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I servizi essenziali del DPCM 25 marzo 2020: bloccate le altre attività e vietati gli spostamenti fuori dal Comune

Elenco dei servizi essenziali che il Governo Conte ha deciso di lasciare aperti a partire dal 23 marzo 2020 con il DPCM 22 marzo 2020.

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Il DPCM 25 marzo 2020 ha modificato l’elenco delle attività che resteranno aperte in quanto ritenute servizi essenziali e quelle che dovranno restare chiuse fino al prossimo 3 aprile.

Il DPCM del 22 marzo 2020 aveva disposto la chiusura delle attività economiche ritenute non essenziali. Inoltre, viene disposta la proroga al 3 aprile di tutti di DPCM e delle ordinanze emanate sinora.

Successivamente, il governo è intervenuto emanando il DPCM 25 marzo 2020, modificando l’elenco dei codici ATECO delle attività economiche ritenute servizi essenziali.

Infatti, l’elenco dei codici ATECO disposti dal DPCM del 22 marzo 2020 è stato sostituito dall’allegato 1 del DPCM 25 marzo 2020.

Il DPCM 25 marzo 2020 contiene un allegato con l’elenco dei codici ATECO delle attività economiche ritenute servizi essenziali. Quindi, per esclusione, tutte le attività economiche non ricomprese nei codici ATECO del Decreto devono rimanere chiuse, almeno fino al prossimo 3 aprile.

Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del decreto in commento, completano le attività necessarie alla sospensione entro il 28 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

L’Iter di approvazione del DPCM 22 marzo 2020 sui servizi essenziali

Il DPCM 22 marzo 2020 è stato pubblicato a 24 ore di distanza dall’annuncio, dato alla soglia della mezzanotte, con il quale il Premier Giuseppe Conte aveva annunciato la chiusura di tutte le attività non essenziali. Di seguito il video della diretta Facebook del 21 marzo del Presidente.

Il decreto è arrivato dopo una lunghissima giornata al ministero dello Sviluppo economico per mettere a punto il DPCM varato sabato notte da Palazzo Chigi. Dopo la comunicazione del premier Conte sono arrivate infatti numerosissime richieste da parte delle aziende, culminate nella lettera al Premier inviata dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che aveva chiesto di far proseguire le attività non espressamente contenute nella prima lista, ma funzionali a quelle essenziali. E i correttivi per contenere l’epidemia del Covid-19 sono arrivati.

Coronavirus: quali sono le attività ritenute servizi essenzialiche restano aperte?

Per capire quali attività rimangono a aperte in quanto ritenute servizi essenziali e quali devono chiudere fino al prossimo 3 marzo occorre una lettura combinata dei vari Decreti pubblicati in questi giorni. Il DPCM 25 marzo 2020 va letto alla luce di quanto disposto dal precedente DPCM dell’11 marzo 2020 e dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 20 marzo 2020.

Come spiegato dal Presidente del Consiglio, nonostante le nuove regole per il contrasto alla diffusione del Coronavirus, continueranno regolarmente le seguenti attività:

  • Supermercati e negozi di generi di prima necessità;
  • Farmacie e parafarmacie;
  • Servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari;
  • Trasporti;
  • Attività produttive rilevanti per la produzione nazionale.

Il decreto autorizza le attività che erogano servizi di pubblica utilità o servizi essenziali. Resta consentita anche attività legate alle famiglie, dalle colf e badanti conviventi, ai portieri nei condomini.

Resteranno in funzione l’intera filiera alimentare per bevande e cibo, quella dei dispositivi medico-sanitari e della farmaceutica e, tra i servizi, quelli dei call center. E la lista potrà essere aggiornata tramite decreto del Mise, sentito il Mef.

Aperte le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere autorizzate, previa comunicazione al prefetto della provincia dove è ubicata l’attività produttiva. Il prefetto può sospendere le attività se reputa non sussistano le condizioni per farle operare. Il decreto specifica che fino al provvedimento di sospensione dell’attività, le imprese possono operare sulla base della comunicazione resa.

Elenco codici ATECO dei servizi essenziali che possono restare aperti

Di seguito l’elenco ufficiale delle attività strategiche per il Paese che hanno il permesso di restare aperte dal 25 marzo e fino al 3 aprile 2020. Le attività, invece, per cui è disposta la chiusura, possono restare aperte fino al 28 marzo per predisporre la propria chiusura.

Elenco codici ATECO dei Servizi Essenziali per il Paese

01 COLTIVAZIONI AGRICOLE E PRODUZIONE DI PRODOTTI ANIMALI, CACCIA E SERVIZI CONNESSI

03 PESCA E ACQUACOLTURA

05 ESTRAZIONI DI CARBONE

06 ESTRAZIONE DI PETROLIO GREGGIO E DI GAS NATURALE

09.1 ATTIVITÀ’ DEI SERVIZI DI SUPPORTO ALL’ESTRAZIONE DI PETROLIO E DI GAS NATURALE

10 INDUSTRIE ALIMENTARI

11 INDUSTRIA DELLE BEVANDE

13.96.20 FABBRICAZIONE DI ALTRI ARTICOLI TESSILI TECNICI E INDUSTRIALI

13.95 FABBRICAZIONE DI TESSUTI NON TESSUTI E DI ARTICOLI IN TALI MATERIE (ESCLUSI GLI ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO)

14.12.00 CONFEZIONE DI CAMICI, DIVISE E ALTRI INDUMENTI DA LAVORO

16.24 FABBRICAZIONE DI IMBALLAGGI IN LEGNO

17 FABBRICAZIONE DI CARTA

18 STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI REGISTRATI

19 FABBRICAZIONE DI COKE E PRODOTTI DERIVANTI DALLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO

20 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI

21 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI DI BASE E DI PREPARATI FARMACEUTICI

22.1 FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA

22.2 FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN MATERIE PLASTICHE

23.13 FABBRICAZIONE DI VETRO CAVO

23.19.10 FABBRICAZIONE DI VETRERIE PER LABORATORI, PER USO IGIENICO, PER FARMACIA

25.21 FABBRICAZIONE DI RADIATORI E CONTENITORI IN METALLO PER CALDAIE PER IL RISCALDAMENTO CENTRALE

25.92 FABBRICAZIONE DI IMBALLAGGI LEGGERI IN METALLO

26.60 FABBRICAZIONE DI APPARECCHI PER IRRADIAZIONE, APPARECCHIATURE ELETTROMEDICALI ED ELETTROTERAPEUTICHE

27.1 FABBRICAZIONE DI MOTORI, GENERATORI E TRASFORMATORI ELETTRICI DI APPARECCHIATURE PER LA DISTRIBUZIONE E IL CONTROLLO DELL’ELETTRICITÀ’

27.2 FABBRICAZIONE DI BATTERIE DI PILE E DI ACCUMULATORI ELETTRICI

28.29.30 FABBRICAZIONE DI MACCHINE AUTOMATICHE PER LA DOSATURA, LA CONFEZIONE E PER L’IMBALLAGGIO

28.96 FABBRICAZIONE DI MACCHINE PER L’INDUSTRIA DELLE MATERIE PLASTICHE E DELLA GOMMA (INCLUSE PARTI E ACCESSORI)

32.50 FABBRICAZIONE DI STRUMENTI E FORNITURE MEDICHE E DENTISTICHE

32.99.1 FABBRICAZIONE DI ATTREZZATURE ED ARTICOLI DI VESTIARIO PROTETTIVI DI SICUREZZA

32.99.4 FABBRICAZIONE DI CASSE FUNEBRI

33 RIPARAZIONE E MANUTENZIONE INSTALLAZIONE DI MACCHINE E APPARECCHIATURE (ad esclusione dei seguenti codici: 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04, 33.11.05, 33.11.07, 33.11.09, 33.12.92, 33.16, 33.17)

35 FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA, GAS, VAPORE E ARIA CONDIZIONATA

36 RACCOLTA, TRATTAMENTO E FORNITURA DI ACQUA

37 GESTIONE DELLE RETI FOGNARIE

38 ATTIVITÀ DI RACCOLTA, TRATTAMENTO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI; RECUPERO DEI MATERIALI

39 ATTIVITà DI RISANAMENTO E ALTRI SERVIZI DI GESTIONE DEI RIFIUTI

42 INGEGNERIA CIVILE (ad esclusione dei seguenti codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.01)

43.21 Installazione di impianti elettrici

45.2 Manutenzione e riparazione di autoveicoli

45.3 Commercio di parti e eccessori di autoveicoli

45.4 Per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori

46.2 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI MATERIE PRIME AGRICOLE E ANIMALI VIVI

46.3 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E PRODOTTI DEL TABACCO

46.46 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI FARMACEUTICI

46.49.2 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI LIBRI, RIVISTE E GIORNALI

46.61 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI MACCHINARI, ATTREZZATURE, MACCHINE, ACCESSORI, FORNITURE AGRICOLE ED UTENSILI AGRICOLI, INCLUSI TRATTORI

46.69.91 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI STRUMENTI E ATTREZZATURE AD USO SCIENTIFICO

46.69.94 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI ARTICOLI ANTINCENDIO E ANTINFORTUNISTICI

46.71 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI PETROLIFERI E LUBRIFICANTI PER AUTOTRAZIONE, DI COMBUSTIBILI PER RISCALDAMENTO

49 TRASPORTO TERRESTRE E TRASPORTO MEDIANTE CONDOTTE

50 TRASPORTO MARITTIMO E PER VIE D’ACQUA

51 TRASPORTO AEREO

52 MAGAZZINAGGIO E ATTIVITÀ DI SUPPORTO AI TRASPORTI

53 SERVIZI POSTALI E ATTIVITÀ DI CORRIERE

55.1 ALBERGHI E STRUTTURE SIMILI

J (DA 58 A 63) SERVIZI DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE

K (da 64 a 66) ATTIVITà FINANZIARIE E ASSICURATIVE

69 ATTIVITA’ LEGALI E CONTABILI

70 ATTIVITA’ DI DIREZIONE AZIENDALE E DI CONSULENZA GESTIONALE

71 ATTIVITA’ DEGLI STUDI DI ARCHITETTURA E D’INGEGNERIA; COLLAUDI ED ANALISI TECNICHE

72 RICERCA SCIENTFICA E SVILUPPO

74 ATTIVITA’ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE, TECNICHE

75 SERVIZI VETERINARI

80.1 Servizi di vigilanza privata

80.2 Servizi connessi ai sistemi di vigilanza

81.2 ATTIVITà DI PULIZIE E DISINFESTAZIONE

82.20 ATTIVITA’ DEI CALL CENTER

82.92 ATTIVITA’ DI IMBALLAGGIO E CONFEZIONAMENTO CONTO TERZI

82.99.2 AGENZIE DI DISTRIBUZIONE DI LIBRI, GIORNALI E RIVISTE

82.99.99 ALTRI SERVIZI DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE

84 AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E DIFESA; ASSICURAZIONE SOCIALE OBBLIGATORIA

85 ISTRUZIONE

86 ASSISTENZA SANITARIA

87 SERVIZI DI ASSISTENZA SOCIALE RESIDENZIALE

88 ASSISTENZA SOCIALE NON RESIDENZIALE

94 ATTIVITÀ DI ORGANIZZAZIONI ECONOMICHE, DI DATORI DI LAVORO E PROFESSIONALI

95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche

95.12.01 RIPARAZIONE E MANUTENZIONE DI TELEFONI FISSI, CORDLESS E CELLULARI

95.12.09 RIPARAZIONE E MANUTENZIONE DI ALTRE APPARECCHIATURE PER LE COMUNICAZIONI

95.22.01 RIPARAZIONE DI ELETTRODOMESTICI E DI ARTICOLI PER LA CASA

97 ATTIVITA’ DI FAMIGLIE E CONVIVENZE COME DATORI DI LAVORO PER PERSONALE DOMESTICO

Servizi non essenziali: rimarranno sospese fino al prossimo 3 aprile 2020 le seguenti attività economiche

  • Attività di servizi di ristorazione. Salvo per quelle che potranno proseguire tramite servizio di consegna a domicilio;
  • Attività di servizi alla persona (centri estetici, parrucchieri, barbieri). Salvo le lavanderie, le tintorie ed i servizi funebri che rimarranno aperti;
  • Tutte le attività produttive di tipo industriale e commerciale ritenute non essenziali e con codice Ateco diverso rispetto a quelli elencati sopra.

Cosa devono fare le imprese che devono chiudere?

Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del decreto in commento, completano le attività necessarie alla sospensione entro il 28 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Le attività che, con il provvedimento, vengono sospese, “possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile“.

Il prefetto può sospendere le attività se reputa non sussistano le condizioni per farle operare. Il decreto specifica che fino al provvedimento di sospensione dell’attività, le imprese possono operare sulla base della comunicazione resa. L’attività non è soggetta a comunicazione se finalizzata all’erogazione di un servizio pubblico essenziale. Consentite le attività dell’industria aerospaziale e della difesa e quelle di rilevanza strategica nazionale, previa autorizzazione del prefetto.

Divieto di trasferimento in altro Comune

Il Decreto prevede il divieto per le persone di trasferirsi o spostarsi in un comune diverso da quello in cui ci si trova. Un divieto – contenuto nel DPCM, ma entrato in vigore fin da domenica 22 marzo grazie a una ordinanza congiunta Salute-Interno – che vale sia che ci si sposti con mezzi di trasporto pubblico, sia con mezzi privati. Ci si potrà muovere da un comune all’altro, dunque, solo per “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza” o per “motivi di salute“.

L’obiettivo, quindi, è evitare che si formino nuovi focolai generati dai ritorni a casa. “Sono giorni cruciali. Bisogna ridurre al minimo gli spostamenti“, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Chi da domani non andrà più al lavoro è essenziale che resti a casa e aiuti così tutti quelli che devono continuare a lavorare. È fondamentale che ciascuno faccia la propria parte“.

Restano chiusi scuole e musei

Restano chiusi musei, istituti e luoghi di cultura. Porte sbarrate anche per scuole e università, che potranno proseguire con lezioni a distanza o da remoto.

Aperti supermercati e negozi di prima necessità

Aperti i supermercati, tutti i negozi alimentari e di prima necessità. Ipermercati e supermercati rimarranno aperti, come ribadito dal premier Giuseppe Conte nell’annunciare la nuova stretta. “Le corse agli acquisti e le code“, non si giustificano, ha spiegato Conte. Attenzione, però, agli orari e ai giorni di apertura perché, su questo punto, le Regioni si sono mosse, nei giorni scorsi, in ordine sparso e alcune, come Emilia Romagna e Veneto, hanno deciso di chiudere ipermercati e supermercati nei giorni festivi, a partire da domenica 22 marzo.

Negli ipermercati e nei supermercati, va ricordato, è stata transennata in alcuni esercizi la vendita di beni non di prima necessità (per esempio, i capi di abbigliamento).

Banche e assicurazioni aperte

I servizi bancari e assicurativi sono tra le attività che rimarranno aperte. Per i dettagli, è bene contattare telefonicamente la propria banca o consultare il sito web. La regola è limitare l’accesso alle filiali da parte della clientela ai soli casi delle operazioni urgenti non realizzabili attraverso i canali remoti (Internet) e gli sportelli automatici che offrono diversi servizi. Per quanto possibile, quindi, è bene utilizzare i bancomat posti all’esterno delle filiali.

Per le esigenze inderogabili, invece, che richiedono la presenza in banca, si consiglia di telefonare per ricevere tutto il supporto necessario e concordare un eventuale appuntamento, come hanno precisato il presidente dell’Abi Antonio Patuelli e dal direttore Giovanni Sabatini che hanno rivolto un appello agli Italiani affinché “utilizzino al massimo tutti gli strumenti che consentono di svolgere le operazioni bancarie in via remota senza uscire di casa“.

Farmacie e consegna dei farmaci in funzione

Consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologie sanitarie e dispositivi medico chirurgici, prodotti agricoli e alimentari. Consentita ogni attività per fronteggiare l’emergenza. Le farmacie e la parafarmacie rimarranno aperte e senza restrizioni di orario. Occorre, però, recarsi in farmacia o parafarmacia solo in caso di effettiva necessità.

In presenza di sintomi da raffreddamento, febbre o difficoltà respiratorie, i pazienti sono invitati a chiamare il medico per consigli: bisogna entrare in farmacia, solo se il medico dice che si potete farlo, coprendovi naso e bocca con una mascherina o, se ne è sprovvisti, con un fazzoletto di carta monouso. Lo stesso vale per i familiari di persone con i sintomi.

Per gli anziani o le persone con difficoltà di movimento, diverse farmacie hanno attivato servizi di consegna a domicilio. L’ingresso può comunque essere limitato per evitare l’eccessiva vicinanza e il farmacista è tenuto a regolare gli afflussi.

Lavoro in smart working

Con l’ultima stretta del governo che lascia aperte soltanto le attività produttive ritenute essenziali, la forma ordinaria per il lavoro diventa di fatto lo “smart working” fino alla cessazione dell’emergenza. Le “comprovate esigenze lavorative” rimangono tra i motivi che giustificano lo spostamento rispetto alla residenza o al domicilio.

Studi professionali aperti

Aperti gli studi professionali. Va detto anche che, su questo fronte, alcune Regioni hanno già disposto precise restrizioni. La Lombardia, per esempio, ha decretato la chiusura delle “attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza“.

Baby sitter, badanti e colf

Nessuna stretta sulle prestazioni lavorative di baby sitter, badanti e colf, che potranno continuare a lavorare.

Giornali e tabacchi

In tutta Italia restano aperte le edicole e i tabaccai (al netto delle attività che sono state fermate come quelle dei giochi) e deve essere garantita, come per tutti i servizi non vietati, la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. In alcune regioni, è stato poi previsto l’obbligo di limitare l’accesso all’interno dei locali a un solo componente del nucleo familiare “salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone“.

Poste aperte

Le Poste continueranno a operare ma, come comunicato nei giorni scorsi, il servizio è garantito con un numero omogeneo di uffici postali, aperti in proporzione agli abitanti di ciascun Comune. Sono state poi contingentate le aperture pomeridiane degli uffici aperti su doppio turno e di quelli aperti solo al mattino. I cittadini possono consultare gli orari tramite avvisi affissi all’esterno. È stato invece sospeso il servizio di prenotazione on line dell’appuntamento (Prenota Ticket).

27 COMMENTI

  1. Buona sera. Non riesco a capire una cosa, ma il settore edile si deve fermare? Se si, si ha diritto alla cassa integrazione? Grazie

  2. Alla luce del nuovo DPCM 22 marzo 2020, le attività commerciali non ritenute servizi essenziali e già chiuse al pubblico (parlo in particolare delle cartolerie il cui codice ATECO non compare tra quelli presenti nell’allegato 1 ), possono effettuare vendita a domicilio ? Perchè per la mia commercialista la risposta è no ,visto che non rientra nelle categorie ritenute indispensabili.In diversi paesi però so che alcune cartolerie (ma anche altre attività commerciali non “indispensabili”) si sono organizzate in tal senso.Considerando che un colosso come amazon ha bloccato la vendita di prodotti non di primaria utilità(tra cui appunto la cancelleria),è perchè c’è stata una limitazione (imposta dall’ultimo decreto) per la vendita a domicilio, ai soli beni primari, o è una scelta di ” coscienza ” interna all’azienda ?grazie in anticipo per la cortese risposta.

  3. sono il legale rappresentante di una società di servizi; codice ATECORI 2007 93.11.2 . Tutti il personale è a casa: Posso continuate ad andare in ufficio per i normali adempimenti amministrativi?
    Grazie mille
    Massimo De Cillia

  4. Purtroppo da domani non può esserci ulteriore attività, anche perché non avrebbe giustificativo con l’azienda chiusa, però può attrezzarsi con lo smart working, se possibile.

  5. Salve, nel DPCM dell’11 marzo (alla fine dell’allegato 1) è indicato che l’e-commerce è sempre consentito per qualsiasi tipo di prodotto. Io ho una attività di reseller chiusa al pubblico, posso continuare a recarmi nel mio magazzino per effettuare le operazioni di vendita, imballaggio e spedizione? Grazie mille

  6. Buongiorno, siamo un azienda che acquista/vende all’ingrosso le lenti a contatto. Il nostro codice ATECO non e’ compreso nell’All. 1 ma le lenti a contatto sono dispositivi medici di cui il commercio e’ consentito. Possiamo rimanere aperti? Grazie.

  7. Salve, nell’allegato 1 del DPCM è riportato il codice ateco 33, quindi immagino tutti i sottogruppi tra cui 33.12.1 che voi invece non avete riportato.
    è corretto? chi ha il codice 33.12.1 può continuare?

  8. bloccati i fornitori a domicilio di acqua minerale
    Questo blocco mi sembra inadeguato in quanto mentre era una sola persona che veniva a consegnare l’acqua nei vari condomini per diversi utenti, ora molte persone devono uscire e andare al supermercato per fare approvvigionamento, (considerando poi che molte persone che utilizzano il servizio sono anziane) a mio avviso questo blocco causa più uscite di persone ed è esattamente il contrario di quello che si doveva fare.
    Questa è una mia personale opinione.

  9. Un negozio di confetti e coloniali che ha in magazzino le uova di Pasqua pronte x la vendita ma deve restare chiuso.
    I supermercati aperti invece le uova di cioccolato possono vendere?
    Non è giusto.
    Il danno è irreparabile perché i fornitori vanno pagati comunque.

  10. Salve, io lavoro per un e-commerce di prodotti di automazione industriale e navale. Ho letto tra i commenti che la vendita online resta consentita, tuttavia, la mia sede di lavoro è in un comune diverso dal mio. Come funziona in questo caso? Posso recarmi al lavoro oppure no?

  11. Buongiorno, se un’azienda, consultando il portale del registro delle imprese, ha un codice ATECO prevalente che non è tra le attività essenziali, ma tra i codici ATECO delle attività primarie è presente un codice ATECO che ricade tra le attività essenziali, l’operatività è consentita?

  12. A quanto ne sappiamo l’operatività è consentita, infatti, stiamo assistendo a tantissimi cambiamenti di codici attività da parte delle imprese proprio per questo motivo.

  13. Buongiorno noi siamo un azienda che vende borse,pero la nostra azienda è chiusa per il decreto.
    da domani sara’ attivo il servizio di e commerce ma devo andare in azienda e chiudere e imballare gli scatolini..
    posso farlo giusto?

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