definizione agevolata per avviso bonario

Abbiamo parlato recentemente di avviso bonario, ovvero della comunicazione per cui l’Agenzia delle Entrate comunica al cittadino la sussistenza di problematiche relative al versamento delle imposte verso il fisco relative agli anni passati.

L’avviso bonario va ad indicare quali sono le imposte che il cittadino non ha versato, o quali sono le sanzioni nel caso di mancata o erronea dichiarazione dei redditi. Può accadere che il cittadino riceva un avviso bonario, che specifica quali sono gli importi non pagati relativi alle imposte, e ne chiede il saldo applicando una certa sanzione con interessi.

Arriva però la definizione agevolata, che permette ad alcuni di ridurre la somma da pagare nel caso in cui sussista l’errore relativo al mancato versamento delle imposte o a eventuali errori di compilazione della dichiarazione dei redditi negli anni trascorsi. Con la definizione agevolata è possibile non dover pagare le sanzioni collegate ai debiti con il fisco, e avvalersi della rateizzazione per il saldo.

Secondo la definizione agevolata infatti, il cittadino è esonerato dal pagamento della sanzione prevista sulle imposte non versate, tuttavia non è esonerato dal saldo delle stesse, e da eventuali interessi aggiuntivi da versare. Vediamo nel dettaglio cos’è la definizione agevolata nel caso di avviso bonario.


Avviso bonario Agenzia delle Entrate: come funziona

L’avviso bonario inviato dall’Agenzia delle Entrate è una comunicazione che può arrivare al cittadino in cui si rilevano eventuali errori o un’omissione del pagamento di alcune imposte. Tramite avviso bonario per esempio l’Agenzia delle Entrate comunica l’esistenza di problematiche dovute alle dichiarazioni degli anni trascorsi, o un’incongruenza rilevante.

Trattandosi solamente di un avviso, il cittadino può velocemente risolvere la situazione, controllando quali sono gli errori nelle dichiarazioni o gli importi relativi alle imposte non versati. Il cittadino può procedere in autonomia, attraverso il portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, oppure avvalersi di un intermediario.

La comunicazione che arriva con l’avviso bonario viene inviata direttamente tramite posta, e il cittadino ha 30 giorni di tempo per rispondere, anche se il tempo può essere esteso a 90 giorni con sanzione aggiuntiva. Nel caso in cui non venga saldato il debito, verrà istituita una cartella di pagamento.

Per poter saldare il debito, si può utilizzare il ravvedimento operoso, un’operazione che consente di risolvere la situazione e pagare il debito con il fisco, con l’aggiunta di eventuali sanzioni e interessi. Con le ultime disposizioni sulla definizione agevolata però, è possibile per alcuni cittadini non dover procedere al pagamento delle sanzioni.

Definizione agevolata: in cosa consiste

Le cartelle di pagamento hanno subito numerosi stop alla riscossione dal 2020, a causa delle misure prese per l’emergenza sanitaria. Per saldare i debiti nei confronti del fisco, è possibile procedere in diverse situazioni al pagamento rateizzato, o è possibile che avvenga il lo stralcio in determinati casi.

Il 31 agosto è il termine ultimo, secondo le recenti modifiche introdotte dal Decreto Sostegni bis, per la sospensione delle attività legate alla riscossione. Per la definizione agevolata è introdotta la possibilità di essere esonerati dal pagamento delle sanzioni, come spiega l’Agenzia delle Entrate:

“L’articolo 3 del Decreto Legge n. 119/2018 ha introdotto la Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione (cosiddetta “Rottamazione-ter”), in favore di tutti coloro che hanno uno o più debiti con Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.”

Con la definizione agevolata è possibile saldare i debiti anche quando vengono iscritti a ruolo, senza incorrere nel saldo delle sanzioni, relativamente agli anni che vanno dal 2000 al 2017. Si parla in questo caso anche di rottamazione-ter, e di rateizzazione del pagamento.

Cambiano le scadenze per la definizione agevolata

In termini di scadenze, grazie alle nuove misure, sono cambiati i termini entro cui è possibile provvedere al pagamento delle rate che erano in scadenza nel 2020. In questo caso non si perde la definizione agevolata se il pagamento avviene secondo queste date:

  • 31 luglio 2021: nel caso di rata in scadenza al 28 febbraio 2020;
  • 31 agosto 2021: nel caso di rata in scadenza al 31 maggio 2020;
  • 30 settembre 2021: nel caso di rata in scadenza al 31 luglio 2020;
  • 31 ottobre 2021: nel caso di rata in scadenza al 30 novembre 2020;

Per le rate in scadenza nel 2021, è esteso il limite del pagamento al 30 novembre 2021. Tuttavia grazie alle nuove misure, sono disponibili alcune agevolazioni per le nuove richieste di rateizzazione, secondo quanto comunicato dall’Agenzia delle Entrate recentemente:

“Per le richieste di rateizzazione presentate a decorrere dal 30 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il “Decreto Ristori” prevede che la temporanea situazione di obiettiva difficoltà deve essere documentata, ai fini della relativa concessione, solo nel caso in cui il debito complessivo oggetto di rateizzazione sia di importo superiore a 100 mila euro, in deroga alla soglia di 60 mila euro prevista dall’art. 19, comma 1 ultimo periodo, del DPR n. 602/1973.”

Cartelle esattoriali: cosa sta accadendo

Le cartelle esattoriali contengono tutti i debiti che il cittadino ha nei confronti del fisco, che non sono stati saldati, e risultano ancora non pagati. Sulle cartelle esattoriali si è discusso molto in questi mesi, soprattutto perché al momento sono tantissime le cartelle non saldate, soprattutto contenenti cifre di basso importo.

Le cartelle esattoriali contengono debiti derivati da diverse somme non pagate: imposte non versate, tasse non saldate, multe stradali non pagate, dichiarazioni dei redditi erronee. La definizione agevolata ha permesso a moltissimi cittadini di rateizzare il pagamento dei debiti, esonerandoli dalle sanzioni.

Su questo punto però, potrebbe presto arrivare una misura diversa. Al momento, perdono la possibilità di continuare a pagare in modo rateizzato, i cittadini che non pagano 5 rate, anche non consecutive. Questo numero potrebbe presto essere portato a 10, però la misura diventerebbe più rigida: il cittadino in questo caso non potrebbe più in nessun modo richiedere la rateizzazione anche successivamente.

Il problema delle cartelle esattoriali non pagate è una delle questioni centrali relative al fisco in Italia, perché di fatto comporta un numero sempre crescente di cartelle esattoriali che non vengono saldate, e in molti casi si tratta di evasione fiscale.


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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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