Pensioni e part time

Circolare INPS n 74 del 5 maggio 2021: l’INPS interviene su pensioni e part time, dopo le precisazioni della legge di Bilancio 2021. Vediamo cosa c’è da sapere.

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La circolare 74 del 5 maggio 2021 interviene sulle modalità di calcolo delle pensioni. In specie ove maturata nei rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale di tipo verticale o ciclico. La legge di bilancio 2021 ha disposto nuove modalità di calcolo dell’anzianità contributiva, che ha provocato una necessaria precisazione sulle modalità da parte dell’ente previdenziale.

In particolare la nuova circolare specifica che anche i periodi di inattività vengono computati nel calcolo per la contribuzione pensionistica.

Cerchiamo di fare chiarezza sul punto.


Part time: cos’è?

Prima di esaminare il nesso che intercorre tra pensioni e part time, vediamo cos’è questa tipologia di contratto.

I rapporti di lavoro conclusi mediante contratto di part time, ossia di lavoro parziale, acquistano diversa forma a seconda della tipologia contrattuale che viene in evidenza. In specie distinguiamo tra:

  • orizzontale: questo si realizza quando la riduzione di orario è giornaliera ed è prevista in relazione al normale orario giornaliero di lavoro;
  • Part-time verticale: quando l’attività è svolta a tempo pieno, ma limitatamente ad alcuni giorni della settimana, del mese o dell’anno;
  • Il part-time misto infine è caratterizzato da una combinazione delle due tipologie precedenti.

Pensioni e part time: la legge di bilancio 2021

A partire dal 1° gennaio 2021, la legge di Bilancio 2021, ha introdotto alcune rilevanti novità in tema di pensioni e part time. In particolare la norma ha previsto che il periodo di durata del contratto di lavoro a tempo parziale, che prevede che la prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi, sia riconosciuto per intero utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione.

Ricordiamo, infatti, che il contratto di lavoro part time dispone che l’attività lavorativa, in costanza del rapporto, sia concentrata in determinati periodi dell’anno, del mese o della settimana, mentre negli altri periodi non presta la propria attività.

In specie ricordiamo che l’art. 1 della legge di Bilancio 2021 stabilisce che:

Il periodo di durata del contratto di lavoro a tempo parziale che prevede che la prestazione lavorativa sia concentrata in determinati periodi è riconosciuto per intero utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità lavorativa per l’accesso al diritto alla pensione”.

La norma, quindi, afferma che i periodi non espressamente lavorativi saranno comunque computati ai fini del calcolo pensionistico.

Tale affermazione trova poi attuazione mediante la circolare 74 del 5 maggio 2021, la quale ha specificato la valenza della previsione.

Cosa afferma la circolare 74 del 2021?

Come già affermato nei precedenti paragrafi, l’INPS ha espresso alcune precisazioni su quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2021, in tema di pensioni e part time.

L’ente ha specificato che il riconoscimento dei periodi non ha alcuna valenza in termini di imposizione contributiva. Invero è utile esclusivamente ai fini del diritto alla pensione.Ciò significa che i contributi da versare saranno gli stessi. Tuttavia, i requisiti saranno maturati in anticipo per accedere al trattamento pensionistico per l’anzianità.

L’INPS ha, altresì, precisato che si accede a tale strumento mediante apposita domanda, laddove il soggetto la retribuzione accreditata nel periodo annuale di riferimento deve essere almeno pari all’importo minimale di retribuzione previsto per l’anno considerat

Pensioni e part time: come compilare i flussi Unimens?

La circolare dell’INPS poi svolge alcune considerazione sui flussi unimens, cioè il sistema di inoltro delle denunce mensili relative ai lavoratori dipendenti.

Stabilisce la circolare che questi devono essere compilati dal datore di lavoro anche per i periodi di inattività del dipendente. A partire dal 1° gennaio 2021:

  • nell’elemento “PercPartTime”, deve essere indicata la percentuale part-time prevista nel contratto di lavoro che dovrà essere invariata per tutti i mesi, sia quelli con prestazione lavorativa che quelli senza prestazione, fino quando il rapporto contrattuale è in corso;
  • in “PercPartTimeMese”, deve essere indicata la percentuale in riferimento all’orario di lavoro (lavorabile) del singolo mese. Ne deriva che, nei mesi con prestazione lavorativa per l’intero mese deve essere indicato 100%, mentre nei mesi interamente non lavorati si dovrà indicare 0%. Nei mesi parzialmente lavorati, la percentuale va ricavata. Il valore va espresso in centesimi;
  • alla voce “TipoLavStat” deve essere inserito il nuovo codice “DR00”, che identifica il flusso presentato in assenza di prestazione lavorativa relativa all’intero mese con riferimento al lavoratore in contratto di lavoro part-time di tipo verticale/ciclico;
  • mentre ai campi “TipoCopertura” di “Settimana”, permangono le regole in uso per le settimane parzialmente lavorate, che dovranno essere valorizzate con “X” perché retribuite, o con “2” se coesiste anche figurativo.
  • le settimane totalmente non lavorate in ragione del part-time dovranno essere valorizzate con il nuovo codice appositamente istituito “D”- i campi “Lavorato” di “Giorno”, dovranno essere valorizzati con “N” i giorni privi di prestazione lavorativa a motivo del part-time.
  • Nulla è innovato con riferimento alla valorizzazione dei campi <Settimane utili>, <Giorni Utili>, <Giorni retribuiti>e <Giorni contribuiti> da riferirsi unicamente al tempo lavorato.

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