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ISCRO: la cassa integrazione per i lavoratori autonomi

Cassa integrazione per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps: ISCRO. Come funziona e domanda da presentare all'INPS.

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La Legge di Bilancio 2021 ha introdotto una misura volta a sostenere i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata INPS. La Cassa Integrazione per i lavoratori autonomi, ISCRO (Indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa) verrà sperimentata per il triennio 2021-2023.

L’indennità verrà erogata dall’INPS e potranno beneficiarne coloro che esercitano un’attività abituale di lavoro autonomo, iscritti alla Gestione Separata INPS.

Vediamo quali sono i particolari requisiti richiesti per poterne beneficiare.

ISCRO: la cassa integrazione per i lavoratori autonomi

Chi può beneficiare della ISCRO?

L’ISCRO potrà essere erogata soltanto in favore dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS. Sono esclusi, pertanto, coloro che sono iscritti alla Gestione Commercianti, cosi come sono esclusi i professionisti iscritti presso le casse previdenziali private, come, commercialisti, avvocati, medici, giornalisti ecc..

Requisiti

L’indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa sarà erogata in favore dei soggetti iscritti alla Gestione Separata, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell’articolo 53 del TUIR. Per poterne beneficiare occorre:

  1. Non essere titolari di altri trattamenti pensionistici;
  2. Non essere assicurati anche presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  3. Non percepire il reddito di cittadinanza;
  4. Aver prodotto un reddito da lavoro autonomo nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda inferiore di almeno il 50% rispetto alla media dei medesimi redditi percepiti nei tre anni precedenti a quello valutato per poter veder accettata la domanda;
  5. Aver avuto, nell’anno precedente, un reddito massimo comunque non superiore a 8.145 euro;
  6. Essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali obbligatori;
  7. Possedere una partita IVA attiva da almeno 4 anni, con la medesima attività che ha consentito l’iscrizione alla Gestione separata INPS.

I primi tre requisiti d’accesso devono essere mantenuti durante tutto il periodo di percezione dell’indennità.

Inoltre, per quanto riguarda la determinazione del reddito prodotto occorre una autocertificazione. Sarà poi comparato con quanto dichiarato all’Agenzia delle Entrate.

L’INPS effettuerà, poi, l’accertamento del calo di fatturato e determinerà l’importo spettante.

Come fare domanda?

La domanda deve essere presentata all’INPS esclusivamente in modalità telematica. E’ possibile beneficiare della ISCRO soltanto una volta durante il triennio, e dovrà essere inviata entro il 31 ottobre di ogni anno.

Per conoscere i dettagli tecnici è necessario attendere il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che dovrà essere emanato entro il sessantesimo giorno dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021.

Coloro che intendono beneficiare dell’ISCRO, al momento della presentazione della domanda acconsentono automaticamente anche alla partecipazione ad alcuni corsi professionali di formazionegestiti dall’ANPAL, ed è necessario seguirli obbligatoriamente per non perdere il contributo.

A quanto ammonta la ISCRO?

L’importo è pari al 25% di quanto percepito l’anno precedente, e spetta a decorrere dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

L’indennità, una volta approvata, sarà valida per 6 mesi e non comporta accreditamento di contribuzione figurativa. Potrà essere corrisposta per un importo minimo di 250 euro ed un importo massimo di 800 euro mensili.

L’importo corrisposto a titolo di ISCRO, inoltre, non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Come è finanziata?

Dal 1° gennaio 2021 gli iscritti alla gestione separata che non risultino iscritti ad altre forme obbligatorie versano lo 0,26% in più di contributi previdenziali alla gestione separata INPS. In altre parole, l’aumento interessa gli iscritti alla gestione separata, i c.d. professionisti senza cassa, ovvero i lavoratori autonomi con partita Iva.

Tale aumento previsto dalla Legge Bilancio 2021 serve per finanziare la nuova ISCRO, una sorta di cassa integrazione, introdotta in via sperimentale nel triennio 2021-2023 a favore dei professionisti senza cassa che subiscono una riduzione di reddito superiore al 50%.

L’aliquota contributiva è salita a 25,98% a partire dal 1° gennaio 2021, aumenterà fino al 26,49% dal 1° gennaio 2022 e al 27% dal 1° gennaio 2023.

Per saperne di più sull’aumento delle aliquote contributive: “Aumento aliquote contributive 2021 gestione separata inps”

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