Il Decreto Cura Italia ha introdotto due nuove agevolazioni per le imprese che attuano interventi per la prevenzione dal rischio di contagio da Coronavirus. In particolare, è previsto un credito d’imposta per sanificare gli ambienti e gli strumenti di lavoro.

Il Decreto Cura Italia, pubblicato nella G.U. n. 70 del 17 marzo 2020, ha disposto tra tra le misure economiche volte a contrastare il propagarsi del Coronavirus un credito d’imposta per sanificare gli ambienti di lavoro.

L’emergenza sanitaria ed economica provocata dal Covid-19, obbliga i singoli cittadini a cambiare le proprie abitudini, limitando le azioni di libertà che tutti davano per scontate, e costringe le imprese a ridefinire le proprie priorità.

Le aziende che provvederanno alla sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro potranno usufruire del c.d. bonus sanificazione.

Il credito d’imposta per sanificare sarà erogato fino ad esaurimento della somma di 50 milioni di euro stanziati per l’anno 2020.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

credito d'imposta per sanificare

Credito d’imposta per sanificare gli ambienti di lavoro: il bonus sanificazione

Il bonus sanificazione è disciplinato dall’art. 64 del Decreto Cura Italia.

Il credito d’imposta per sanificare gli ambienti e gli strumenti di lavoro verrà riconosciuto nella dichiarazione dei redditi 2021, per un importo pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 20.000 euro agli esercenti attività d’impresa, arte o professione.

Il credito d’imposta sarà concesso a coloro che investiranno nella pulizia profonda dei luoghi in cui loro stessi e i propri dipendenti svolgono l’attività lavorativa, e di tutti gli strumenti presenti (come le scrivanie, sedie, tastiere, etc…).

Deve, inoltre, essere garantita la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tutti gli strumenti lavorativi come le scrivanie, sedie, tastiere, mouse, etc.. con adeguati detergenti.

La legge di conversione, che dovrà essere emanata entro il 16 aprile 2020 (30 giorni dopo l’entrate in vigore del decreto) stabilirà i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta per sanificare gli ambienti di lavoro, anche al fine di assicurare il rispetto del limite di spesa.

Chi può beneficiare del credito d’imposta per sanificare gli ambienti e gli strumenti di lavoro?

L’art. 64 del Decreto Cura Italia, prevede, limitatamente al periodo d’imposta 2020, il riconoscimento del credito d’imposta in commento per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione.

A quanto sembra, potranno beneficiare del credito d’imposta, quindi:

  • Le imprese, a prescindere dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore economico;
  • I professionisti.

Il credito d’imposta per sanificare gli ambienti e gli strumenti di lavoro è legato al protocollo del 14 marzo 2020, che ha previsto specifiche disposizioni sulla sanificazione in azienda.

A quanto ammonta il credito d’imposta?

Il credito d’imposta sarà riconosciuto nel limite del 50% delle spese sostenute e documentate per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino ad un importo massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario.

Al fine di comprendere meglio l’ambito applicativo dell’agevolazione occorre attendere le disposizioni attuative

L’agevolazione potrebbe, non essere di natura automatica, essendo stabilito un limite massimo di spesa dello Stato, di 50 milioni di euro per il 2020.

Dovrebbe essere possibile beneficiare del credito anche per le spese sostenute precedentemente all’emanazione del decreto e facendovi rientrare tutte le spese sostenute nel 2020.

Oggetto del credito d’imposta

L’art. 64 del Decreto Cura Italia, per quanto riguarda l’oggetto del credito d’imposta, fa riferimento alle “spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate“.

La legge di attuazione dovrà definire, nel dettaglio, quali sono tutte le spese agevolabili.

Non è stata ancora data nessuna indicazione riguardo alle modalità di fruizione del credito, si presume che potrà essere utilizzato in compensazione nel Modello F24.

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