Familiari a carico: guida alla detrazione Irpef 2019

I contribuenti possono fruire di detrazioni fiscali, ai fini IRPEF, legate ai c.d. “familiari a carico”: coniuge figli e altri familiari sono considerati a carico se non hanno percepito nell’anno redditi superiori alla soglia di €. 2.840,52. Per i figli di età inferiore a 24 anni la soglia aumenta a € 4.000. Tutte le informazioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Una delle possibili detrazioni fiscali, ai fini IRPEF, che possono sfruttare i contribuenti riguarda i c.d. “familiari a carico“.

Fiscalmente sono considerati “a carico” di un contribuente i familiari: coniuge, figli e altri familiari conviventi.

Soggetti che nel corso del periodo di imposta hanno percepito redditi inferiori ad una soglia stabilita dal Testo unico delle imposte sui redditi.

In sede di redazione della dichiarazione dei redditi (Modello Redditi Persone fisiche o 730) i lavoratori dipendenti e i pensionati possono usufruire di vantaggi fiscali.

Questo se i familiari detengono un reddito personale complessivo non superiore a € 2.840,51 (rigo RN1 del modello Redditi P.F.). Per i figli di età inferiore a 24 anni il reddito agevolabile sale fino alla soglia di € 4.000,00.

In questi casi il contribuente ha diritto ad una detrazione dall’IRPEF forfettaria relativa ai Familiari a Carico.

Con questo report ti indicherò come beneficiare della detrazione IRPEF per familiari a carico.

In particolare mi occuperò di:

  • Detrazione Irpef per coniuge a carico;
  • Detrazione Irpef per figli a carico;
  • Infine, la detrazione Irpef per altri familiari a carico.

FAMILIARI A CARICO: I REDDITI DA CONSIDERARE

Sono considerati soggetti fiscalmente a carico coloro i quali hanno ricevuto nel periodo d’imposta redditi non superiori a €. 2.840,51 al lordo degli oneri deducibili. Per i figli di età inferiore ai 24 anni il limite di reddito sale fino a € 4.000.

Per operare la verifica devi considerare  il reddito complessivo, così come indicato al rigo RN1 colonna 5 del modello Redditi.

A questo valore devi aggiungere però anche eventuali redditi di impresa o di lavoro autonomo assoggettati ad imposta sostitutiva prevista per i minimi. Ovvero, anche la quota esente di redditi di lavoro dipendente prestato in zone frontaliere da soggetti residenti, ecc.

In tale limite concorre anche il reddito da fabbricati assoggettato a cedolare secca sulle locazioni, anch’esso  non indicato nel rigo RN1.

Attenzione!

Se un soggetto supera la soglia di reddito durante l’anno, non può essere considerato familiare a carico fin dall’inizio dell’anno

REDDITI ESCLUSI PER I FAMILIARI A CARICO

Per la determinazione del reddito valevole per l’agevolazione, non devono essere presi in considerazione le seguenti tipologie di reddito:

REDDITI ESENTI DA IRPEF

Classici esempi di redditi esenti sono:

  • Le borse di studio, di dottorato, i corsi di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia;
  • Gli assegni di ricerca conferiti dalle università e dagli enti pubblici e dalla istituzioni di ricerca;
  • Le borse di studio Erasmus, e le somme corrisposte dall’Università, a condizione che l’importo complessivo annuo non sia superiore a €. 7.746,85;
  • Le borse di studio a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
  • Pensioni di invalidità civile e le eventuali indennità di accompagnamento;
  • Pensioni di invalidità civile e le eventuali indennità di accompagnamento;
  • Pensione di invalidità per cause di servizio; indennità di mobilità per la parte reinvestita nella costituzione di società cooperative;
  • Assegno di maternità per la donna lavoratrice; rendite Inail, etc;

REDDITI SOGGETTI A TASSAZIONE ALLA FONTE

Classici esempi di redditi soggetti a ritenuta alla fonte sono:

  • Redditi da attività sportiva dilettantistica fino a € 10.000 annue;
  • Interessi delle obbligazioni e dei titoli di Stato, gli interessi dei depositi e conti correnti bancari e postali, premi e vincite al gioco in Italia;
  • Proventi delle quote dei fondi di investimento mobiliare di tipo aperto italiani e stranieri;
  • Riscatto in forma di capitale dei fondi pensione per perdita del posto di lavoro.

Riepilogando, quindi, se hai percepito uno di questi redditi non devi considerarlo per verificare la soglia dei familiari a carico.


FAMILIARI A CARICO E DICHIARAZIONE DEI REDDITI

La soggetto che risulta essere fiscalmente a carico di un familiare non è automaticamente escluso dall’obbligo di  presentazione della dichiarazione dei redditi.

Questo in quanto può essere conveniente per lui presentare comunque il modello Redditi PF.

DETRAZIONI IRPEF PER FAMILIARI A CARICO E LAVORO OCCASIONALE

Ad esempio: un soggetto che ha percepito nell’anno soltanto proventi da prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Ipotizziamo che il reddito sia soggetto a ritenuta di acconto. Ipotizziamo anche che il reddito sia inferiore alla soglia per essere considerato “a carico“.

Ebbene, in questo caso può essere opportuno presentare comunque il modello Redditi PF.

Questo per trasformare le ritenute subite in crediti di imposta che possono essere chiesti a rimborso.

DETRAZIONI IRPEF PER FAMILIARI A CARICO RAPPORTATE A MESE

Le detrazioni IRPEF per familiari a carico devono essere rapportate al mese in cui si verificano i requisiti per cui spettano.

Ad esempio: nel caso di nascita di un figlio nel mese di giugno, i coniugi avranno diritto di godere della detrazione per 6 mesi.

Nel caso, invece, di variazione della condizione del familiare nel periodo di imposta, la detrazione Irpef per familiari a carico, spetta per tutto l’anno e non per i mesi di nel quale si è verificata la condizione.

Ad esempio: figlio che nell’anno percepisce redditi superiori a €. 2.40,52 non sarà a carico dei genitori per tutto l’anno.


I FAMILIARI A CARICO

Le detrazioni IRPEF per familiari a carico possono essere riconosciute nei confronti delle seguenti categorie di soggetti, rispettando il limite reddituale sopra menzionato:

  • Detrazione Irpef per coniuge a carico;
  • Detrazione Irpef per figli a carico;
  • Detrazioni Irpef per genitori a carico;
  • Detrazione Irpef per fratelli e sorelle a carico;
  • Detrazione Irpef per suoceri nuore e generi;
  • Detrazioni Irpef per figli adottati.

In particolare, per il coniuge e i figli la detrazione spetta se sono fiscalmente a carico anche se non conviventi o residenti all’estero.

Per gli altri familiari è necessario che convivano con il contribuente.

DETRAZIONE PER CONIUGE A CARICO

Il dichiarante, in relazione al proprio reddito ha diritto a una detrazione per il coniuge quando questi non ha conseguito redditi superiori a € 2.840,51.

Sono previste tre modalità di calcolo corrispondenti a tre fasce di reddito fino ad € 80.000, oltre i quali non spetta più alcuna detrazione.

Nel caso invece il coniuge sia legalmente ed effettivamente separato si può aver diritto alla detrazione, considerandolo quale “altro familiare a carico“.

Questo a condizione che riceva un assegno di mantenimento non risultante da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

DETRAZIONE PER FIGLIO A CARICO

Sono considerati figli, oltre a quelli naturali, quelli adottati, affidati o affiliati indipendentemente dal superamento di limiti di età e dal fatto che siano studenti o che convivano con il dichiarante.

Per quanto riguarda la detrazione, non può essere liberamente ripartita tra i coniugi, restando ferma la percentuale del 50 per cento.

Tuttavia, è facoltà dei genitori decidere di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito complessivamente più elevato, per evitare di perderne una parte.

Per quanto riguarda l’entità della detrazione per familiari a carico, essa è inversamente proporzionale al reddito del soggetto dichiarante.

Maggiore è il reddito minore è la detrazione. Per redditi Irpef superiori ad € 80.000 annui la detrazione non spetta.

In generale è prevista una detrazione di €. 950, parametrata(attraverso un calcolo specifico)al reddito complessivo del soggetto dichiarante.

La detrazione per familiari a carico è aumentata a €. 1.220 per ciascun figlio di età inferiore a tre anni.

Queste detrazioni sono aumentate di un importo pari a €. 400 per ogni figlio portatore di handicap.

SEPARAZIONE O ASSENZA DI UN GENITORE

In caso di separazione la detrazione per familiari a carico deve essere attribuita al 100 per cento al genitore affidatario o in caso di affidamento congiunto al 50 per cento.

La cosa importante è che questa scelta coinvolge tutti i figli: non sarà possibile quindi avere percentuali di detrazioni diverse per ogni figlio.

Un caso particolare si ha anche in caso di assenza di un genitore, sia per il decesso che per il mancato riconoscimento del figlio.

In tale circostanza, per il primo figlio spetta la stessa detrazione per coniuge a carico.

ULTERIORE DETRAZIONE PER FAMIGLIE NUMEROSE

In presenza di almeno 4 figli a carico è riconosciuta ai genitori un’ulteriore detrazione per familiari a carico.

Si tratta di un’agevolazione pari a €. 1.200.

In presenza di 4 figli se uno di essi supera il limite del reddito per essere considerato a carico, la detrazione non spetta.

Se invece i figli a carico sono 5 o più allora spetta comunque.

La detrazione per familiari a carico è ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.

PROSPETTO DEI FAMILIARI A CARICO IN DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Il prospetto dei familiari a carico è composto di sei righe e sette colonne che servono per scrivere i dati relativi ai familiari che sono fiscalmente a carico.

In particolare, il primo rigo serve per scrivere i dati relativi al coniuge, anche se non fiscalmente a carico.

Il secondo rigo è riservato esclusivamente all’esposizione dei dati relativi al primo figlio a carico, intendendo per primo figlio a carico quello anagraficamente di maggiore età.

I successivi righi servono per l’esposizione dei dati relativi agli altri figli o familiari.

Le colonne servono per indicare, nell’ordine, per ogni familiare inserito nel prospetto: il tipo di rapporto di parentela che avete con il familiare in questione (C, coniuge; F1, primo figlio/a; F, altro figlio/a; A, altro tipo di rapporto), l’eventuale condizione di handicap del figlio a carico (D, disabile), il suo codice fiscale, il numero di mesi durante i quali è stato a vostro carico, il numero di mesi durante i quali il figlio a carico ha avuto un’età inferiore ai tre anni, la percentuale di deduzione prevista.

COMPILARE IL RIGO DEL CONIUGE

Rigo 1: scrivere i dati relativi al vostro coniuge.

Colonna 1: barrare la casella “C”.

Colonna 4: scrivere il codice fiscale del coniuge, anche se non è a vostro carico.

Colonne 5: utilizzare questa casella solo se il coniuge è stato a vostro carico. Scrivere ’12’ se il vostro coniuge è stato a vostro carico per tutto il periodo. In caso di matrimonio, decesso, separazione legale ed effettiva, scioglimento o annullamento del matrimonio o cessazione dei suoi effetti civili nel corso dell’anno, scrivere il numero dei mesi per i quali il coniuge è stato a vostro carico. Per esempio, se vi siete sposati a giugno, la deduzione spetta per sette mesi, pertanto, nella casella dovrete scrivere 7.

COMPILARE I RIGHI PER FIGLI A CARICO

Righi 2-6: in ognuno di questi righi dovete inserire i dati relativi solo a un figlio o a un altro familiare a vostro carico. Nel rigo 2 devono essere indicati i dati relativi al primo figlio.

Colonna 1: barrare la casella “F1” se il familiare indicato è il primo figlio/a e la casella “F” per i figli successivi al primo.

Colonna 2: barrare la casella “A” se si tratta di un altro familiare.

Colonne 3: barrare la casella “D” se si tratta di un figlio portatore di handicap. Qualora venga barrata questa casella non è necessario barrare anche la casella ‘F’. Si precisa che è considerato portatore di handicap la persona riconosciuta tale ai sensi della Legge n. 104/92.

Colonna 4:

scrivere il codice fiscale di ciascuno dei figli, e degli altri familiari che avete a carico. E’ bene sapere che il codice fiscale dei figli e degli altri familiari a carico deve essere scritto comunque, anche se non fruite delle relative deduzioni, che invece sono attribuite interamente ad un altro soggetto.

Si precisa che l’articolo 21, comma 6-bis, del D.L. n. 269/03, convertito con modificazioni dalla Legge n. 326/03, ha previsto che:

“a fini di controllo, il diritto alla deduzione per i figli a carico di cittadini extra-comunitari è in ogni caso certificato nei riguardi del sostituto di imposta dallo stato di famiglia rilasciato dal comune, se nella relativa anagrafe i figli di tali cittadini sono effettivamente iscritti, ovvero da equivalente documentazione validamente formata nel Paese d’origine, ai sensi della legge ivi vigente, tradotta in italiano ed asseverata come conforme all’originale dal consolato italiano nel Paese di origine”


Articolo 21, comma 6-bis, del D.L. n. 269/03

Colonna 5: utilizzate questa casella per indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il familiare è stato a vostro carico e pertanto vi spetta la deduzione. Scrivere ’12’ se il familiare è stato a vostro carico per tutto l’anno; se invece è stato a vostro carico solo per una parte dell’anno, scrivere il numero dei mesi corrispondenti. Per esempio, per un figlio nato il 14 agosto la deduzione spetta per cinque mesi; pertanto nella casella dovrete scrivere 5.

ULTERIORE DEDUZIONE PER FIGLI MINORI DI TRE ANNI

Colonna 6: utilizzate questa casella per indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il figlio a carico ha un’età inferiore a 3 anni. Per esempio, per un figlio nato il 15 marzo dell’anno precedente, nella casella scrivere ’12’; per un figlio che ha compiuto 3 anni il 18 maggio dell’anno in corso, indicare ‘5’.

Colonna 7: utilizzate questa casella per indicare la percentuale di deduzione che vi spetta per ogni familiare a vostro carico.

Indicazioni per la compilazione

Prima di indicare la percentuale di deduzione che vi spetta, tenete presente che la deduzione per figli a carico può essere ripartita liberamente tra entrambi i genitori, anche se sono separati.

Figlio con detrazione per il coniuge

Per il primo figlio si ha diritto alla stessa deduzione per coniuge a carico, quando l’altro genitore manca perché deceduto o non ha riconosciuto il figlio. Oppure se il figlio è adottivo, affidato o affiliato a un solo genitore che non è sposato o se sposato si è legalmente ed effettivamente separato.

In tal caso, scrivete in questa colonna la lettera C. Se tale deduzione non spetta per l’intero anno occorre compilare il rigo 2 per i mesi in cui spetta la deduzione come figlio. Ed inoltre il rigo 3 per i mesi in cui spetta la deduzione come coniuge.

Per il periodo in cui spetta per il primo figlio la deduzione prevista per il coniuge, il contribuente può, se più favorevole, utilizzare la deduzione prevista per il primo figlio.

Se invece l’onere del mantenimento grava anche su altre persone, oltre a voi, la deduzione (sia quella per il figlio che per altri familiari) va suddivisa in proporzione all’effettivo onere sostenuto da ciascuno.

Massima detrazione per figli a carico

Per poterne avere il massimo utilizzo, quando si tratta di figli a carico, questa proporzione può essere stabilita fra i genitori a loro discrezione.

E’ importante sapere però, che se un genitore fruisce al 100 per cento della deduzione per il figlio a carico, l’altro genitore non può fruirne.

La deduzione spetta per intero ad uno solo dei genitori quando l’altro genitore è fiscalmente a carico del primo e nei seguenti casi:

  • Figli del contribuente rimasto vedovo/a che, risposatosi, non si sia poi legalmente ed effettivamente separato;
  • Figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente, se questi è coniugato e non è legalmente ed effettivamente separato

In questi casi, scrivere “100”, perché la deduzione è prevista per intero. Dovete scrivere ‘ 0 ‘ (zero) se non fruite delle deduzioni perché l’onere del mantenimento per il figlio o familiare è stato assunto da un altro contribuente.


FAMILIARI A CARICO: LA DETRAZIONE PER RESIDENTI ALL’ESTERO

Per i soggetti fiscalmente residenti all’estero che devono presentare la dichiarazione dei redditi in Italia è possibile usufruire della detrazione Irpef per familiari a carico.

Questo a condizione che gli stessi dimostrino, con idonea documentazione, che le persone alle quali tali detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, al lordo degli oneri deducibili, al limite di 2.840,51.

Compresi i redditi prodotti fuori dal territorio dello Stato, e di non godere, nel paese di residenza, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.

Documentazione richiesta per i residenti UE

I soggetti residenti in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle Finanze 4 settembre 1996, attestano, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà:

  • Il grado di parentela del familiare per il quale intendono fruire della detrazione, con indicazione del mese nel quale si sono verificate le condizioni richieste e del mese in cui le predette condizioni sono cessate;
  • Che il predetto familiare possiede un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche fuori dal territorio dello Stato di residenza, riferito all’intero periodo d’imposta, non superiore a € 2.840,51;
  • Di non godere nel Paese di residenza ovvero in nessun altro Paese diverso da questo di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi di famiglia.

Documentazione per i residente extra UE

I cittadini extracomunitari che richiedono, sia attraverso il sostituto d’imposta sia con la dichiarazione dei redditi, le detrazioni per familiari a carico, devono essere in possesso di:

  • Documentazione originale prodotta dall’autorità consolare del Paese d’origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del prefetto competente per territorio;
  • Documentazione con apposizione dell’apostille, per i soggetti che provengono dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961;
  • Documentazioni validamente formate dal Paese d’origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’originale dal Consolato italiano del Paese d’origine.

La richiesta di detrazione, per gli anni successivi a quello di prima presentazione della documentazione di cui sopra, deve essere accompagnata da dichiarazione che confermi il per durare della situazione certificata. Ovvero da una nuova documentazione qualora i dati certificati debbano essere aggiornati.


RIPARTIZIONE DELLE DETRAZIONI PER FAMILIARI A CARICO IN CASO DI CONTRIBUENTE IN REGIME FORFETTARIO

Ipotizziamo il caso di due coniugi, di cui uno di essi applica il Regime Forfettario. Tale regime non prevede la tassazione IRPEF, quindi il problema che si pone è come ripartire la detrazione per Familiari a Carico.

Il primo aspetto da tenere presente è che su questa fattispecie non vi sono chiarimenti di prassi ufficiali.

Tuttavia, è possibile prendere a riferimento quanto indicato dall’articolo 1, comma 75 della Legge n 190/14. La norma, in deroga al principio generale, stabilisce che il reddito determinato in Regime Forfettario sia rilevante ai fini:

  • Dello status di familiare fiscalmente a carico;
  • Delle conseguenti detrazioni per carichi di famiglia a favore del contribuente.

In sostanza la norma fa riferimento esclusivo alle detrazioni per familiari a carico. Quindi il Reddito Forfettario rileva soltanto per misurare tale condizione, e non appare utilizzabile per parametrare e verificare altre condizioni previste dalla legge.

Quindi, il Reddito Forfettario non deve essere tenuto in considerazione per verificare il familiare con reddito più elevato, per la ripartizione della detrazione dei familiari a cario.

Infatti, solo al familiare con il reddito più elevato può prendersi la detrazione al 100%. In questo caso con un coniuge in Regime Forfettario, la detrazione per familiari a carico può essere concessa al 100% all’altro coniuge.


FAMILIARI A CARICO: CONSULENZA FISCALE

Se hai dubbi o vuoi approfondire aspetti legati alla tassazione dei redditi da lavoro dipendente contattami!

Si commettono spesso errori si questo aspetto quindi se hai bisogno di qualcuno che possa indirizzarti nel modo giusto lascia di seguito un commento!

Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

View Comments

  • Buongiorno,
    mio figlio è sempre stato a mio carico. Nel 2018 ha superato di molto il limite di reddito per essere considerato tale. Tuttavia, i redditi derivano esclusivamente da vincite su siti di scommesse AAMS regolati con tassazione alla fonte. E' corretto presentare la dichiarazione ritenendolo ancora a mio carico? Lui eventualmente dovrà presentare qualcosa?
    Grazie!

    • Salve Alessia, i redditi soggetti a tassazione alla fonte, come quelli legati alle vincite a siti di scommesse regolati da normative italiane, non si considerano ai fini della soglia di familiare a carico e suo figlio non dovrà fare alcun adempimento. Le cose cambiano se le vincite sono legate a scommesse non regolate da normative italiane.

  • Buongiorno!
    Vorrei sapere se sono obbligata a dichiarare sul mio 730 una certificazione unica di €1280 di un figlio a carico (100%). Io ho accettato il 730 precompilato che non riportava nessuna CU del figlio. Ma mi è venuto in mente dopo aver accettato. Quindi mi chiedo: è una svista che non fosse riportata in automatico la sua CU? Dovevo per forza inserirla?
    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Il reddito del figlio non si riporta nella propria dichiarazione, anche se è a carico. Se suo figlio ha percepito solo questo reddito non ha obbligo di presentare autonoma dichiarazione dei redditi.

  • Buongiorno Federico,
    Siamo 2 dipendenti a tempo indeterminato e percepiamo (da CU) 30.000 e circa 20.000 mia moglie. Le spese mediche nel 2018 detraibili sono state circa 200 euro mie e circa 500 per mia moglie. E' conveniente dichiarare l'unica figlia (7 anni) al 50% o meglio la metta a carico io col reddito maggiore?
    Grazie

    • Salve Martino, è sicuramente conveniente considerare a carico a 100% a lei sua figlia. Questo perché lei ha il reddito più elevato e può sfruttare meglio l'agevolazione.

  • Buongiorno Dott. Federico Migliorini
    Vorrei porle il mio quesito, le illustro l'attuale situazione:
    - Io, dipendete a tempo indeterminato fino a maggio 2018 e da tale data percettore di NASPI (18 mesi spettanti)
    - Mia Moglie, dipendente a tempo indeterminato da Febbraio 2018 ed attualmente ricopre tale posizione.
    - 1 Figlio di 3 anni che vorrei portare in detrazione al 100% io per somma redditi (NASPI + DIPENDENTE) più elevati.
    Il dubbio è il seguente: sul CUD da lavoratore dipendente mi risultano 137 giorni e Detrazioni per Carichi di famiglia 474€ - CUD INPS 178 giorni per detrazioni
    Compilando il mio 730 Precompilato, in Familiari a Carico mi ritrovo Moglie senza nessun mese indicato e Figlio con 12 mesi a carico.
    Cosa devo indicare per procedere correttamente? le 474€ presenti sul CUD del precedente lavoro devo indicarle in qualche posto?
    Per il conteggio dei giorni per i quali poter usufruire delle detrazioni da lavoratore dipendente devo prendere in cosiderazione la somma dei due CUD (178+137) ?
    Spero di essere stato abbastanza chiaro.
    Grazie anticipatamente

    • Salve Ivan, quello che le posso dire è che le consiglio di mettere suo figlio a carico al 100%. Nel 730 lei deve indicare il carico di moglie ("non a carico") e figlio ("carico al 100"), poi il programma ricalcolerà tutte le detrazioni nel modo corretto rispetto alle CU.

  • Salve , il mio quesito è questo;
    mio figlio ha effettuato nel 2018 uno stage in Francia in base a degli accordi tra il Politecnico di Torino e aziende francesi,mantenendo la residenza in Italia. Dato che ha percepito un reddito superiore a 2800 euro di regola non dovrebbe essere più a mio carico. Le chiedo se tale reddito deve essere conteggiato ai fini del calcolo e perchè l'azienda non ha inviato la certificazione unica dei redditi percepiti da mio figlio.

    • Salve Luigi, suo figlio non può essere considerato a carico, anche se l'azienda estera non rilascia CU.

  • Salve, il mio quesito:
    un dipendente assunto da due anni, a maggio 2019 dichiara che la figlia non è più a suo carico.
    Lo studio prepara la busta paga del mese di aprile senza detrazioni e sottraendo anche quelle dei mesi di gennaio febbraio marzo. A conti fatti il dipendente si ritrova con quasi 200 euro in meno in busta paga, con quel che ne consegue. Lo studio paghe risponde che le detrazioni spettano o non spettano, per tutto l'anno.
    E' davvero corretto fare così?
    Se avesse comunicato a novembre la variazione, gli sarebbero state trattenute dalla busta paga quasi un intero anno di detrazioni non spettanti?
    Grazie per l'eventuale risposta
    Buona giornata

    • Salve Morena, l'azienda ha operato correttamente, quelle trattenute se non fossero state applicate in busta paga sarebbero state dovute al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, che sarebbe stata obbligatoria.

  • SE LA MADRE E' A CARICO DEL MARITO, IN QUANTO NON HA NESSUN REDDITO ED IL MARITO NON HA CAPIENZA IRPEF, SE LA PUO' PORTARE A CARICO IL FIGLIO CON REDDITO CONVIVENTE CON I GENITORI. PRECISO CHE IL MARITO E' VIVO.
    HO SENTITO AD CONVEGNO CHE E' POSSIBILE FARLO, MA NON TROVO IL RIFERIMENTO NORMATIVO.
    E' POSSIBILE AVERLO.
    GRAZIE

    • Salve Lucia, il figlio può prendere la detrazione per la madre "a carico" solo se la madre convive con il figlio. Altrimenti non è possibile, la detrazione rimane al marito, che è "incapiente".

  • Salve, vorrei chiederle,nel caso in cui non si percepiscono assegni e detrazioni di un figlio che non supera i 2800 farà comunque parte del mio nucleo fiscale ? Nel senso,i suoi redditi verranno comunque sommati ai miei ?

    • Salve Laura, i redditi non si sommano, se suo figlio è a carico ed ha percepito redditi bisogna vedere se ha obbligo di dichiararli separatamente (con autonoma dichiarazione) o meno. Comunque anche se non ha percepito detrazioni può comunque applicare la detrazione per figlio a carico.

  • Buonasera dott. Migliorini,
    vorrei sottoporle la mia situazione per un suo parere.
    Sono iscritto alla gestione separata INPS come libero professionista e mi avvalgo del regime forfettario.
    In tale condizione posso usufruire degli ANF in proporzione ai contributi versati.
    Dall'ottobre 2018 sto lavorando come dipendente della P.A. e continuerò fino al prossimo 30 giugno.
    Come mi devo comportare per la detrazione familiari a carico?
    Ho moglie e un figlio di 20 anni.
    Grazie. Cordialmente

    • Salve Riccardo, se sua moglie e suo figlio sono a suo carico deve comunicarlo al datore di lavoro in modo che possa applicarle le detrazioni in busta paga. Altrimenti farà in conguaglio direttamente in dichiarazione dei redditi.

  • Buonasera dr. Migliorini, avrei questo dubbio: sia io che mio marito nel 2018 abbiamo percepito redditi da lavoro dipendente uno per 6 mesi e l'altra per 8 mesi in seguito a accordi aziendali per esodo volontario. Avendo una figlia a carico di 24 anni poiche nel 2018 ha percepito 2400 euro circa, ci chiediamo se sul nostro 730 dobbiamo indicare che la figlia è a carico al 50 per cento solo per 6 o 8 mesi, come indicato sui nostri due CUD, oppure indichiamo 12 mesi poiché il reddito della figlia è sotto soglia? In sostanza le detrazioni per figlio a carico sono anche da rapportare al periodo di lavoro dei genitori? Grazie mille per l'attenzione.

    • Salve Carla, le detrazioni per figlio a carico non devono essere rapportate al periodo di lavoro. Vostra figlia rimane a carico per 12 mesi.

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