Gestione Separata INPS: soggetti, aliquote, massimali

Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS? Quali sono le aliquote 2019? Il massimale di reddito 2019 è pari a € 102.543. Se anche tu stai cercando risposta a queste domande, ecco tutto ciò che devi sapere.

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati.

Questa gestione previdenziale nasce con l’articolo 2, comma 26 della Legge n. 335/95, meglio nota anche come “riforma Dini“.

Sostanzialmente, la Gestione Separata nasce per offrire una tutela previdenziale obbligatoria ad alcune categorie di Lavoratori Autonomi. In particolare, a tutti gli autonomi non iscrivibili a Casse di previdenza legate ad ordini professionali.

Ancora oggi la Gestione Separata INPS accoglie i contributi previdenziali di tutti i professionisti non iscritti ad Albi o elenchi professionali.

Si tratta, quindi, di una gestione previdenziale piuttosto varia. Ivi vengono confluiti contributi derivanti da redditi di professionisti operanti in diversi settori.

Sostanzialmente questo fondo previdenziale accoglie contributi di medio / piccolo importo. Quindi, sostanzialmente, fa fatica ad erogare prestazioni pensionistiche ai propri iscritti.

Ti invito, quindi, a riflettere bene prima di avviare un’attività di Lavoro Autonomo iscrivibile previdenzialmente alla Gestione Separata INPS.

In questo contributo, voglio analizzare con te tutte le informazioni utili per l’iscrizione ed il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS.

Cominciamo!


GESTIONE SEPARATA INPS: SOGGETTI TENUTI ALL’ISCRIZIONE

La normativa di riferimento per la Gestione Separata INPS è la Legge n 335/95. Questa stabilisce quali siano le categorie di soggetti che devono obbligatoriamente iscriversi a questa gestione previdenziale.

Sostanzialmente si tratta dei Lavoratori Autonomi non iscritti ad altra forma previdenziale, i lavoratori parasubordinati, ed in alcuni casi chi effettua attività di Lavoro Autonomo Occasionale.

Vediamo in dettaglio queste categorie di soggetti.

LAVORATORI AUTONOMI SENZA CASSA PROFESSIONALE

Devono iscriversi alla Gestione Separata tutti i liberi professionisti, per i quali non è stata prevista alcuna specifica cassa previdenziale.

Per poterti iscrivere alla Gestione Separata devi svolgere un’attività di lavoratore autonomo. Questo significa che eserciti un’attività abituale, di tipo intellettuale. Tuttavia, la tua attività non rientra tra quelle per cui è richiesta l’iscrizione in un Albo o elenco professionale.

In questo caso la tua gestione previdenziale di riferimento è la Gestione Separata.

Si tratta ad esempio degli amministratori di condominio, dei fisioterapisti, consulenti informatici, consulenti di marketing etc.

Attenzione però!

Nella fattispecie devono quindi essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale. Tuttavia, nel caso in cui, ai sensi del proprio regolamento, l’attività esercitata non sia iscrivibile.

Provo a farti un esempio.

Pensa al caso di un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche attività di lavoro dipendente. Stessa cosa per il farmacista che opera come dipendente in una Farmacia.

COLLABORAZIONI CONTINUATIVE

Devono iscriversi alla Gestione Separata INPS anche i soggetti che operano con forme di collaborazione coordinata e continuativa (c.d. co-co-co).

Tutte forme che fino ad allora non avevano mai beneficiato di alcuna disciplina specifica. Né giuridica, né previdenziale.

In questo caso l’iscrizione deve essere effettuata a cura del datore di lavoro.

VENDITORI A DOMICILIO

La categoria dei venditori a domicilio, ex articolo 36, Legge n 426/71, con contratto di lavoro autonomo.

I venditori a domicilio, infatti, sono considerati professionisti e devono iscriversi alla Gestione Separata per il versamento dei contributi previdenziali.

LAVORATORI AUTONOMO OCCASIONALI

I lavoratori autonomi occasionali, qualora abbiano conseguito redditi superiori alla soglia annua di € 5.000. La soglia è riferita alla totalità di committenti annui.

In questo caso il lavoratore è tenuto a comunicare il superamento della soglia ai suoi committenti che devono provvedere alla sua iscrizione alla Gestione Separata INPS.

ASSEGNISTI DI RICERCA E BORSE DI STUDIO

Tutti gli assegnisti di ricerca che operano nelle Università italiane devono iscriversi alla Gestione Separata. Stessa cosa per i beneficiari di borse di studio per dottorati di ricerca.

Come nei casi precedenti è il datore di lavoro che deve provvedere ad effettuare l’iscrizione dell’assegnista di ricerca o del borsista.

MEDICI CON CONTRATTO DI FORMAZIONE SPECIALISTICA

I medici che hanno sottoscritto un contratto di formazione specialistica sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

I volontari del Servizio Civile Nazionale sono obbligati all’iscrizione per i compensi percepiti.


PROCEDURA DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

I soggetti sopra individuati sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione può essere automatica, all’avvio dell’attività, oppure successiva.

Mi riferisco, per esempio, al caso del Lavoro Autonomo Occasionale, dove l’iscrizione è obbligatoria al superamento della soglia dei € 5.000 di compensi percepiti nell’anno.

Competente sulla domanda di iscrizione è la stessa sede INPS che ha la competenza sulla costituzione delle posizioni assicurative dei lavoratori e sulle eventuali azioni di recupero dei contributi.

La sede INPS di competenza viene così determinata:

  • Per il professionista è quella competente nel territorio di residenza;
  • Per le collaborazioni, associazioni e simili è quella competente nel territorio in cui è ubicata la sede amministrativa del committente o la filiale. Sede che, a scelta dell’azienda, amministra i pagamenti a favore del singolo soggetto.

Ciascun lavoratore può presentare la domanda di iscrizione alla Gestione Separata telematicamente, al sito

www.inps.it/Servizi per il cittadino,

richiedendo prima il proprio codice PIN. Codice con il quale, una volta avuto accesso alla propria pagina personale, si potrà compilare un apposito modulo di iscrizione.

Oppure, in alternativa, è possible iscriversi telefonando al numero verde del Contact Center INPS 803 164.

MODULO DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

Nel modulo di iscrizione alla Gestione Separata, oltre ai dati anagrafici ed eventuali recapiti sono richieste le seguenti informazioni come:

  • La data di inizio dell’attività;
  • La tipologia dell’attività che si intende svolgere, ovvero in qualità di professionista (in tal caso sono richieste alcune informazioni aggiuntive: 
    • Numero di partita Iva;  
    • Codice ATECO 2007, eventuale qualifica di socio di studio associato.

Con queste informazioni si può ottenere l’immediata iscrizione alla Gestione separata INPS.

Al termine della procedura ti verrà rilasciata apposita ricevuta che attesta l’avvenuta iscrizione.

Voglio ricordare che l’iscrizione è unica.

Una volta iscritto anche se cessi l’attività, e poi la riprendi dopo qualche anno, l’iscrizione effettuata a suo tempo rimane valida.

In pratica una volta effettuata l’iscrizione non ci sono cancellazioni, si rimane iscritti a vita a questa gestione, anche se in futuro potresti non avere obblighi di versamento. Magari perché hai cambiato lavoro.


IL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI DOVUTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

I soggetti obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS sono obbligati a versare i relativi contributi previdenziali obbligatori.

Tali contributi vengono calcolati e versati con modalità diverse a seconda della tipologia di lavoro svolta.

Ogni tipologia di soggetto obbligato, infatti, ha diverse modalità di calcolo e versamento dei contributi previdenziali dovuti.

Di seguito passerò in rassegna le varie casistiche che si possono presentare la per la determinazione ed il versamento dei contributi.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI DEI LAVORATORI PARASUBORDINATI

I collaboratori coordinati e continuativi (c.d. “co-co-co“) sono anche detti lavoratori parasubordinati.

I lavoratori parasubordinati rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente.

Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro.

Sono pertanto funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente.

Committente al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

REQUISITI DEL LAVORATORE PARASUBORDINATO

I requisiti tipici della collaborazione coordinata e continuativa sono quindi:

  • L’autonomia. Il collaboratore decide autonomamente tempi e modalità di esecuzione della commessa. Tuttavia non impiega propri mezzi organizzati, bensì, ove occorra, quelli del committente;
  • Il potere di coordinamento con le esigenze dell’organizzazione aziendale. Potere esercitato dal committente, quale unico limite all’autonomia operativa del collaboratore. Esso non può in ogni caso essere tale da pregiudicare l’autonomia operativa e di scelta del collaboratore nell’esecuzione della prestazione;
  • La prevalente personalità della prestazione;
  • La continuità Deve essere ravvisata non tanto e non solo nella reiterazione degli adempimenti, che potrebbe anche mancare in virtù delle peculiarità specifiche dell’attività lavorativa. Quanto nella permanenza nel tempo del vincolo che lega le parti contraenti. In mancanza di tale requisito, e del correlato potere di coordinamento e del vincolo funzionale, si delinea invece la fattispecie della prestazione occasionale;
  • Oggetto della collaborazione devono essere attività con contenuto artistico-professionale o anche attività manuali e operative. Purché il rapporto lavorativo conservi il suo carattere autonomo e sussistano quindi tutti gli altri requisiti tipici della categoria;
  • La non attrazione dell’attività lavorativa nell’oggetto dell’eventuale professione svolta dal contribuente;
  • La retribuzione che deve essere corrisposta in forma periodica e prestabilita.

Ai fini fiscali i redditi percepiti dai co-co-co sono stati considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Tale qualificazione fiscale dei compensi da collaborazione comporta l’applicazione degli istituti tipici del rapporto di lavoro dipendente. Quali ad es. le diverse norme di definizione della base imponibile (articolo 51 del DPR n 917/86).

LAVORATORI PARASUBORDINATI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA

Nelle collaborazioni coordinate e continuative e figure assimilate il contributo è per:

  • 2/3 a carico del committente e per
  • 1/3 a carico del collaboratore.

L’obbligo di versamento compete ,tuttavia, al committente anche per la quota a carico del lavoratore.

Quota del lavoratore che viene pertanto trattenuta in busta paga all’atto della corresponsione del compenso.

Ai fini di una corretta applicazione dell’aliquota, il committente deve inoltre acquisire dal lavoratore apposita dichiarazione sulla sua situazione contributiva (eventuale titolarità di pensioni o di ulteriori rapporti assicurativi).

Il versamento va effettuato con modello F24 ed il termine di scadenza è il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso.

Questo è quanto stabilito dalle disposizioni previste dai DLgs n 241/97 e n 422/98 in materia di riscossione unificata.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI INPS

Per i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, presentano regole proprie.

Infatti, al superamento della soglia dei € 5.000 di compensi annui, si applicano le stesse regole viste per i Collaboratori Coordinati e Continuativi viste sopra.

Questo significa che il lavoratore autonomo occasionale è chiamato a comunicare in anticipo al proprio committente il superamento della soglia.

Avvenuta tale comunicazione il committente effettua l’iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata INPS.

Una volta effettuata l’iscrizione, nella ricevuta del lavoratore dovrà essere applicata la ritenuta previdenziale.

Anche in questo caso 2/3 del contributo dovuto sono a carico del committente. Mentre il restante terzo deve essere trattenuto dal compenso del lavoratore occasionale.

La ritenuta previdenziale è una ulteriore trattenuta oltre a quella fiscale che deve essere trattenuta dal compenso spettante al lavoratore occasionale.

Ti consiglio di fare molta attenzione, perché su questo aspetto vengono commessi sempre tantissimi errori.

Se hai bisogno di aiuto su come compilare correttamente la ricevuta leggi questo articolo:

Ricevuta Lavoro Autonomo Occasionale: compilazione

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ALLA GESTIONE SEPARATA DEI LAVORATORI AUTONOMI

Come hai visto sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS tutti i professionisti che esercitano attività non compresa in Albo o Elenco professionale.

Si tratta di attività di tipo professionale o artistico che non hanno una autonoma gestione previdenziale.

Per questi lavoratori il contributo si calcola sulla differenza tra i ricavi e costi deducibili derivanti dall’attività esercitata.

Questa rappresenta la base imponibile sulla quale dovranno essere applicate le aliquote, stabilite ogni anno dall’INPS.

Quindi, la base per effettuare il calcolo dei contributi previdenziali è data dal reddito professionale generato ogni anno.

Il reddito professionale è dato dalla differenza tra ricavi tassabili e costi deducibili dal reddito. Su questo importo viene calcolato il contributo previdenziale dovuto annualmente.

LAVORATORI AUTONOMI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI INPS

Il contributo previdenziale totale annuo così determinato dovrà essere versato con lo stesso meccanismo di acconto e saldo previsto per le imposte sui redditi.

In pratica il 30 giugno di ogni anno si versa il saldo del contributo dell’anno precedente.

Contestualmente deve essere versato anche il contributo in acconto per l’anno in corso. Contributo previdenziale calcolato come il 40% del contributo dovuto nell’anno precedente.

Mentre entro il 30 di  novembre deve essere versato il secondo acconto per l’anno in corso.

In questo caso il versamento è dato dal restante 60% del contributo calcolato sull’anno d’imposta precedente.

Come detto, tutti i versamenti devono essere effettuati con modello F24.

APPLICAZIONE DELLA RIVALSA INPS IN FATTURA DEL PROFESSIONISTA

I professionisti che aderiscono alla Gestione Separata Inps hanno la possibilità (e non l’obbligo) di addebitare ai propri committenti il contributo del 4% a titolo di rivalsa.

L’esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente. Tale adempimento è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata.

Poiché a quest’ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l’intero importo.

Attenzione però!

Tale contributo previdenziale a titolo di rivalsa costituisce reddito professionale soggetto a tassazione IRPEF.

In pratica il professionista ha facoltà di addebitare al cliente il 4% della prestazione professionale. Tuttavia, questo contributo del 4% costituisce reddito tassabile per il professionista.

Per approfondire: “Rivalsa Insp: l’applicazione in fattura


LE ALIQUOTE DELLA GESTIONE SEPARATA INPS

Vediamo, adesso tutte le aliquote relative ai contributi previdenziali INPS dovuti alla gestione separata.

SOGGETTI ISCRITTI ANCHE AD ALTRA GESTIONE PREVIDENZIALE O PENSIONATI

I soggetti iscritti alla Gestione Separata, ed anche ad altre gestioni previdenziali, sono ad esempio i lavoratori dipendenti o i pensionati con Partita IVA.

Per i soggetti iscritti anche ad altra gestione previdenziale l’aliquota contributiva INPS Gestione Separata è fissata al 24%.

Per i soggetti iscritti anche ad un’altra Gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione, non è dovuto alcun contributo aggiuntivo a titolo assistenziale.

SOGGETTI ISCRITTI SOLO ALLA GESTIONE SEPARATA E NON PENSIONATI

L’aliquota INPS Gestione Separata per i soggetti iscritti esclusivamente a tale gestione prevede due casistiche.

Si tratta delle seguenti.

Soggetti dotati di Partita IVA, con attività professionale, aliquota INPS Gestione Separata al 25,72%

Soggetti non titolari di Partita IVA, aliquota Gestione Separata INPS al 34,23%

Questi soggetti, hanno l’obbligo di versare un contributo aggiuntivo dello 0,72% a titolo assistenziale.

Tale contributo è finalizzato al finanziamento delle prestazioni economiche temporanee erogate dall’INPS.

Si tratta, ad esempio, delle seguenti:

  • Indennità di Maternità / Paternità;
  • Trattamento economico per congedo parentale;
  • Indennità giornaliera di malattia;
  • Indennità di malattia per degenza ospedaliera;
  • Assegno per il nucleo familiare.

TABELLA DELLE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE INPS 2019

Riepilogando, per l’anno 2019, sono previste le seguenti aliquote INPS Gestione Separata.

COLLABORATORIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll34,23% (33,00 + 0,72 +0,51 aliquote aggiuntive)
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll33,72% (33,00 + 0,72 aliquote aggiuntive)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%
LIBERI PRIFESSIONISTIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie25,72% (25,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%

MASSIMALE DI REDDITO INPS 2019

Vediamo, adesso, i valori di reddito massimale e minimale per l’anno 2019.

Il massimale di reddito è pari a 102.543,00.

Le aliquote per il 2019 si applicano, secondo le percentuali indicate nelle tabelle, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del massimale stabilito.

Il minimale di reddito, invece, è pari a € 15.878,00.

Gli iscritti per i quali si applica l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno per un valore pari a € 3.810,72. Mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari agli importi che riportiamo in tabella.

Reddito minimo annuoAliquotaContributo minimo annuo
€ 15.878,0024%€ 3.810,72
€ 15.878,0025,72%€ 4.083,82 (IVS € 3.969,5)
€ 15.878,0033,72%€ 5.354,06 (IVS € 5.239,74)
€ 15.878,0034,23%€ 5.435,04 (IVS € 5.239,74)

GESTIONE SEPARATA INPS: CONSULENZA

Se hai letto questo articolo molto probabilmente hai necessità di capire meglio il funzionamento della gestione separata INPS.

Che tu sia un lavoratore a progetto oppure un libero professionista, gestire i propri contributi previdenziali non è semplice.

Per questo motivo consiglio sempre di rivolgersi ad un dottore commercialista esperto in questo ambito.

Il rischio di commettere errori è elevato, ed è meglio prevenire che modificare gli errori in futuro.

Per qualsiasi dubbio contattami.

Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

View Comments

  • Buongiorno,
    sono un dipendente pubblico cha ha avuto nel 2017 una attività di lavoro occasionale, regolarmente autorizzata dall'ente, con una società estera per un corrispetivo di circa 15.000 euro. Nel 2018 non ho avuto, ne avrò, altri incarichi. Non essendo la società per cui ho lavorato sostituto d'imposta in Italia ho capito che devo versare io l'intera somma, cioè il 24% (in quanto già INPS) dell'eccedente i 5000euro. Le sembra corretto? Inltre è possibile evitare di pagare gli acconti INPS e IRPEF per il 2018?
    La ringrazio infinitamente

    • Non rispettando la normativa previdenziale adesso si trova costretto a versare lei tutti i contributi, non c'è altro da fare. Occorre avere ben chiara la normativa prima di avviare l'attività, e non successivamente. Altrimenti si corre il rischio di dover versare di più del dovuto, come nel suo caso. Per versare poi gli acconti con metodo previsionale bisogna avere certezza che nell'anno in corso si percepirà un reddito inferiore rispetto a quello dell'anno precedente. Se così non fosse, tuttavia, ci saranno sanzioni da pagare.

  • Buongiorno. ad Un mio amico in pensione e arrivata lettera inps per contributi anno 2012 gestione separata non versati su reddito da lavoro in libero professionista. I che che andrà a versare sono deducibili dal reddito del 2018. Solo la parte dei contributi o anche la sanzione e deducibile? Un'altra cosa se lui decide di sanare anche altri 4 anni può chiedere pensione su contributi versati a gestione separata?

    • La quota deducibile dal reddito è quella dei contributi, e non anche quella delle sanzioni versate.

  • Buongiorno,
    sono un impiegato di banca a tempo indeterminato (reddito da CUD 2017 - 33.904 annui).
    Saltuariamente svolgo attività di sommelier per un'unico committente (la nostra associazione). Il tesoriere mi ha avvisato che per il 2018 ho superato i 5000 euro lordi annui e che per poter continuare ad operare devo iscrivermi alla gestione separata INPS.
    Nel caso decidessi di iscrivermi, devo pagare i contributi (24%) solo per la quota eccedente i 5.000?
    Inoltre questi contributi entrano nel monte della mia pensione futura come versamenti?
    Grazie mille

    • I contributi dovuti alla gestione separata difficilmente riescono a fare cumulo con quelli da lavoro dipendente. Trova la risposta ai suoi quesiti in questo articolo: "Prestazione occasionale: guida". Per maggiori info mi contatti in privato.

  • Sono un dottore Commercialista iscritto da quest'anno alla CNDC, assunta da azienda privata part time. Ho costituito con mio fratello uno studio associato di consulenza. Sono esonerata dal versamento dei contributi dovuti alla Cassa in quanto già coperta da altra forma Assicurativa obbligatoria.
    Ora però lavorando anche nello studio Associato sono comunque tenuta a iscrivermi alla Gestione Separata INPS?
    Grazie

    • Lei ha già una cassa professionale di appartenenza, anche se è esonerata dal versamento. Non ha obblighi nei confronti della gestione separata.

  • Salve, quest'anno ho svolto attività di insegnante per 6 mesi per una scuola pubblica con contratto a termine, ho ora la possibilità di svolgere un lavoro occasionale, non mi è chiaro nel caso superassi i 5000 euro se devo comunque iscrivermi alla gestione separata INPS.

    • Il lavoro occasionale è un'attività non continuativa nel tempo. Se supera la soglia di € 5.000 c'è obbligo di iscrizione INPS.

  • Buonasera. Ho firmato in questi giorni i miei primi contratti. Si tratta di due cococo presso la stessa committente. Essendo richiesta la mia iscrizione alla gestione separata INPS, ho proceduto attraverso la modalita' online, inserendo la data di inizio attività. E' sufficiente così oppure occorre iscriversi tante volte quante sono i contratti? Chiedo scusa ma sono completamente ignorante in materia!
    Grazie.

    • Se si tratta di contratti di collaborazione è il datore di lavoro che solitamente iscrive il lavoratore. Comunque l'iscrizione è unica.

  • Salve,
    sono un insegnante, l'anno scorso (2017) in previsione del superamento dei 5000 Euro per un contratto come esperto mi sono iscritto alla GESTIONE SEPARATA iNPS. Alla fine il contratto è "saltato" ed ho avuto redditi per 2.000 Euro. Che si fa ora? li posso considerare solo come prestazione occasionale?
    Grazie per l'aiuto

    • Dovrà compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. L'iscrizione INPS riguarda l'aspetto previdenziale e non quello fiscale.

  • Salve, io sono titolare di partita iva da libero professionista dal 2013 con regime dei minimi (5% irpef + 27%) in tutti questi anni purtroppo non ho mai fatturato molto e stavo sempre al di sotto della soglia dei 5000 euro di fatturato , quindi il mio commercialista non mi ha iscritto al'inps. nel 2017 ho fatturato circa 8000€ ed ora devo iscrivermi per forza all'inps, vorrei capire cosa andrò a pagare , poichè dai vostri articoli si evince che pagherò la percentuale di inps sulla differenza tra entrate ed uscite , mentre il mio commercialista mi ha detto che non è così, potreste darmi qualche chiarimento in più? grazie

    • Quello che mi scrive non è corretto. Con partita Iva aperta avrebbe dovuto comunque iscriversi all'Inps. Adesso deve pagare i contributi in percentuale al reddito prodotto. Si faccia seguire da un professionista preparato.

  • buonasera, sono un dipendente privato. Vorrei aprire P. Iva per compra-vendita, ora mi chiedo se va bene la gestione separta INPS

    • Bisogna analizzare l'attività che andrà in concreto a svolgere. Oltre all'aspetto previdenziale deve tenere presenti adempimenti legati alla camera di commercio e alla SCIA per l'attivo dell'attività. Se le serve un commercialista che la segua, la contatto in privato.

  • Buonasera,
    sono una professionista e titolare di partita iva (regime forfettario) e da settembre dello scorso anno svolgo anche l’attività di docente. Successivamente ho effettuata la richiesta alla mia Cassa per la cancellazione a seguito di iscrizione ad Altro Ente di previdenza (come lavoratore dipendente) ed è stata accolta con decorrenza dal 1° gennaio 2018. Ora ho il dubbio se devo iscrivermi alla gestione separata Inps,in quanto vi è l’assenza di copertura previdenziale del reddito professionale che viene comunque prodotto, ma che è ora inferiore a 5000 euro annui.

    • A mio avviso non doveva cancellarsi dalla cassa professionale. Essendosi cancellata dovrà versare i contributi alla gestione separata Inps, e sicuramente non le conviene.

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