Quali sono le spese ammissibili per beneficiare del credito d’imposta sugli investimenti in ricerca sviluppo e innovazione? Quali imprese possono usufruirne?

Al fine di stimolare la spesa privata delle imprese in ricerca e sviluppo per l’innovazione di processi e prodotti, le imprese di ogni dimensione, residenti nel territorio dello Stato, possono usufruire del credito d’imposta per gli investimenti effettuati su l’innovazione tecnologica 4.0.

La Legge di Bilancio 2020 introduce, la possibilità di ottenere un credito d’imposta alle imprese che effettuano investimenti in ricerca sviluppo e innovazione tecnologica.

Rispetto al precedente credito d’imposta previsto dall’art. 3 del DL n. 145/20132, il nuovo credito, non prevede più:

  • Spesa complessiva minima di 30.000,00 euro;
  • Calcolo incrementale;
  • L’aliquota del credito d’imposta in misura pari al 50% o al 25% a seconda della tipologia di costi.
Investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione
Investimenti in ricerca sviluppo e innovazione

La misura e la base di calcolo variano a seconda della tipologia di investimento effettuato:

Tipologia di investimento effettuatoCredito d’imposta
Ricerca e Sviluppo 12% fino ad un massimo di 3 milioni di euro
Innovazione tecnologica6% fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro
Transizione ecologica e innovazione tecnologica 4.010% fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro
Design e ideazione estetica6% fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro

Questa agevolazione troverà applicazione per il periodo d’imposta successivo al 31.12.2019, vale a dire dal 2020. Il credito ricerca e sviluppo disciplinato dall’art. 3 del DL n. 145/2013, che avrebbe dovuto trovare applicazione anche con riferimento al 2020, è cessato al 31.12.2019.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi ed a condizione che il cumulo delle agevolazioni non porti al superamento del costo sostenuto.

Chi può beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca sviluppo e innovazione?

Possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca sviluppo e innovazione, tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti), indipendentemente da:

  • Forma giuridica;
  • Settore economico di appartenenza;
  • La dimensione;
  • Il Regime fiscale di determinazione del reddito.

Le condizioni, che le imprese devono rispettare, per poter usufruire di questa agevolazione, sono:

  • Rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore;
  • Effettuare il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Restano escluse le imprese in stato di:liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal D.Lgs. del 12.1.2019 n. 14, o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

Sono, inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9 co. 2 del D.Lgs. 8.6.2001 n. 231.

Il credito d’imposta per investimenti in ricerca sviluppo

L’agevolazione è, innanzitutto, riconosciuta con riferimento agli investimenti in ricerca e sviluppo.

Sono considerate attività di ricerca e sviluppo rientranti nel credito d’imposta le attività di:

  • Ricerca fondamentale;
  • Ricerca industriale;
  • Sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico.

Per le attività di ricerca e sviluppo, il credito d’imposta ammonta al 12% con un tetto massimo di 3 milioni di euro (ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi).

Tipologie di attività rientranti nella “Ricerca e sviluppo

Per individuare le attività rientranti nel campo d’applicazione della norma, occorre fare riferimento alle lett. m), q) e j) del punto 15 del par. 1.3 della comunicazione della Commissione europea 27.6.2014 n. C-198/1, le quali sono:

Tipologie di attivitàNozione
Attività di Ricerca fondamentaleNelle attività di Ricerca fondamentale, vi rientrano i lavori sperimentali o teorici svolti per l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili. Senza che vi siano utilizzazioni commerciali delle stesse.
Attività di Ricerca IndustrialeNelle attività di Ricerca Industriale, vi rientrano le ricerche pianificate o le indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità, da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole migliora mento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Essa può includere la costruzione di prototipi in ambiente di laboratorio o in un ambiente dotato di interfacce di simulazione verso sistemi esistenti e la realizzazione di linee pilota, se ciò è necessario ai fini della ricerca industriale, in particolare ai fini della convalida di tecnologie generiche.
Sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologicoInfine, in questa attività, vi rientrano l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano in questa definizione anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi o servizi. Può comprendere la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, il test e la convalida di prodotti, processi o servizi. Lo sviluppo sperimentale può quindi comprendere lo sviluppo di un prototipo o di un prodotto pilota utilizzabile per scopi commerciali. Il costo di fabbricazione sarebbe troppo elevato per essere utilizzato soltanto a fini di dimostrazione e di convalida.

Costi sostenuti per il personale

La norma definisce i costi ammissibili ai fini della determinazione della base di calcolo del credito d’imposta.

Sono considerati costi ammissibili, le spese sostenute per il personale relative a:

  • Ricercatori e tecnici;
  • Con un rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato;
  • Impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa, nei limiti del loro effettivo impiego in tali operazioni.

Concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare, le spese sostenute per il personale relative a soggetti:

  • Età non superiore a 35 anni;
  • Al primo impiego;
  • In possesso di un titolo di dottore di ricerca o iscritti ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera o in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione internazionale standard dell’educazione (Isced) dell’UNESCO;
  • Assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • Impiegati esclusivamente nei lavori di ricerca e sviluppo.

Questa maggiorazione vale soltanto per i soggetti neo-assunti qualificati siano impiegati in laboratori e altre strutture di ricerca situate nel territorio dello Stato.

Beni materiali e software

Rilevano, altresì le quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo:

  • Per l’importo deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo;
  • Nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale.

Qualora tali beni siano utilizzati anche per le ordinarie attività dell’impresa, occorre scomputare, ai fini del credito d’imposta, le sole spese rientranti nella ricerca e sviluppo.

Contratti stipulati con le Università

Le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare nel caso di contratti di ricerca extra-muros stipulati con università e istituti di ricerca residenti nel territorio dello Stato.

Territorialità

Le spese sostenute per le attività di ricerca e sviluppo, sono ammesse al credito d’imposta, a condizione che i soggetti cui vengono commissionati i progetti, siano fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nella white list di cui al DM del 4.9.96.

Privative industriali

Sono ammissibili le quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative ad un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale:

  • Nel limite massimo complessivo di 1 milione di euro;
  • A condizione che siano utilizzate direttamente ed esclusivamente per lo svolgimento delle attività inerenti ai progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta ed a condizione che derivino da contratti di acquisto o licenza stipulati con soggetti terzi fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nella white list di cui al DM del 4.9.96.

Restano escluse le spese per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei suddetti beni derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa acquirente.

Servizi di consulenza

Sono ammesse anche le spese per servizi di consulenza per le attività di ricerca e sviluppo:

  • Nel limite del 20% delle spese di personale;
  • A condizione che i relativi contratti siano stipulati con soggetti residenti nel territorio dello Stato o con soggetti fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nella white list di cui al citato DM del 4.9.96.

Materiali per l’acquisto dei prototipi

Sono ammissibili le spese per materiali, forniture impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo svolte dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota:

  • Nel limite massimo del 30% delle spese di personale agevolabili.

Tipologie di attività rientranti nel“Innovazione Tecnologica”

Rientrano all’interno delle attività di innovazione tecnologica le attività finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o migliorativi nella sostanza.

Per prodotto o processo di produzione nuovo o sostanzialmente migliorato si intende un bene materiale o immateriale o un servizio o un processo che si differenzia, sul piano delle caratteristiche tecnologiche o delle prestazioni o dell’ecocompatibilità o dell’ergonomia o per altri elementi rilevanti nei diversi settori produttivi.

Per le attività di innovazione tecnologica, il credito d’imposta è riconosciuto (separatamente da quello per attività di ricerca e sviluppo):

  • Nella misura del 6% della relativa base di calcolo (assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili);
  • Nel limite massimo di 1,5 milioni di euro (ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi).

Transizione ecologica o innovazione digitale 4.0

Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorativi al fine di raggiungere un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 (individuati con il decreto del Ministro dello Sviluppo economico), il credito d’imposta è riconosciuto:

  • Nella misura pari al 10% della relativa base di calcolo;
  • Nel limite massimo di 1,5 milioni di euro (ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi).

Restano escluse le attività di controllo e di miglioramento dei prodotti volte a differenziare i prodotti rispetto a quelli simili dell’impresa, per qualità estetiche ad esempio, presenti sul mercato concorrenziale e le attività per l’adeguamento di un prodotto alle richieste di un cliente.

Vediamo adesso quali sono i costi agevolabili per questo tipo di attività:

Costi sostenuti per il personale

Sono agevolabili le spese per il personale:

  • Titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato;
  • Impiegato direttamente nelle operazioni di innovazione tecnologica svolte internamente all’impresa, nei limiti dell’effettivo impiego in tali operazioni.

Concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare, i costi sostenuti per il personale:

  • Di età non superiore a 35 anni;
  • Al primo impiego;
  • In possesso di un titolo di dottore di ricerca o iscritti a un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera o in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione Isced dell’UNESCO;
  • Assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • Impiegati esclusivamente nei lavori di innovazione tecnologica.

La condizione per poter applicare tale agevolazione è che il personale assunto sia impiegato in strutture nel territorio dello Stato Italiano.

Beni materiali mobili e software

Sono ammissibili le quote di ammortamento, i canoni di locazione e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati:

  • Per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo;
  • Nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale agevolabili.

Territorialità

I costi sostenuti sono ammissibile a condizione che i soggetti cui vengono commissionati i progetti relativi alle attività ammissibili al credito d’imposta, anche se appartenenti allo stesso gruppo dell’impresa committente, siano fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nella white list.

Servizi di consulenza

Sono ammissibili i costi sostenuti per i servizi di consulenza:

  • Nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili;
  • A condizione che i relativi contratti siano stipulati con soggetti residenti nel territorio dello Stato o con soggetti fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nella white list.

Materiali per la realizzazione di prototipi

Sono ammissibili le spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati:

  • Svolte internamente dall’impresa;
  • Nel limite massimo del 30% delle spese di personale agevolabili.

Tipologie di attività rientranti nell’ “attività di design e ideazione estetica”

Sono considerate attività innovative ammissibili al credito d’imposta le attività di design e ideazione estetica, delle imprese operanti nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, del mobile, arredo e della ceramica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

Per le attività di design e ideazione estetica, il credito d’imposta ammonta al 6% con un tetto massimo di 1,5 milioni di euro (ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi).

Vediamo quali sono i costi agevolabili per questo tipo di attività:

Costi sostenuti per il personale

Rilevano le spese per il personale:

  • Titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato;
  • Impiegato direttamente presso le strutture produttive dell’impresa nello svolgimento delle attività di design e ideazione estetica.

Concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare, i costi sostenuti per il personale:

  • Età non superiore a 35 anni;
  • Al primo impiego;
  • In possesso di una laurea in design e altri titoli equiparabili;
  • Assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • Impiegati esclusivamente nei lavori di design e innovazione estetica.

La condizione per poter applicare tale agevolazione è che il personale assunto sia impiegato in strutture nel territorio dello Stato Italiano.

Beni materiali mobili e software

Sono ammissibili le quote di ammortamento, i canoni di locazione e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nelle attività di design e di ideazione estetica:

  • Per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo;
  • Nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale agevolabili.

Territorialità

Le spese previste in tale categoria sono ammissibili a condizione che i soggetti cui vengono commissionati i progetti relativi alle attività di ricerca e sviluppo, siano fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nella white list.

Servizi di consulenza

Sono ammissibili le spese per servizi di consulenza:

  • Nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili o alle spese relative ai suddetti contratti ed a condizione che i soggetti cui sono commissionati i progetti, siano fiscalmente residenti o localizzati in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o in Stati compresi nella white list.

Materiali e forniture

Sono ammissibili le spese per materiali, forniture:

  • Nel limite massimo del 30% delle spese di personale agevolabili.

Modalità di utilizzo del credito d’imposta sugli investimenti in ricerca sviluppo e innovazione

Il credito d’imposta spettante per gli investimenti in ricerca sviluppo e innovazione è utilizzabile:

  • In compensazione mediante il modello F24;
  • In tre quote annuali di pari importo;
  • A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione;
  • Dopo aver adempiuto agli obblighi di certificazione previsti, la quale deve contenere l’attestazione della regolarità formale della documentazione contabile e dell’effettività dei costi sostenuti e può essere redatta in forma libera.

Inoltre, il credito d’imposta:

  • Non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sul reddito;
  • Non concorre alla determinazione del valore della produzione ai fini IRAP.

Il rilascio della Certificazione da parte di un Revisore Legale dei Conti

Il revisore legale dei conti o una società di revisione legale iscritte alla sezione, rilasceranno una certificazione che attesti l’effettivo sostenimento delle spese e che le stesse corrispondano a quelle indicate nella documentazione contabile rilasciata dall’impresa.

Le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del D.Lgs. n. 39/2010.

Per quest’ultima tipologia di imprese, le spese della certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5 mila euro.

Relazione tecnica

Il responsabile aziendale o il responsabile del singolo progetto e controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa, deve rilasciare una relazione tecnica indicante le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sotto-progetti in corso di realizzazione al fine di poter beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca sviluppo e innovazione.

Controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle entrate, alla luce della certificazione sulla documentazione contabile e della relazione tecnica effettua i controlli finalizzati alla verifica delle condizioni di spettanza del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca sviluppo e innovazione.

Nel caso in cui si accerti l’indebita fruizione anche parziale del credito d’imposta, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge, fatte salve le eventuali responsabilità di ordine civile, penale e amministrativo.

Investimenti in ricerca sviluppo e innovazione: conclusioni

In questo articolo hai trovato tutte le informazioni utili per effettuare nel migliore dei modi gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione per la tua azienda. Attraverso questa particolare agevolazione, infatti, puoi ottenere un credito di imposta fruibile direttamente nel modello F24.

Se tutto quello che hai trovato non è sufficiente a chiarire i tuoi dubbi, lascia un commento. Ricorda però, che risponderemo e pubblicheremo soltanto commenti che andranno ad accrescere il valore di quanto scritto nell’articolo.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here