Limite contanti e assegni 2019

0
3074

Limite contanti, assegni e libretti al portatore 2019. Limiti all’utilizzo del denaro contante nelle transazioni e nei pagamenti giornalieri. Limiti di deposito e prelievo in banca di denaro contante. Soglia versamento denaro contante. Tutte le informazioni utili per effettuare pagamenti di contratti di locazione, Money Transfer e cambiavalute. Limite contanti 2019.

In esito del D.Lgs. n. 90/2017 è vietato il trasferimento di denaro contante (o di titoli al portatore in euro o in valuta estera) tra soggetti diversi per importi pari o superiori a €. 3.000,00.

Anche per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai soggetti iscritti nel registro previsto dall’articolo 17-bis del DLgs n 141/2010 (c.d. “cambia-valute“), il limite al trasferimento del denaro contante è di €. 2.999,99 (ovvero non è possibile per importi pari o superiori a €. 3.000,00).

Resta, ancora, a €. 999,99 (ovvero non è possibile per importi pari o superiori a € 1.000,00) il limite per il servizio di rimessa di denaro (c.d. “money transfer“).

Per quanto riguarda, invece, assegni, vaglia cambiari e postali.

Il limite contanti è il seguente:

  • I moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati dalle banche e da Poste Italiane S.p.A. muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera;
  • Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a €. 1.000,00 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;
  • Gli assegni bancari e postali emessi all’ordine del traente possono essere girati unicamente per l’incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A.;
  • Gli assegni circolari ed i vaglia postali e cambiari sono emessi con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;
  • Infine, gli assegni circolari ed i vaglia cambiari e postali possono essere richiesti, per iscritto, dal cliente senza clausola di non trasferibilità se di importo inferiore a €. 1.000,00.

Per quanto riguarda i libretti di deposito bancari o postali al portatore:

  • E’ ammessa esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, “nominativi” (non esistono più i libretti al portatore);
  • E’ vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore.

Vediamo, quindi, con maggiore dettaglio i limiti all’utilizzo del denaro contante in Italia nel 2019.

Cominciamo!


LIMITE CONTANTI IN ITALIA: LE VARIAZIONI NEL TEMPO

Il limite contanti da utilizzare in Italia ha avuto vari limiti nel corso del tempo.

Sino al 29 aprile 2008 (data di entrata in vigore dell’articolo 49 DLgs n 231/07) il limite contanti era pari a € 12.500.

L’articolo 49 del DLgs n 231/2007 ha realizzato un primo abbassamento della soglia del limite contanti da € 12.500,00 a € 5.000,00.

Questa soglia è stata operativa solo dal 30.4.2008 al 24.6.2008. Da questa data l’articolo 32, comma 1, lettera a) del DL n 112/2008 l’ha ricondotta a €. 12.500,00.

Il limite contanti di €. 12.500,00 ha operato dal 25.6.2008 al 30.5.2010. Successivamente, infatti, l’articolo 20, comma 1 del DL n 78/10 ha riportato il limite contanti a € 5.000,00.

A decorrere dal 13 agosto 2011, l’articolo 2, comma 4, del DL n 138/11 ha abbassato il limite contanti alla soglia di € 2.500,00.

L’articolo 12, comma 1, del DL n 201/11 ha ulteriormente ridotto la soglia del limite contanti a €. 1.000,00.

L’articolo 1, comma 898, della Legge n 208/15 ha portato la sola soglia relativa al trasferimento di denaro contante (di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore) a € 3.000,00.

LIMITE CONTANTI: MODALITA’ DI INTERVENTO

La variazione dei limiti è stata fino ad oggi operata attraverso lo strumento normativo. Si osserva, tuttavia, che, in applicazione di quanto sancito dal previgente articolo 66, comma 7, del D.Lgs. n. 231/2007, sarebbe stato possibile intervenire tramite decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Tale previsione è stata espunta dal testo del D.Lgs. n. 231/2007, come riformato dal D.Lgs. n. 90/2017.

Si tenga presente, inoltre, che, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del D.Lgs. n. 92/2017, in vigore dal 5.7.2017, nell’esercizio dell’attività di compro oro le operazioni di importo pari o superiore a €. 500,00 sono effettuate unicamente attraverso l’utilizzo di mezzi di pagamento, diversi dal denaro contante.

Mezzi di pagamento che garantiscano la tracciabilità dell’operazione medesima e la sua univoca riconducibilità al disponente. In dette ipotesi, l’utilizzo di tali strumenti è obbligatorio, indipendentemente dal fatto che l’acquisto o la vendita dell’oggetto prezioso usato siano effettuati con un’unica operazione o con più operazioni frazionate.


LIMITE CONTANTI: SOGLIE MASSIME DI UTILIZZO DEL DENARO

Ai sensi dell’articolo articolo 49, comma 1, del D.Lgs. n. 231/2007:

  • E vietato il trasferimento di denaro contante o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, “siano esse persone fisiche o giuridiche“. Questo quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a €. 3.000,00;
  • Il trasferimento superiore al predetto limiti, “quale che ne sia la causa o il titolo“, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiano artificiosamente frazionati.

Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, Poste Italiane S.p.A., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.

Questi ultimi quando prestano servizi di pagamento diversi da quelli di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b) n 6 del DLgs n 11/2010.

LIMITE CONTANTI PER TRASFERIMENTO CON INTERMEDIARI

Il trasferimento effettuato per il tramite degli intermediari bancari e finanziari avviene mediante disposizione accettata per iscritto dagli stessi, previa consegna ai medesimi intermediari della somma in contanti.

A decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello dell’accettazione, il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento nella provincia del proprio domicilio.

La comunicazione da parte del debitore al creditore della predetta accettazione produce gli effetti di cui all’articolo 1277 comma 1 cc. Nei casi di mora del creditore, gli effetti di cui all’articolo 1210 cc.

Le disposizioni di cui all’articolo 49, comma 1, del DLgs n 231/2007 non si applicano:

  • Ai trasferimenti in cui siano parte banche o Poste Italiane S.p.A., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento. Nonché ai trasferimenti tra gli stessi effettuati in proprio o per il tramite di vettori specializzati di cui all’articolo 3 comma 5 lettera e), rectius f);
  • Ai trasferimenti di certificati rappresentativi di quote in cui siano parte banche, Poste Italiane S.p.A., SIM, SGR, SICAV, SICAF e imprese di assicurazione che operano in Italia nei rami di cui all’art. 2 co. 1 CAP12.

Restano ferme le disposizioni relative ai pagamenti effettuati allo Stato o agli altri enti pubblici e alle erogazioni da questi comunque disposte verso altri soggetti. È altresì fatto salvo quanto previsto dall’articolo 494 cpp.

LIMITE CONTANTI: VALORE OGGETTO DEL TRASFERIMENTO

Quanto al limite di trasferimento di denaro contante (ovvero di titoli al portatore) tra soggetti diversi, appare opportuno ribadire come, anche in esito alle modifiche apportate dal DLgs n 90/17, resti precisato che:

  • Il divieto riguarda complessivamente il valore oggetto di trasferimento;
  • Il trasferimento superiore al predetto limite è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati (Circ. Min. Economia e Finanze 16.1.2012 n. 2).

Si evidenzia, inoltre, che, ai sensi dell’art. 1 lett. v) del D.Lgs. n. 231/2007 – che riprende fedelmente la previgente lett. m) del medesimo art. 1 –  per operazione frazionata si intende:

  • Un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti stabiliti dal D.Lgs. n. 231/2007;
  • Operazione posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in 7 giorni.

Ferma restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale.

PRASSI COMMERCIALI E VENDITA A RATE

Anche in esito all’entrata in vigore del DLgs n 90/17 appare ammissibile il trasferimento in più soluzioni, tra soggetti privati, di importi complessivamente pari o superiori alla soglia consentita.

Questo a condizione che il frazionamento in più operazioni “inferiori alla soglia” sia previsto da prassi commerciali ovvero sia conseguenza della libertà contrattuale (ad esempio, vendite a rate) e non, invece, artificiosamente realizzato per dissimulare il passaggio di somme ingenti in contanti.

Tale soluzione – nella previgente disciplina –  era stata ipotizzata dalla nota esplicativa CNDCEC 11.11.2009 e confermata dalla circ. Min. Economia e Finanze 16.1.2012 n. 2, § 1. Documentazione dove si è affermato che, se la suddivisione di un importo pari o superiore alla soglia dipende da contratti stipulati tra le parti, di cui si possa avere contezza o prova, che prevedano ad esempio rateazioni o somministrazioni, diviene possibile interpretare la molteplicità dei trasferimenti come prassi commerciale e non elusione della normativa.

In pratica, l’acquisto di un bene per € 8.000,00 può essere rateizzato in otto tranches in contanti da €1.000,00 cadauna. Ma non in due da € 4.000,00.

LIMITE CONTANTI: VERIFICA DELL’ARTIFICIOSO FRAZIONAMENTO

Resta vietato, comunque, il frazionamento funzionale all’elusione della disciplina, con verifica rimessa alla competente autorità.

Ne consegue che, al fine di evitare il rischio di gravose conseguenze sanzionatorie, il professionista che, nello svolgimento della propria attività, dovesse venire a conoscenza del trasferimento in contanti di una somma complessivamente pari o superiore al limite attraverso più operazioni singolarmente inferiori alla soglia, potrebbe essere indotto, in via cautelativa, ad effettuare comunque la comunicazione agli organi competenti.


LIMITE CONTANTI: INTERVENTI DELLA CASSAZIONE

Al riguardo, appare interessante evidenziare come la Corte di Cassazione, nella sentenza 22.6.2010 n. 15103, abbia stabilito che il divieto (di cui al precedente art. 1 co. 1 del D.L. n. 143/91, conv. L. n. 197/91) di trasferire denaro contante e titoli al portatore per importi superiori, in allora, a 20 milioni di lire e senza il tramite di intermediari finanziari faccia riferimento al valore dell’intera operazione economica alla quale il trasferimento è funzionale e si applica anche quando detto trasferimento si sia realizzato mediante il compimento di varie operazioni. Ciascuna inferiore o pari al massimo consentito (si veda Cass. 10.4.2007 n. 8698).

La citata disposizione è stata, quindi, reputata violata da un soggetto che aveva effettuato pagamenti in contanti per almeno 213 milioni e 500 mila lire, frazionando la somma, tra l’8.6.92 e il 13.7.92, con una pluralità di versamenti inferiori alla soglia di 20 milioni di lire.

La decisione della Suprema Corte ha applicato l’art. 1 co. 1 del DL 143/91, conv. L. 197/91 (senza tenere conto dell’interpretazione proposta dal Consiglio di Stato nel parere 12.12.95 n. 150418). Tale disposizione è stata abrogata dall’art. 64 co. 1 lett. a) del DLgs. 231/2007 e sostituita dall’art. 49 co. 1 del medesimo decreto, successivamente più volte modificato. In esito a tali modifiche, come già evidenziato, appare attualmente legittimo trasferire in più soluzioni, tra soggetti privati, importi anche complessivamente pari o superiori al limite, a condizione che il frazionamento in rate inferiori alla soglia non appaia artificioso, ma sia previsto da prassi commerciali o conseguenza di libertà contrattuale.

Si tenga presente, tuttavia, che, nel caso giunto all’esame della Suprema Corte, i molteplici pagamenti inferiori alla soglia risultavano molto ravvicinati. Questo modo di operare potrebbe rappresentare anche oggi una modalità di pagamento artificiosa e, quindi, irregolare.

VALUTAZIONE SULL’UNITARIETA’ DELL’OPERAZIONE

Sulla scia di Cass. 22.6.2010 n. 15103 e di Cass. 10.4.2007 n. 8698, inoltre, la Suprema Corte, nella sentenza 21.1.2016 n. 1080, ha affermato che la decisione di merito relativa al caso di specie soddisfava l’esigenza normativa di operare una considerazione complessiva del valore da trasferire nel momento in cui reputava artificiosamente frazionate le molteplici operazioni di importo inferiore alla soglia realizzate in favore di società del medesimo gruppo, in quanto operate nel medesimo giorno o, comunque, in giorni immediatamente successivi.

Ad ogni modo, come ulteriormente precisato da Cass. 21.1.2016 n. 1080, l’esigenza di rendere trasparenti le transazioni principali non poteva trovare eccezione nella circostanza che i singoli pagamenti erano comunque riportati nelle scritture contabili o effettuati tra imprese del medesimo gruppo, trattandosi comunque di soggetti dotati di distinta personalità giuridica e autonomia patrimoniale.

Resta fermo, in ogni caso, che la valutazione di unitarietà dell’operazione economica alla quale il trasferimento del contante risulti funzionale, nonostante l’apparente molteplicità delle transazioni, è questione di fatto attribuita al vaglio del giudice di merito e sindacabile in sede di legittimità solo nei limiti della congruità della motivazione.


LIMITE CONTANTI: REGIME SANZIONATORIO

In caso di violazione dell’utilizzo del denaro contante sopra il limite si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da € 3.000,00 a € 50.000,00. Questo ai sensi dell’articolo 63, comma 1, del DLgs n 231/07.

Per le violazioni che riguardano importi superiori a € 250.000,00, la sanzione è quintuplicata nel minimo e nel massimo edittali.

L’articolo 65, comma 9, del DLgs n 231/07 conferma l’applicabilità alla violazione in questione dell’articolo 16 della Legge n 689/81. Ai sensi di tale disposizione è ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa.

Oppure, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di 60 giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione (ciò a condizione che l’importo non sia superiore a €. 250.000,00 e che il soggetto non si sia avvalso della medesima facoltà per altra analoga violazione il cui atto di contestazione sia stato ricevuto dall’interessato nei 365 giorni precedenti la ricezione dell’atto di contestazione concernente l’illecito).

Peraltro, ai sensi dell’articolo 68 del DLgs n 231/2007, prima della scadenza del termine previsto per l’impugnazione del decreto che irroga la sanzione, il destinatario del decreto sanzionatorio può chiedere al Ministero dell’Economia e delle Finanze procedente il pagamento della sanzione in misura ridotta.

La riduzione ammessa è pari a un terzo dell’entità della sanzione irrogata.

L’applicazione della sanzione in misura ridotta non è ammessa qualora il destinatario del decreto sanzionatorio si sia già avvalso, nei 5 anni precedenti, della stessa facoltà.

LIMITE CONTANTI E FAVOR REI

Occorre, inoltre, segnalare che, ai sensi dell’articolo 69 comma 1 primo periodo del DLgs n 231/07.

nessuno può essere sanzionato per un fatto che alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente Titolo non costituisce più illecito“.

Nessuno, quindi, può essere sanzionato per un fatto che al 4.7.2017 non costituisce più illecito.

Ne consegue l’impossibilità di contestare violazioni a chi, anteriormente all’innalzamento della soglia da 1.000,00 a 3.000,00 euro (ovvero anteriormente all’1.1.2016) abbia indebitamente effettuato pagamenti in contanti in un’unica soluzione per importi compresi tra 1.000,00 e 2.999,99 euro.

In base all’art. 69 co. 1 secondo periodo del D.Lgs. n. 231/2007, infine, per le violazioni commesse ante 4.7.2017, sanzionate in via amministrativa, si applica la legge vigente all’epoca della commessa violazione, se più favorevole, “ivi compresa l’applicabilità dell’istituto del pagamento in misura ridotta“.


LIMITE CONTANTI: RILEVANZA PER I PROFESSIONISTI

I limiti all’utilizzo del denaro contante presentano rilevanti conseguenze per i professionisti.

Innanzitutto, si vieta di incassare “cash“, in un’unica soluzione, le parcelle di importo pari o superiore a €. 3.000,00.

COMUNICAZIONE DELLE INFRAZIONI

La soglia in questione riguarda i professionisti tenuti agli adempimenti antiriciclaggio anche da un differente punto di vista. Essi, infatti, sono obbligati a comunicare alle competenti Ragionerie territoriali dello Stato le infrazioni alle violazioni dei limiti di utilizzo del denaro contante delle quali acquisiscano notizia.

In base al testo dell’articolo 51 comma 1, del DLgs n 231/07:

i soggetti obbligati che nell’esercizio delle proprie funzioni o nell’espletamento della propria attività hanno notizia di infrazioni alle disposizioni di cui all’articolo 49, commi 1, … ne riferiscono entro trenta giorni al Ministero dell’economia e delle finanze per la contestazione e gli altri adempimenti previsti dall’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e per la immediata comunicazione della infrazione anche alla Guardia di finanza la quale, ove ravvisi l’utilizzabilità di elementi ai fini dell’attività di accertamento, ne dà tempestiva comunicazione all’Agenzia delle entrate

PROFILI SANZIONATORI

Ai sensi dell’art. 63 comma 5 del D.Lgs. n. 231/2007 la violazione è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da €. 3.000,00 a €. 15.000,00.

Diversamente da quanto accadeva anteriormente all’entrata in vigore del D.Lgs. 90/2017, anche per tale violazione è oggi ammessa l’oblazione di cui all’articolo 16 della Legge n. 689/81 con i limiti sopra ricordati (il nuovo articolo 65, comma 9 del D.Lgs. n. 231/2007).

A tale possibilità, comunque, si aggiunge quella riconosciuta dal nuovo articolo 68 del D.Lgs. n. 231/2007, secondo il quale, prima della scadenza del termine previsto per l’impugnazione del decreto che irroga la sanzione, il destinatario del decreto sanzionatorio può chiedere al Ministero dell’Economia e delle Finanze procedente il pagamento della sanzione in misura ridotta.

La riduzione ammessa è pari a un terzo dell’entità della sanzione irrogata. L’applicazione della sanzione in misura ridotta non è ammessa qualora il destinatario del decreto sanzionatorio si sia già avvalso, nei 5 anni precedenti, della stessa facoltà.

COMUNICAZIONE DELLE INFRAZIONI SULL’UTILIZZO DEI CONTANTI

In forza di quanto disposto dal DM 17.11.2011, in vigore dal 30.11.2011, le comunicazioni in questione si effettuano alle competenti Ragionerie territoriali dello Stato.

Secondo la tabella di seguito riportata.

Vediamo le sedi delle ragionerie territoriali dello stato a cui effettuare le comunicazioni

RTSAmbiti territorialiIndirizzo
TorinoPiemonte e Valle d’AostaVia Grandis, n. 14,10121
GenovaLiguriaVia Urbano Rela, n. 8,16151
MilanoLombardiaVia Tarchetti, n. 6 – 20121
BolzanoTrentino Alto AdigePiazza Tribunale, n. 2, 39100,
VeronaVerona, Vicenza, Padova, Rovigo (zona sud/ovest)Lungadige Capuleti, n. 11, 37122
VeneziaVenezia, Treviso, Belluno (zona nord/est)Campo S. Angelo, n. 3538, 30124
UdineFriuli Venezia GiuliaVia Gorghi, n. 18, 33100
BolognaEmilia Romagna e MarchePiazza dell’8 Agosto, n. 26,40126
FirenzeToscanaVia Pietrapiana, n. 53, 50121
PerugiaUmbriaVia Martiri dei Lager, n. 77,06100
RomaRoma, Rieti, Viterbo (zona centro/nord)ROMA Via Napoleone Parboni, n. 6, 00153
LatinaLatina, Frosinone (zona sud)Viale Pier Luigi Nervi, n. 270, 04100, LT
L’AquilaAbruzzoc/o Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza Coppito
NapoliNapoli, Avellino, Benevento, Caserta (zona centro/nord)Via Lauria, n. 80, centro direzionale IS. F80,
SalernoSalerno e BasilicataPiazza S. Agostino, n. 29, 84121,
BariPuglia e MoliseVia Demetrio Marin, n. 3, 70125,
CosenzaCosenza, Crotone, Catanzaro (zona nord)Piazza XI Settembre, n. 1, 87100,
Reggio CalabriaReggio Calabria, Vibo Valentia (zona sud)Via Dei Bianchi n. 7, 89100,
MessinaMessina, Caltanissetta/Enna, Palermo, Trapani (zona centro/nord)Via Monsignor D’Arrigo, n. 5, 98122,
CataniaCatania, Agrigento, Siracusa, Ragusa (zona sud/est)Via Cardinale Dusmet, n. 17, 95121,
CagliariCagliari, Oristano (zona sud/ ovest)Via XX Settembre, n. 13, 09125,
SassariSassari, Nuoro (zona nord/est)Via Carlo Felice, n. 29, 07100,

MODALITA’ DI COMUNICAZIONE DELLE INFRAZIONI

La comunicazione in questione può essere redatta in carta libera ed inviata tramite raccomandata A/R.

In essa occorre trascrivere:

  • Caratteristiche dell’infrazione;
  • Generalità del soggetto (o dei soggetti) che ha (o che hanno) commesso l’infrazione;
  • Generalità del segnalante;
  • Circostanze in cui il segnalante ha preso atto dell’infrazione.

LIMITE CONTANTI: PRELEVAMENTI E VERSAMENTI

Appare anche opportuno ricordare che le operazioni di prelievo e/o di versamento di contante superiori ai limiti non concretizzano automaticamente alcuna violazione.

Ciò era stato precisato dalla circ. Dipartimento Tesoro Min. Economia e Finanze 4.11.2011 n. 989136 in occasione dell’abbassamento del limite all’utilizzo del contante da € 5.000,00 a € 2.500,00.

Esse, pertanto, non comportano l’obbligo di effettuare la comunicazione di cui sopra. Obbligo che si configura solo quando concreti elementi inducano a ritenere violato il divieto di trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi.

La precisazione si era resa necessaria dal momento che numerose banche avevano provveduto a comunicare la condotta al Ministero dell’Economia e delle Finanze e, in taluni casi, anche ad effettuare la segnalazione dell’operazione come sospetta di riciclaggio alla UIF.

Questa erronea modalità operativa si era riscontrata anche in seguito all’ulteriore abbassamento a 1.000,00 euro dei limiti all’utilizzo del contante.

CHIARIMENTI ABI

Ciò aveva indotto, sia l’ABI, con lettera circolare 11.1.2012 prot. ULG/00004645, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la circ. 16.1.2012 n. 2, a sottolinearne la non conformità rispetto al dato normativo, richiamando, in entrambi i casi, quanto già precisato dalla circ. Min. Economia e Finanze 4.11.2011 n. 98913646.

Nella lettera circolare ABI, in particolare, si affermava: “In altri termini non può opporsi diniego alle predette operazioni di versamento e di prelievo in contanti richieste dal cliente“. Ciò in quanto, come evidenziato, non concretizzano automaticamente una violazione. Esse, pertanto, non comportano l’obbligo di effettuare la comunicazione alle competenti Ragionerie territoriali dello Stato. Obbligo che si configura solo quando “concreti elementi” inducano a ritenere violato il divieto di trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi.

In relazione a tale ultimo profilo, autorevole dottrina ha sottolineato come la sussistenza dei “concreti elementi” potrebbe verificarsi in rari casi.

Si pensi, ad esempio, al versamento di contante sopra la soglia da parte di un soggetto su conto di altro titolare non munito di delega ovvero alla consegna di contante ad un cliente di fronte alla presentazione, da parte di quest’ultimo, di fatture commerciali che egli intende saldare per importi superiori ai limiti all’utilizzo del contante.


LIMITE CONTANTI: ASSEGNI CIRCOLARI

Gli assegni circolari, nonché i vaglia postali e cambiari, sono emessi con indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e con la clausola di non trasferibilità (art. 49 co. 7 del D.Lgs. n. 231/2007).

I clienti possono richiederne per iscritto il rilascio senza clausola di non trasferibilità se di importo inferiore a €. 1.000,00, pagando, per ciascun modulo, a titolo di imposta sul bollo, la somma di 1,50 euro (art. 49 co. 8 e 10 del D.Lgs. n. 231/2007).

L’articolo 49 comma 9 del DLgs n 231/2007, inoltre, ribadisce che il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola di non trasferibilità, può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all’emittente.

PROFILI SANZIONATORI ASSEGNI CIRCOLARI

Anche per la violazione delle disposizioni sopra ricordate trovava applicazione la sanzione amministrativa pecuniaria dall’1% al 40% dell’importo trasferito. Fatta salva l’efficacia degli atti (articolo 58, comma 1 del D.Lgs. n. 231/2007).

Anche in tal caso:

  • La sanzione amministrativa pecuniaria non poteva comunque essere inferiore nel minimo a 3.000,00 euro;
  • La sanzione (edittale) minima era aumentata di cinque volte nel caso di importi superiori a 50.000,00 euro. Si andava, quindi, dal 5% al 40% dell’importo trasferito, sempre con un minimo di 3.000,00 euro.

Ai sensi del vigente articolo 63 comma 1 del D.Lgs. n. 231/2007, fatta salva l’efficacia degli atti, alle violazioni dell’art. 49 comma 7 del D.Lgs. n. 231/2007 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000,00 a 50.000,00 euro.

Per le violazioni che riguardino importi superiori a 250.000,00 euro, la sanzione è quintuplicata nel minimo e nel massimo edittali.

Sanzioni ridotte

L’articolo 65 comma 9 del DLgs n 231/07 conferma l’applicabilità alla violazione in questione dell’articolo 16 della Legge n 689/81.

Ai sensi di tale disposizione, è ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di 60 giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione (ciò a condizione che l’importo non sia superiore a 250.000,00 euro e che il soggetto non si sia avvalso della medesima facoltà per altra analoga violazione il cui atto di contestazione sia stato ricevuto dall’interessato nei 365 giorni precedenti la ricezione dell’atto di contestazione concernente l’illecito).

Peraltro, ai sensi dell’articolo 68 del D.Lgs. n. 231/2007, prima della scadenza del termine previsto per l’impugnazione del decreto che irroga la sanzione, il destinatario del decreto sanzionatorio può chiedere al Ministero dell’Economia e delle Finanze procedente il pagamento della sanzione in misura ridotta. La riduzione ammessa è pari a un terzo dell’entità della sanzione irrogata. L’applicazione della sanzione in misura ridotta non è ammessa qualora il destinatario del decreto sanzionatorio si sia già avvalso, nei 5 anni precedenti, della stessa facoltà.

Si tenga anche presente che, in base al nuovo art. 69, co. 1 secondo periodo del D.Lgs. n. 231/2007, per le violazioni commesse ante 4.7.2017, sanzionate in via amministrativa, si applica la legge vigente all’epoca della commessa violazione, se più favorevole, “ivi compresa l’applicabilità dell’istituto del pagamento in misura ridotta“.


LIMITE CONTANTI: LIBRETTI AL PORTATORE

Il D.Lgs. n. 231/2007, fin dalla sua entrata in vigore, si è soffermato anche sul saldo e sulle condizioni di trasferimento dei libretti di deposito bancari o postali al portatore. Importanti novità sono apportate in materia dal D.Lgs. n. 90/2017.

In relazione ad essi si era stabilito, in primo luogo, che il saldo non potesse essere pari o superiore alla soglia di 1.000,00 euro.

DISCIPLINA SANZIONATORIA LIBRETTI AL PORTATORE

La violazione di tale prescrizione implicava l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria dal 30% al 40% del saldo, con un minimo di 3.000,00 euro (previgente art. 58 co. 2 e 7-bis primo periodo del D.Lgs. n. 231/2007).

IPOTESI AGGRAVATE DI SANZIONAMENTO

Con riguardo ai libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo superiore a 50.000,00 euro, le sanzioni minima e massima erano aumentate del 50% (previgente art. 58 co. 2 e 7-bis terzo periodo del DLgs. 231/2007).

Quindi, si applicava la sanzione dal 30% al 40% del saldo per importi compresi tra 1.000,00 e 50.000,00 euro, con un minimo di 3.000,00 euro, e la sanzione dal 45% al 60% del saldo per importi superiori a 50.000,00 euro.


LIMITE CONTANTI: CAMBIAVALUTE E MONEY TRANSFER

Il limite di € 2.999,99 è applicabile anche per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta effettuata da parte di soggetti iscritti nella sezione prevista dall’articolo 17-bis del D.Lgs. n. 141/2010, ovvero i c.d. “cambiavalute“, in relazione ai quali era stata precedentemente fissata una soglia massima di €. 2.499,99.

La Legge di Stabilità 2016, lascia inalterata, invece, la soglia di €. 999,99 istituita per il servizio di rimessa di denaro effettuata dai c.d. “money trasfer“, di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b) n. 6 del D.Lgs. n. 11/2010.


LIMITE UTILIZZO DENARO CONTANTE: CONCLUSIONI

In questo articolo ho cercato di spiegarti quali sono i principali limiti legati all’utilizzo di denaro contante in Italia.

Le sanzioni legate a questo adempimento sono rilevanti. Questo perché la circolazione dei contanti è il primo mezzo con cui circola il “nero” di professionisti ed imprese. Per questo motivo, minore è il limite di utilizzo del denaro contante maggiore è il contributo alla lotta all’evasione fiscale.

In ogni caso, se hai dubbi o vuoi approfondimenti su questo aspetto lascia un commento di seguito. Ti risponderò nel più breve tempo ed il tuo contributo potrà essere utile anche ad altri lettori.

Di seguito il link ad un testo che può esserti utile sul corretto utilizzo del denaro.


LIMITE UTILIZZO DENARO CONTANTE IN ITALIA: INFOGRAFICA

Limite utilizzo denaro contante
Limite utilizzo denaro contante

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here