Gestione Separata INPS: soggetti, aliquote, massimali

Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS? Quali sono le aliquote 2019? Il massimale di reddito 2019 è pari a € 102.543. Se anche tu stai cercando risposta a queste domande, ecco tutto ciò che devi sapere.

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati.

Questa gestione previdenziale nasce con l’articolo 2, comma 26 della Legge n. 335/95, meglio nota anche come “riforma Dini“.

Sostanzialmente, la Gestione Separata nasce per offrire una tutela previdenziale obbligatoria ad alcune categorie di Lavoratori Autonomi. In particolare, a tutti gli autonomi non iscrivibili a Casse di previdenza legate ad ordini professionali.

Ancora oggi la Gestione Separata INPS accoglie i contributi previdenziali di tutti i professionisti non iscritti ad Albi o elenchi professionali.

Si tratta, quindi, di una gestione previdenziale piuttosto varia. Ivi vengono confluiti contributi derivanti da redditi di professionisti operanti in diversi settori.

Sostanzialmente questo fondo previdenziale accoglie contributi di medio / piccolo importo. Quindi, sostanzialmente, fa fatica ad erogare prestazioni pensionistiche ai propri iscritti.

Ti invito, quindi, a riflettere bene prima di avviare un’attività di Lavoro Autonomo iscrivibile previdenzialmente alla Gestione Separata INPS.

In questo contributo, voglio analizzare con te tutte le informazioni utili per l’iscrizione ed il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS.

Cominciamo!


GESTIONE SEPARATA INPS: SOGGETTI TENUTI ALL’ISCRIZIONE

La normativa di riferimento per la Gestione Separata INPS è la Legge n 335/95. Questa stabilisce quali siano le categorie di soggetti che devono obbligatoriamente iscriversi a questa gestione previdenziale.

Sostanzialmente si tratta dei Lavoratori Autonomi non iscritti ad altra forma previdenziale, i lavoratori parasubordinati, ed in alcuni casi chi effettua attività di Lavoro Autonomo Occasionale.

Vediamo in dettaglio queste categorie di soggetti.

LAVORATORI AUTONOMI SENZA CASSA PROFESSIONALE

Devono iscriversi alla Gestione Separata tutti i liberi professionisti, per i quali non è stata prevista alcuna specifica cassa previdenziale.

Per poterti iscrivere alla Gestione Separata devi svolgere un’attività di lavoratore autonomo. Questo significa che eserciti un’attività abituale, di tipo intellettuale. Tuttavia, la tua attività non rientra tra quelle per cui è richiesta l’iscrizione in un Albo o elenco professionale.

In questo caso la tua gestione previdenziale di riferimento è la Gestione Separata.

Si tratta ad esempio degli amministratori di condominio, dei fisioterapisti, consulenti informatici, consulenti di marketing etc.

Attenzione però!

Nella fattispecie devono quindi essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale. Tuttavia, nel caso in cui, ai sensi del proprio regolamento, l’attività esercitata non sia iscrivibile.

Provo a farti un esempio.

Pensa al caso di un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche attività di lavoro dipendente. Stessa cosa per il farmacista che opera come dipendente in una Farmacia.

COLLABORAZIONI CONTINUATIVE

Devono iscriversi alla Gestione Separata INPS anche i soggetti che operano con forme di collaborazione coordinata e continuativa (c.d. co-co-co).

Tutte forme che fino ad allora non avevano mai beneficiato di alcuna disciplina specifica. Né giuridica, né previdenziale.

In questo caso l’iscrizione deve essere effettuata a cura del datore di lavoro.

VENDITORI A DOMICILIO

La categoria dei venditori a domicilio, ex articolo 36, Legge n 426/71, con contratto di lavoro autonomo.

I venditori a domicilio, infatti, sono considerati professionisti e devono iscriversi alla Gestione Separata per il versamento dei contributi previdenziali.

LAVORATORI AUTONOMO OCCASIONALI

I lavoratori autonomi occasionali, qualora abbiano conseguito redditi superiori alla soglia annua di € 5.000. La soglia è riferita alla totalità di committenti annui.

In questo caso il lavoratore è tenuto a comunicare il superamento della soglia ai suoi committenti che devono provvedere alla sua iscrizione alla Gestione Separata INPS.

ASSEGNISTI DI RICERCA E BORSE DI STUDIO

Tutti gli assegnisti di ricerca che operano nelle Università italiane devono iscriversi alla Gestione Separata. Stessa cosa per i beneficiari di borse di studio per dottorati di ricerca.

Come nei casi precedenti è il datore di lavoro che deve provvedere ad effettuare l’iscrizione dell’assegnista di ricerca o del borsista.

MEDICI CON CONTRATTO DI FORMAZIONE SPECIALISTICA

I medici che hanno sottoscritto un contratto di formazione specialistica sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

I volontari del Servizio Civile Nazionale sono obbligati all’iscrizione per i compensi percepiti.


PROCEDURA DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

I soggetti sopra individuati sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione può essere automatica, all’avvio dell’attività, oppure successiva.

Mi riferisco, per esempio, al caso del Lavoro Autonomo Occasionale, dove l’iscrizione è obbligatoria al superamento della soglia dei € 5.000 di compensi percepiti nell’anno.

Competente sulla domanda di iscrizione è la stessa sede INPS che ha la competenza sulla costituzione delle posizioni assicurative dei lavoratori e sulle eventuali azioni di recupero dei contributi.

La sede INPS di competenza viene così determinata:

  • Per il professionista è quella competente nel territorio di residenza;
  • Per le collaborazioni, associazioni e simili è quella competente nel territorio in cui è ubicata la sede amministrativa del committente o la filiale. Sede che, a scelta dell’azienda, amministra i pagamenti a favore del singolo soggetto.

Ciascun lavoratore può presentare la domanda di iscrizione alla Gestione Separata telematicamente, al sito

www.inps.it/Servizi per il cittadino,

richiedendo prima il proprio codice PIN. Codice con il quale, una volta avuto accesso alla propria pagina personale, si potrà compilare un apposito modulo di iscrizione.

Oppure, in alternativa, è possible iscriversi telefonando al numero verde del Contact Center INPS 803 164.

MODULO DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

Nel modulo di iscrizione alla Gestione Separata, oltre ai dati anagrafici ed eventuali recapiti sono richieste le seguenti informazioni come:

  • La data di inizio dell’attività;
  • La tipologia dell’attività che si intende svolgere, ovvero in qualità di professionista (in tal caso sono richieste alcune informazioni aggiuntive: 
    • Numero di partita Iva;  
    • Codice ATECO 2007, eventuale qualifica di socio di studio associato.

Con queste informazioni si può ottenere l’immediata iscrizione alla Gestione separata INPS.

Al termine della procedura ti verrà rilasciata apposita ricevuta che attesta l’avvenuta iscrizione.

Voglio ricordare che l’iscrizione è unica.

Una volta iscritto anche se cessi l’attività, e poi la riprendi dopo qualche anno, l’iscrizione effettuata a suo tempo rimane valida.

In pratica una volta effettuata l’iscrizione non ci sono cancellazioni, si rimane iscritti a vita a questa gestione, anche se in futuro potresti non avere obblighi di versamento. Magari perché hai cambiato lavoro.


IL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI DOVUTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

I soggetti obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS sono obbligati a versare i relativi contributi previdenziali obbligatori.

Tali contributi vengono calcolati e versati con modalità diverse a seconda della tipologia di lavoro svolta.

Ogni tipologia di soggetto obbligato, infatti, ha diverse modalità di calcolo e versamento dei contributi previdenziali dovuti.

Di seguito passerò in rassegna le varie casistiche che si possono presentare la per la determinazione ed il versamento dei contributi.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI DEI LAVORATORI PARASUBORDINATI

I collaboratori coordinati e continuativi (c.d. “co-co-co“) sono anche detti lavoratori parasubordinati.

I lavoratori parasubordinati rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente.

Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro.

Sono pertanto funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente.

Committente al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

REQUISITI DEL LAVORATORE PARASUBORDINATO

I requisiti tipici della collaborazione coordinata e continuativa sono quindi:

  • L’autonomia. Il collaboratore decide autonomamente tempi e modalità di esecuzione della commessa. Tuttavia non impiega propri mezzi organizzati, bensì, ove occorra, quelli del committente;
  • Il potere di coordinamento con le esigenze dell’organizzazione aziendale. Potere esercitato dal committente, quale unico limite all’autonomia operativa del collaboratore. Esso non può in ogni caso essere tale da pregiudicare l’autonomia operativa e di scelta del collaboratore nell’esecuzione della prestazione;
  • La prevalente personalità della prestazione;
  • La continuità Deve essere ravvisata non tanto e non solo nella reiterazione degli adempimenti, che potrebbe anche mancare in virtù delle peculiarità specifiche dell’attività lavorativa. Quanto nella permanenza nel tempo del vincolo che lega le parti contraenti. In mancanza di tale requisito, e del correlato potere di coordinamento e del vincolo funzionale, si delinea invece la fattispecie della prestazione occasionale;
  • Oggetto della collaborazione devono essere attività con contenuto artistico-professionale o anche attività manuali e operative. Purché il rapporto lavorativo conservi il suo carattere autonomo e sussistano quindi tutti gli altri requisiti tipici della categoria;
  • La non attrazione dell’attività lavorativa nell’oggetto dell’eventuale professione svolta dal contribuente;
  • La retribuzione che deve essere corrisposta in forma periodica e prestabilita.

Ai fini fiscali i redditi percepiti dai co-co-co sono stati considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Tale qualificazione fiscale dei compensi da collaborazione comporta l’applicazione degli istituti tipici del rapporto di lavoro dipendente. Quali ad es. le diverse norme di definizione della base imponibile (articolo 51 del DPR n 917/86).

LAVORATORI PARASUBORDINATI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA

Nelle collaborazioni coordinate e continuative e figure assimilate il contributo è per:

  • 2/3 a carico del committente e per
  • 1/3 a carico del collaboratore.

L’obbligo di versamento compete ,tuttavia, al committente anche per la quota a carico del lavoratore.

Quota del lavoratore che viene pertanto trattenuta in busta paga all’atto della corresponsione del compenso.

Ai fini di una corretta applicazione dell’aliquota, il committente deve inoltre acquisire dal lavoratore apposita dichiarazione sulla sua situazione contributiva (eventuale titolarità di pensioni o di ulteriori rapporti assicurativi).

Il versamento va effettuato con modello F24 ed il termine di scadenza è il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso.

Questo è quanto stabilito dalle disposizioni previste dai DLgs n 241/97 e n 422/98 in materia di riscossione unificata.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI INPS

Per i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, presentano regole proprie.

Infatti, al superamento della soglia dei € 5.000 di compensi annui, si applicano le stesse regole viste per i Collaboratori Coordinati e Continuativi viste sopra.

Questo significa che il lavoratore autonomo occasionale è chiamato a comunicare in anticipo al proprio committente il superamento della soglia.

Avvenuta tale comunicazione il committente effettua l’iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata INPS.

Una volta effettuata l’iscrizione, nella ricevuta del lavoratore dovrà essere applicata la ritenuta previdenziale.

Anche in questo caso 2/3 del contributo dovuto sono a carico del committente. Mentre il restante terzo deve essere trattenuto dal compenso del lavoratore occasionale.

La ritenuta previdenziale è una ulteriore trattenuta oltre a quella fiscale che deve essere trattenuta dal compenso spettante al lavoratore occasionale.

Ti consiglio di fare molta attenzione, perché su questo aspetto vengono commessi sempre tantissimi errori.

Se hai bisogno di aiuto su come compilare correttamente la ricevuta leggi questo articolo:

Ricevuta Lavoro Autonomo Occasionale: compilazione

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ALLA GESTIONE SEPARATA DEI LAVORATORI AUTONOMI

Come hai visto sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS tutti i professionisti che esercitano attività non compresa in Albo o Elenco professionale.

Si tratta di attività di tipo professionale o artistico che non hanno una autonoma gestione previdenziale.

Per questi lavoratori il contributo si calcola sulla differenza tra i ricavi e costi deducibili derivanti dall’attività esercitata.

Questa rappresenta la base imponibile sulla quale dovranno essere applicate le aliquote, stabilite ogni anno dall’INPS.

Quindi, la base per effettuare il calcolo dei contributi previdenziali è data dal reddito professionale generato ogni anno.

Il reddito professionale è dato dalla differenza tra ricavi tassabili e costi deducibili dal reddito. Su questo importo viene calcolato il contributo previdenziale dovuto annualmente.

LAVORATORI AUTONOMI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI INPS

Il contributo previdenziale totale annuo così determinato dovrà essere versato con lo stesso meccanismo di acconto e saldo previsto per le imposte sui redditi.

In pratica il 30 giugno di ogni anno si versa il saldo del contributo dell’anno precedente.

Contestualmente deve essere versato anche il contributo in acconto per l’anno in corso. Contributo previdenziale calcolato come il 40% del contributo dovuto nell’anno precedente.

Mentre entro il 30 di  novembre deve essere versato il secondo acconto per l’anno in corso.

In questo caso il versamento è dato dal restante 60% del contributo calcolato sull’anno d’imposta precedente.

Come detto, tutti i versamenti devono essere effettuati con modello F24.

APPLICAZIONE DELLA RIVALSA INPS IN FATTURA DEL PROFESSIONISTA

I professionisti che aderiscono alla Gestione Separata Inps hanno la possibilità (e non l’obbligo) di addebitare ai propri committenti il contributo del 4% a titolo di rivalsa.

L’esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente. Tale adempimento è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata.

Poiché a quest’ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l’intero importo.

Attenzione però!

Tale contributo previdenziale a titolo di rivalsa costituisce reddito professionale soggetto a tassazione IRPEF.

In pratica il professionista ha facoltà di addebitare al cliente il 4% della prestazione professionale. Tuttavia, questo contributo del 4% costituisce reddito tassabile per il professionista.

Per approfondire: “Rivalsa Insp: l’applicazione in fattura


LE ALIQUOTE DELLA GESTIONE SEPARATA INPS

Vediamo, adesso tutte le aliquote relative ai contributi previdenziali INPS dovuti alla gestione separata.

SOGGETTI ISCRITTI ANCHE AD ALTRA GESTIONE PREVIDENZIALE O PENSIONATI

I soggetti iscritti alla Gestione Separata, ed anche ad altre gestioni previdenziali, sono ad esempio i lavoratori dipendenti o i pensionati con Partita IVA.

Per i soggetti iscritti anche ad altra gestione previdenziale l’aliquota contributiva INPS Gestione Separata è fissata al 24%.

Per i soggetti iscritti anche ad un’altra Gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione, non è dovuto alcun contributo aggiuntivo a titolo assistenziale.

SOGGETTI ISCRITTI SOLO ALLA GESTIONE SEPARATA E NON PENSIONATI

L’aliquota INPS Gestione Separata per i soggetti iscritti esclusivamente a tale gestione prevede due casistiche.

Si tratta delle seguenti.

Soggetti dotati di Partita IVA, con attività professionale, aliquota INPS Gestione Separata al 25,72%

Soggetti non titolari di Partita IVA, aliquota Gestione Separata INPS al 34,23%

Questi soggetti, hanno l’obbligo di versare un contributo aggiuntivo dello 0,72% a titolo assistenziale.

Tale contributo è finalizzato al finanziamento delle prestazioni economiche temporanee erogate dall’INPS.

Si tratta, ad esempio, delle seguenti:

  • Indennità di Maternità / Paternità;
  • Trattamento economico per congedo parentale;
  • Indennità giornaliera di malattia;
  • Indennità di malattia per degenza ospedaliera;
  • Assegno per il nucleo familiare.

TABELLA DELLE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE INPS 2019

Riepilogando, per l’anno 2019, sono previste le seguenti aliquote INPS Gestione Separata.

COLLABORATORIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll34,23% (33,00 + 0,72 +0,51 aliquote aggiuntive)
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll33,72% (33,00 + 0,72 aliquote aggiuntive)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%
LIBERI PRIFESSIONISTIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie25,72% (25,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%

MASSIMALE DI REDDITO INPS 2019

Vediamo, adesso, i valori di reddito massimale e minimale per l’anno 2019.

Il massimale di reddito è pari a 102.543,00.

Le aliquote per il 2019 si applicano, secondo le percentuali indicate nelle tabelle, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del massimale stabilito.

Il minimale di reddito, invece, è pari a € 15.878,00.

Gli iscritti per i quali si applica l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno per un valore pari a € 3.810,72. Mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari agli importi che riportiamo in tabella.

Reddito minimo annuoAliquotaContributo minimo annuo
€ 15.878,0024%€ 3.810,72
€ 15.878,0025,72%€ 4.083,82 (IVS € 3.969,5)
€ 15.878,0033,72%€ 5.354,06 (IVS € 5.239,74)
€ 15.878,0034,23%€ 5.435,04 (IVS € 5.239,74)

GESTIONE SEPARATA INPS: CONSULENZA

Se hai letto questo articolo molto probabilmente hai necessità di capire meglio il funzionamento della gestione separata INPS.

Che tu sia un lavoratore a progetto oppure un libero professionista, gestire i propri contributi previdenziali non è semplice.

Per questo motivo consiglio sempre di rivolgersi ad un dottore commercialista esperto in questo ambito.

Il rischio di commettere errori è elevato, ed è meglio prevenire che modificare gli errori in futuro.

Per qualsiasi dubbio contattami.

Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

View Comments

  • Buongiorno, sono architetto libero prof. con partita iva attiva dal 2012 (irpef al 5% - mai sforato il limite di 30.000 euro annui, età inferiore a 35 anni).
    A marzo di quest'anno sono stata assunta a tempo indeterminato part time da una società che si occupa di servizi alle imprese, e la mia posizione è di architetto senior, ma posso comunque esercitare la mia professione come libero prof.
    Ho scoperto solo ora che sarà obbligatoria la cancellazione da inarcassa pur dovendo versare il 4% su ogni fattura.
    Come si configura la mia posizione previdenziale? valgono i contributi versati dall'azienda o devo iscrivermi alla gestione separata? ed in caso di gestione separata, quando si dice, stabilita l'aliquota a seconda o meno di altra forma previdenziale, che i 2/3 sono a carico del datore di lavoro ed 1/3 a csarico del dipendente, a cosa ci si riferisce? al solo reddito da lavoro dipendente o al reddito totale? grazie in anticipo
    ( se può essere di ulteriore chiarimento, non supererò neanche con questo nuovo lavoro il valore di 30000 annui)

    • Salve Teresa, c'è un po' di confusione in quello che mi dice. Le posizioni da professionista e da dipendente prevedono due gestioni fiscali diverse. Se vuole mi contatti in privato per una consulenza.

  • Buongiorno,
    sono titolare di partita iva (con regime forfettario) come designer (ateco 74.10.10) e sono iscritta alla gestione separata inps ma non alla camera di commercio in quanto generalmente il mio lavoro si limita alla progettazione. Saltuariamente realizzo oggetti in materiale di recupero e di recente ne ho inseriti alcuni sulla piattaforma etsy.com . Sono stata contattata da una cliente del sito che mi ha chiesto una grossa produzione, per un totale di oltre 7.000 €. Come devo comportarmi in questo caso? Il tipo di lavoro può rientrare nel campo della mia partita iva? essendoci produzione di oggetti fisici, dovrei iscrivermi alla camera di commercio (e di conseguenza alla gestione artigiani)? o posso considerare questo lavoro come occasionale e dichiararlo separatamente rispetto al fatturato relativo alla partita iva? Oltretutto per la realizzazione dovrei sostenere delle spese che potrebbero far scendere il guadagno al di sotto della soglia dei 5000 € (e che con il regime forfettario non potrei detrarre).
    spero di essermi spiegata.
    grazie

    • Salve Jessica, se la sua partita Iva riguarda un'attività professionale, adesso deve operare con un secondo codice attività legato ad attività artigianale, iscrivendosi in camera di commercio e poi all'Inps. Dovrà tenere, in pratica, due contabilità distinte, una per l'attività professionale e l'altra per l'attività artigianale, verificando di non superare i limiti per restare in regime forfettario, considerati i due codici attività. Se ha bisogno di maggiori info mi contatti in privato.

  • Svolgo attivita occasionale di traduttrice e consulenza estero per aziende non ho p iva. Se le prestazioni superano i 5000 euro annuo arrivando presumibilmente a 20000 posso iscrivermi a gestione separata Inps e quanto è l aliquota da versare e con quale scadenza? Posso comunque evitare di aprire P Iva?
    Grazie e saluti
    Alessandra

    • Salve Alessandra, la partita Iva non dipende dal volume dei compensi ma dall'abitualità dell'attività. Lei avrebbe già dovuto aprire partita Iva se la sua attività si è protratta nel tempo. Bisogna fare attenzione. Se vuole le scrivo in privato, così analizziamo meglio la situazione e vediamo il da farsi.

  • Buongiorno,

    la mia professione é quella di Ingegnere libero professionista. Dal 1 Gennaio 2018 sono titolare di Partita IVA e conseguentemente mi sono iscritta ad INARCASSA. Nel 2017 ho svolto attività di prestazione occasionale per più committenti, ma mi sono accorta solo ora di aver superato, anche se di poco, i 5000 euro. Come mi devo comportare, visto che ho già aperto la P. IVA e mi sono iscritta ad una casa previdenziale diversa dalla Gestione separata INPS? Grazie e buongiorno

    • Dovrà sistemare la situazione in dichiarazione dei redditi versando i contributi Inps dovuti alla gestione separata per le prestazioni occasionali effettuate. Se ha bisogno di un commercialista per gli adempimenti fiscali legati alla sua partita Iva e per sistemare la situazione mi contatti in privato.

  • Gentile Fiscomania ho svolto una C.T.U. per il Tribunale di Sassari ed il Giudice ha messo in capo alla P.A. il pagamento della mia parcella. Quest'ultima non intende versare il contributo previdenziale Legge 335/1995 (rivasa INPS) dicendomi che ricade tutto in capo a me. Vorrei sapere se, invece, la P.A. abbia l'obbligo di versarmi questo 4%.
    Tante grazie
    Giovanni B. Lippi

    • Salve Giovanni, se non è stato concordato prima non è detto che il committente paghi la rivalsa Inps, visto che l'applicazione è facoltativa da parte del prestatore. Quindi, senza accordo firmato che preveda l'applicazione della rivalsa il committente può rifiutarsi di vedersela applicare.

  • Sono un pensionato ex gescal ,dal 2013 svolgo l'attività di amministratore di condominio. Vorrei sapere se posso cumulare agli effetti della pensione i contributi che sto versando alla gestione separata inps. Posso percepire un incremento della pensione statale?

    • La gestione separata, è una gestione previdenziale, di regola non cumulabile con altre gestioni, se non rispettando alcuni requisiti molto particolari. La cosa migliore è andare direttamente all'Inps e verificare con loro questa possibilità nel suo caso.

  • Buongiorno
    Sono un medico assunto a tempo indeterminato.
    Ho accettato una prestazione di tipo occasionale. Mi chiedo se supero i 5000€ lordi oltre alla normale dichiarazione dei redditi , devo iscrivermi ala gestione separata INPS? Se si sono solo io che devo versare i contributi su questa somma? Più o meno che aliquota si applica su una somma di 8000€? Grazie mille

    • I soggetti iscritti ad albi professionali non possono operare con prestazione occasionale. Questo se l'ambito nel suo caso è quello medico. Nel caso dovrà operare con partita Iva.

  • Salve, svolgo attività di montatore cinematografico, vorrei aprire una partita iva a regime forfetario. La domanda è: se una società vuole impiegarmi come montatore, per un progetto a tempo determinato, se io emetto fattura per il compenso, deve, la società, comunque versare i contributi della gestione separata, o tali contributi sono a mio carico, e quindi i costi della società si limitano all'ammontare della fattura?
    Grazie per la risposta e buon lavoro

    • Tutti i soggetti che operano con partita Iva devono provvedere in autonomia al versamento dei proprio contributi previdenziali. Se ha bisogno di consulenza fiscale continuativa per l'avvio e la gestione della sua attività mi faccia sapere, la ricontatto in privato.

  • Buonaserta
    Ho chiesto,avendo al tempo uin contratto co-co-co, entro i 5 anni previsti, l'assegno per il nucleo familiare per gli anni 2012-13-14 nei quali, come da estratto, risultano contributi versati a mio nome per una aliquota del 27,72 su un imponibile congruo.
    L'INPS ha risposto che nella mia posizione gestione separata non risultano mesi contributivi accreditati senza sapermi spiegare perchè.
    Chiedo gentilmente e precisando che, visto che non figurava, ho rifatto l'iscrizione alla gestione separata l'anno passato, c'è un modo per ottenere questo diritto considerando che i miei contributi sono in regola e che non ho avuto alcun chiarimento dell' INPS. veramente grazie

    • L'unica strada è quella di chiedere maggiori spiegazioni all'Inps. Non si può fare altrimenti.

  • sono una signora con 14 anni di contributi settore commercio,ora dal 1/1/2017 sto versando i contributi volontari essendosi interrotto il lavoro precedente, ma alcuni giorni fa ho firmato un contratto co.co.co.ex art 2,d.lgs 85/15 ed ho iniziato la collaborazione. Il mio problema e'che non so se devo continuare o interrompere il versamento volontario per poi riprenderlo in caso di cessazione della collaborazione.RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE CHI PUO DARMI UN CONSIGLIO.
    Fiorella 31/01/2018

    • Dovrà continuare a versare i contributi volontari, perché i contributi gestione separata che versa adesso, non si cumulano con gli altri.

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