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Lavoro autonomo occasionale estero: la guida

Lavoro Autonomo Occasionale Estero: che cos’è? quando è possibile sfruttare questa disciplina fiscale? Come si indicano questi redditi in dichiarazione annuale? Come gestire la prestazione occasionale verso committenti esteri. Ipotesi di non applicazione della ritenuta d’acconto. Compilazione della ricevuta non fiscale. Tutte le info per le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale Estero.

Quando un soggetto svolge un’attività di tipo lavoro autonomo (di natura intellettuale) in modo non continuativo e non professionale, sta operando attraverso la disciplina della Prestazione Occasionale.

La Prestazione Occasionale può essere svolta verso:

  • Un committente nazionale. Ne ho parlato in questa guida: “Prestazione occasionale guida“;
  • Un committente estero (UE o Extra-UE). In questo caso leggi questo articolo per approfondire.

La disciplina del Lavoro Autonomo Occasionale non cambia a seconda della residenza del committente. Tuttavia, è necessario prestare la dovuta attenzione alla corretta compilazione della ricevuta.

Questo in quanto, in caso di committente estero, non deve essere applicata la ritenuta di acconto.

Oltre a questo aspetto devi tenere sempre presente la durata e la frequenza della prestazione. L’obiettivo è verificare che la tua prestazione professionale non diventi abituale. Questo in quanto, l’abitualità della prestazione porta con se, inevitabilmente, l’apertura della Partita IVA.

Ricevo sempre moltissime domande su questi aspetti, e vedo tantissime persone commettere errori.

Ho deciso di realizzare questa guida per indicarti tutte le informazioni utili se stai effettuando una attività di Lavoro Autonomo Occasionale Estero.

Cominciamo!


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: LA NORMATIVA CIVILISTICA IN ITALIA

La disciplina sul Lavoro Autonomo Occasionale in Italia è disciplinata dall’articolo 2222 del codice civile.

Questa norma afferma:

si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale

La norma ci dice che trattasi di una attività lavorativa caratterizzata dall’assenza di:

  • Abitualità. Intesa come frequenza della prestazione nell’anno;
  • Professionalità. Deve trattarsi di attività ove non è rilevante la professionalità del soggetto;
  • La non coordinazione dell’attività. L’attività deve essere gestita in modo autonomo, senza direzione altrui.

Quando, invece, anche solo uno di questi requisiti viene a verificarsi è obbligatorio operare con Partita IVA.

L’attività di Lavoro Autonomo Occasionale può essere esercitata sia in Italia che all’estero. In questo secondo caso, invece, occorre alcune particolarità da segnalare.

Dal punto di vista fiscale i redditi da Lavoro Autonomo Occasionale sono ricompresi tra i redditi diversi. Si tratta dei redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera l) DPR n 917/86.

Anche in caso di committente estero, da un punto di vista fiscale nulla cambia. Questo in quanto, tali redditi sono soggetti a tassazione nel Paese di Residenza Fiscale del soggetto che ha svolto l’attività.

LA RESIDENZA FISCALE

La Residenza Fiscale identifica il Paese ove il contribuente, ha il centro dei suoi interessi familiari ed economici, ovvero il c.d. “centro degli interessi vitali“.

Ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2 del DPR n 917/86, si considerano fiscalmente residenti in Italia:

“le persone fisiche che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile”

Articolo 2 DPR n 917/86

I soggetti fiscalmente residenti in Italia hanno l’obbligo di dichiarare in Italia tutti i redditi, ovunque percepiti.

Per questo motivo, anche i redditi da Lavoro Autonomo Occasionale Estero devono essere dichiarati in Italia.

Vediamo adesso, con maggiore dettaglio la disciplina fiscale.


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: LA DISCIPLINA FISCALE

Il reddito imponibile derivante dal Lavoro Occasionale Estero si determina dalla differenza tra:

VOLUME DEI COMPENSI INCASSATI NELL’ANNO e

VOLUME DEI COSTI SOSTENUTI

Il reddito imponibile, quindi, segue il principio di cassa. Questo significa che concorrono a formare il reddito soltanto i compensi ed i costi sostenuti/pagati per ogni anno.

Per quanto riguarda la determinazione del reddito occorre prestare particolare attenzione ai rimborsi spese.

Se accanto al tuo compenso richiedi un rimborso spese devi fare attenzione alle seguenti casistiche:

  • Rimborso spese forfettario. Si tratta del rimborso spese non documentato. Costituisce a tutti gli effetti reddito;
  • Rimborso spese analitico. Comprende il rimborso di fatture o ricevute di costi sostenuti. Non costituisce reddito imponibile.

Questo aspetto è molto importante. Si commettono tantissimi errori sul rimborso spese. Ti consiglio di verificare sempre la tipologia di rimborso che applichi.

WORLDWIDE TAXATION

Per capire come deve avvenire la tassazione dell’attività di Lavoro Autonomo Occasionale Estero è necessario partire dall’articolo 3 del DPR n 917/1986.

Questa norma sancisce il principio della tassazione su base mondiale (c.d. “Worldwide Taxation”) del reddito delle persone fisiche residenti fiscalmente in Italia.

Secondo questo principio ogni cittadino residente fiscalmente in Italia deve dichiarare al Fisco italiano ogni reddito prodotto. Il tutto a prescindere dal Paese ove sia stato percepito.

Questo significa che un soggetto residente che svolge attività di lavoro autonomo occasionale all’estero deve pagare le imposte in Italia.

La tassazione avviene necessariamente attraverso la presentazione della Dichiarazione dei Redditi.

MODELLO REDDITI P.F.

La determinazione del reddito imponibile in Italia passa attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi.

In particolare si tratta della presentazione del modello Redditi Persone Fisiche.

In dettaglio, i redditi da Lavoro Autonomo Occasionale Estero devono essere indicati tra i redditi diversi.

Il reddito deve essere indicato nella colonna 1 del Rigo RL 15. Nella colonna 2, invece, devono essere indicati i costi sostenuti.

Il tutto, comunque, non è sempre così semplice.

Questa disposizione deve essere analizzata in relazione alle Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia.

Generalmente, nelle Convenzioni, nelle attività di lavoro autonomo si precede alla tassazione esclusiva nel Paese di residenza del soggetto prestatore.

Soltanto nel caso in cui tale soggetto disponga di una presenza fissa (es. ufficio) nel Paese ove svolge la prestazione, è tenuto ad ivi tassare il reddito percepito.

Solitamente, le prestazioni occasionali estere sono svolte dall’Italia. Per questo è necessario sempre indicare il reddito percepito nella dichiarazione dei redditi italiana.

RITENUTA DI ACCONTO NEL LAVORO OCCASIONALE ESTERO

Altro aspetto che spesso genera errori è l’applicazione della Ritenuta di Acconto nella ricevuta. La ritenuta di acconto è disciplinata dall’articolo 25, comma 1, del DPR n 600/73.

In caso di committente estero, la ritenuta di acconto non deve essere applicata, quindi esposta in fattura. Per questo motivo è opportuno verificare se il committente è tenuto ad applicare la ritenuta di acconto in Italia.

In pratica, ove il committente sia tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, questi deve applicare la ritenuta di acconto al prestatore italiano. Si tratta del caso in cui il committente estero disponga di un Stabile Organizzazione in Italia, oppure una subsidiary.

RITENUTA D’ACCONTO DEL COMMITTENTE ESTERO

Questo significa che il lavoratore autonomo occasionale che presta la propria attività all’estero può trovarsi di fronte a due fattispecie:

  • La società di diritto estero presso la quale svolge l’attività è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia. Presenza di Stabile Organizzazione o subsidiary in Italia. In questo caso la società estera agirà come sostituto d’imposta ed effettuerà la ritenute al soggetto italiano. La stessa società, entro il 28 febbraio dell’anno successivo rispetto al quale l’attività è stata prestata dovrà rilasciare apposita certificazione delle ritenute operate al lavoratore autonomo occasionale italiano;
  • La società di diritto estero presso la quale svolge l’attività non tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia. In questo caso essa non sarà obbligata ad agire come sostituto d’imposta italiano. Per questo motivo il compenso del lavoratore autonomo occasionale non subisce alcuna ritenuta a titolo di acconto.

In entrambi i casi, rimane comunque l’obbligo a carico del lavoratore autonomo occasionale di dichiarare i compensi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi italiana.

Nelle ricevute per prestazione occasionale, in caso di committente estero non è obbligatoria l’apposizione della marca da bollo.

Ricordo che ordinariamente il bollo si applica quando la prestazione supera la soglia di € 77,47.


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: LA DISCIPLINA PREVIDENZIALE

Accanto alla disciplina fiscale occorre analizzare anche gli aspetti previdenziali.

Il prestatore italiano, infatti, è tenuto a verificare l’ammontare dei compensi percepiti nel corso dell’anno.

Quando il valore dei compensi percepiti nel corso dell’anno supera la soglia di € 5.000 scattano gli obblighi previdenziali INPS.

Al superamento dei € 5.000 lordi annui di compensi scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps, di cui all’articolo 44, comma 2, del DL n 269/03.

La norma prevede ordinariamente che il soggetto che ha commissionato la prestazione effettui la ritenute previdenziali. L’obbligo previdenziale è per 2/3 a carico del committente ed 1/3 a carico del prestatore (attraverso una ritenuta sul suo compenso).

RITENUTE PREVIDENZIALI IN CASO DI COMMITTENTE ESTERO

Particolare attenzione deve essere prestata nel caso di superamento della soglia con committente estero.

Se il committente non ha alcuna sede o stabile organizzazione in Italia non può qualificarsi quale sostituto d’imposta per la normativa italiana.

Quindi, in caso di prestazione occasionale svolta nei confronti di committente estero deve essere il soggetto percipiente italiano a liquidare il contributo INPS dovuto.

Nel caso il contributo previdenziale deve essere determinato nella dichiarazione dei redditi.

Il calcolo e la liquidazione del contributo dovuto alla Gestione Separata deve essere effettuato nell’apposita sezione del quadro RR del modello Redditi Persone Fisiche.

Tale contributo, in pratica, viene calcolato sulla base del reddito imponibile ai fini fiscali.

Modello che deve essere compilato tenendo conto che delle relative celle, così come chiarito anche dalla Circolare Inps n. 74/2014.


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: COMPILAZIONE DELLA RICEVUTA NON FISCALE

Come anticipato la prestazione di lavoro autonomo occasionale estera deve essere regolata attraverso l’emissione di una ricevuta non fiscale.

In sostanza non si tratta di un Fattura, in quanto non vi è applicazione dell’IVA.

La ricevuta che deve essere emessa ha esclusivamente rilevanza come quietanza dell’importo percepito dal prestatore.

Questo aspetto è particolarmente importante, in quanto far percepire al committente la ricevuta prima del pagamento può essere pericoloso. Come detto, la ricevuta funge da quietanza.

Nella ricevuta deve essere specificato che trattasi di prestazione fuori dal campo di applicazione dell’IVA.

“Operazione fuori campo IVA ex articolo 5 del DPR n 633/72”.

La ricevuta deve, in ogni caso, contenere i seguenti elementi obbligatori:

  • I dati del prestatore. Mi riferisco a: nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e codice fiscale;
  • I dati del committente. Mi riferisco a: nome, cognome, o ragione sociale se trattasi di società, partita Iva o codice fiscale, indirizzo;
  • La descrizione della prestazione svolta. E’ opportuno far riferimento, se sottoscritta ad una lettera d’incarico che disciplini gli aspetti essenziali della prestazione. Inoltre, è opportuno inserire i giorni di effettuazione della prestazione;
  • Importo lordo percepito. Si tratta dell’importo della prestazione concordata con il committente;
  • L’eventuale ritenuta d’acconto. Ritenuta del 20%, se il committente riveste la qualifica di sostituto d’imposta in Italia. La ritenuta si applica sul compenso lordo;
  • Importo netto percepito. L’importo netto è dato dal lordo al netto dell’eventuale ritenuta fiscale e previdenziale;
  • La data, luogo e firma del prestatore che rilascia la ricevuta.

QUANDO DEVE ESSERE RILASCIATA LA RICEVUTA?

Aspetto su cui spesso si commettono errori è il momento di rilascio della ricevuta non fiscale.

La ricevuta, così compilata, deve essere rilasciata al committente, solo e soltanto al momento del pagamento.

Molto spesso i committenti richiedono l’emissione della ricevuta prima del pagamento. Questo comportamento fiscalmente non è corretto.

Se non vi è una lettera di incarico scritta e firmata, il rilascio della ricevuta può concludere la prestazione. Questo in quanto la ricevuta costituisce quietanza di pagamento.

Il committente, con la ricevuta a disposizione ha la quietanza di un pagamento, che potenzialmente potrebbe anche non effettuare.

Il consiglio che posso darti è quello di evitare di consegnare la ricevuta al committente prima del pagamento se non hai fiducia nello stesso.

Ti eviterai così possibili problematiche future.


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: CONSULENZA

Se stai svolgendo una prestazione occasionale nei confronti di un soggetto committente residente all’estero, contattami!

Se hai bisogno di capire come compilare la ricevuta o se vuoi sapere se sei in regola con la normativa fiscale italiana chiedi il mio intervento attraverso l’apposito servizio di consulenza online dedicato.

Avrai la possibilità di parlare con professionisti preparati che saranno in grado di aiutarti a risolvere tutti i tuoi dubbi.

Altrimenti lasciami un commento per condividere la tua esperienza.

Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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