Green pass rafforzato
Green pass rafforzato

Green pass rafforzato: nei prossimi giorni il Governo di Mario Draghi deciderà quale dovrà essere la nuova disciplina in tema di Green pass. Cosa ci aspetta?

Nei prossimi giorni sembra che sarà finalmente preso il provvedimento che dovrebbe accogliere la nuova disciplina del Green pass rafforzato.

Proprio per superare indenni l’inverno, il Governo sta valutando, con sempre maggior concretezza, la possibilità di introdurre un Green pass rafforzato, che dovrebbe scongiurare rischi di chiusure, soprattutto in prossimità delle feste natalizie.

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Un nuovo stop nei giorni festivi, infatti, risulterebbe drammatico per la nostra economia, già fortemente segnata nell’ultimo anno e mezzo. Proprio una nuova frenata, ora che si avvertono cenni di ripresa, potrebbe incidere significativamente, anche sull’umore di imprese e commercianti.

Le ipotesi al vaglio del Governo sono essenzialmente due. Da un lato, come quasi certamente accadrà, si intende ridurre la durata di validità del certificato verde da 12 a 9 mesi. Da altro, è stato anche ipotizzato, come chiesto a gran voce dalle Regioni, di concedere il Green pass rafforzato solo ai vaccinati o guariti da covid-19.

Cosa deciderà il Governo?

Il green pass rafforzato: di cosa si tratta?

Sembra ormai che siamo prossimi ad una svolta sulla questione Green pass rafforzato.

Il covid-19 pare, infatti, non darci tregua in questo autunno 2021, che a detta di molti doveva già trainarci fuori dalla pandemia.
Ed invece siamo ancora qui a parlare dell’emergenza sanitaria e tutto ciò che essa comporta!

Proprio per superare indenni l’inverno, il Governo sta valutando, con sempre maggior concretezza, la possibilità di introdurre un Green pass rafforzato, che dovrebbe scongiurare rischi di chiusure, soprattutto in prossimità delle feste natalizie.

Un nuovo stop nei giorni festivi, infatti, risulterebbe drammatico per la nostra economia, già fortemente segnata nell’ultimo anno e mezzo. Proprio una nuova frenata, ora che si avvertono cenni di ripresa, potrebbe incidere significativamente, anche sull’umore di imprese e commercianti.

Tuttavia, l‘Europa si dimostra ancora essere epicentro di questa quarta ondata.

I numeri non sono per nulla rassicuranti.

In tutta Europa sono stati circa 2 milioni i nuovi casi di Covid accertati nell’ultima settimana con 28.000 i decessi. Dati questi ben superiori a tutti gli altri continenti, con la situazione che comunque rimane allarmante anche negli Stati Uniti dove si sono registrati nello stesso periodo 600.000 contagi e 8.000 morti.

Sono, allora, molte le proposte presentate, soprattutto dalla Regioni, particolarmente allarmate da una rapida crescita dei casi, che potrebbero incidere sul sistema nazionale regionale o portare a nuove chiusure e divieti.

Tra gli strumenti ipotizzati per intervenire sulla questione vi è l’ormai ben noto green pass rafforzato, che dovrebbe porre un argine alla diffusione del virus e indurre i più scettici alla vaccinazione.

Perché ricorrere al green pass rafforzato?

Come dicevamo poc’anzi, siamo ancora nell’area delle supposizioni, ma le richieste diventano incalzanti ed insistenti. Le proposte sono molte: chiusure mirate, lockdown leggeri, e misure restrittive mettono di nuovo al centro l’utilizzo del Green Pass ‘rafforzato’, ossia un lasciapassare solo per i vaccinati e per le attività ricreative operanti nelle regioni che cambieranno colore.

Ancora incerta è la decisione ultima del Governo, ma ciò che è certo è che qualche provvedimento andrà preso!

Il nuovo green pass rafforzato sembra essere tra le opzioni più gradite ai Governatori. Da un lato, infatti, consentirebbe di aumentare le vaccinazioni, dall’altro premiare i già vaccinati e consentir loro di proseguire normalmente le proprie vite.

D’altronde, in molti si sentirebbero beffeggiati dalla promessa di un ritorno alla normalità, poi inattuato. Senza poi dimenticarci che una tale soluzione consentirebbe una certa circolazione nei periodi festivi.

Sicuramente, il green pass rafforzato potrebbe essere, in tal senso, la soluzione opportuna, sebbene sgradita ad un’ampia fascia della popolazione.

Proprio il timore di generare nuovi scontri che inducono il Governo a tentennare sulla decisione ultima.

Quali nuove regole?

Il governo sta, dunque, studiando questo nuovo meccanismo del green pass rafforzato.

La nuova disciplina introdurrebbe, invero, un forte inasprimento delle regole per chi decide di non vaccinarsi.

Ai “no vax” sarebbero, infatti, imposti veri e propri divieti. Agli stessi sarebbe letteralmente precluso accedere a bar, ristoranti, cinema, teatri e tutti i luoghi al chiuso.

Il premier Draghi, come dicevamo poc’anzi, si è espresso in modo cauto sulla reale possibilità di introdurre queste limitazioni per chi non è immunizzato. Tuttavia, nelle ultime ore sta divenendo sempre più insistente la voce per la quale anche lui sarebbe sul punto di capitolare.

Il Presidente si starebbe convincendo che questa potrebbe essere l’unica strada praticabile da un lato per non vanificare gli sforzi già compiuti, dall’altro per spingere sulle vaccinazione, molto rallentate.

Una rimodulazione del green pass, invero, comunque è assicurata. In primo luogo, essa riguarderà quasi sicuramente anche la durata della certificazione verde. E’, infatti, ormai certo che la durata dell’immunizzazione non supera i 6 mesi dall’ultima dose. Dunque, un intervento in tal senso è sicuramente auspicabile, al fine di proteggere la popolazione nei lunghi mesi invernali che ci attendono.

Quasi certamente, quindi la validità del green pass sarà ridotta da 12 a 9 mesi. Già dalla prossima settimana dovrebbero esserci novità in tal senso. Il Consiglio dei Ministri avrebbe quasi messo appunto un nuovo provvedimento che consentirà di adottare le nuove regole, almeno per quel che riguarda la riduzione della validità.

Il pressing delle Regioni

Come abbiamo più volte sostenuto, sono le Regioni la maggiori fautrici della proposta del green pass rafforzato.

Come evidenziato da molti Governatori, è necessario di un cambio di passo nella lotta al Covid e chiedono una “riflessione urgentissima” con il governo alla luce dell’aumento dei casi, per salvare il Natale ed evitare le restrizioni e chiusure previste per le zone gialle o arancioni.

Ricordiamo a tal proposito le dichiarazioni del Governatore delle Liguria Toti:

“l 90% degli italiani non può essere tenuto in scacco da un 10% che non comprende l’importanza del vaccino e vorrebbe dettare alla stragrande maggioranza dei cittadini le proprie rumorose regole. Per questo in Conferenza delle Regioni ho proposto di chiedere un incontro urgente, entro 72 ore, con il Governo (…) In questo momento non è possibile mantenere un atteggiamento attendista, bisogna anzi stabilire norme chiare per affrontare questa fase della pandemia, tutelando la salute dei cittadini e consentendo all’economia di continuare a crescere, dopo 2 anni difficili. La divisione del Paese in zona gialla, arancione o rossa, deve valere soltanto per i non vaccinati (…) I vaccinati invece potranno continuare ad organizzare la propria vita, il lavoro, la socialità. Questo è il momento in cui si programmano le vacanze di Natale e tutta la macchina economica che vi gira intorno: è soprattutto a questi lavoratori che dobbiamo dare la certezza che il Paese non richiuderà”

Quali alternative al Green pass rafforzato?

D’altronde le alternative all’introduzione del green pass rafforzato non sono altrettanto allettanti.
Una delle alternative sicuramente sul piano è l’adozione del modello di Vienna, che sicuramente troverebbe un riscontro decisamente negativo nella popolazione.

Vienna di recente spesso è stata citata come modello, visto che dallo scorso 8 novembre è in vigore una sorta di lockdown ad hoc solo per i non vaccinati. Infatti, l’Austria ha deciso di adottare le c.d. la regola 2G.

Non solo il green pass viene rilasciato a chi è immunizzato contro il Covid oppure a chi è guarito, ma per gli altri cittadini è imposto un vero e proprio lockdown.

Per molti, invero, la differenza con la soluzione ipotizzata del green pass rafforzato all’italiana, non sarebbe poi evidente. Infatti, in Austria persone non vaccinate possono andare a lavoro o al supermercato, ma non possono accedere in una lunga serie di luoghi: bar, ristoranti, barbieri, pasticcerie, parrucchieri, eventi sportivi e impianti sciistici.

Per i trasgressori è altresì prevista la comminazione di una multa fino a 1.450 euro, con le prenotazioni per i vaccini che negli ultimi giorni hanno fatto registrare un deciso balzo.

Senza dimenticare, che è proprio di questi giorni l’annuncio dell’Austria dell’introduzione dell’obbligo vaccinale a partire da Febbraio 2022.

Invero, le alternative non sarebbero molte in più. Laddove non venissero presi provvedimenti, l’unica soluzione sarebbe tornare al sistema dei colori e alle chiusure selettive su base regionale.

Tra le misure, quasi certe, vi è invece estensione dell’obbligo della terza dose al personale sanitario.

La terza dose, infatti, sembra essere una delle armi maggiormente significative a disposizione del Governo.

"Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

1 COMMENTO

  1. salve, qualcuno mi sa dire per caso se anche gli hobbisti che espongono e vendono ai mercatini senza partita iva ma come operatori dell’ingegno devono avere il super green pass o quello normale, trattandosi di una prestazione di lavoro occasionale e quindi in teoria il loro ruolo dovrebbe essere quello di lavoratore e non di fruitore dell’evento? grazie

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