Pace fiscale 2021

Il Decreto Ristori quater ha previsto la proroga della rottamazione delle cartelle esattoriali e della pace fiscale al 1° marzo 2021.

Il Decreto Ristori quater è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed ha disposto la proroga di alcune scadenze fiscali.

Per maggiori informazioni sul Decreto Ristori quater:

Pubblicità

“Decreto ristori quater: cosa ci attende?”

E’ stata prevista la proroga della scadenza unica al 10 dicembre 2020 al 1 marzo 2021 per la rottamazione ed il saldo e stralcio delle cartelle, concedendo in tal modo più tempo ai contribuenti.

Il Decreto Ristori quater, ha previsto la proroga al:

  • 1 marzo 2021 della rottamazione delle cartelle esattoriali e del saldo e stralcio;
  • 30 aprile 2021 per i versamenti IVA, delle ritenute e addizionali e dell’acconto IVA annuale previsto per il 27 dicembre.

Vediamo adesso, più nel dettaglio cosa prevede quindi la proroga rottamazione cartelle esattoriali e pace fiscale.

Pace fiscale 2021

Pace fiscale 2021: rottamazione cartelle esattoriali

Il Decreto Ristori quater ha previsto la proroga dei termini delle definizione agevolate, già disposta dal Decreto Cura Italia al 10 dicembre 2020 e con il Decreto Ristori quater al 1 marzo 2021.

La proroga non comporta l’applicazioni di sanzioni e di interessi. Il contribuente che non effettua il pagamento in questa data, o paga in ritardo, decade dal beneficio e le somme precedentemente versate sono considerate come acconto sul debito totale..

Previsto, inoltre, lo stop all’iscrizione di nuove ipoteche e fermi amministrativi, o l’avvio di nuove procedure esecutive.

Infine, i contribuenti decaduti da precedenti rottamazione o rateizzazioni, possono presentare domanda di una nuova richiesta di rateizzazione entro la fine dell’anno 2021.

Avviso importante:
Fiscomania.com ha raccolto, con ragionevole cura, le informazioni contenute in questo sito. Il materiale offerto è destinato ai lettori, solo a scopo informativo. Quanto letto non può in nessun caso sostituire una adeguata consulenza o parere professionale che rimane indispensabile. Si prega di leggere i nostri Termini e condizioni e l’informativa sulla privacy prima di utilizzare il sito. Tutto il materiale è soggetto alle leggi sul copyright. Fiscomania.com non accetta alcuna responsabilità in relazione all’utilizzo di tale pubblicazione senza la collaborazione dei suoi professionisti.

Laurea in Economia Aziendale nel 2014 presso l'Università degli Studi di Firenze. Collabora stabilmente nella redazione giornalistica di RadioRadio nel ambito fiscale. Appassionato da sempre di Start-up, ha il sogno di diventare business angel per il momento opera come consulente azienda nel mondo delle Start up. [email protected]

2 COMMENTI

  1. Noto che in questo Decreto non è prevista la proroga della sospensione della verifica adempimenti art 48 bis, al 1 marzo 2021, come invece per saldo cartelle rottamazione. È possibile che la proroga oltre il 31/12/20 sia prevista in legge bilancio ?

  2. Negli ultimi trenta anni i cittadini hanno condonato tutto ai politici, amministratori locali insomma a tutti coloro eletti che dovevano tutelare gli interessi dei cittadini e dell’Italia.
    Oggi dinanzi ad una pandemia che segna una pagina di storia in quella che è una crisi socio economica, si discute e si limita di condonare, quello che invece i cittadini si aspettavano di vedersi sollevati da debiti regressi o ormai impossibile da estinguere per perdita di lavoro, per introiti che non avvengono più per mancanza di economia e conseguentemente fitti non riscossi, quindi il rinviare non risolve nulla ma una maggiore preoccupazione o comunque la soluzione a non adempiere perchè impossibile pagare tutto a distanza di pochi mesi.
    Sembra che fra qualche mese si sia in grado di aver incassato tanto da adempiere a quelle scadenze delle rate ter del 2020 e 2021 e pensare anche alle scadenze fiscali irpef, insomma una follia.
    Devono assolutamente cancellare tutti i debiti sino a euro 30.000 senza limiti di reddito cancellando anche quei debiti
    inclusi nella ter precedente o fare lo stralcio con un ISEE di euro 40.000 in 60 rate, diluire irpef 2019/ 2020/2021 in 120 rate e solo cosi si può rifondare un sistema fiscale più giusto ed adeguato, che non soffochi la gente con buste paga ridicole ma dando alle aziende possibilità concrete ma obbligate di assumere ipotizzando irpef al 20% senza addizionali regionali, comunali e altro che fa lievitare la pressione fiscale.
    Altro che reddito di cittadinanza a vita, giusto e con fine diverso da quello visto fin ora, e poi se ci sono regioni dove non ci sono politici all’altezza di gestire l’economia perchè in preda a problemi sociali, politici e altro il governo prenda in mano la situazione per riconsegnarla successivamente in una situazione idonea e più garantista per i cittadini, cosi non vedremo più sperperare soldi destinati ma che non producono nulla .

Lascia una Risposta

Scrivi il tuo commento
Inserisci il tuo nome