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IRPEF 2021: tutto ciò che c’è da sapere

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IRPEF 2021: quali cambiamenti? Tra molte conferme e alcune modifiche, la Legge di Bilancio 2021 rinvia alla successiva riforma fiscale maggiori e significativi interventi in materia.

In attesa della riforma fiscale, la Legge di Bilancio 2021 ha confermato la disciplina sulle aliquote e gli scaglioni IRPEF. Non cambia, pertanto, rispetto al previgente sistema che, ancora ad oggi, adotta il regime già noto ai cittadini.

Come ben saprai, l’IRPEF è un’imposta diretta, personale e progressiva che grava sul reddito da lavoro dipendente, assimilato al lavoro dipendente e di impresa. La suddetta è espressamente disciplinata dal testo unico delle imposte sui redditi, il c.d. T.U.I.R., come previsto nel d.p.r. 917/1986, il quale costituisce il principale riferimento normativo in materia.

La determinazione dell’imposta è effettuata nel rispetto del principio di progressività, così come sancito dall’art. 53 Cost.. Proprio per tale ragione, la disciplina del T.U.I.R. prevede il sistema a scaglioni e aliquote.

Vediamo quali sono le aliquote e gli scaglioni, a cui si fa riferimento per il calcolo dell’IRPEF.


Scaglioni IRPEF

Partiamo nell’analisi della disciplina per il pagamento IRPEF nell’anno 2021, individuando quali sono gli scaglioni di reddito, che si dovranno tenere in considerazione nel calcolo dell’imposta.

  • 1° scaglione: contribuenti con reddito compreso tra 0 e 15.000 euro. In tal caso aliquota Irpef è pari al 23% e corrisponde, in caso di reddito pari 15.000 euro, ad una tassazione di 3.450 euro. Tuttavia, non sarà dovuto nulla per i redditi fino ad 8.174,00 euro, a tal proposito si parla di no tax area;
  • 2° scaglione: contribuenti con reddito tra 15.001 e 28.000 euro. In questo secondo caso l’aliquota IRPEF prevista per i contribuenti è del 27%;
  • 3° scaglione, i contribuenti con redditi compresi tra 28.001 e 55.000 euro. L’aliquota IRPEF è pari al 38%;
  • 4° scaglione: contribuenti con reddito compreso tra i 55.001 e i 75.000 euro. In questo caso l’aliquota IRPEF da corrispondere sulla parte eccedente la quota di 55.000 euro è pari al 41%.;
  • 5° scaglione: contribuenti il cui reddito supera i 75.000 euro, per i quali l’aliquota IRPEF applicata è del 43%.

Tabella: scaglioni IRPEF 2021

Reddito imponibileAliquotaImposta dovuta sui redditi compresi negli scaglioni
fino a 15.000 euro23%23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro27%3.450,00 + 27% sulla parte oltre i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro38%6.960,00 + 38% sulla parte oltre i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro41%17.220,00 + 41% sulla parte oltre i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro43%25.420,00 + 43% sulla parte oltre i 75.000,00 euro

Tramite il predetto sistema delle aliquote e degli scaglioni è, quindi, garantita la progressività. Il principio, invero, oltre ad essere accolto del T.U.I.R., trova diretta collocazione nella stessa Costituzione all’art. 53 Cost., il quale stabilisce che ogni cittadino è tenuto a contribuire tramite il pagamento di un’imposta progressivamente crescente.

Proprio a tal fine che in sede di calcolo dell’imposta dovuta, a partire dal secondo scaglione in poi, le aliquote si applicano solo sulla parte di reddito che eccede quello dello scaglione precedente. Si tratta del rispetto del principio costituzionale di progressività dell’imposta.

Cosa cambia dopo la Legge di Bilancio 2021?

Come poc’anzi asserito, dopo la Legge di Bilancio 2021, cambia ben poco nel sistema di calcolo e quantificazione IRPEF. Il legislatore, in procinto di metter mano ad una riforma fiscale, come si auspica da tempo, ha, infatti, rinviato ad un secondo momento la definizione di più significativi cambiamenti in materia.

Tuttavia, ci sono alcune peculiari novità da tenere in considerazione anche in questa sede.

La Legge di Bilancio 2021, infatti, prevede un’attesa conferma. Anche per quest’anno i lavoratori dipendenti troveranno in busta paga il c.d. bonus IRPEF. Con ciò ci riferimento al più noto bonus Renzi di 80 euro, che è stato sostituito dal mese di luglio da questo nuovo bonus, non più fisso nell’ammontare, ma dal taglio variabile a seconda del reddito di riferimento.

Quindi il c.d. bonus Renzi è stato ufficialmente rimpiazzato dal nuovo bonus di 100 euro netti al mese. Questo infatti, riconosciuto ai lavoratori dipendenti fino al limite di 28.000 euro di reddito.

Per i titolari di redditi superiori a tale soglia sarà invece riconosciuta una nuova detrazione fiscal.

Per quanto riguarda i redditi da 28.001 euro a 35.000 euro, il bonus parte da circa 97 euro, fino a ridursi progressivamente fino al limite di 80 euro. Mentre superati i 35.000 euro di reddito e fino a 40.000 euro l’importo base di 80 euro si riduce progressivamente fino ad azzerarsi.

Per approfondire: “Bonus IRPEF da 480 euro: come si ottiene?“.

A chi spetta il bonus fiscale?

Come affermato, il bonus verrà attribuito in misura diversa a seconda del reddito, tuttavia ci sembra opportuno chiarire a quali categorie di lavoratori potrà essere attribuita.

 La somma il bonus di 100 euro mensili, che come poc’anzi affermato, è ridotto progressivamente, come anticipato, è attribuito a coloro che percepiscono redditi di lavoro dipendente e taluni redditi assimilati, tra cui:

  • Soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • Collaboratori coordinati e continuativi;
  • Lavoratori socialmente utili;
  • Remunerazioni dei sacerdoti;
  • Tirocinanti e borsisti;
  • Destinatari dell’indennità di disoccupazione NASPI, Cassa integrazione o mobilità;
  • Capitali e rendite periodiche corrisposte dai fondi pensione.

Come si ottiene il bonus?

In assenza di disposizioni contrarie da parte del dipendente, il sostituto d’imposta, con il quale in genere si identifica il datore di lavoro, è tenuto ad erogare il trattamento integrativo considerando i soli redditi dallo stesso erogati, quindi in via automatica.

Laddove il dipendente percepisca delle somme aggiuntive, rispetto al reddito percepito come dipendente di un’azienda, tali da comportare il superamento dei limiti di reddito ha la possibilità di:

  • chiedere la non applicazione del trattamento integrativo;
  • chiedere al datore di lavoro di considerare, ai fini della spettanza del trattamento, anche le somme ulteriori che si prevede di percepire.

Per realizzare tale operazione, il datore di lavoro deve mettere a disposizione dei suoi dipendenti un modulo, il quale dovrà essere redatto e presentato alla direzione amministrativa della suddetta azienda.

Verso la riforma IRPEF

Più volte nel corso del presente articolo abbiamo paventato una possibile riforma in tema IRPEF. Invero, tale intervento, già da tempo auspicato, sembra ancor più pressante alla luce della crisi economica, conseguente lo stato di emergenza sanitaria.

Questo in materia di ricalcolo degli scaglioni e delle relative aliquote, è solo uno dei temi che presumibilmente verrà affrontato a breve dal legislatore.

Già la Legge di Bilancio 2021 ha previsto la costituzione di un Fondo per l’avvio della riforma fiscale, e, uno degli obiettivi perseguiti è, sicuramente, la revisione di aliquote e scaglioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche

Tuttavia tra gli altri propositi, che sembrano al vaglio del Governo, vi è proprio quello di sfoltire il sistema di tassazione, al fine di costituire un regime molto più efficiente e valido, che favorisca il recupero del gettito, oltre che garantire una più equa distribuzione del peso fiscale.

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"Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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