L’art. 24 del Decreto Cura Italia n. 18/2020, ha previsto, l’estensione dei c.d. permessi retribuiti della Legge 104. In particolare, con il Decreto Cura Italia, è stato previsto l’incremento del numero di giorni di permesso retribuiti di cui all’art. 33, co. 3 e 6, della L. n. 104/92, di ulteriori complessive 18 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.

Questo beneficio è riconosciuto nel limite di 553,5 milioni di euro per l’anno 2020.

La domanda per l’estensione dei permessi della L. 104/92 dovrà essere presentata solo dai lavoratori che non hanno un provvedimento autorizzativo in corso. Chi già fruisce dei 3 giorni di permesso mensile, non dovrà presentare un’ulteriore domanda.

La Circolare n. 45 del 25 marzo, ha confermato la possibilità di beneficiare dei 18 giorni in più anche per i lavoratori disabili.

Estensione dei permessi

Vediamo cosa sono i permessi L. n. 104/92, chi ne può beneficare, in cosa consiste l’estensione dei permessi e come poter fare domanda.

Estensione dei permessi retribuiti “Legge 104

Il Decreto salva economia approvato il 16 marzo 2020, ha previsto che il numero dei giorni dei c.d. permessi retribuiti della Legge 104 venga incrementato di ulteriori 18 giorni nei mesi di marzo e aprile 2020.

I 18 giorni possono essere fruiti anche consecutivamente nel corso di un solo mese, ferma restando la fruizione mensile dei 3 giorni ordinariamente prevista.

Le 18 giornate, così come i 3 giorni ordinariamente previsti dall’art. 33, co. 3 e 6, della L. n. 104/92, possono essere fruiti anche frazionandoli in ore.

Per il personale sanitario, il beneficio può essere esercitato compatibilmente alle esigenze organizzative legate all’emergenza Coronavirus.

L’aumento dei giorni dei permessi 104 è previsto attualmente per i mesi di marzo e aprile, tuttavia, non si esclude un nuovo provvedimento per la proroga.

Chi può beneficiare dell’estensione dei permessi retribuiti Legge 104?

La L. n. 104/92 è la principale fonte normativa che riconosce benefici fiscali, economici e lavorativi ai portatori di handicap.

L’art. 33, co. 3 e 6, della L. 104/92, riconosce 3 giorni di permessi mensili retribuiti coperti da contribuzione figurativa, fruibili anche in modo continuativo, ai lavoratori che prestano assistenza ad un familiare di cui sia accertata una grave disabilità:

  • Coniuge, convivente di fatto, parte dell’Unione civile;
  • Parente o affine entro il secondo grado;
  • Parente o affine entro il terzo grado, qualora i genitori il coniuge, la parte di Unione civile, il convivente di fatto, della persona da assistere abbia più di 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.

L’INPS, l’estensione dei permessi da 3 a 18 giorni aggiuntivi, spettano sia al lavoratore che assiste il familiare con disabilità che al lavoratore con disabilità che fruisce in proprio dei permessi (in forma orario o di giornate).

Chi assiste due persone, raddoppia il numero di giornate di permesso, le quali diventano quindi 24 giorni, a cui vengono aggiunti a quelli a cui ha già diritto.

Anche il lavoratore che fruisca dei permessi per sé e per assistere un familiare, secondo la circolare dell’INPS, può raddoppiare anche i giorni aggiuntivi (24 giorni).

Condizioni

Le condizioni per poter beneficiare della Legge n. 104/92 per o per i familiari sono:

  • La grave disabilità, accertata dalle Commissioni ASL;
  • Il soggetto disabile non deve essere ricoverato a tempo pieno in ospedale, a meno che sia richiesta l’assistenza in struttura.
  • Essere lavoratori dipendenti, anche part-time, ed essere assicurati per le prestazioni di maternità presso l’INPS.

Quali sono i soggetti esclusi?

I permessi retribuiti dalla L. n. 104/92 non spettano alle seguenti categorie di soggetti:

  • Lavoratori a domicilio;
  • Lavoratori domestici;
  • I lavoratori agricoli a tempo determinato, occupati a giornata (non spettano nè per se stessì, nè per l’assistenza ai propri familiari);
  • Lavoratori autonomi;
  • Lavoratori parasubordinati.

Quanti sono i giorni di permessi retribuiti consentiti?

L’art. 33, co. 3 e 6, della L. 104/92, riconosce 3 giorni di permessi mensili retribuiti e sono coperti da contribuzione figurativa, fruibili in modo continuativo o frazionato.

Il numero di giorni di permesso retribuito è incrementato di ulteriori 18 giorni per il mese di marzo ed aprile 2020.

Saranno, quindi, 18 giorni in totale, il numero dei giorni, usufruibili tra marzo ed aprile per i lavoratori dipendenti che assistono familiari con grave disabilità.

Come abbiamo detto in precedenza, i giorni aggiuntivi, possono essere anche frazionati a ore. Per il calcolo del frazionamento, si applicano gli algoritmi forniti con i Messaggi n. 16866/2007 e n. 3114/2018, sia in caso di lavoro a tempo pieno sia in caso di lavoro part-time:

  •  Lavoro a tempo pieno: orario di lavoro medio settimanale, diviso per il numero medio dei giorni lavorativi settimanali. Il risultato si moltiplica per 12, ottenendo le ore mensili fruibili;
  •  Part-time (orizzontale, verticale o misto): orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time, diviso per il numero medio dei giorni, o turni, lavorativi settimanali previsti per il tempo pieno. Il risultato si moltiplica per 12.

Le modalità con cui vengono calcolati i giorni in più (18 giorni fra marzo e aprile per chi lavora a tempo pieno), in caso di lavoro part-time, il calcolo da fare è:

  • Orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part-time, diviso per l’orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno. Il risultato si moltiplica per 12.

Il riproporzionamento non va effettuato in caso di part-time orizzontale.

A quanto ammonta la retribuzione?

L’ammontare dei permessi retribuiti L. n. 104/92 presi a giorni, e ad ore, è calcolata in base alla retribuzione effettivamente percepita.

Durante la corresponsione dei permessi, il soggetto che ne usufruisce ha diritto alla corresponsione dell’assegno familiare.

Come richiedere l’estensione dei permessi?

L’estensione dei permessi retribuiti deve essere richiesta, con modalità diverse a seconda che, il lavoratore abbia o meno un provvedimento di autorizzazione:

  • Il lavoratore che ha già un provvedimento di autorizzazione ai permessi, con validità comprensiva dei mesi di marzo e aprile, non deve presentare una nuova domanda. Può fruire delle 18 giornate accordandosi con il datore di lavoro, i quali invieranno poi una comunicazione all’INPS;
  • Il lavoratore privo di provvedimento di autorizzazione in corso di validità deve presentare domanda secondo le modalità già in uso. Il provvedimento di autorizzazione che verrà emesso sarà considerato valido dal datore di lavoro ai fini della concessione del numero maggiorato di giorni;
  • Infine, i lavoratori dipendenti per i quali è previsto il pagamento diretto dell’indennità da parte dell’INPS (lavoratori agricoli e lavoratori dello spettacolo a tempo determinato), devono presentare una nuova domanda secondo le consuete modalità solo nel caso in cui non sia già stata presentata una istanza relativa ai mesi per cui è previsto l’incremento delle giornate fruibili.

Per richiedere i permessi della L. 104/92 la domanda, dovrà essere presentata all’INPS, tramite:

  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto – servizio di “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito”;
  • Patronati: attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • Contact Center Multicanale: attraverso il numero 803164 gratuito riservato all’utenza che chiama da telefono fisso e il numero 06164164 con tariffazione a carico dell’utenza chiamante abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari.

Dipendenti pubblici

dipendenti pubblici, non dovranno presentare la domanda all’INPS ma alla propria Amministrazione pubblica, secondo le indicazioni dalla stessa fornite.

12 COMMENTI

  1. Mi piacerebbe essere informato se esce una proroga per i permessi 104 ai lavoratori dipendenti privati. Vi ringrazio anticipatamente.

  2. Anche io sono interessata alla proroga dell art. 26 DL 28/2020 Cura Italia.
    Inoltre, vorrei chiedere se è cambiata la normativa riguardo alla pensione di vecchiaia per i dipendenti pubblici. Un dipendente privato con 20 anni di contributi e 55 anni di età donna può con una invalidità di 80% andare in pensione di vecchiaia. Non altri tipi di pensione, ma di vecchiaia. Non capisco perché al dipendente pubblico con gli stessi requisiti non è concessa la pensione di vecchiaia.

  3. Buongiorno, i 12 giorni sono pagati allo stesso modo dei 3 giorni mensili oppure di meno? Grazie

  4. i 12 giorni di estenzione della legge104 vengono pagati allo stesso modo degli altri giorni 104

    grazie.

  5. Se si usufruisce già dei 3 giorni di 104 e si fà unnpartime di 5 ore al giorno x avere l’aggiunta degli altri giorni bisogna fare una nuova doma da?

  6. Buongiorno, lavoro 5 giorni a settimana nel pubblico. Usufruisco del benefici della legge 104 per me stessa e ho scelto la modalità delle 2 ore di riposo giornaliere. Ora, devo rientrare in sede dopo un periodo di malattia, vorrei chiedere i giorni, dovendo smaltire anche 12 giornate di ferie 2019 entro giugno. Va conteggiato anche il sabato come giorno di permesso 104? Si può chiedere ferie e 104 senza rientrare in sede? Ho una patologia cronica autoimmune che mi espone al rischio covid. Ringrazio anticipatamente

  7. Nel nuovo decreto Conte nn sono previsti i giorni come è stato a maggio e giugno, nn è corretto anche noi con parenti, io ho la mamma allettata e invalida al 100×100, siamo in stato di emergenza di conseguenza ne abbiamo diritto, la cosa è vergognosa, esistono persone di serie a e di serie b cioe noi…. spero che qualcuno in parlamento lo faccia presente.

  8. Salve. Vorrei sapere se è stata prorogata oltre i mesi di marzo e aprile 2020
    l’estensione a 12 giorni per coloro i quali assistono persone diversamente abili.
    Grazie mille.

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