POS obbligatorio a partire dal 30 giugno. Con il regime delle sanzioni, introdotto dal legislatore, il sistema di tracciamento elettronico dei pagamenti si avvia ad essere una realtà quotidiana per i nostri acquisti. Negli ultimi anni, il legislatore ha inteso introdurre una serie di strumenti volti a combattere l’evasione fiscale, soprattutto tra piccole e medie imprese e commercianti. Tale problematica è uno dei nodi più complessi che il Governo di Mario Draghi intende risolvere. Ricordiamo che dovrebbe essere imminente la tanto agognata riforma fiscale, che presumibilmente sarà varata entro l’anno.

Recentemente il legislatore ha inoltre previsto un apposito regime sanzionatorio per coloro che non si conformano all’adozione del POS. Infatti, tale onere, sebbene previsto come obbligatorio da diversi anni, era sistematicamente disatteso dai commercianti. Solo tramite la previsione di sanzioni, infatti, si è ritenuto possibile indurre a garantire la facoltà di poter procedere ai pagamenti con bancomat e carte.

Il POS obbligatorio, tuttavia, comporta una spesa di acquisto o noleggio dei relativi strumenti per il pagamento. Proprio per tale ragione che sono state previste delle agevolazioni fiscali e bonus per sostenere i negozianti. Ad esempio, può esser erogato un incentivo fino a 160 euro, o 320 per professionisti ed imprese, per aiutare nella predetta spesa.

Vediamo, dunque, cosa c’è da sapere sul POS obbligatorio e le relative sanzioni e agevolazioni fiscali.

Lotta all’evasione: tutte le iniziative

Tra gli obiettivi oggetto del PNRR, sicuramente, possiamo individuare quello della lotta all’evasione. Tra gli strumenti a cui il legislatore è ricorso vi è anche l’introduzione del POS obbligatorio. Tale problematica è uno dei nodi più complessi che il Governo di Mario Draghi intende risolvere. Ricordiamo che dovrebbe essere imminente la tanto agognata riforma fiscale, che presumibilmente sarà varata entro l’anno.

Tuttavia, già da alcuni anni si è inteso introdurre molteplici strumenti che consentano un controllo diffuso, soprattutto dell’evasione tra i piccoli e medi imprenditori. A tal proposito, sono stati disciplinati metodi volti, per l’appunto, a indurre ai pagamenti mediante strumenti che consentono il tracciamento. Invero, non molti hanno suscitato il successo sperato. Ad esempio, il cashback di stato contrariamente a molte previsioni fatte fino ad ora, non tornerà nel 2022, secondo quelli che sono i provvedimenti presi dal Governo. L’iniziativa, che ha avuto applicazione a partire dai primi mesi del 2021, è stata sospesa successivamente al primo semestre.

Oppure, anche la stessa lotteria degli scontrini rientra tra le iniziative volte al controllo dell’elusione. A differenza, però, del cashback di Stato questa farà ritorno nel 2022. Sono, infatti, in molti i negozi che adottano ancora la prassi di non emettere lo scontrino. Suddetto “gioco” consente di partecipare alla lotteria e all’estrazione di premi mediante un numero associato ad uno scontrino. Ciò comporta l’onere dei negozianti di comunicare le ricevute fiscali all’Agenzia delle Entrate. Invero, non molti sono ancora ad oggi i cittadini che hanno preso parte alla lotteria, oltre al fatto che non tutti i negoziante consentono di partecipare al concorso a premi.

Tra le iniziative in questione, contro l’evasione fiscale, ricordiamo allora anche l’introduzione del POS obbligatorio, a partire del mese di giugno.

POS obbligatorio da giugno

A partire dal 30 giugno 2022, dunque, sarà introdotto il POS obbligatorio. Ciò implica che tutti i negozianti dovranno dotarsi degli strumenti per il pagamento elettronico, se non vogliono incorrere in sanzioni. Infatti, a far data dal mese di giugno, potranno essere applicate delle sanzioni in caso di mancata accettazione dei pagamenti mediante carte o bancomat. Quindi, le imprese, commercianti e professionisti sono tenuti a dotarsi di ogni strumento necessario per poter adempiere a tale onere. Tuttavia, al regime delle sanzioni per coloro che non si conformeranno all’obbligo, corrisponde invece anche un regime di agevolazioni fiscali per i meritevoli, cioè per coloro che provvederanno alle transazione mediante sistemi tracciabili.

In primo luogo, possiamo citarti il c.d. credito d’imposta sulle transazioni, oltre ai bonus previsti per l’acquisto o noleggio di strumenti necessari per i pagamenti. L’obiettivo del Fisco è agevolare il passaggio ad un’economia sempre più cashless.

Sistema sanzionatorio

Come dicevamo nei precedenti paragrafi, l’introduzione del regime sanzionatorio è l’ultimo passo per indurre i commercianti a munirsi di POS. Infatti, il POS è, formalmente, obbligatorio, da diversi anni ormai, per tutti i negozi e attività che vendono al pubblico. Tuttavia, giacché la trasgressione a predetto onere non era sanzionata, in molti non si sono conformati alla suddetta previsione.

Sono state molteplici le iniziative introdotte dallo Stato al fine di incentivare l’adesione. Da ultimo, è apparso indispensabile introdurre un regime sanzionatorio.

In molti Stati comunitari, infatti, l’adozione del POS, è diventata una normale abitudine, non necessariamente seguente all’introduzione di un’imposizione legislativa. Tuttavia, nel nostro Paese, la situazione è ben diversa. Infatti, si stima che almeno il 20% delle attività in tutta la penisola siano prive di POS per garantire questo tipo di pagamenti.

Proprio per tale ragione, è stata introdotta la novità in tema di sanzioni, in sede di conversione in legge del decreto n. 152/2021 per l’attuazione del PNRR. La norma ha dunque previsto una doppia sanzione per chi rifiuta pagamenti con POS.

La doppia sanzione

Il nuovo decreto sul PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri del 13 aprile 2022 prevede quindi l’avvio anticipato a partire dal 30 giugno del pacchetto di sanzioni legate al mancato adempimento all’onere del POS obbligatorio.

L’articolo 19-ter del decreto n. 152/2021, sotto la rubrica “Sanzioni per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di debito e credito”, ha previsto una sanzione pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione, in caso di violazione dell’obbligo di accettare pagamenti con carte di credito o debito da parte di commercianti e professionisti.

La presente sanzione applicata secondo due diversi criteri:

  • un importo fisso pari a 30 euro;
  • un importo del 4 per cento calibrato in relazione al valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento con POS.

Adottando i criteri in questione, sarà allora possibile garantire una certa proporzionalità tra la somma “evasa” e la sanzione. Inoltre, non è prevista la possibilità di pagare la sanzione in maniera ridotta per il tramite l’oblazione amministrativa.

Le agevolazioni e POS

Il decreto legge n. 99/2021, poi inserito nella legge di conversione del decreto Sostegni bis, ha previsto anche una serie di agevolazioni fiscali legate al regime del POS obbligatorio.

Tra queste agevolazioni, è stata prevista l’introduzione del credito di imposta sulle commissioni. In particolare, il comma 10 dell’articolo 11-bis del decreto legge n. 73/2022 stabilisce che tale credito maturi per i pagamenti elettronici, stabilendo anche l’erogazione di un bonus pari al 100 per cento per le somme addebitate sulle transazioni con carte o bancomat mediante strumenti collegati a registratori di cassa. Le regole tecniche per l’operatività del presente bonus sono disciplinate da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 6 agosto 2021.

Tale credito sarà concesso in misura integrale fino alla fine del mese di giugno. A partire dal 1° luglio, l’incentivo sarà ridotto al 30% delle commissioni. Ad averne diritto sono gli esercenti attività di impresa, arte o professioni che hanno ricavi e compensi relativi all’anno precedente di importo fino a 400.000 euro.

Credito di imposta su acquisto o noleggio di strumenti per il pagamento

Ovviamente, l’introduzione del POS obbligatorio e delle relative sanzioni, ha comportato anche un’ulteriore spesa a carico dei commercianti e negozianti. Proprio al fine di consentire di sostenere le predette spese è stato prevista un’agevolazione sull’acquisto, in misura variabile ai ricavi e compensi per un massimo di 160 euro:

  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro;
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro;
  • 10 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

Bonus professionisti e imprese

Come affermato nei precedenti paragrafi, sono state previste delle agevolazioni per l’acquisto di strumenti per il pagamento elettronico. Inoltre, è prevista anche un’apposita agevolazione per professionisti ed imprese, volta all’acquisto di strumenti più evoluti.

In questo caso, l’importo massimo spettante sarà pari a 320 euro per soggetto, nelle seguenti misure:

  • 100 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro;
  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro;
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d’imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

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Avvocato "Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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