L’agenzia delle Entrate ha reso noto che i controlli fiscali in arrivo dal 1° giugno 2020. Si partirà subito con l’invio di atti, avvisi e comunicazioni di irregolarità. Entro fine anno saranno trasmessi 8,5 milioni di atti.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha annunciato che dal prossimo 1° giugno 2020 ripartiranno tutti i controlli fiscali 2020 ed arriveranno 8,5 milioni di atti e comunicazioni da parte dell’amministrazione finanziaria.

Un intervento, da parte del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che parte con un riepilogo delle novità del Decreto Cura Italia e del Decreto Liquidità e si è concluso con questo chiarimento.

L’Agenzia delle Entrate non aveva bisogno dei due anni in più per le attività di accertamento previsti dal Decreto Cura Italia. L’estensione biennale dei termini era una norma pro-contribuente, per dilazionare nel tempo i controlli fiscali e le comunicazioni di irregolarità.

Alla luce della cancellazione della proroga dei termini di accertamento per effetto del Decreto Cura Italia, l’Agenzia delle Entrate inizierà ad effettuare i controlli fiscali dal 1 giugno, e si concluderà con l’invio di 8 milioni e mezzo di atti ai contribuenti entro la fine dell’anno.

Controlli fiscali in arrivo

Controlli fiscali: 8,5 milioni di atti in arrivo entro fine 2020

Il termine del periodo di sospensione per gli adempimenti e versamenti fiscali è fissato nel 31 maggio 2020.

L’attività dell’Agenzia delle Entrate, ripartirà dai 3,7 milioni di atti e comunicazioni sospese per effetto del Decreto Cura Italia e proseguirà fino alla fine dell’anno. Entro il 31 dicembre 2020 saranno inviati 8,5 milioni di atti.

Una proroga da leggere non tanto come un vantaggio nelle mani del Fisco per il prolungamento dei termini per i controlli fiscali, quanto come una misura finalizzata ad evitare il concentramento di atti e comunicazioni in soli 6 mesi.

Ripartenza dei controlli fiscali dal 1° giugno 2020?

I controlli fiscali ripartiranno dal prossimo 1° giugno 2020, ma perché proprio da questa data?

Il Decreto Cura Italia n. 18/2020, prevede, infatti, che le attività di liquidazione, accertamento, controllo e riscossione delle imposte siano sospese fino al prossimo 31 maggio 2020.

Il 1° giugno è, quindi, la data di ripartenza di tali attività.

A meno che non vengano previste nuove proroghe, dal 1 giugno 2020 l’amministrazione finanziaria ripartirà con la sua attività di accertamento e notifica di atti e cartelle fiscali. Stando a quanto dichiarato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, gli accertamenti riprenderanno a pieno ritmo.

Appare quindi evidente la necessità di un intervento legislativo che ponga in essere una serie di freni per le ordinarie attività di controllo in modo non invasivo, soprattutto per le micro attività, particolarmente esposte al rischio economico prodotto dall’emergenza sanitaria ed economica Covid-19.

Controlli fiscali in arrivo dal 1 giugno e l’allarme dei commercialisti

L’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate alla Camera, ha prodotto la reazione delle associazioni sindacali dei commercialisti ANC ed ADC, le quali hanno diramato un comunicato ufficiale, dicendo che:

Apprezziamo molto – evidenziano i Presidenti ADC Maria Pia Nucera e ANC Marco Cuchel – le criticità che sono state espresse dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini e facciamo nostra l’opportunità dallo stesso sostenuta che le diverse attività dell’Agenzia medesima ovvero liquidazione, accertamento, controllo e riscossione delle imposte siano tutte rimodulate nella loro tempistica, sulla base dei provvedimenti adottati dal Governo per dare sostegno alle famiglie e alle imprese nel fronteggiare le conseguenze economiche di questa emergenza.

Al Legislatore chiediamo, concludono i Presidenti Nucera e Cuchel, di agire con tempestività e fare in modo che lo scenario che si determinerà dal prossimo 1° giugno sia assolutamente scongiurato

L’obiettivo dei commercialisti è ovviamente quello di sensibilizzare il legislatore ad un rapido intervento che:

  • Riesca a rafforzare le misure di contenimento del rischio economico già in parte previste dal Decreto Cura Italia;
  • Permetta all’Agenzia delle Entrate di espletare le legittime attività di controllo, ma rimodulandole in modo da evitare che queste diventino invasive e pericolose per le imprese, già in gravissima difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria.

Prescrizione prolungata di due anni

Serviranno a poco, dunque, i due anni di estensione della prescrizione presente nel Decreto Cura Italia. Almeno agli ispettori dell’Agenzia.

Secondo il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, è una norma inserita per andare incontro alle esigenze dei contribuenti, per diluire nel tempo controlli e accertamenti di eventuali situazioni di irregolarità.

L’amministrazione finanziaria, però, non ha bisogno della proroga e riuscirà a completare il suo piano di lavoro entro la fine di questo anno.

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