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Decreto Ristori Ter: quali sono le novità?

Nuovi fondi per i ristori alle imprese contenuti nel Decreto Risori ter.

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Approvato nella notte del 20 novembre, il nuovo Decreto Ristori Ter ha incrementato di 1,45 miliardi di euro il fondo di dotazione a supporto delle attività economiche, per le perdite subite a causa dell’emergenza Covid-19.

Durante un vertice notturno, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Decreto Ristori Ter, per lo stanziamento di ulteriori risorse, con l’intento di far fronte alle limitazioni imposte alle attività economiche, a seguito della predisposizione delle recenti misure di contenimento. Sostanzialmente, l’aumento delle regioni in zona “arancione” e “rossa” ha comportato per il Governo la necessità di stanziare ulteriori risorse economiche rispetto a quelle già messe in campo fino a questo momento. Non si tratta, quindi, di nuovi “ristori”, ma soltanto di un aumento dei fondi utili per i provvedimenti di aiuto già attivi.

Le risorse stanziate, non solo confluiranno nel fondo già introdotto con il Ristori bis, ma andranno a costituire un nuovo fondo di dotazione da 400 milioni di euro destinato ai Comuni.

Veniamo, allora, all’individuazioni delle più rilevanti novità introdotte con il Decreto Ristori Ter.

Le principali novità del Decreto Ristori Ter

Le principali novità introdotte tramite il Decreto Ristori Ter attengono all’aumento di capitale messo a disposizione, per far fronte alle esigenze dettate dalla crisi sanitaria. In particolare è stato previsto:

  • Incremento di 1,45 miliardi di euro del fondo, già istituito con il Decreto Ristori Bis, allo scopo di sostenere le imprese ed attività economiche delle aree ad alto e medio rischio;
  • Costituzione di un fondo da 400 milioni di euro da devolvere ai Comuni. Questo assolve allo scopo di promuovere l’introduzione di misure di sostegno alimentare alla popolazione locale;
  • Incremento di 100 milioni di euro del fondo destinato all’acquisto e distribuzione di farmaci per la cura dei pazienti affetti da Covid-19;
  • Estensione dei sussidi economici ad ulteriori attività imprenditoriali, quali le attività di commercio al dettaglio di calzature, prima escluse dall’accesso al contributo a fondo perduto;
  • Aumento del contributo, secondo le misure percentuali stabilite in considerazione dei rispettivi codici Ateco. Per determinate attività (attività di gelaterie e pasticcerie, anche ambulanti codici Ateco 561030 e 561041; bar e altri esercizi simili senza cucina codice Ateco 563000; alberghi codice Ateco 551000).nelle aree “arancioni” e “rosse“, l’aumento è equivalente al 50%.

Modalità di richiesta contributi a fondo perduto

Nella stessa giornata di venerdì 20 novembre, al fine di completare la disciplina de Decreto Ristori ter, l’Agenzia delle entrate ha, inoltre, introdotto un provvedimento tramite il quale ha chiarito le modalità di accesso ai contributi, già previsti dai precedenti Decreti Ristori (provvedimento n. 358844/2020 del 20.11.2020). In particolare, l’atto in questione ha previsto un meccanismo fortemente semplificato, al fine di prevenire eventuali ingorghi di sistemi, verificatesi in precedenza. Coloro i quali hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto, potranno accedere ad un immediato rinnovo automatico. Quindi agli stessi verrà accreditato il sussidio, senza che siano chiamati ad alcun adempimento burocratico. Mentre per quanto riguarda coloro che per la prima volta facciano richiesta del contributo, sono tenuti a presentare domanda telematica, secondo le modalità già previste nei due decreti anteriori. Le nuove istanze possono essere inoltrate all’Agenzia delle entrate a partire dal 20 novembre 2020 ed entro il 15 gennaio 2021.

Beneficiari e requisiti

Il Decreto Ristori ter ha, quindi, reiterato il contributo a fondo perduto, estendendolo anche ad alcune categorie di impresa. I soggetti che possono accedere sono espressamente elencati negli Allegato 1 del Decreto Ristori e Allegato 2 del Decreto Ristori bis. In particolare, coloro i quali hanno i codici Ateco richiamati nell’allegato 2, devono avere il domicilio fiscale o la sede operativa della loro attività economica nell’area di rischio qualificata come “zona rossa”. A differenza di quanto accaduto con il precedente contributo, non è previsto il tetto massimo di ricavi o compensi annui per accedere al sussidio.

Non rientrano, invece, tra i soggetti tenuti a beneficiare del contributo:

  • Se è cessata alla data di presentazione dell’istanza;
  • Se hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre 2020.

In attesa del decreto ristori quater

Appena approvato il decreto ristori ter e già siamo in attesa della versione “quater“, prevista in pubblicazione per dicembre. Questo nuovo decreto dovrebbe contenere le proroghe ad aprile 2021 degli acconti delle imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP, Cedolare Secca, addizionali, ed imposte sostitutive) in scadenza il prossimo 30 novembre. Non vi sono ancora, tuttavia, riscontri ufficiali in merito. Inoltre, dovrebbe essere rinviato il termine di pagamento del 10 dicembre relativo alla rottamazione ter e il saldo e stralcio.

Per quanto riguarda il fronte contributivo è previsto lo slittamento dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali in scadenza a dicembre, prevedendo una proroga dei termini di versamento dell’acconto Iva.

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