La garanzia sui finanziamenti ed il rischio fallimento: prima di generare debiti garantiti con lo Stato, è necessario ponderare e valutare bene la propria situazione economica, per evitare la bancarotta preferenziale.

La garanzia sui finanziamenti rilasciata dal Fondo di garanzia in favore PMI, è fondato su un cosiddetto credito privilegiato, ai quali la legge attribuisce un binario preferenziale, ovvero una preferenza (il c.d. privilegio) nel momento della restituzione.

In caso di successivo fallimento le imprese beneficiarie del finanziamento rischiano di ledere la par condicio creditorum.

Garanzia sui finanziamenti

Cosa succede in caso di fallimento dell’impresa che ha richiesto il finanziamento?

La possibilità che nasce in questi casi è che venga contestata la par codicio creditorum e pertanto gli amministratori dell’impresa potrebbero essere chiamati a rispondere di bancarotta preferenziale, per aver soddisfatto i debiti “chirografari” anzichè restituire il finanziamento (il quale come abbiamo detto in precedenza è fondato su un credito privilegiato).

Le imprese beneficiarie del finanziamento, rischiano quindi di essere chiamate a rispondere del reato di cui all’art. 216 della Legge fallimentare, per avere acceso finanziamenti privilegiati con l’obiettivo di soddisfare debiti chirografari.

I finanziamenti erogati dalle banche godranno della automatica copertura della garanzia del Fondo di garanzia per le Pmi ed in caso di inadempimento del debitore finanziato, la garanzia sarà escussa dall’istituto di credito, surrogando lo Stato nella posizione.

La garanzia sui finanziamenti ed il rischio fallimento: il reato di bancarotta preferenziale

L’art. 216 della Legge fallimentare, sancisce che:

“è punito con la reclusione da tre a dieci anni, se è dichiarato fallito, l’imprenditore, che:

1) ……… ha dissipato in tutto o in parte i suoi beni…….”

La fattispecie rientra nell’ambito del reato di bancarotta preferenziale, il quale si configura in caso di lesione della parità di trattamento dei creditori prevista di cui all’2741 c.c. ovvero la par condicio creditorum.

Per tutte le imprese che sono in una situazione di difficoltà, anche in base alle situazioni del mercato, attuali e future, ricorrere a finanziamenti privilegiati per fare fronte a debiti chirografari determinerà l’aggravare della propria situazione patrimoniale e violare la par condicio creditorum, ed in più la situazione non permetterà di poter ricorrere agli strumenti di composizione della crisi quali il concordato preventivo o gli accordi di ristrutturazione dei debiti.

La garanzia sui finanziamenti ed il rischio fallimento: nessuna esenzione penale

Il Decreto Liquidità n. 23/2020 ha introdotto varie misure a favore delle imprese per evitare la crisi aziendale e mantenere la continuità, tuttavia, nessuna non è stata prevista nessuna disposizione che deroghi alla normativa penale fallimentare.

La relazione di accompagnamento al decreto indica che l’inibizione delle dichiarazioni di fallimento, fino al 30 giugno 2020, permettono di evitare l’automatica responsabilità degli imprenditori che non devono così ricorrere in proprio all’istituto fallimentare, con attenuazione delle relative responsabilità.

Tuttavia, il limitato periodo di congelamento delle dichiarazioni di insolvenza è insufficiente.

L’amministratore dell’impresa, deve redarre con molta attenzione la dichiarazione rilasciata alla banca sulle informazioni per la valutazione del merito creditizio e al report sull’andamento economico che attesti una situazione economica idonea a consentire la ripresa.

Alla luce di quello che abbiamo detto fino a qui, prima di generare debiti con lo Stato è necessario effettuare una preventiva valutazione delle condizioni di equilibrio e ritorno alla normalità dell’impresa, con effettiva capacità di rimborso dei debiti.

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