ISA 2021

Nuovi esoneri dall’ISA 2021, acronimo per indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) per il periodo d’imposta 2020. Come il MEF ha agevolato le categorie che hanno di più sofferto l’emergenza sanitaria?

Il Ministro dell’economia e finanza uscente, con decreto del 2 febbraio, ha esteso la platea di soggetti esonerati dall’ISA 2021. Il provvedimento estende le categorie dei soggetti esentati, in ragione della necessità di favorire quei settori che maggiormente stanno soffrendo della crisi economica seguente l’emergenza sanitaria.

Il decreto 2 febbraio 2021 del ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 33 del 9 febbraio 2021, ha previsto modifiche in questo senso, andando a completare le disposizioni già previste dal DL Rilancio.

Vediamo cosa c’è da sapere sull’ISA e quali sono le novità.

ISA 2021
ISA 2021: cosa c’è da sapere

ISA 2021: cos’è?

Gli Indici sintetici di affidabilità, i c.d. ISA, sono uno strumento con cui l’Agenzia delle Entrate, favorisce l’assolvimento degli obblighi tributari. Tramite gli ISA si incentiva l’emersione spontanea di redditi imponibili.

L’istituzione degli indici per gli esercenti di attività di impresa, arti o professioni, è un’ulteriore iniziativa che ha come finalità principale quella di aumentare il dialogo tra contribuente e amministrazione finanziaria. Questo utilizza anche efficaci forme di assistenza, come gli avvisi e comunicazioni in prossimità di scadenze fiscali.

Nel dettaglio, gli indici sono indicatori forniscono una sintesi di valori tramite la quale sarà possibile verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale o aziendale dei contribuenti. Questi operano facendo ricorso ad un metodo statistico- economico, a dati e informazioni relative a più periodi d’imposta.

Quindi si procede al riscontro della correttezza dei comportamenti fiscali tramite gli indici. Si consente, in tal modo, di individuare i contribuenti che, risultando affidabili, i quali hanno accesso a significativi benefici premiali.

Quali sono le novità in tema di ISA?

Il decreto del MEF datato 2 febbraio ha introdotto alcune importanti novità. Al fine di favorire e incentivare le categorie di lavoratori lese dall’emergenza economica e dalle molte chiusure dovute alla pandemia da Covid-19, il decreto ha modificato i soggetti ad ISA.

Nella parte relativa alle nuove misure del decreto, sono state previste tre nuove cause di esclusione dall’applicazione degli Indici. Il provvedimento normativo ha individuato le indicazioni che servono ai contribuenti, i quali resteranno fuori dagli indici sintetici di affidabilità fiscale. Ciò si realizza senza attendere i tempi previsti per l’approvazione degli Isa in evoluzione.

La disposizione contiene anche il richiamato articolo 148 del Rilancio. La norma ha, infatti, disposto che, per i periodi d’imposta 2020 e 2021, l’approvazione con decreto ministeriale degli Isa in evoluzione possa avvenire entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di applicazione, in luogo del 31 dicembre del medesimo anno di applicazione.

I soggetti esclusi con il Decreto MEF

Il decreto del 2 febbraio ha previsto che disposizioni per gli Isa in vigore per lo stesso periodo d’imposta. Infatti i 175 Isa, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, non si applicano nei confronti di chi:

  • ha subito una diminuzione dei ricavi di cui all’articolo 85, comma 1. Sono esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), ovvero dei compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del Tuir, di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente
  • inoltre ha aperto la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019
  • ed esercitano, in modo prevalente, le attività economiche individuate dai codici attività riportati in un apposito elenco allegato al decreto.

I criteri di esclusione ISA

Il decreto, in apposito allegato, ha anche offerto alcuni chiarimenti sui criteri adottati per selezionare i soggetti ulteriormente esclusi.

Ovviamente, la decisione è stata principalmente motivata sulla base delle esigenze dettate dall’emergenza sanitaria. La logica è in parte quella seguita per selezionare le categorie di lavoratori maggiormente colpiti, al fine di consentire l’emissione dei sussidi di sostegno agli stessi.

La disposizione in argomento e quelle successive, che hanno regolato l’erogazione di tali contributi, hanno fissato il periodo di osservazione su cui calcolare la diminuzione del fatturato e dei corrispettivi a un solo mese oppure ai primi sei mesi del 2020. Mentre nelle ipotesi di esclusione dall’applicazione degli Isa si fa invece riferimento ai ricavi o compensi relativi all’intero periodo d’imposta 2020, da confrontare con quelli del 2019.

Ovviamente la differente scelta si giustifica alla luce della circostanza che ricavi o compensi sono più facilmente identificabili. E’, infatti, sufficiente andare a vedere qual è la somma che è stata dichiarata per l’anno di riferimento, cioè il 2019.

Per quanto riguarda, invece, la seconda causa di esclusione dell’ISA, cioè quella riferita all’IVA, si giustifica in quanto essa appare complementare con il primo criterio adottato. Infatti, consente un più agevole calcolo dei ricavi per l’anno 2020, per coloro che hanno iniziato la propria attività imprenditoriale nel 2019. In questo caso, infatti, non sembra utile il criterio che fa ricorso alla dichiarazione, in quanto in questo caso è assente.

Il terzo criterio, infine, si giustifica in quanto le agevolazioni sono dirette a sostenere solo alcune imprese specifiche. Esse sono rivolte a coloro che hanno dovuto sospendere la propria attività a causa dell’emergenza.

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