entrate tributarie
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Molte delle ultime misure prese in considerazione dal governo avevano l’obiettivo di rendere più trasparente il rapporto dei cittadini verso il fisco, anche tramite iniziative mirate come il cashback di stato o la lotteria degli scontrini.

Con queste iniziative, l’obiettivo è anche quello della limitazione del fenomeno dell’evasione fiscale, da tempo in Italia molto alta rispetto agli altri paesi europei. Parlando di entrate economiche dello stato relativamente al fisco, si registrano dati in crescita, in base a quelle che sono le ultime informazioni relative alle entrate tributarie del 2021, in aumento quest’anno rispetto all’anno precedente.

Le entrate tributarie dello Stato fanno riferimento a tutte le entrate economiche che derivano dalle imposte dirette e dalle imposte indirette, applicate sui redditi dei cittadini, oppure sulle proprietà, e così via. Vediamo in questo articolo quali sono state le entrate tributarie principali nel 2021, e quali sono i dati che riportano un aumento delle entrate erariali in riferimento ai primi mesi del 2021, con il confronto con l’anno precedente.

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Entrate tributarie: imposte dirette e indirette

Alla vigilia di quella che sarà la riforma fiscale applicata nel 2022, a seguito dell’ultima Legge di Bilancio, si può constatare come l’aumento delle entrate tributarie nel 2021 sia dovuto sia alle imposte dirette che alle imposte indirette. Per quanto riguarda le imposte dirette si può dire che sono quelle che vengono applicate direttamente sulla ricchezza o il patrimonio nel momento in cui si produce o viene accumulato dai cittadini.

Tra queste spiccano per esempio le imposte sui redditi, come quella sui redditi delle persone fisiche, l’IRPEF, oppure l’imposta sul reddito delle società (IRES) oppure l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

Al contrario, le imposte indirette sono quelle che vanno ad applicarsi indirettamente sulla ricchezza, e un esempio di questa tipologia di imposta è l’IVA, ovvero l’Imposta sul Valore Aggiunto che si applica nel momento in cui un prodotto viene acquistato o venduto.

Quando si parla di entrate tributarie totali si fa riferimento sia alle imposte dirette che a quelle indirette, che vengono ogni anno corrisposte dai cittadini allo stato. Nel momento in cui le imposte non vengono corrisposte secondo gli obblighi previsti, i cittadini possono incorrere in sanzioni di varia natura, e ricevere anche a casa delle cartelle esattoriali da saldare.

Il fenomeno dell’evasione fiscale risulta molto diffuso nell’ultimo periodo, e negli ultimi anni lo stato sta cercando di arginare la problematica introducendo misure specifiche. Dall’altro lato, la pressione fiscale elevata degli ultimi anni ha comportato per il governo la scelta di applicare una riforma che preveda tagli specifici sulle imposte.

Entrate tributarie in aumento nel 2021

Nel 2021 è stato registrato un sostanziale aumento nelle entrate tributarie allo stato rispetto all’anno precedente. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze spiega in un comunicato stampa recente che nei primi mesi del 2021, da gennaio a settembre, l’incremento ha raggiunto anche il 12,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020:

“Nel periodo gennaio-settembre 2021 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 340.865 milioni di euro, segnando un incremento di 37.367 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020 (+12,3%).”

Si tratta di un dato interessante che mette a confronto due anni che sono stati profondamente segnati dall’emergenza sanitaria e dai diversi periodi di lockdown, per cui in determinati momenti sono state anche sospese alcune imposte per poter affrontare la pandemia.

L’aumento delle entrate tributarie deriva sia dalle imposte dirette, del 7,5% in più rispetto all’anno precedente, sia alle imposte indirette, che sono aumentate del 19%. Si tratta quindi sia di quelle somme derivate dalle imposte sui redditi, come l’IRPEF, sia da tassazione di tipo differente, come ad esempio l’IVA.

Entrate tributarie 2021: l’IRPEF

In Italia per il momento l’IRPEF è una delle principali imposte stabilite sul lavoro. Si tratta infatti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche che va a gravare su tutti i lavoratori dipendenti e autonomi italiani. Questa particolare Imposta prevede diverse aliquote, ovvero diverse percentuali di applicazione in base al reddito annuo complessivo del soggetto.

Attualmente questa imposta è quella maggiormente al centro delle attenzioni per quanto riguarda la riforma del fisco, per cui si sta ipotizzando di variare alcune percentuali per garantire una minore pressione fiscale a determinate fasce di popolazione, per supportare la ripresa economica. Tuttavia secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2021 si è registrato un gettito IRPEF di 145.391 milioni di euro con un aumento del 6,4% rispetto all’anno precedente.

Si tratta di entrate tributarie derivate principalmente dai redditi dei dipendenti nel settore privato, del settore pubblico e dai lavoratori con partita IVA. Per quanto riguarda invece l’autoliquidazione dell’imposta IRPEF la variazione è in negativo, del meno 6,4%:

“Positivo risulta anche l’andamento delle ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+1.337 milioni di euro, +2,3%) e di quelle dei lavoratori autonomi (+908 milioni di euro, +11,5%). I versamenti IRPEF da autoliquidazione hanno evidenziato ancora una variazione negativa di gettito pari a 2 milioni di euro.”

Dati altrettanto interessanti riguardano da vicino anche l’IRES, l’imposta che viene applicata sulle società.

Entrate tributarie 2021 e pressione fiscale

La Legge di Bilancio 2022 prevede diverse misure per i cittadini italiani, tra cui quelle destinate anche alla componente fiscale. In sostanza la nuova Legge di Bilancio stabilisce dei tagli per quanto riguarda le micro imposte presenti al momento in Italia, che vanno ad appesantire l’intero sistema fiscale.

Ma non solo, perché al centro della riforma vi sono anche la riduzione delle aliquote IRPEF per alcune fasce di reddito, e l’eliminazione o riduzione dell’IRES. Durante il 2021 sono state proposte diverse ipotesi per modificare l’IRPEF, a partire dalla riduzione dalle attuali 5 aliquote a tre aliquote, e al momento si sta discutendo sulle ipotesi di ridurle a quattro.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche potrebbe variare modificando i diversi scaglioni attualmente esistenti, che sono stabiliti in base al reddito annuale prodotto dal soggetto. Si tratta in sostanza di agevolare il ceto medio e di ridefinire le percentuali di imposta, percentuali che andrebbero a variare direttamente nelle buste paghe dei lavoratori. Attualmente si sta discutendo sulle varie ipotesi di modifica di questa particolare imposta, in previsione dell’arrivo dell’anno nuovo.

Secondo le disposizioni verrà modificato anche il bonus IRPEF, ovvero l’ex bonus Renzi che nel 2021 è passato da 80 a 100 euro. Questo bonus che interessa i lavoratori dipendenti potrebbe aumentare nuovamente fino alla cifra di 120 euro. Per tutte ipotesi bisognerà ancora attendere conferma per conoscere il futuro delle singole imposte.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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