Home Fisco Nazionale Decreto sostegni bis: varato il provvedimento

Decreto sostegni bis: varato il provvedimento

1

Decreto sostegni Bis: finalmente varato dal Governo il provvedimento, oggetto di lunga e accesa discussione in seno al Consiglio dei Ministri. Vediamo le misure rinnovate e le novità che ci attendono.

Ormai è stato varata la misura da oltre 40 miliardi volta a sostenere l’economia in questo lungo periodo di crisi, a causa dell’emergenza pandemica. L’attesa, ormai piuttosto prolungata, è, quindi, giunta al termine. Il dibattito politico è stato piuttosto acceso intorno ad alcune delle misure più significative e molte che fino ad oggi sono state adottate dai precedenti decreti.

L’avvio di una fase discendente della pandemia ha posto non pochi interrogativi su quelli che dovrebbero essere le misure più idonee a favorire la ripresa economica.

Vediamo allora quali sono i punti esaminati dal presente provvedimento.

Decreto sostegni bis: varato il provvedimento

Le principali linee del decreto Sostegni Bis

Il Decreto sostegni Bis, che introduce misure di sostegno per 40 miliardi di euro, è ormai stato varato dal Governo. Il provvedimento prevede nuove e vecchie misure che dovranno fornire un supporto alle imprese e alle famiglie. In particolare con la nuova misura l’esecutivo di Mario Draghi si è proposto di fornire aiuti concreti ai lavoratori in difficoltà e iniziare ad individuare le misure che ci condurranno ad una sicura ripresa economia.

Le linee seguite dal Governo con il presente Decreto Sostegni bis sono:

  • sostegno alle imprese, all’economia e abbattimento dei costi fissi;
  • accesso al credito e liquidità delle imprese;
  • tutela della salute;
  • lavoro e politiche sociali;
  • sostegno agli enti territoriali;
  • giovani, scuola e ricerca;
  • misure di carattere settoriale.

Come potrai constatare da questi dati preliminari, non solo bonus e aiuti sono stati al centro del dibattito per questa misura. Si è, invece, cercato di individuare i settori di necessario intervento, che non possono attendere gli ulteriormente.

Le dichiarazioni

L’introduzione del Decreto sostegni bis è stata preceduta da una serie di dichiarazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Queste ultime, invero, sembrano propizie per una ripresa, non solo economica, ma anche e soprattutto sanitaria. Afferma il Premier:

“Se la situazione pandemica continua a migliorare come vediamo attualmente, mi auguro che non ci sarà bisogno di decreti di questo tipo nel corso di quest’anno”.

Ad avviso di Mario Draghi, infatti, il miglior sostegno che si può offrire a famiglie ed imprese sono le riaperture.

Inoltre, lo stesso in prima persona ha cercato di individuare quello che è l’obiettivo principale dell’esecutivo, che già da questo provvedimento si intende perseguire. Come è stato sottolineato in alcune dichiarazioni, si intende con lo strumento in questione si è cercato di porre l’attenzione sui giovani:

“Per i giovani c’è un’ampia parte del decreto, in particolare la possibilità di comprare una casa: imposta di registro e mutuo sono state cancellate e questo vale per tutti i giovani, per i meno abbienti, con Isee credo fino a 40mila euro, c’è anche la garanzia dello stato sull’80%” del mutuo”.

Le principali misure del Decreto Sostegni bis

Come poc’anzi accennato, il Decreto Sostegni bis si è proposto di intervenire in molteplici settori del diritto. In particolare si è inteso porre l’accento su alcune questioni inerenti la ripresa economica, ma anche volte a potenziare il settore sanitario.

Per quanto attiene, invece, ai i bonus e le agevolazioni sono state introdotte in via ufficiale anche le indennità INPS per gli stagionali, così come il reddito di emergenza.

In favore delle imprese viene poi nuovamente previsto il bonus affitti del 60 per cento, accanto alla conferma del bonus per la sanificazione e l’acquisto di DPI, che scende al 30 per cento.

Contributi a fondo perduto

Ben 11 dei 40 miliardi stanziati sono stati destinati ad indennità a fondo perduto, di cui in parte devoluti per l’indennità ai titolari di partite IVA, con ricavi o compensi fino a 10 milioni di euro nel 2019 e che nel periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 hanno subito una riduzione del fatturato i pari almeno al 30 per cento rispetto al periodo 1° aprile 2019-31 marzo 2020.

Per quanto riguarda l’entità dell’erogazione il decreto Sostegni bis ripropone per tale categoria di contribuenti il meccanismo per scaglioni di ricavi e compensi, con percentuali che vanno dal 60 al 20 per cento.

Settore sanitario

Una delle novità importanti del Decreto Sostegni Bis è la previsione dello stanziamento 2,8 miliardi di euro per continuare a sostenere e rafforzare il sistema sanitario e la risposta alla pandemia. L’obiettivo che si intende perseguire è quello di interventi per ridurre le liste di attesa:

  •  per l’accesso alle prestazioni sanitarie
  • per l’erogazione di prestazioni specialistiche per il monitoraggio, la prevenzione e la diagnosi di eventuali complicanze da Covid.

Buoni spesa

Tra le altre misure che sono state disposte dal governo ricordiamo, inoltre, quella dei buoni spesa. Nel dettaglio, è prevista l’assegnazione di 500 milioni di euro per il 2021 da utilizzare per l’erogazione di buoni spesa e misure di sostegno per il pagamento di canoni d’affitto e utenze domestiche.

Interventi fiscali

Il decreto sostegni bis non prevede esclusivamente dei bonus o incentivi. A tal proposito ricordiamo che il legislatore intende anche introdurre alcune specifiche esenzioni fiscali:

Sul punto, saranno presumibilmente esonerati i pagamenti da:

  • Agevolazioni TARI;
  • Agevolazioni per le bollette di gas e luce;
  • esonero canone Rai;
  • Agevolazioni per le start up;
  • Esenzione dal canone patrimoniale.

1 COMMENTO

  1. Giovani: agevolazione per l’acquisto prima casa. Sono molti i giovani che vivono ancora con i genitori, mi domando quindi che senso abbia la presentazione dell’Isee? I redditi e il patrimonio di tutto il nucleo familiare convivente non dovrebbero determinare l’accesso all’agevolazione perché di fatto non concorrono all’acquisto della casa! E come funziona se in una coppia entrambi i giovani, per ovvie ragioni, vivono ancora con i rispettivi genitori? Si somma l’Isee di due distinti nuclei familiari per il solo fatto che esiste una relazione affettiva tra due individui? E se uno può accedere all’agevolazione e l’altro no, cosa succede? Non si tratta di una casistica singolare, ma molto comune. I redditi da considerare dovrebbero essere quelli del nuovo nucleo familiare che si verrebbe a creare proprio con l’acquisto di una casa, non di certo di quello esistente (ancora per poco) con genitori e fratelli/sorelle! Con questo criterio moltissimi giovani saranno tagliati fuori

Lascia una Risposta

Scrivi il tuo commento
Inserisci il tuo nome