Il Decreto Sostegno è stato ufficializzato dalla diretta del Presidente del Consiglio Mario Draghi, e la bozza del decreto è stata largamente confermata, con qualche modifica. Il Premier Draghi ha comunicato, al termine dei lavori di revisione delle bozze, quali sono le misure messe in atto dal decreto a tutela della ripresa economica.

Draghi ha sottolineato l’importanza dei ristori in un momento così delicato, date anche le ultime notizie che vedono una diffusione della pandemia che non si arresta. Il debito pubblico non è un fattore importante, ha successivamente aggiunto, perché la priorità va alle imprese.

Ed è verso le imprese che è destinata la maggior parte dei fondi previsti. 32 miliardi di euro, secondo l’ultimo scostamento di bilancio, per la ripresa del paese. Sono coinvolte partite iva e attività commerciali, settori più colpiti come il turismo e lo sport. Ma anche il comparto agricolo, che durante la pandemia non si è mai fermato.

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Le misure del Decreto Sostegno in aiuto ai lavoratori

Mario Draghi ha comunicato che il condono fiscale, ovvero la pace fiscale di cui avevamo già ipotizzato lo sviluppo, è un tassello importante delle misure volte alla ripresa. Ha poi aggiunto che, anche dal punto di vista della gestione, le cartelle esattoriali sono una problematica che andrà poi corretta nuovamente in futuro.

Ha poi aggiunto che, per ulteriori modifiche allo scostamento di bilancio, sarà necessario prima vedere come procederà la situazione pandemica, la distribuzione dei vaccini e l’economia in generale. Nel frattempo è stata ulteriormente confermata la cassa integrazione, e un nuovo blocco ai licenziamenti che dovrebbe aiutare gli italiani a dormire sonni tranquilli.

Durante la diretta è intervenuto anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Orlando. Ha dichiarato che i ristori andranno ai lavoratori stagionali, al turismo e allo sport, con bonus che variano da 1200 a 3600 euro. Aggiunge poi che anche il reddito di emergenza e di cittadinanza verranno rafforzati:

“Previste ulteriori tre mensilità sul reddito d’emergenza e viene rifinanziato il reddito di cittadinanza, non perché siano cambiate le norme ma semplicemente perché purtroppo il numero di quelli che hanno i requisiti è cresciuto.”

Nonostante l’obiettivo sia quello di ricominciare partendo dai lavoratori e dalle imprese, queste due forme di sostegno al reddito sono considerate necessarie a far fronte all’aumento dei disoccupati e alla precarietà del lavoro.

Decreto Sostegno: le misure per le imprese

Per aiutare i cittadini italiani, i lavoratori e le imprese, il Decreto Sostegno prevede fondi specifici per i diversi settori. Dei 32 miliardi a fondo perduto previsti dallo scostamento di bilancio, i tre quarti è destinato alle imprese.

L’abbandono dei codici ATECO come discriminanti per il ricevimento dei ristori è fondamentale per le aziende. In questo modo si estendono i bonus anche ad aree che fino ad ora erano state escluse, come il comparto agricolo. I ristori arriveranno nel mese di aprile, per una cifra pari a 11 miliardi.

Le imprese coinvolte sono quelle che hanno assistito ad una perdita di fatturato consistente dal 2019 al 2020. Le domande potranno essere presentate dai titolari direttamente all’Agenzia delle Entrate, e in base al fatturato effettivo verranno erogati i ristori:

  • Fatturati fino a 100 mila euro riceveranno il 60% di ristoro sulla differenza di fatturato;
  • Fatturati tra 100 mila e 400 mila euro riceveranno il 50% di ristoro sulla differenza di fatturato;
  • Fatturati tra 400 mila euro fino a 1 milione di euro riceveranno il 40% di ristoro sulla differenza di fatturato;
  • Fatturati tra 1 milione e 5 milioni di euro riceveranno il 30% di ristori sulla differenza di fatturato;
  • Fatturati tra 5 milioni e 10 milioni di euro riceveranno il 20% di ristoro sulla differenza di fatturato.

Decreto Sostegno: fondi erogati per specifici settori

Dei 32 miliardi previsti dallo scostamento di bilancio, le cifre che riguardano i fondi sono specifiche per i settori più colpiti, così divise dal governo Draghi:

  • 450 milioni per il comparto agricolo;
  • 700 milioni per le attività di montagna colpite dagli stop (impianti da sci, attività commerciali e turistiche della montagna);
  • 900 milioni per i lavoratori stagionali e le partite iva, lavoratori autonomi, al turismo e ai centri termali;
  • 100 milioni per i lavoratori delle attività fieristiche;
  • 200 milioni per le imprese ristorative dei centri storici.

Per l’agricoltura, nella bozza del Decreto Sostegno, erano previsti inizialmente 150 milioni. Sono stati aggiunti fondi fino a 450 milioni, perché si è ritenuto uno dei settori fondamentali per l’economia italiana. Anche se non ha subito le perdite economiche in egual misura rispetto ad altre aree economiche, ha comunque visto scendere il fatturato.

Decreto Sostegno: le 5 linee di intervento

Oltre alle misure previste per partite iva e imprese, il Decreto Sostegno continua a sostenere il reddito degli italiani in difficoltà economica. A partire dai disoccupati, a cui saranno ancora accessibili le indennità di disoccupazione già utilizzate in passato come la NASPI.

Il governo Draghi ha individuato 5 linee di intervento relative ai sostegni:

  • Imprese: i contributi a fondo perduto arriveranno anche a 3500 euro per 3 milioni di persone;
  • Contrasto alla povertà: il Ministro Orlando ha parlato di 8 miliardi di euro per contrastare la povertà;
  • Salute e sicurezza: 5 miliardi sono destinati all’acquisto e al trasporto dei vaccini;
  • Fondo produzione vaccini: verranno coinvolti i medici di base per la distribuzione;
  • Fondi particolari stanziati per enti decentrati e trasporto pubblico;
  • Altri fondi andranno a istruzione, cultura e enti di polizia.

Come anticipato dalla bozza del Decreto Sostegno, rimane attivo il blocco licenziamenti fino a ottobre. Il termine sarà a giugno nel caso in cui l’azienda attinga alla cassa integrazione. Sono inoltre aggiunti sostegni a livello di agevolazioni fiscali per lavoratori fragili.

Per quanto riguarda la NASPI, verrà erogata anche in assenza della clausola che implica le 30 giornate lavorative consecutive. Questo provvedimento sostiene i disoccupati che sono rimasti fermi per mesi. Sono aggiunte ulteriormente alcune contribuzioni del REM (reddito di emergenza) fino a tre mensilità.

Non solo aiuti alle imprese e alle partite iva. Il Decreto Sostegno in questo modo vuole dare un contributo anche alle famiglie e ai lavoratori italiani.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura e ne ho fatto un lavoro. Autrice indipendente. Ho collaborato con agenzie web e svolto diverse attività di volontariato: durante gli anni di studio rappresentavo un’associazione studentesca impegnata ad organizzare eventi culturali nel mondo della comunicazione. Nel 2019 ho viaggiato all’estero, partecipando come volontaria ai lavori per il Global Platform for Disaster Risk Reduction presso l’ONU di Ginevra (Svizzera)."

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