La legge 104 fa riferimento ad una norma per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Si tratta di una normativa che garantisce alcuni sostegni economici e supporti tramite diverse misure, sia per i soggetti stessi che per il Caregiver, ovvero per chi presta assistenza a queste persone.

La regola prevede anche alcuni particolari permessi di lavoro per tutti i soggetti che devono assistere un proprio familiare, che si tratti di soggetti in età avanzata o portatori di disabilità. La recente Legge di Bilancio 2022 ha confermato la sussistenza di permessi lavorativi per garantire l’assistenza a queste persone. La norma originaria e principale in materia di permessi lavorativi retribuiti è la Legge quadro sull’handicap (Legge 5 febbraio 1992, n. 104) che all’articolo 33 prevede agevolazioni lavorative per i familiari che assistono persone con handicap e per gli stessi lavoratori con disabilità e che consistono in tre giorni di permesso mensile o, in alcuni casi, in due ore di permesso giornaliero.

A erogare questi permessi è principalmente l’ente previdenziale INPS, tuttavia è necessario presentare delle richieste specifiche per poter accedere alle diverse misure messe a disposizione per i soggetti portatori di handicap. Vediamo in questo articolo in particolare come funzionano i permessi di lavoro con la legge 104.

Legge 104 e permessi retribuiti

Per l’anno in corso viene riconfermata la legge 104 con le stesse caratteristiche degli scorsi anni: è possibile che le forme di sostegno disponibili siano utilizzate sia da parte dei lavoratori disabili, sia dai caregivers che se ne occupano. Si tratta nel dettaglio di tre misure specifiche che vengono adottate per il lavoro tra questi soggetti:

  • Tre giorni di permesso in un mese, che si possono utilizzare anche in modo frazionato;
  • Due anni di congedo straordinario durante l’attività lavorativa: anche in questo caso si può richiedere in modalità frazionata;
  • Congedo parentale per figli disabili prolungato per la durata massima di tre anni.

Per quanto riguarda i permessi da lavoro, è possibile chiedere, per i lavoratori che assistono un figlio o un familiare che ha una situazione di disabilità, tre giorni al mese di permesso retribuito.

Come anticipato, a retribuire questi giorni di permesso è l’INPS, tuttavia il soggetto richiedente deve garantire la comunicazione preventiva al proprio datore di lavoro, e procedere con la richiesta all’ente previdenziale.

I permessi, quindi, si articolano in tre giorni al mese (frazionati anche ad ore). Le giornate o ore di permesso sono retribuite e sono coperte da contributi figurativi, accreditati dall’INPS. I contributi figurativi sono validi ai fini del pensionamento. Per poter fruire dei permessi il familiare che si assiste deve avere il verbale di legge 104 di handicap grave (ai sensi dell’art. 3 comma 3).

Inoltre, le condizioni per richiedere i permessi, variano a seconda se la richiesta sia effettuata per i genitori, i familiari o per gli stessi lavoratori con disabilità grave. Infine, ci sono molti aspetti applicativi che si differenziano a secondo delle situazioni. I tre giorni di permesso, se non goduti nel mese si perdono. Pertanto, non si possono recuperare successivamente, inoltre, in molti ambienti lavorativi è prevista la programmazione mensile per la fruizione dei permessi.

Questi permessi si possono richiedere sia per lavori di tipo full time, a tempo pieno, sia per lavori di tipo part-time. Anche se inizialmente era stato previsto un allargamento di questi permessi per il 2022, ad un totale di 12 giorni, questo non è stato confermato dalla Legge di Bilancio, per cui i giorni fruibili rimangono tre.

L’adesione a queste misure è possibile solamente per una prestazione effettiva di assistenza di un soggetto in favore della persona disabile per cui è riconosciuto il sostegno. Per questo motivo va ricordato che chi accede in modo improprio a questo tipo di agevolazione, può essere duramente sanzionato. 

Le principali novità del 2022 per quanto riguarda i permessi per legge 104 riguardano, invece, l’estensione dei gradi di parentela. Infatti, ne possono usufruire anche i conviventi. L’Inps ha chiarito che i permessi 104 e i congedi speciali, nel caso di unioni civili, possono essere richiesti anche in caso di parenti dell’altra parte dell’unione civile.

Al fine di evitare discriminazioni su due situazioni giuridiche comparabili (uniti civilmente e coniugi), deve essere riconosciuto il rapporto di affinità anche tra l’unito civilmente e i parenti dell’altra parte dell’unione. Pertanto, anche i lavoratori del settore privato uniti civilmente hanno diritto ai permessi 104, non solo per l’assistenza all’altra parte dell’unione, ma anche per l’assistenza a un parente.

Congedo straordinario

Un’altra possibilità è quella di richiedere il congedo straordinario per i lavoratori dipendenti coinvolti da situazioni di disabilità o per l’assistenza di soggetti disabili. Questa misura particolare è rivolta solamente ai lavori dipendenti, per cui viene esclusa la possibilità di richiederla da parte di lavoratori domestici, a domicilio, agricoli, autonomi e con contratti di lavoro part time verticali.

In particolare è possibile per i seguenti soggetti richiedere un periodo di assenza dal lavoro retribuito secondo i congedi straordinari in modo prioritario:

  • Coniuge convivente che si trova in una situazione di gravità;
  • Padre o madre di una persona disabile in una situazione di gravità in caso di decesso o presenza di patologie invalidanti del coniuge;
  • Per i figli conviventi della persona disabile in situazioni di gravità, se entrambi i genitori del disabile sono deceduti o affetti da patologia;
  • Fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazioni di gravità, se i genitori e i figli conviventi del disabile sono deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • Parenti o affini nella stessa situazione vista sopra, entro il terzo grado, conviventi con la persona disabile;
  • Uno dei figli che non è ancora convivente con la persona disabile si trova in una situazione di gravità, nel caso in cui parenti e affini siano deceduti o affetti da patologie gravi.

Il congedo straordinario garantisce un massimo di 2 anni di assenza retribuita dal lavoro. In particolare, per chi ha più di un familiare disabile a cui prestare assistenza non è previsto il raddoppio della misura, per cui è necessario che il congedo sia utilizzato per due anni per entrambi i soggetti disabili.

Tuttavia questa forma di congedo lavorativo si può utilizzare anche in parte, ovvero è possibile richiedere l’accesso in modo frazionato nel tempo. In ogni caso non è possibile richiedere la misura nel caso in cui siano previsti periodi di sospensione lavorativa.

Per quanto riguarda la retribuzione spettante durante questo periodo, si fa riferimento allo stipendio dell’ultimo mese di lavoro svolto, rispetto ad altri trattamenti integrativi. Per il 2022 è stabilito un importo complessivo annuo per calcolare l’indennità di 49.663,88 euro, per cui l’indennità massima giornaliera e di 102,30 euro.

Come chiedere il congedo straordinario

Per poter chiedere l’accesso a questa misura di congedo straordinario è necessario essere lavoratori dipendenti privati, ovvero non è possibile lavorare per il settore pubblico o svolgere un lavoro di tipo autonomo.

Non è possibile chiedere l’accesso alla misura se non è comprovata la disabilità grave della persona per cui si chiede il congedo, pertanto è necessario il riconoscimento del medico ASL e INPS. Tuttavia non è possibile richiedere questa forma di sostegno se il soggetto portatore di handicap si trova ricoverato a tempo pieno, ovvero per le 24 ore, presso ospedali o strutture pubbliche e private.

È possibile in questo caso chiedere il congedo straordinario solamente se avviene una interruzione del ricovero a tempo pieno del disabile, per effettuare particolari terapie e visite, oppure per soggetti con particolari situazioni di gravità, per cui è richiesta la presenza sul posto della persona che presta l’assistenza.

La certificazione della disabilità grave deve essere rilasciata entro 45 giorni dal momento in cui viene presentata la domanda, tuttavia è necessario presentare una richiesta specifica al portale INPS o tramite i contatti dell’ente previdenziale, comunicando tutte le informazioni su soggetto specifico e sul tipo di richiesta.

Congedi parentali per figli disabili

Per i figli disabili è possibile scegliere di usufruire del congedo parentale successivamente al dodicesimo anno di età, in caso di figli con disabilità. In caso di figli disabili è possibile quindi riproporzionare i permessi della Legge 104, utilizzandoli anche in maniera continuativa, oppure frazionata. I tre giorni del permesso mensile quindi possono essere utilizzati in diversi modi:

  • Per figli disabili fino a 3 anni di età è possibile accedere a tre giorni di permesso mensili oppure ad alcuni permessi orari giornalieri, oppure al prolungamento del congedo parentale;
  • Per figli oltre i 3 anni di età con disabilità, e fino ai 12 anni, è possibile scegliere in alternativa se usufruire dei tre giorni di permesso oppure del prolungamento del congedo parentale tradizionale;
  • Per i figli con più di 12 anni di età è possibile accedere ai tre giorni di permesso mensile della legge 104.

In sostanza è possibile in determinati casi scegliere di usufruire di permessi di 2 ore al giorno invece che utilizzare i tradizionali tre giorni al mese retribuiti.

13 COMMENTI

  1. Anche io sono interessata alla proroga dell art. 26 DL 28/2020 Cura Italia.
    Inoltre, vorrei chiedere se è cambiata la normativa riguardo alla pensione di vecchiaia per i dipendenti pubblici. Un dipendente privato con 20 anni di contributi e 55 anni di età donna può con una invalidità di 80% andare in pensione di vecchiaia. Non altri tipi di pensione, ma di vecchiaia. Non capisco perché al dipendente pubblico con gli stessi requisiti non è concessa la pensione di vecchiaia.

  2. Buongiorno, lavoro 5 giorni a settimana nel pubblico. Usufruisco del benefici della legge 104 per me stessa e ho scelto la modalità delle 2 ore di riposo giornaliere. Ora, devo rientrare in sede dopo un periodo di malattia, vorrei chiedere i giorni, dovendo smaltire anche 12 giornate di ferie 2019 entro giugno. Va conteggiato anche il sabato come giorno di permesso 104? Si può chiedere ferie e 104 senza rientrare in sede? Ho una patologia cronica autoimmune che mi espone al rischio covid. Ringrazio anticipatamente

  3. Nel nuovo decreto Conte nn sono previsti i giorni come è stato a maggio e giugno, nn è corretto anche noi con parenti, io ho la mamma allettata e invalida al 100×100, siamo in stato di emergenza di conseguenza ne abbiamo diritto, la cosa è vergognosa, esistono persone di serie a e di serie b cioe noi…. spero che qualcuno in parlamento lo faccia presente.

  4. Salve. Vorrei sapere se è stata prorogata oltre i mesi di marzo e aprile 2020
    l’estensione a 12 giorni per coloro i quali assistono persone diversamente abili.
    Grazie mille.

  5. Ciao buon giorno Federico sono Stefano. Vorrei sapere come vengono pagati i giorni di 104 visto che ne usufruisco di 3 al mese , da gennaio i 3 giorni mi venivano pagati per un importo di 239,37 . Da marzo fino ad ora e per un importo di 207,03. anche i 12 giorni di marzo e aprile + 12 giorni di maggio e giugno.
    La mia domanda e:
    ci sono state variazioni, i 3 giorni mensili di 104 e i 12 giorni in più del decreto rilancio + proroga usufruiti non vengono pagati come giornata lavorativa?. (di 8 ore a 100%)?.
    I giorni presi (come sabato e domenica) di 104 come vengono pagati, visto che io lavoro su 3 turni a ciclo continuo sia sabato e domenica, a una tariffa differente?
    La Ringrazio anticipatamente attendo VS notizie.

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