Mini IRES: guida sulla nuova agevolazione sugli utili reinvestiti

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Mini IRES al 15% sugli utili reinvestiti per l’acquisto di beni materiali strumentali e per l’incremento dell’occupazione. Tutte le informazioni utili in questa guida.

La Legge di Bilancio 2019 (Legge n 145/18) ha introdotto la mini-IRES, un’aliquota ridotta dell’IRES sugli utili reinvestiti in azienda, mandando definitivamente in pensione l’ACE.

La Mini IRES al 15% è una tassazione agevolata sugli utili reinvestiti per l’acquisto di beni materiali strumentali e per l’incremento dell’occupazione.

Possono beneficiare dell’agevolazione le società di capitali, ma anche le società di persone in contabilità ordinaria.

In questa guida capiamo come funziona l’agevolazione in commento.


Che cos’è la mini-IRES?

La Legge n 145/2018 (Legge di bilancio 2019) ai commi 28-34 ha introdotto una tassazione agevolata sugli utili reinvestiti per l’acquisto di beni materiali strumentali e per l’incremento dell’occupazione.

La stessa Legge di bilancio, d’altra parte, al comma 1080 ha abrogato l’ACE, un’agevolazione sugli utili reinvestiti in azienda e che è stata modificata negli anni, con percentuali di detassazione sempre più basse.

La mini-IRES non è altro che l’applicazione di in un’aliquota più bassa di nove punti percentuali su una parte di reddito.

Ad esempio, una SRL di solito tassa tutto l’utile prodotto al 24%, ma se rientra nell’agevolazione tasserà una parte dell’utile al solo 15% (24 – 9).


Quando entra in vigore la mini-IRES?

Secondo quanto indicato nella Legge di bilancio, la mini-IRES si applica a partire dal 2019 (per i soggetti solari).

Pertanto, fino al 2018 si applicherà ancora l’ACE e se un contribuente ha un’eccedenza, questa può essere riportata a nuovo; per un approfondimento sulle eccedenze ACE e sul loro utilizzo puoi vedere questo post: “Trasformazione delle eccedenze ACE il credito di imposta“.


Chi può utilizzare l’aliquota IRES ridotta?

La mini-IRES è stata pensata per le società, che, come detto sopra, tasseranno una parte del reddito al 15% anziché al 24%.

Tuttavia, l’agevolazione si applica anche alle imprese individuali, SNC e SAS in contabilità ordinaria, oppure in semplificata ma con un’integrazione delle scritture contabili.

Per questi soggetti il risparmio sarà di 9 punti percentuali sull’aliquota IRPEF più alta.

Sono esclusi i contribuenti in Regime Forfettario.


Come si calcola l’agevolazione?

La Mini-IRES consiste in una tassazione più leggera per gli utili accantonati a riserva nei limiti:

  • Degli investimenti effettuati in beni strumentali nuovi;
  • Del costo dei dipendente neo-assunti.

Quindi gli elementi da tenere in considerazione per calcolare la mini-IRES e che vi andremo a spiegare di seguito sono tre:

  • Cosa si intende per “utili accantonati“;
  • Come si quantificano gli investimenti in beni strumentali;
  • Infine, come si calcola il costo dei dipendenti.

Gli utili accantonati

Il primo elemento significativo è l’utile dell’esercizio precedente destinato a riserva disponibile: per l’anno 2019 si terrà conto dell’utile del bilancio 2018.

Inoltre non si possono conteggiare le riserve “non disponibili“, comprese quelle che derivano da valutazione; si ritiene che non siano validi, dunque, le riserve per utili su cambi o gli utili di derivati non di copertura valutati a fair value.

Per calcolare la mini-IRES poi si devono prendere gli utili accantonati a riserva al netto delle riduzioni di patrimonio netto per effetto di attibuzione ai soci.

L’esempio più rilevante è quello dei dividendi attribuiti ai soci.

Gli utili così determinati rappresentano il limite massimo dell’agevolazione, così come era previsto nell’ACE.

I beni strumentali

Per fruire della mini-IRES sono rilevanti gli investimenti in beni materiali nuovi (presi anche in leasing) effettuati a partire dall’esercizio 2019.

Questo ad esclusione degli investimenti in immobili e in autovetture date in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte dell’anno.

Per il calcolo si deve prendere il minore tra:

  • La quota di ammortamento sui beni rilevanti;
  • L’incremento del valore residuo da ammortizzare (cioè il costo non ancora ammortizzato) rispetto alla fine dell’anno precedente.

In altre parole, per il primo anno si dovrà confrontare l’ammortamento dedotto nel 2019 con l’incremento del costo non ammortizzato al 31.12.2018; ovviamente per entrambi i valori si dovrà tenere conto solo dei beni rilevanti.

Il calcolo per questo parametro della mini-IRES è piuttosto complesso, ma il legislatore intende premiare i soggetti che investono in beni nuovi e nello stesso tempo non stanno cedendo beni di pari valore, ma stanno magari rinnovando i beni strumentali.

Il leasing

Secondo quanto indicato nella Legge di bilancio, per poter usufruire della mini-IRES i beni possono essere acquisiti in proprietà oppure presi in leasing.

La legge nel computo dell’investimento (come visto sopra) richiama solo le quote di ammortamento, ma a mio parere sembra evidente che si debbano considerare anche i canoni di leasing (o almeno la quota capitale).

Sul punto sarebbe opportuno un chiarimento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, che potrebbe aiutare a capire meglio come calcolare l’aliquota ridotta.

Il costo del personale

Si può beneficiare dell’aliquota ridotta IRES anche se si assumono nuovi dipendenti, purché il personale si destinato per la maggior parte del periodo di imposta a strutture produttive italiane.

Inoltre, per tutti i dipendenti devono essere rispettate le prescrizioni dei contratti collettivi nazionali e le norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.

La norma parla di incremento del “numero“, pertanto occorre precisare che i lavoratori con contratto a tempo parziale si contano nella base occupazionale in misura proporzionale alle ore di lavoro prestate.

Per fare un esempio: se al posto di un dipendente che svolge 8 ore vengono assunti due lavoratori a 4 ore ciascuno, la mini-IRES non spetta.

Per determinare la mini-IRES si deve prendere il minore tra:

  • Il costo annuale de dipendenti assunti dal 01.10.2018;
  • L’incremento del costo del personale rispetto a quello risultante dal bilancio al 31.12.2018

Al fine di evitare trasferimenti di personale e abusi, l’incremento sopra descritto viene preso al netto delle diminuzioni occupazioni verificatesi in società controllate o collegate; è chiaro, infatti, che si vuole premiare chi realmente occupa più lavoratori e non semplicemente chi li trasferisce da un’azienda all’altra.

Riepilogando, il reddito soggetto a mini-IRES è dato dal minore importo tra gli utili reinvestiti in azienda e la somma dei nuovi investimenti ed il costo dei neo-assunti.


La gestione delle eccedenze

La norma sulla mini-IRES ha previsto anche un meccanismo di gestione delle eccedenze.

Vediamolo di seguito.

In ogni esercizio, se il reddito su cui calcolare l’IRES ridotta eccede il reddito complessivo dichiarato, questo può essere riportato a nuovo e si aggiungerà al reddito della mini-IRES dell’anno successivo.

Inoltre, potrebbe capitare che:

  • Gli utili accantonati a riserva sono superiori alla somma dei nuovi investimenti e del costo dei neo-assunti. In questo caso l’eccedenza degli utili si può riportare a nuovo e utilizzare nel calcolo della mini-IRES dell’anno successivo;
  • La somma dei nuovi investimenti e del costo dei neo-assunti supera l’importo degli utili accantonati a riserva. In questo caso l’eccedenza può essere riportata a nuovo ed utilizzata nel calcolo della mini-IRES dell’anno successivo.

Casi particolari: consolidato nazionale e trasparenza fiscale

La mini-IRES si applica anche in caso di consolidato fiscale: in questo caso si sommano nella dichiarazione di gruppo i redditi agevolabili di ciascuna società, nei limiti del reddito imponibile del consolidato.

Le eventuali eccedenze di reddito soggetto a mini-IRES non vengono trasferite alla consolidante ma rimangono nella disponibilità della società che le ha generate.

Infine, in caso di opzione per la trasparenza fiscale, l’importo su cui spetta l’applicazione dell’aliquota ridotta è attribuito a ciascun socio in base alla sua quota di partecipazione agli utili.

La quota attribuita e non utilizzata dal socio può essere riportata nell’esercizio successivo.

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