Gestione Separata INPS: soggetti, aliquote, massimali

Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS? Quali sono le aliquote 2019? Il massimale di reddito 2019 è pari a € 102.543. Se anche tu stai cercando risposta a queste domande, ecco tutto ciò che devi sapere.

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati.

Questa gestione previdenziale nasce con l’articolo 2, comma 26 della Legge n. 335/95, meglio nota anche come “riforma Dini“.

Sostanzialmente, la Gestione Separata nasce per offrire una tutela previdenziale obbligatoria ad alcune categorie di Lavoratori Autonomi. In particolare, a tutti gli autonomi non iscrivibili a Casse di previdenza legate ad ordini professionali.

Ancora oggi la Gestione Separata INPS accoglie i contributi previdenziali di tutti i professionisti non iscritti ad Albi o elenchi professionali.

Si tratta, quindi, di una gestione previdenziale piuttosto varia. Ivi vengono confluiti contributi derivanti da redditi di professionisti operanti in diversi settori.

Sostanzialmente questo fondo previdenziale accoglie contributi di medio / piccolo importo. Quindi, sostanzialmente, fa fatica ad erogare prestazioni pensionistiche ai propri iscritti.

Ti invito, quindi, a riflettere bene prima di avviare un’attività di Lavoro Autonomo iscrivibile previdenzialmente alla Gestione Separata INPS.

In questo contributo, voglio analizzare con te tutte le informazioni utili per l’iscrizione ed il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS.

Cominciamo!


GESTIONE SEPARATA INPS: SOGGETTI TENUTI ALL’ISCRIZIONE

La normativa di riferimento per la Gestione Separata INPS è la Legge n 335/95. Questa stabilisce quali siano le categorie di soggetti che devono obbligatoriamente iscriversi a questa gestione previdenziale.

Sostanzialmente si tratta dei Lavoratori Autonomi non iscritti ad altra forma previdenziale, i lavoratori parasubordinati, ed in alcuni casi chi effettua attività di Lavoro Autonomo Occasionale.

Vediamo in dettaglio queste categorie di soggetti.

LAVORATORI AUTONOMI SENZA CASSA PROFESSIONALE

Devono iscriversi alla Gestione Separata tutti i liberi professionisti, per i quali non è stata prevista alcuna specifica cassa previdenziale.

Per poterti iscrivere alla Gestione Separata devi svolgere un’attività di lavoratore autonomo. Questo significa che eserciti un’attività abituale, di tipo intellettuale. Tuttavia, la tua attività non rientra tra quelle per cui è richiesta l’iscrizione in un Albo o elenco professionale.

In questo caso la tua gestione previdenziale di riferimento è la Gestione Separata.

Si tratta ad esempio degli amministratori di condominio, dei fisioterapisti, consulenti informatici, consulenti di marketing etc.

Attenzione però!

Nella fattispecie devono quindi essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale. Tuttavia, nel caso in cui, ai sensi del proprio regolamento, l’attività esercitata non sia iscrivibile.

Provo a farti un esempio.

Pensa al caso di un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche attività di lavoro dipendente. Stessa cosa per il farmacista che opera come dipendente in una Farmacia.

COLLABORAZIONI CONTINUATIVE

Devono iscriversi alla Gestione Separata INPS anche i soggetti che operano con forme di collaborazione coordinata e continuativa (c.d. co-co-co).

Tutte forme che fino ad allora non avevano mai beneficiato di alcuna disciplina specifica. Né giuridica, né previdenziale.

In questo caso l’iscrizione deve essere effettuata a cura del datore di lavoro.

VENDITORI A DOMICILIO

La categoria dei venditori a domicilio, ex articolo 36, Legge n 426/71, con contratto di lavoro autonomo.

I venditori a domicilio, infatti, sono considerati professionisti e devono iscriversi alla Gestione Separata per il versamento dei contributi previdenziali.

LAVORATORI AUTONOMO OCCASIONALI

I lavoratori autonomi occasionali, qualora abbiano conseguito redditi superiori alla soglia annua di € 5.000. La soglia è riferita alla totalità di committenti annui.

In questo caso il lavoratore è tenuto a comunicare il superamento della soglia ai suoi committenti che devono provvedere alla sua iscrizione alla Gestione Separata INPS.

ASSEGNISTI DI RICERCA E BORSE DI STUDIO

Tutti gli assegnisti di ricerca che operano nelle Università italiane devono iscriversi alla Gestione Separata. Stessa cosa per i beneficiari di borse di studio per dottorati di ricerca.

Come nei casi precedenti è il datore di lavoro che deve provvedere ad effettuare l’iscrizione dell’assegnista di ricerca o del borsista.

MEDICI CON CONTRATTO DI FORMAZIONE SPECIALISTICA

I medici che hanno sottoscritto un contratto di formazione specialistica sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

I volontari del Servizio Civile Nazionale sono obbligati all’iscrizione per i compensi percepiti.


PROCEDURA DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

I soggetti sopra individuati sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione può essere automatica, all’avvio dell’attività, oppure successiva.

Mi riferisco, per esempio, al caso del Lavoro Autonomo Occasionale, dove l’iscrizione è obbligatoria al superamento della soglia dei € 5.000 di compensi percepiti nell’anno.

Competente sulla domanda di iscrizione è la stessa sede INPS che ha la competenza sulla costituzione delle posizioni assicurative dei lavoratori e sulle eventuali azioni di recupero dei contributi.

La sede INPS di competenza viene così determinata:

  • Per il professionista è quella competente nel territorio di residenza;
  • Per le collaborazioni, associazioni e simili è quella competente nel territorio in cui è ubicata la sede amministrativa del committente o la filiale. Sede che, a scelta dell’azienda, amministra i pagamenti a favore del singolo soggetto.

Ciascun lavoratore può presentare la domanda di iscrizione alla Gestione Separata telematicamente, al sito

www.inps.it/Servizi per il cittadino,

richiedendo prima il proprio codice PIN. Codice con il quale, una volta avuto accesso alla propria pagina personale, si potrà compilare un apposito modulo di iscrizione.

Oppure, in alternativa, è possible iscriversi telefonando al numero verde del Contact Center INPS 803 164.

MODULO DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

Nel modulo di iscrizione alla Gestione Separata, oltre ai dati anagrafici ed eventuali recapiti sono richieste le seguenti informazioni come:

  • La data di inizio dell’attività;
  • La tipologia dell’attività che si intende svolgere, ovvero in qualità di professionista (in tal caso sono richieste alcune informazioni aggiuntive: 
    • Numero di partita Iva;  
    • Codice ATECO 2007, eventuale qualifica di socio di studio associato.

Con queste informazioni si può ottenere l’immediata iscrizione alla Gestione separata INPS.

Al termine della procedura ti verrà rilasciata apposita ricevuta che attesta l’avvenuta iscrizione.

Voglio ricordare che l’iscrizione è unica.

Una volta iscritto anche se cessi l’attività, e poi la riprendi dopo qualche anno, l’iscrizione effettuata a suo tempo rimane valida.

In pratica una volta effettuata l’iscrizione non ci sono cancellazioni, si rimane iscritti a vita a questa gestione, anche se in futuro potresti non avere obblighi di versamento. Magari perché hai cambiato lavoro.


IL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI DOVUTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

I soggetti obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS sono obbligati a versare i relativi contributi previdenziali obbligatori.

Tali contributi vengono calcolati e versati con modalità diverse a seconda della tipologia di lavoro svolta.

Ogni tipologia di soggetto obbligato, infatti, ha diverse modalità di calcolo e versamento dei contributi previdenziali dovuti.

Di seguito passerò in rassegna le varie casistiche che si possono presentare la per la determinazione ed il versamento dei contributi.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI DEI LAVORATORI PARASUBORDINATI

I collaboratori coordinati e continuativi (c.d. “co-co-co“) sono anche detti lavoratori parasubordinati.

I lavoratori parasubordinati rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente.

Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro.

Sono pertanto funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente.

Committente al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

REQUISITI DEL LAVORATORE PARASUBORDINATO

I requisiti tipici della collaborazione coordinata e continuativa sono quindi:

  • L’autonomia. Il collaboratore decide autonomamente tempi e modalità di esecuzione della commessa. Tuttavia non impiega propri mezzi organizzati, bensì, ove occorra, quelli del committente;
  • Il potere di coordinamento con le esigenze dell’organizzazione aziendale. Potere esercitato dal committente, quale unico limite all’autonomia operativa del collaboratore. Esso non può in ogni caso essere tale da pregiudicare l’autonomia operativa e di scelta del collaboratore nell’esecuzione della prestazione;
  • La prevalente personalità della prestazione;
  • La continuità Deve essere ravvisata non tanto e non solo nella reiterazione degli adempimenti, che potrebbe anche mancare in virtù delle peculiarità specifiche dell’attività lavorativa. Quanto nella permanenza nel tempo del vincolo che lega le parti contraenti. In mancanza di tale requisito, e del correlato potere di coordinamento e del vincolo funzionale, si delinea invece la fattispecie della prestazione occasionale;
  • Oggetto della collaborazione devono essere attività con contenuto artistico-professionale o anche attività manuali e operative. Purché il rapporto lavorativo conservi il suo carattere autonomo e sussistano quindi tutti gli altri requisiti tipici della categoria;
  • La non attrazione dell’attività lavorativa nell’oggetto dell’eventuale professione svolta dal contribuente;
  • La retribuzione che deve essere corrisposta in forma periodica e prestabilita.

Ai fini fiscali i redditi percepiti dai co-co-co sono stati considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Tale qualificazione fiscale dei compensi da collaborazione comporta l’applicazione degli istituti tipici del rapporto di lavoro dipendente. Quali ad es. le diverse norme di definizione della base imponibile (articolo 51 del DPR n 917/86).

LAVORATORI PARASUBORDINATI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA

Nelle collaborazioni coordinate e continuative e figure assimilate il contributo è per:

  • 2/3 a carico del committente e per
  • 1/3 a carico del collaboratore.

L’obbligo di versamento compete ,tuttavia, al committente anche per la quota a carico del lavoratore.

Quota del lavoratore che viene pertanto trattenuta in busta paga all’atto della corresponsione del compenso.

Ai fini di una corretta applicazione dell’aliquota, il committente deve inoltre acquisire dal lavoratore apposita dichiarazione sulla sua situazione contributiva (eventuale titolarità di pensioni o di ulteriori rapporti assicurativi).

Il versamento va effettuato con modello F24 ed il termine di scadenza è il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso.

Questo è quanto stabilito dalle disposizioni previste dai DLgs n 241/97 e n 422/98 in materia di riscossione unificata.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI INPS

Per i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, presentano regole proprie.

Infatti, al superamento della soglia dei € 5.000 di compensi annui, si applicano le stesse regole viste per i Collaboratori Coordinati e Continuativi viste sopra.

Questo significa che il lavoratore autonomo occasionale è chiamato a comunicare in anticipo al proprio committente il superamento della soglia.

Avvenuta tale comunicazione il committente effettua l’iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata INPS.

Una volta effettuata l’iscrizione, nella ricevuta del lavoratore dovrà essere applicata la ritenuta previdenziale.

Anche in questo caso 2/3 del contributo dovuto sono a carico del committente. Mentre il restante terzo deve essere trattenuto dal compenso del lavoratore occasionale.

La ritenuta previdenziale è una ulteriore trattenuta oltre a quella fiscale che deve essere trattenuta dal compenso spettante al lavoratore occasionale.

Ti consiglio di fare molta attenzione, perché su questo aspetto vengono commessi sempre tantissimi errori.

Se hai bisogno di aiuto su come compilare correttamente la ricevuta leggi questo articolo:

Ricevuta Lavoro Autonomo Occasionale: compilazione

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ALLA GESTIONE SEPARATA DEI LAVORATORI AUTONOMI

Come hai visto sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS tutti i professionisti che esercitano attività non compresa in Albo o Elenco professionale.

Si tratta di attività di tipo professionale o artistico che non hanno una autonoma gestione previdenziale.

Per questi lavoratori il contributo si calcola sulla differenza tra i ricavi e costi deducibili derivanti dall’attività esercitata.

Questa rappresenta la base imponibile sulla quale dovranno essere applicate le aliquote, stabilite ogni anno dall’INPS.

Quindi, la base per effettuare il calcolo dei contributi previdenziali è data dal reddito professionale generato ogni anno.

Il reddito professionale è dato dalla differenza tra ricavi tassabili e costi deducibili dal reddito. Su questo importo viene calcolato il contributo previdenziale dovuto annualmente.

LAVORATORI AUTONOMI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI INPS

Il contributo previdenziale totale annuo così determinato dovrà essere versato con lo stesso meccanismo di acconto e saldo previsto per le imposte sui redditi.

In pratica il 30 giugno di ogni anno si versa il saldo del contributo dell’anno precedente.

Contestualmente deve essere versato anche il contributo in acconto per l’anno in corso. Contributo previdenziale calcolato come il 40% del contributo dovuto nell’anno precedente.

Mentre entro il 30 di  novembre deve essere versato il secondo acconto per l’anno in corso.

In questo caso il versamento è dato dal restante 60% del contributo calcolato sull’anno d’imposta precedente.

Come detto, tutti i versamenti devono essere effettuati con modello F24.

APPLICAZIONE DELLA RIVALSA INPS IN FATTURA DEL PROFESSIONISTA

I professionisti che aderiscono alla Gestione Separata Inps hanno la possibilità (e non l’obbligo) di addebitare ai propri committenti il contributo del 4% a titolo di rivalsa.

L’esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente. Tale adempimento è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata.

Poiché a quest’ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l’intero importo.

Attenzione però!

Tale contributo previdenziale a titolo di rivalsa costituisce reddito professionale soggetto a tassazione IRPEF.

In pratica il professionista ha facoltà di addebitare al cliente il 4% della prestazione professionale. Tuttavia, questo contributo del 4% costituisce reddito tassabile per il professionista.

Per approfondire: “Rivalsa Insp: l’applicazione in fattura


LE ALIQUOTE DELLA GESTIONE SEPARATA INPS

Vediamo, adesso tutte le aliquote relative ai contributi previdenziali INPS dovuti alla gestione separata.

SOGGETTI ISCRITTI ANCHE AD ALTRA GESTIONE PREVIDENZIALE O PENSIONATI

I soggetti iscritti alla Gestione Separata, ed anche ad altre gestioni previdenziali, sono ad esempio i lavoratori dipendenti o i pensionati con Partita IVA.

Per i soggetti iscritti anche ad altra gestione previdenziale l’aliquota contributiva INPS Gestione Separata è fissata al 24%.

Per i soggetti iscritti anche ad un’altra Gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione, non è dovuto alcun contributo aggiuntivo a titolo assistenziale.

SOGGETTI ISCRITTI SOLO ALLA GESTIONE SEPARATA E NON PENSIONATI

L’aliquota INPS Gestione Separata per i soggetti iscritti esclusivamente a tale gestione prevede due casistiche.

Si tratta delle seguenti.

Soggetti dotati di Partita IVA, con attività professionale, aliquota INPS Gestione Separata al 25,72%

Soggetti non titolari di Partita IVA, aliquota Gestione Separata INPS al 34,23%

Questi soggetti, hanno l’obbligo di versare un contributo aggiuntivo dello 0,72% a titolo assistenziale.

Tale contributo è finalizzato al finanziamento delle prestazioni economiche temporanee erogate dall’INPS.

Si tratta, ad esempio, delle seguenti:

  • Indennità di Maternità / Paternità;
  • Trattamento economico per congedo parentale;
  • Indennità giornaliera di malattia;
  • Indennità di malattia per degenza ospedaliera;
  • Assegno per il nucleo familiare.

TABELLA DELLE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE INPS 2019

Riepilogando, per l’anno 2019, sono previste le seguenti aliquote INPS Gestione Separata.

COLLABORATORIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll34,23% (33,00 + 0,72 +0,51 aliquote aggiuntive)
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll33,72% (33,00 + 0,72 aliquote aggiuntive)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%
LIBERI PRIFESSIONISTIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie25,72% (25,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%

MASSIMALE DI REDDITO INPS 2019

Vediamo, adesso, i valori di reddito massimale e minimale per l’anno 2019.

Il massimale di reddito è pari a 102.543,00.

Le aliquote per il 2019 si applicano, secondo le percentuali indicate nelle tabelle, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del massimale stabilito.

Il minimale di reddito, invece, è pari a € 15.878,00.

Gli iscritti per i quali si applica l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno per un valore pari a € 3.810,72. Mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari agli importi che riportiamo in tabella.

Reddito minimo annuoAliquotaContributo minimo annuo
€ 15.878,0024%€ 3.810,72
€ 15.878,0025,72%€ 4.083,82 (IVS € 3.969,5)
€ 15.878,0033,72%€ 5.354,06 (IVS € 5.239,74)
€ 15.878,0034,23%€ 5.435,04 (IVS € 5.239,74)

GESTIONE SEPARATA INPS: CONSULENZA

Se hai letto questo articolo molto probabilmente hai necessità di capire meglio il funzionamento della gestione separata INPS.

Che tu sia un lavoratore a progetto oppure un libero professionista, gestire i propri contributi previdenziali non è semplice.

Per questo motivo consiglio sempre di rivolgersi ad un dottore commercialista esperto in questo ambito.

Il rischio di commettere errori è elevato, ed è meglio prevenire che modificare gli errori in futuro.

Per qualsiasi dubbio contattami.

Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

View Comments

  • Salve Federico,
    sono amministratore , residente fiscalmente da 10 anni in spagna , di una SRL italiana.
    Vorrei prelevare un compenso per la mia attivita svolta da amministratore che se ho capito bene si tassa al 30% in quanto assimilabile ad un lavoro dipendente. Giusto?
    Il mio dubbio e`se sono obbligato a versare anche i contributi INPS (GEstione Separata) o no, visto che non effettuo dichiarazione dei redditi in italia ed inoltre sono gia coperto in Spagna da un versamento sulla sicurezza sociale effettuato da una societa spagnola dalla quale ricevo una busta paga per un lavoro dipendente.

    • Salve Roberto, sono disponibile a risolvere i suoi dubbi per capire come gestire correttamente i prelevamenti dalla SRL italiana. Le spiegherò le modalità di tassazione e i suoi obblighi fiscali in Italia. Mi scriva a questa email: info@fiscomania.com per una consulenza personalizzata.

  • Ho aperto partita Iva nel 2011, iscritta alla gestione separata. Ho fatturato 5.000 € nel 2011. Ho chiuso subito p.iva. L'Inps mi chiede il versamento dei contributi sui 5.000 del 2011. È corretto?

    • Salve Maria Paola, quello che le chiede l'INPS è corretto, lei doveva versare i contributi sul quel compenso.

  • Buongiorno volevo chiedere iscrivendomi alla gestione separata e facendo un lavoro saltuario piu o meno un giorno a settimana ed avendo gia una posizione contributiva Inpdap come vengono calcolati i contributi da versare e quali spese mi porta questa cosa grazie?

    • Il calcolo dei contributi INPS si effettua sul reddito imponibile determinato ai fini fiscali. Dovrà aprire una partita IVA. Se vuole ne parliamo in privato in consulenza.

  • Buongiorno,
    Ho un quesito che al momento nessuno ha saputo risolvere. Lavoro a tempo pieno in un'azienda dove figuro come Amministratore dal 2006. Essendo iscritto all'Albo dei Farmacisti, verso regolarmente i contributi pensionistici all'ENPAF. Devo essere iscritto anche alla gestione separata?
    Grazie

    • Se percepisce compenso amministratore deve essere iscritto alla Gestione Separata.

  • Scusa Umberto, tutto quello che dice il tuo datore di lavoro sarebbe giusto se voi foste sposati. Ma siccome non lo siete, a meno che non siate una coppia di fatto, tu devi richiedere all'inps l'autorizzazione ANF e una volta ottenuta compili il mod. ANF per il tuo datore di lavoro senza indicare né i redditi né i dati della tua compagna, in quanto lei ai fini ANF non fa parte del nucleo familiare. L'unico problema secondo me sta nell'alternanza, cioè non potete percepire gli assegni per alcuni mesi tu e per altri la tua compagna, puoi semplicemente prenderli sempre tu

  • Salve, volevo porre un quesito che fino ad ora ne inps ne caaf, ne commercialisti vari hanno saputo risolvere, il quesito è il seguente:
    Io e la mia compagna (non sposati) abbiamo due figli che fanno parte del nucleo famigliare di lei, io ho un'altra residenza, lei è iscritta alla gestione separata come professionista senza cassa e come tale versa le quote dovute e percepisce gli "Assegni Nucleo Famigliare" per i nostri figli come previsto dalla vigente normativa. Tali ANF gli vengono riconosciuti però solo per alcuni periodi dell'anno, cioè quelli che corrispondono ai "periodi contributivi" (che coprono pochi mesi all'anno). Di conseguenza Io, che sono lavoratore dipendente, ho presentato richiesta per gli ANF per i miei figli per i restanti periodi dell'anno, tali assegni, in questo caso, vengono da me richiesti (Tramite modulo ANF DIP) e rilasciati alla madre in quanto convivente con i bambini e fin qui tutto regolare. Purtroppo però il mio datore di lavoro non vuole rilasciare tali assegni perché nel modello ANF/FN (necessario per presentare la richiesta) la madre deve dichiarare la natura i propri redditi e deve inserire tali redditi (a detta del mio datore di lavoro) nella colonna "Altri redditi"(in quanto derivano da lavoro autonomo) anziché nella colonna "redditi da lavoro dipendente o assimilati". Questo passaggio purtroppo è cruciale ed annulla automaticamente il suo diritto ad avere gli ANF, questo avviene in virtù del fatto che per avere diritto agli ANF il reddito globale del Nucleo Famigliare (madre +figli) deve derivare almeno al 70% da lavoro dipendente o assimilato. La mia domanda è questa: ma se il suo reddito da lavoro autonomo, che rappresenta il100% dei suoi redditi, gli da diritto agli ANF per determinati periodi dell'anno in quanto versa alla gestione separata inps, non significa automaticamente che tale reddito è equiparabile a quello da lavoro dipendente? (ovviamente ai fini del riconoscimento degli ANF).
    Ringrazio anticipatamente
    Umberto

    • Sua moglie opera come professionista senza cassa, reddito da lavoro autonomo e non dipendente.Se la somma dei vostri redditi non deriva per il 70% da lavoro dipendente l'assegno familiare non spetta.

  • Buongiorno sono un militare e saltuariamente faccio qualche serata come dj-karaoke mi hanno consigliato di fare l'iscrizione all'inps sono stato in sede inps e mi hanno detto che dovrei iscrivermi alla gestione separata ma posso farlo oppure no? avendo gia una posizione contributiva esistente?perdoni la mia ignoranza in materia grazie

    • Certamente nel suo caso deve iscriversi alla gestione separata INPS, può farlo anche un'altra gestione previdenziale aperta. E' da valutare se la sua prestazione è continuativa nel tempo. Nel caso dovrà anche aprire una posizione IVA.

  • Gentile Migliorini,

    Per quanto riguarda il lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c., se ho capito, si parla di obbligatorietà dell'iscrizione alla Gestione separata Inps se il reddito annuo derivante da tale lavoro autonomo occasionale è superiore a € 5.000.

    Non mi è chiaro, però, se tale somma di € 5.000 si intende comprensiva di Ritenuta D'Acconto 20% versata.
    Nel concreto:
    Se si emette ricevuta per €5.100, di cui €1.020 sono Ritenuta d'acconto versata dal committente e €4080 l'importo netto pagato al prestatore, il prestatore va o meno iscritto alla Gestione separata?

    Mi scuso se la domanda è banale, ma non sono riuscito a trovare una risposta chiara per un non esperto quale sono.

    Grazie per la disponibilità e il lavoro di divulgaziuone svolto.

    • Salve Chiara, se la prestazione lorda supera i € 5.000 vi è obbligo di iscrizione del prestatore alla gestione separata. In questo caso il committente è tenuto sia ad effettuare la ritenuta fiscale che quella previdenziale. Nel suo esempio si supera la soglia con il compenso lordo, quindi vi è obbligo di iscrizione INPS.

  • Sono un professionista iscritto all'albo professionale, andato in pensione il 1 novembre di quest'anno. Prima di andare in pensione ero un dipendente dello stato è ho svolto alcune consulenze occasionali inserendo il 20% di ritenuta d'acconto. Avendo superato i 5000 euro credo che dovrei io versare il contributo INPS del 24% ed eventualmente chiedere il 4% al committente (cosa che non farò). Come devo versare il contributo INPS? ho fatto 4 consulenze (14/06; 18/07; 09/08;17/09) per un totale al netto della ritenuta dl 20% di 14.400 euro. Posso farlo con la dichiarazione dei redditi del 2019?

    • La prestazione occasionale prevede che sia il committente a trattenere il contributo previdenziale del compenso del professionista per versarlo all'INPS. Lei avrebbe dovuto comunicare ai committenti il superamento della soglia di € 5.000 per applicarle le ritenute, che per 2/3 sarebbero state a carico del committente. Adesso è chiamato lei in dichiarazione dei redditi a versare tutto il contributo dovuto.

  • Buon pomeriggio,
    sono una ragazza di 28 anni e lavoro part-time presso uno studio di amministrazione condominiale.
    A gennaio 2019 aprirò la mia partita I.V.A. per iniziare l'attività di amministratrice di condominio pur continuando il lavoro dipendente.
    Dovrò inscrivermi alla Gestione Separata INPS? Quale aliquota contributiva verrà applicata?
    Inoltre, la mia attività può essere considerata una "start up" in quanto la mia età è inferiore a 35 anni?

    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

    • Salve Alessandra, la situazione deve essere analizzata con maggiore dettaglio per capire se può aderire al regime forfettario. Anche per quanto riguarda l'aspetto previdenziale probabilmente può beneficiare dell'aliquota ridotta, ma occorre verificare il tipo di contratto da lavoro dipendente. Se vuole approfondiamo il tutto in privato.

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