effettuate in modo saltuario e non ripetitivo durante il corso dell’anno.

Il classico esempio di prestazione occasionale è lo studente che si presta a fare la “maschera” in teatro per alcuni fine settimana all’anno. La prestazione non è continuativa, viene svolta solo per pochi giorni all’anno, quindi rientra nella fattispecie del lavoro autonomo occasionale.

La disciplina riguardante le prestazioni occasionali è disciplinata dall’articolo 2222 del codice civile e dalla normativa Inps in merito agli eventuali contributi da versare. Da un punto di vista meramente fiscale, un soggetto che durante il periodo di imposta ha percepito redditi derivanti da prestazione occasionale, è tenuto ad inserirli nella propria dichiarazione dei redditi. Questo come regola generale. Tuttavia, esiste un’esimente: soltanto nel caso in cui il soggetto che ha percepito redditi da prestazione occasionale, non abbia percepito nell’anno ulteriori redditi, e non sia possessori di beni immobili diversi dall’abitazione principale, può essere esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (Modello Redditi Persone Fisiche o Modello 730), soltanto se i compensi percepiti con il lavoro autonomo occasionale non superino la soglia (lorda) di 4.800 euro. Questa particolare esimente deriva dal fatto che l’articolo 13 del DPR n. 917/86 (TUIR), prevede per i titolari di redditi derivanti da attività occasionali, una specifica detrazione d’imposta. Tale detrazione, risulta decrescente all’aumentare del reddito conseguito, non è cumulabile con altre detrazioni e non va rapportata al periodo di lavoro. L’ammontare della detrazione fino ai €. 4.800 è pari a 1.104 euro, e va completamente ad azzerare l’imposta (Irepf) dovuta.

Per questo motivo vi è l’esonero dalla presentazione della dichiarazione, se tale limite reddituale non viene superato nel corso dell’anno, e non vengono percepiti altri redditi.

Le prestazioni occasionali come redditi diversi ai fini Irpef

Le somme percepite per l’esercizio di prestazioni occasionali sono qualificate ai fini Irpef nella categoria dei c.d. “redditi diversi“, ex art. 67del TUIR. Tali somme, quindi, devono essere dichiarate nel modello Redditi P.F. o nel modello 730. Tuttavia, al di sotto della soglia di 4.800 euro lorde (in assenza di altri redditi percepiti), i redditi occasionali possono non essere dichiarati. Tuttavia, in questo modo si perde la possibilità di poter recuperare le ritenute di acconto subite. Per questo motivo è importante valutare bene la propria situazione personale in ottica della presentazione della dichiarazione dei redditi.

ATTENZIONE!
Non si deve confondere la prestazione occasionale, con il lavoro occasionale accessorio, ovvero il lavoro subordinato occasionale, legato ai voucher Inps. Se desideri approfondire questo argomento ti lascio a questo contributo dedicato: “Voucher Inps per lavoro accessorio occasionale: la guida“.

Prestazioni occasionali e ritenute d’acconto

Le prestazioni occasionali, nel momento in cui vengono svolte per conto di un soggetto che riveste la qualifica di sostituto di imposta (come ad esempio, associazioni, società, cooperative, ditte individuali, professionisti, etc), sono soggette all’applicazione della ritenuta di acconto. L’applicazione della ritenuta di acconto è obbligatoria tutte le volte in cui il committente della prestazione di lavoro autonomo occasionale sia un sostituto d’imposta, di cui all’articolo 64, comma 3, del DPR n. 600/73. In questo caso il soggetto prestatore d’opera è soggetto all’applicazione di una ritenuta d’acconto del 20% sul proprio compenso lordo.

Si tratta di una particolare forma di pagamento di un acconto dell’Irpef, che sarà calcolata definitivamente con la dichiarazione dei redditi. Fino ai 4.800 euro annui di compensi per prestazioni occasionali (in assenza di altri redditi), la ritenuta di acconto subita, non risulta essere dovuta (in quanto la detrazione copre l’imposta dovuta). Questo, in virtù della detrazione di cui abbiamo parlato precedentemente.

Ebbene, per recuperare tale ritenuta, può essere conveniente, per il lavoratore occasionale, presentare comunque la dichiarazione dei redditi anche sotto il limite dei 4.800 euro di compensi. Presentando la dichiarazione, infatti, la ritenuta subita diventa credito d’imposta, utilizzabile in compensazione, per il versamento di altre imposte.

Nel caso in cui si superi la soglia dei 4.800 euro annui, oppure qualora si sia percepito un importo inferiore di compensi per prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ma si siano percepite altri redditi (redditi di lavoro dipendente, autonomo, redditi da locazione etc.), il compenso da lavoro autonomo occasionale deve essere sempre inserito in dichiarazione dei redditi assieme alla eventuale ritenuta d’acconto subita, confluendo alla determinazione del reddito imponibile ai fini Irpef.

Chi è il sostituto di imposta?

Il sostituto d’imposta è il soggetto che deve operare le ritenute previste per legge. Rientrano nella figura del sostituto d’imposta imprenditori, lavoratori autonomi e gli enti, sia pubblici che economici, non aventi carattere commerciali. Non sono sostituti d’imposta, invece, le persone fisiche che non svolgono attività economiche: questo è anche perché, oltre ad essere inutile, si porrebbe in contrasto con il principio della soggettività del rapporto tributario. Allo stesso modo i committenti non residenti in Italia (e privi di stabile organizzazione in Italia) non sono sostituti di imposta.

La certificazione unica per il lavoro autonomo occasionale

Come capire se durante il lavoratore occasionale ha subito una ritenuta di acconto? 

Quando si effettuano prestazioni occasionali nei confronti di sostituti di imposta, gli stessi sono tenuti a rilasciare ai prestatori d’opera la Certificazione Unica dei compensi percepiti nell’anno precedente. In questo documento sono evidenziati sia i redditi percepiti con lavoro occasionale che le eventuali ritenute subite.

I committenti devono rilasciare la certificazione ai prestatori entro il 31 di marzo di ogni anno. Una volta ricevuta la Certificazione quello che si deve fare è verificare se vi è stata l’applicazione di ritenute di acconto e quanto è stato il vostro reddito lordo imponibile. In base alle considerazioni fatte in precedenza potrete capire se siete obbligati o meno a presentare la dichiarazione dei redditi.

Redditi da lavoro autonomo occasionale: indicazione nella dichiarazione dei redditi

Una volta verificata la fattispecie di obbligo o di volontà di indicazione del reddito da prestazione occasionale in dichiarazione dei redditi vediamo le modalità di compilazione. In particolare, andiamo a distinguere la modalità di compilazione del modello 730, rispetto alla compilazione del Modello Redditi P.F. In entrambi i casi si tratta sempre di compilare la sezione dedicata ai redditi diversi. Di seguito andiamo ad analizzare le due diverse modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi.

Redditi da attività occasionali nel quadro D del modello 730

I redditi derivanti da prestazioni occasionali devono essere indicati nel quadro D del modello 730. In particolare, il riferimento è al rigo D5 del modello 730. Nella colonna 1 deve essere indicata la tipologia di reddito percepita. I codici da utilizzare sono, alternativamente, i seguenti:

  • 1. Per i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente;
  • 2. Per i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente.

Nella colonna 2 devono essere indicati i redditi percepiti nel periodo di imposta (il reddito da inserire è sempre il reddito lordo), mentre nella successiva colonna 3 è possibile riportare le spese sostenute inerenti la produzione del reddito (attenzione, perché l’inserimento di un dato in questa colonna presuppone la presenza di documentazione come fatture o ricevute intestate ed inerenti la produzione del reddito). Infine, nella colonna 4 devono essere indicate le ritenute di acconto subite (come riportate nella Certificazione Unica rilasciata).

Redditi da attività occasionali nel quadro RL del modello Redditi P.F.

Per i soggetti che percepiscono redditi che non possono essere dichiarati nel modello 730 (modello obbligatorio per i soggetti titolari di partita Iva o che percepiscono redditi di capitale, etc) i proventi da prestazione occasionale possono essere dichiarati nel modello Redditi P.F.

In questo caso, i redditi derivanti dall’attività occasionale trovano collocazione all’interno del quadro RL, dedicato ai redditi diversi.

Le modalità di compilazione del Modello Redditi Persone Fisiche sono le seguenti:

RIGO RL15 – Devono essere riportati in colonna 1 compensi derivanti da attività di lavoro autonomo, non esercitate abitualmente. Mentre, in colonna 2 possono essere riportate le spese sostenute per l’esercizio dell’attività, fino a concorrenza dei compensi percepiti. Naturalmente le spese sostenute per la produzione del reddito devono essere validamente documentate ed inerenti all’attività esercitata (come ad esempio carburante, treni, ristoranti, cancelleria, ecc).

E’ bene sottolineare che spesso per l’Amministrazione finanziaria il sostenimento di costi per l’esercizio di un’attività considerata occasionale, fanno pensare che la stessa possa essere un’attività abituale, e quindi esercitabile solo con partita Iva. E’ quindi bene prestare la massima attenzione all’iscrizione di tali spese.

RIGO RL20 – Deve essere riportato il totale delle ritenute d’acconto subite, che andrà a confluire nel quadro RN del Modello Redditi Persone Fisiche. E’ bene sottolineare che l’importo delle ritenute da inserire in questo rigo è quello che deriva dalla Certificazione (modello di Certificazione Unica) che il sostituto d’imposta è obbligato ad inviare all’Agenzia delle Entrate e a rilasciarvi in copia entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui avete percepito il compenso per la prestazione di lavoro autonomo occasionale svolta.

Prestazione occasionale e recupero delle ritenute d’acconto

Non è raro il caso in cui un soggetto che ha percepito redditi di lavoro autonomo occasionale, subendo l’applicazione della ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta che erogato il reddito, si trovi nella situazione in cui la ritenuta d’acconto risulti essere maggiore rispetto all’Irpef dovuta per quel periodo d’imposta.

In questo caso, la maggiore ritenuta subita, diventa un credito Irpef, che sarà indicato nel quadro RX del Modello Redditi Persone Fisiche, o del prospetto di riepilogo del modello 730. Il credito Irpef, a scelta del contribuente può essere chiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate, con le relative tempistiche, oppure può essere utilizzato in compensazione per il pagamento di eventuali imposte o contributi di esercizi successivi. In alternativa, il credito Irpef, se chiesto per utilizzo in compensazione e non utilizzato può essere riportato nella dichiarazione dei redditi dell’annualità successiva, per essere scomputato dall’eventuale Irpef a debito risultante dalla dichiarazione.

Prestazione occasionale in dichiarazione dei redditi: infografica riepilogativa

Di seguito una infografica riepilogativa delle modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi in caso di percepimento di redditi derivanti da prestazioni occasionali.

Prestazione occasionale in dichiarazione dei redditi
Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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