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Elenchi Intrastat: guida ad utilizzo e invio

Disciplina regole e sistema sanzionatorio relativo alla presentazione degli elenchi Intrastat per gli operatori economici residenti.

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Gli elenchi Intrastat, sono stati introdotti dall’articolo 50, comma 6, del D.L. n. 331/1993 a seguito dell’abolizione delle barriere doganali all’interno della Comunità Europea.

Gli elenchi Intrastat rappresentano un insieme di procedure atte a consentire il monitoraggio da parte dell’Agenzia delle Dogane di tutte le operazioni commerciali di scambio intrattenute tra i soggetti  intracomunitari.

E’ obbligatorio presentare gli elenchi riepilogativi Intrastat con riferimento a cessioni e acquisti intracomunitari di beni. Nonché prestazioni di servizi per le quali l’assolvimento dell’Iva spetta al committente in applicazione della regola generale sulla territorialità (articolo 50, D.L. n. 331/93).

Tali elenchi sono l’INTRA 1 e l’INTRA 2, ciascuno dei quali contiene due distinte categorie di operazioni:

  • Le cessioni intracomunitarie di beni e i servizi resi (INTRA1);
  • Gli acquisti intracomunitari di beni e i servizi ricevuti (INTRA 2).

Vediamo, quindi, tutte le informazioni utili per la presentazione degli elenchi intrastat.

Soggetti obbligati alla presentazione degli elenchi intrastat

Sono tenuti a presentare gli elenchi Intrastat riepilogativi i soggetti passivi Iva (imprenditori, professionisti o imprese) che effettuano le seguenti operazioni:

  1. Cessioni e acquisti di beni intracomunitari;
  2. Prestazioni di servizi generiche (articolo 7-ter DPR n. 633/72):
    1. Rese da parte di soggetti passivi Iva stabiliti in Italia a soggetti passivi stabiliti in altri Stati UE;
    2. Ricevute da soggetti passivi Iva in Italia da parte di soggetti passivi stabiliti in altri Stati UE.

L’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat va adempiuto anche dagli enti non commerciali, ma soltanto ove si siano identificati ai fini Iva. Poiché hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni per un limite eccedente di €. 10.000 o hanno optato per l’applicazione dell’Iva nel territorio dello Stato.

L’obbligo di presentazione riguarda anche i contribuenti aderenti al “regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità” e ai soggetti che operano nel Regime Forfettario. Tuttavia, soltanto con riferimento agli acquisti intracomunitari e alle prestazioni ricevute da un soggetto passivo di un altro Stato UE.

Quali operazioni da rilevare negli elenchi Intrastat?

Negli elenchi Intrastat devono essere incluse le seguenti operazioni:

  1. Cessioni e gli acquisti intracomunitari;
  2. Le prestazioni rese da soggetti passivi Iva italiani a soggetti passivi comunitari, che in virtù del principio di territorialità (articolo 7-ter DPR n. 633/72) risultano tassabili nel paese del committente;
  3. Le prestazioni ricevute da soggetti passivi Iva stabiliti in Italia e tassabili in Italia in virtù del principio generale di territorialità.

Per quanto riguarda i servizi restano escluse le operazioni oggetto di specifiche deroghe come ad esempio le operazioni relative ad immobili, trasporti di persone, noleggi a breve termine di mezzi di trasporto, ristorazione e catering, servizi per l’accesso a manifestazioni culturali ecc.

Se un soggetto passivo Iva riceve una fattura contenente sia cessione di beni che prestazioni di servizi, tali operazioni effettuate vanno distintamente indicate e riportate separatamente, secondo la loro natura, negli elenchi Intrastat.

Operazioni da rilevare: cessioni di beni e servizi resi

Negli elenchi intrastat devono essere indicate le seguenti operazioni:

  • Le cessioni intracomunitarie di beni (modello INTRA-1 bis);
  • Le prestazioni di servizi generiche, di cui all’art. 7-ter del DPR n. 633/72, rese nei confronti di soggetti passivi stabiliti nella UE (modello INTRA-1 quater).

Deve essere evidenziato che la comunicazione negli elenchi intrastat riguarda le sole operazioni registrate (o comunque soggette a registrazione contabile) nel periodo di riferimento del modello (mensile o trimestrale). Questo è quanto previsto dal comma 1, dell’art. 5 del D.M. 22.02.2010.

Non rientrano tra le operazioni da comunicare, le seguenti:

  • Le prestazioni di servizi, che non rientrano nella definizione di cui all’art. 7-ter del DPR n. 633/72, effettuate nei confronti di soggetti passivi Iva. Mi riferisco alle operazioni di cui all’art. 7-quater e art. 7-quinquies del DPR n. 633/72;
  • Tutte le operazioni effettuate nei confronti di soggetti non titolari di posizioni Iva (cd “privati consumatori“);
  • Le operazioni (“extraterritoriali“) effettuate nei confronti di soggetti stabiliti al di fuori della UE. Non devono essere comunicate nemmeno le operazioni effettuate nei confronti di posizioni Iva nella UE (identificazione diretta o stabile organizzazione) di un soggetto stabilito al di fuori della UE. Sul punto vedasi la Circolare n. 36/E/2010 dell’Agenzia delle Entrate.

Modello Intrastat per le cessioni intracomunitarie di beni

I dati da indicare in corrispondenza di ciascuna riga di dettaglio sono suddivisi su 13 distinte colonne, nelle quali occorre specificare:

  1. Colonna 1, il numero progressivo della riga;
  2. Colonna 2, il codice ISO dello Stato membro ove è localizzato l’acquirente;
  3. In colonna 3, il codice di identificazione IVA dell’acquirente;
  4. Colonna 4, il valore in euro delle cessioni effettuate, quale rilevante ai fini IVA;
  5. Colonna 5, il codice corrispondente alla natura della transazione;
  6. In colonna 6, il codice (di 8 cifre) delle merci secondo la “nomenclatura combinata” della tariffa doganale in vigore nel periodo cui si riferisce l’elenco;
  7. Colonna 7, il peso in chilogrammi delle merci, al netto degli imballaggi;
  8. Colonna 8, la quantità della merce espressa nell’unità di misura supplementare (rispetto al peso in kg. di cui alla colonna 7) eventualmente prevista dalla nomenclatura combinata della tariffa doganale;
  9. In colonna 9, il valore in euro delle cessioni effettuate, quale rilevante ai fini statistici;
  10. Colonna 10, il codice che individua le condizioni alle quali sono stati consegnati i beni;
  11. Colonna 11, il codice che individua le modalità di trasporto utilizzate per l’uscita delle merci dall’Italia;
  12. In colonna 12, il codice ISO del Paese comunitario di destinazione delle merci;
  13. Colonna 13, la sigla automobilistica della Provincia italiana di origine/produzione delle merci (o della Provincia di spedizione, se quella di origine/produzione non è nota).

Per i soggetti passivi che presentano i modelli con periodicità trimestrale, le righe relative alle operazioni riepilogate solo ai fini fiscali devono essere compilate dalla colonna 1 alla colonna 4, salvo che si tratti di operazioni triangolari, nel qual caso le righe vanno compilate dalla colonna 1 alla colonna 5.

Modello Intrastat per prestazioni di servizi rese

L’art. 23 del D.Lgs. n. 175/2014 ha ridotto il contenuto informativo degli elenchi riepilogativi relativi ai servizi “generici” in modo da allinearlo all’art. 264 della Direttiva 2006/112/CE. Ne discende l’obbligo di comunicare i soli dati riguardanti:

  • Il numero di identificazione IVA della controparte (colonna 3);
  • L’ammontare delle operazioni in euro (colonna 4);
  • Il codice identificativo del tipo di prestazione resa (colonna 7);
  • Il Paese di pagamento (colonna 10).

Operazioni da rilevare: acquisti di beni e servizi ricevuti

Gli acquisti intracomunitari di beni (modello INTRA-2 bis) e le prestazioni di servizi generiche, di cui all’art. 7-ter del DPR n. 633/72, ricevute da soggetti passivi Iva residenti nella UE (modello INTRA 2 quater) sono rilevanti ai soli fini statistici.

Questa disposizione, valida a partire dal 2018, riguarda tutti i contribuenti. Sono tenuti, alla compilazione degli elenchi Intrastat ai soli fini statistici i soggetti passivi Iva che, in almeno uno dei quattro trimestri precedenti a quello di riferimento, hanno realizzato acquisti intracomunitari di beni o servizi in misura uguale o superiore a specifiche soglie individuate dal provvedimento n. 194409 del 25 settembre 2017 dell’Agenzia delle Entrate.

Semplificazioni per gli elenchi riepilogativi relativi agli acquisti di beni (Modello INTRA 2 bis)

I soggetti passivi Iva sono tenuti a presentare, ai soli fini statistici, gli elenchi riepilogativi degli acquisti intracomunitari di beni con riferimento a periodi mensili, qualora l’ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 200.000 euro.

Inoltre, in considerazione dell’interesse statistico dei dati, gli acquisti intracomunitari di beni sono riepilogati con riferimento al periodo in cui i beni medesimi arrivano nel territorio dello Stato, restando esclusi gli acquisti di beni che non entrano fisicamente in Italia.

Semplificazioni per gli elenchi riepilogativi relativi agli acquisti di servizi (Modello INTRA 2 quater)

I soggetti passivi Iva presentano, ai soli fini statistici, gli elenchi riepilogativi delle prestazioni di servizi di cui all’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, acquisite presso soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione Europea, con riferimento a periodi mensili, qualora l’ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 100.000 euro.

Le operazioni esenti o non imponibili Iva devono essere inserite negli elenchi Intrastat?

Un aspetto che molto spesso è frutto di errore riguarda la gestione delle operazioni esenti Iva, o delle operazioni non imponibili, per carenza del requisito di territorialità. E’ opportuno sapere, infatti, che non devono essere comunicate negli elenchi Intrastat le prestazioni per le quali non è dovuta Iva nello Stato del committente (vedasi il comma 4, dell’art. 5 del D.M. 22.02.2010).

Seguendo questa regola, se il committente è stabilito in Italia, non è dovuta la presentazione degli elenchi Intra in caso di prestazioni che sono (secondo la normativa nazionale):

  • Non imponibili;
  • Esenti.

Al contrario, nel caso il cui il committente sia stabilito in un altro Stato UE, il prestatore italiano è chiamato a verificare la prestazione in commento possa essere qualificata come esente o non imponibile Iva nello Stato del committente (verifica operativamente non sempre semplice da svolgere). Per l’ottenimento di questa verifica il prestatore deve chiedere ed ottenere dal committente UE una dichiarazione che attesti che l’operazione è qualificata nel suo Paese come esente o non imponibile.

Modalità e termini di presentazione

Gli elenchi Intrastat devono essere presentati esclusivamente con modalità telematica. La trasmissione deve avvenire attraverso i servizi ENTRATEL e FISCONLINE. La trasmissione può essere effettuata sia direttamente sia attraverso intermediari abilitati, o soggetti delegati.

Intr@web:
Per la presentazione dei modelli è possibile usufruire dell’applicazione Intr@web disponibile sul sito dell’Agenzia delle Dogane. L’applicazione permette la compilazione dei modelli ed il controllo degli stessi prima della trasmissione telematica. Questa applicazione è rivolta sia ai soggetti passivi Iva (obbligati), sia per gli intermediari (commercialisti, doganisti, etc) per la presentazione dei modelli per conto di altri soggetti mediante delega.

Termine di presentazione e cadenza mensile o trimestrale

Il termine di presentazione degli elenchi Intrastat è il 25 del mese successivo al periodo di riferimento:

  • La regola generale diviene quella della presentazione degli elenchi con cadenza mensile;
  • I singoli Stati possono prevedere la periodicità trimestrale, a condizione che l’ammontare delle operazioni intracomunitarie (cessioni di beni e prestazioni di servizi), non sia superiore, né per il trimestre di riferimento, né per ciascuno dei quattro trimestri precedenti a €. 50.000,00 .

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 2010 (§ 2) ha chiarito che:

  • Il superamento della soglia di €. 50.000,00 deve essere accertato, distintamente, per l’elenco delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese (modello INTRA-1) e per quello degli acquisti di beni e delle prestazioni di servizi ricevute (modello INTRA-2). È, quindi, possibile che la periodicità sia trimestrale per un elenco e mensile per l’altro;
  • All’interno di ciascun elenco, l’ammontare delle singole categorie di operazioni resta distinto ai fini della verifica del superamento della soglia. La periodicità resta, pertanto, trimestrale se, per esempio, le cessioni di beni sono pari a €. 30.000,00, mentre le prestazioni di servizi rese sono pari a €. 40.000,00;
  • Gli elenchi devono essere presentati mensilmente se, per una singola categoria di operazioni, è stata superata la soglia di €. 50.000,00.

Come indicato anche precedentemente, i modelli relativi agli acquisti di beni o servizi ricevuti devono essere presentati soltanto dai soggetti passivi Iva che in almeno uno dei quattro trimestri precedenti:

  • Hanno realizzato acquisti intracomunitari di beni per un ammontare pari o superiore a 200.000 euro, su base trimestrale;
  • Hanno ricevuto prestazioni di servizi da soggetti UE per un ammontare pari o superiore a 100.000 euro, su base trimestrale.

Esempio di sforamento soglia periodicità degli elenchi Intrastat

Se, per esempio, nel trimestre gennaio-marzo è stata superata la soglia di €. 50.000,00 solo rispetto alle cessioni di beni, i modelli INTRA-1 devono essere presentati con periodicità mensile, mentre i modelli INTRA-2 mantengono la periodicità trimestrale.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 36/E del 2010 (Parte II, § 5 e 6) ha, inoltre, chiarito che:

  • In base all’articolo 2, comma 1, lettera a) del D.M. 22.2.2010, se la soglia di €. 50.000,00 è stata superata anche in uno solo dei quattro trimestri dell’anno precedente, la periodicità mensile deve essere osservata per almeno quattro trimestri consecutivi. Di conseguenza, per ritornare a presentare trimestralmente gli elenchi, è necessario che la soglia di €. 50.000,00 non sia stata superata per almeno quattro trimestri consecutivi;
  • I modelli non devono essere presentati in assenza di operazioni attive e passive nel mese o trimestre di riferimento.

La gestione del cambio di periodicità

In caso di presentazione con periodicità trimestrale, se il soggetto passivo supera, nel corso di un trimestre, la soglia di €. 50.000,00, è obbligato a presentare gli elenchi con periodicità mensile dal mese successivo. In tal caso, per i mesi già trascorsi, è prevista la presentazione degli elenchi appositamente “contrassegnati“. Sul punto, la Circolare n. 14/E/2010 (§ 2) ha chiarito che:

  • L’obbligo di presentazione mensile decorre in relazione mese successivo a quello in cui la soglia viene superata;
  • Gli elenchi relativi ai mesi del trimestre già trascorsi devono essere presentati contestualmente alla presentazione del primo elenco mensile.

 In caso, quindi, di superamento della soglia di €. 50.000,00 (Circolare 36/E/2010, Parte II, § 1):

  • Nel primo mese del trimestre, occorre presentare il modello trimestrale entro il giorno 25 del mese successivo, contrassegnando nel frontespizio la casella “primo mese del trimestre“;
  • Nel secondo mese del trimestre, occorre presentare il modello trimestrale entro il giorno 25 del mese successivo, contrassegnando nel frontespizio la casella “primo e secondo mese del trimestre“;
  • Infine, nel terzo mese del trimestre, occorre presentare il modello trimestrale entro il giorno 25 del mese successivo, contrassegnando nel frontespizio la casella “trimestre completo“.

Esempio di cambio periodicità

Per esemplificare, il soggetto passivo con periodicità trimestrale che, nel primo trimestre 2020, ha superato nel mese di febbraio la soglia di €. 50.000,00 rispetto alle cessioni di beni, doveva presentare il modello INTRA-1 relativo ai mesi di gennaio e febbraio entro il 25.3.2020. Mentre entro il 26.4.2020 (in quanto il 25 aprile è festivo) doveva presentare il modello INTRA-1 per il mese di marzo.

Se, invece, la soglia fosse stata superata, per esempio, il 29.3.2020, entro il 26.4.2020 avrebbe dovuto essere presentato il modello INTRA-1 relativo ai mesi di gennaio, febbraio e marzo (Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 2010, § 2).

ELENCHI DELLE CESSIONI 
AmmontarePeriodicità di presentazione
Fino a 50.000,00 euro (ovvero, un importo superiore, che non può comunque eccedere 100.000,00 euro, se l’Italia si avvarrà della facoltà concessa in sede comunitaria)Trimestrale
Oltre 50.000,00 euro (ovvero, il maggior importo, non comunque superiore a 100.000,00 euro, se l’Italia si avvarrà della facoltà concessa in sede comunitaria)Mensile

Tabelle riepilogative: termini di presentazione

Soggetti con periodicità mensile

MeseScadenza
Gennaio25/02
Febbraio25/03
Marzo26/04
Aprile25/05
Maggio25/06
Giugno25/07
Luglio25/08
Agosto25/09
Settembre25/10
Ottobre25/11
Novembre25/12
Dicembre25/01

Soggetti con periodicità trimestrale

TrimestreScadenza
1° Trimestre25/04
2° Trimestre25/07
3° Trimestre25/10
4° Trimestre25/01

Rettifica di errori o omissioni negli elenchi Intrastat

Particolarmente frequenti sono le casistiche legate alla correzione di errori od omissioni negli elenchi Intrastati già presentati. Se ci si trova in queste fattispecie occorre rettificare gli elenchi Intrastat già inviati. Con dettaglio, occorre distinguere le seguenti diverse fattispecie operative:

  1. In caso di variazioni di cessioni o prestazioni già poste in essere e già indicate negli Intrastat, i documenti relativi (fatture integrative o note di accredito) vanno indicati negli Intrastat relativi al periodo nel corso del quale dette rettifiche sono state registrate;
  2. In caso di omissioni negli Intrastat relative a prestazioni di servizi, rese o ricevute, si deve compilare un’apposita dichiarazione, indicando come periodo di riferimento il mese o il trimestre in cui si è verificata tale omissione. Compilando la sezione 3 del modello;
  3. Infine, in tutti i rimanenti casi di errori relativi a prestazioni, compreso il caso di inclusione negli Intrastat di operazioni che non dovevano essere dichiarate, si deve compilare la sezione 4. Relativa alle rettifiche concernenti i servizi resi o ricevuti.

In caso di omissioni o inesattezze nella presentazione degli elenchi Intrastat da parte di società ed enti è prevista una sanzione che va da €. 516 ai €. 5.164 (articolo 11, D.Lgs. n.  322/89). La sanzione è ridotta alla metà in caso di presentazione nel termine di 30 giorni dalla richiesta inviata dall’ufficio.

Mentre, a seguito dell’omissione della presentazione degli elenchi, la loro regolarizzazione, non va intesa come violazione formale, si può effettuare attraverso il mezzo del ravvedimento operoso, entro il termine fissato per la presentazione della dichiarazione Iva annuale, e con il versamento di una sanzione pari a €. 64 (1/8 di €. 516 applicando il troncamento).

In particolare, la sanzione è fatta corrispondere con il modello F24 utilizzando il codice tributo 8911, indicando l’anno in cui la violazione si riferisce.

Elenchi Intrastat per il Regime Forfetario

Come anticipato anche i soggetti che operano in Regime Forfettario, ex Legge 190/14 e ss. mm. sono tenuti alla presentazione degli elenchi Intrastat. Tuttavia, in questo caso la presentazione riguarda:

  • Le prestazioni di servizi rese e ricevute nei confronti di soggetti passivi Iva stabiliti in un altro Paese della UE;
  • Gli acquisti intracomunitari di beni di cui all’art. 38 del D.L. n. 331/93. Questo, nell’ipotesi il soggetto in Regime Forfettario abbia effettuato nell’anno solare precedente, acquisti intracomunitari per un ammontare superiore alla soglia di € 10.000 (art. 38, comma 5, lett. c) del D.L. n. 331/93).

Sul punto vedasi la Circolare n. 10/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, la soglia di 10.000 euro deve essere coordinata con le soglie indicate dal provvedimento 194409 dell’Agenzia delle Entrate.

Il regime sanzionatorio legato agli elenchi Intrastat

L’omessa o errata presentazione degli elenchi Intrastat è soggetta all’applicazione di sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo occorre prestare la dovuta attenzione al momento dell’invio di tali modelli.

La sanzione amministrativa applicabile, è quella prevista dal comma 4, dell’art. 11 del D.Lgs. n. 471/97, la quale prevede:

L’applicazione di una sanzione amministrativa che va da un minimo di € 500 ad un massimo di € 1.000 per ciascun elenco Intrastat omesso o tardivo

Sul punto, invito alla lettura della Risoluzione n. 20/E/2005 dell’Agenzia delle Entrate.

Questa sanzione è soggetta alla riduzione alla metà (da € 250 a € 500) se il contribuente provvede all’invio del modello Intrastat entro i 30 giorni successivi alla richiesta inviata dagli uffici abilitati a ricevere l’elenco o incaricati del suo controllo. La richiesta di regolarizzazione in commento può essere inviata anche una volta scaduti i termini per il ravvedimento operoso.

La violazione, secondo un’interpretazione giurisprudenziale, non sarebbe sanzionabile, nella misura in cui non ostacoli l’attività di controllo. Tuttavia, occorre segnalare che, operativamente per l’Amministrazione finanziaria, dette sanzioni non sono mai formali, in quanto relative ad atti che, per definizione, sono soggetti a controllo.

Le violazioni statistiche negli Intrastat

Per le violazioni sui dati statistici, si rendono applicabili le sanzioni previste dal D.Lgs. n. 175/2014.

Tale disposizione prevede che sono passibili di sanzioni le imprese soggette al Programma statistico nazionale, individuate in un elenco pubblicato periodicamente dall’ISTAT, che abbiano realizzato acquisti o cessioni per un importo pari o superiore a € 750.000. Le sanzioni devono essere applicate una volta per ogni modello inesatto o incompleto. Il tutto, a prescindere dal numero di operazioni mancanti o inesatte ivi indicate.

Il ravvedimento operoso per gli elenchi Intrastat

Le sanzioni sopra indicate, relative alla tardiva od omessa presentazione dei modelli Intrastat possono essere regolarizzate autonomamente dal contribuente con lo strumento del ravvedimento operoso, di cui all’art. 13, comma 1, del D.Lgs. n. 472/97. La regolarizzazione della posizione del contribuente avviene esclusivamente seguendo una precisa procedura che prevede i seguenti passaggi:

  • La presentazione del modello Intrastat precedentemente omesso;
  • Il versamento delle sanzioni ridotte, secondo le regole del ravvedimento operoso, in relazione al tempo intercorso tra la commissione della violazione e la sua regolarizzazione;
  • L’effettuazione dell’operazione entro i termini di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno in cui la violazione è commessa o agli anni sucessivi.

Il termine iniziale per computare la riduzione da ravvedimento operoso coincide con il termine entro cui bisognava inviare l’elenco Intrastat, quindi con lo spirare del giorno 25 del mese o trimestre successivo al periodo di riferimento.

Il modello F24 con la sanzione intrastat

Nel modello F24, deve essere utilizzato il codice tributo generale “8911“. Deve essere indicato l’anno in cui è stata commessa la violazione.

Tabella riepilogativa sanzioni ridotte modelli Intrastat

Tempo di regolarizzazioneRiduzione sanzioneImporto della sanzione
Entro 90 giorni dalla violazione1/9 del minimo55,56 euro
Dal 91° giorno al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione1/8 del minimo62,50 euro
Entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione1/7 del minimo71,43 euro
Oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione1/6 del minimo83,34 euro

Esempio di calcolo della sanzione ridotta con ravvedimento operoso

Ipotizza un contribuente che non presenta l’elenco Intrastat relativo al primo mese del 2020 (gennaio), che doveva essere trasmesso entro il 25.02.2020.

Se si ravvede entro il 30.4.2021 (termine per la dichiarazione IVA relativa all’anno 2020), la sanzione è ridotta a 1/8 del minimo. L’importo numerico della sanzione da versare è pari a € 62,50 per ciascun elenco.

Modelli Intrastat ed esterometro: analogie e differenze

Una considerazione deve essere prestata anche in relazione ad analogie e differenze legate a modelli Intrastat ed esterometro. Si tratta di due adempimenti simili ma con ambito oggettivo diverso. Per questo motivo occorre prestare la dovuta attenzione a non commettere errori.

Da premettere che entrambe le comunicazioni non monitorano importazioni ed esportazioni: l’esterometro non prevede il monitoraggio di operazioni documentate da bolletta doganale. Mentre gli Intrastat comprendono solo le operazioni effettuate in ambito UE.

Per le prestazioni di servizi con controparti stabilite al di fuori dell’UE, invece, deve essere presentata la comunicazione esterometro. Questo:

  • Sia per gli acquisti effettuati, documentati mediante autofattura ex art. 17 comma 2 del DPR n. 633/72 (codice “N6”);
  • Sia per le prestazioni non soggette a IVA in assenza del requisito di territorialità ex art. 7-ter del DPR n. 633/72 (codice “N2”) sempreché non sia stata emessa fattura elettronica.

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