Decreto ristori quater: tra nuove inclusioni e vecchie esclusioni. Cosa cambia per professionisti e commercianti, dopo il recente intervento, in tema di accesso ai contributi a fondo perduto?

Il Decreto ristori quater è intervenuto a ritoccare la disciplina già disposta dai precedenti decreti ristori, al fine di estendere l’ambito di applicazione delle agevolazioni e dei sussidi a quanti, a causa dell’emergenza sanitaria, si trovano in gravi difficoltà.

Tuttavia, nonostante i molteplici interventi ampliativi, restano tra i grandi esclusi i professionisti ordinistici. Infatti, coloro che sono iscritti alle casse di previdenza private, ad oggi ancora non possono accedere ai contributi a fondo perduto, disposti per reintegrare, seppur parzialmente, i contribuenti dai danni economici dovuti al rallentamento dell’attività economica a causa del covid-19.

Vediamo, dunque, quali sono le novità introdotte sul tema.

Contributi a fondo perduto

Quali sono i contributi a fondo perduto?

Già con il Decreto ristori bis, il Governo era intervenuto in via sostanziale, al fine di aumentare il contributo dello stato alle realtà economiche maggiormente in crisi, introdotte con il primo Decreto ristori.

Con l’istituzione della divisione territoriale in zone rosse, arancioni e gialle, è divenuto indispensabile introdurre nuove misure di sostegno dei settori più strettamente compromesse. Con i Dpcm 24 ottobre 2020, ed in particolare del 3 novembre 2020, e l’individuazione delle relative aree di criticità, si è reso necessario procedere alla chiusura di alcune attività imprenditoriali ed economiche.

Tramite tale intervento, era già stato previsto un ampliamento delle categorie alle quali era consentito chiedere il sussidio. Tra queste rientravano attività di:

  • ristorazione, deputate alla mera attività di asporto;
  • gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro;
  • attività delle lavanderie industriali;
  • traduzione e interpretariato;
  • gestione musei e bus turistici.

Tuttavia, sono risultati necessari altri due decreti, al fine di assicurare l’effettività e l’efficacia delle misure di sostegno.

Requisiti di accesso

Ricordiamo, ivi, brevemente i requisiti di accesso ai contributi a fondo perduto:

  • avere aperto la partita IVA alla data del 25 ottobre 2020;
  • ammontare del fatturato nel mese di aprile 2020 sia inferiore di almeno due terzi a quello del mese di aprile 2019;
  • prestare una delle attività indicata nell’Allegato 1 al Decreto, in modo prevalente;
  • l’attività deve avere la sede principale o il domicilio fiscale nel territorio dello Stato italiano.

Nuove categorie ammesse con il Decreto ristori quater

Con il Decreto ristori quater, l’accesso ai contributi a fondo perduto è stato esteso ad altre categorie di lavoratori. In particolare si è inteso fornire un supporto anche agli agenti e rappresentanti di commercio che operano in specifici ambiti.

Gli appartenenti a suddette categorie, devono, tuttavia, dimostrare di avere i seguenti requisiti:

  • Hanno partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020;
  • Rientrare tra le attività ammesse, in considerazione dei codici ATECO, come riportati nell’Allegato 1 al decreto stesso.

Il codice di attività prevalente è quello comunicato alla Camera di commercio o agli Uffici di agenzia delle entrate, in sede di apertura della partita IVA.

Contributi a fondo perduto spettanti agli agenti di commercio e rappresentanti

Per determinare l’ammontare dei contributi a fondo perduto, si procede ad un doppio calcolo.

In primo luogo, si determina la base di calcolo. Questa si individua procedendo ad effettuare la differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e quella del mese di aprile 2019. Al valore che risulta, si applica poi una percentuale:

  • 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non sono superiori a 400.000 euro;
  • 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono superiori i 400.000 euro ma inferiori a 1.000.000 di euro;
  • 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono superiori a 1.000.000 di euro.

Se la differenza, a cui abbiamo fatto riferimento, è pari a zero, allora si parte da una base di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per le persone giuridiche.

Determinata la base di calcolo, il contributo a fondo perduto che spetta in concreto,  è determinato applicando alla predetta una percentuale del 100%, per quanto riguarda gli agenti e rappresentanti di commercio. Per ogni categoria di lavoratori è prevista una percentuale differente.

Gli agenti e i rappresentanti di commercio, che solo ora possono presentare istanza, devono fare apposita domanda telematica.

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"Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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