Con l’approvazione del nuovo Decreto Sostegni bis arrivano anche i nuovi contributi a fondo perduto, erogati su diversi fronti. Il nuovo Decreto Sostegni ricordiamo che segue le linee guida del Recovery Plan proposto dall’attuale governo Draghi, e approvato successivamente dall’Europa.

I contributi a fondo perduto verranno erogati in automatico a chi li avevano chiesti durante il primo decreto, o lo faranno entro la fine del mese, con esattezza entro il 28 maggio 2021. Il Decreto Sostegni bis tuttavia tiene conto della ripresa, auspicata, con la riapertura delle attività.

Il nuovo contributo a fondo perduto tiene conto della situazione relativa al fatturato per tutte quelle imprese che hanno subito una perdita mensile media di almeno il 30% rispetto all’anno precedente. Vediamo quali sono i contributi a fondo perduto destinati ai cittadini e alle imprese dal Decreto Sostegni bis.

Contributi a fondo perduto
Contributi a fondo perduto con il DL bis: come chiederli

Nuovi aiuti erogati a doppio binario

La novità che riguarda i nuovi contributi a fondo perduto è l’erogazione a doppio binario. Per questi particolari contributi sono stati stanziati 40 miliardi di euro, per imprenditori e proprietari di attività che sono entrati in profonda crisi negli ultimi anni.

L’erogazione a doppio binario prevede che i nuovi contributi a fondo perduto vengano erogati in due modalità distinte:

  • Perdita di fatturato complessiva: ci si riferisce qui alle imprese che hanno avuto una perdita di fatturato complessiva rispetto al 2019 di almeno il 30%, in base agli stessi criteri utilizzati dal primo Decreto Sostegni;
  • Perdita di fatturato di specifiche mensilità: in questo caso si fa riferimento al fatturato medio mensile dal primo aprile 2020 al 31 marzo 2021, con un calo del 30% rispetto alle mensilità dal 1 aprile 2019 al 31 marzo 2020.

L’erogazione dei contributi a fondo perduto secondo le disposizioni avverrà in modo automatico a chi ha già ricevuto la prima erogazione, e a chi la chiede entro il 28 maggio 2021. Il contributo in questo modo verrà erogato direttamente sul conto bancario o postale a cui è stato erogato il primo contributo. Oppure può arrivare in forma di credito di imposta nel caso in cui precedentemente sia stata scelta questa forma di erogazione.

Contributi a fondo perduto Decreto Sostegni bis: le partite Iva

Per chi ha partita Iva le percentuali dei contributi a fondo perduto del Decreto bis risultano più alte rispetto a chi ha fatto domanda del primo contributo. Per i compensi con ricavi inferiori a 100 mila euro, la percentuale arriverà a 90%, sulla base del calcolo del fatturato per mensilità.

Per chi lavora con Partita Iva, e di conseguenza i proprietari di attività, questi contributi a fondo perduto hanno diversi vantaggi, in particolare relativi a chi può beneficiarne. Non ci saranno più distinzioni per settore lavorativo, e i beneficiari di questi contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni bis sono potenzialmente molti di più.

Rientrano infatti negli aventi diritto a ricevere questi nuovi contributi a fondo perduto tutti i titolari di Partita Iva, e come discriminante vi è unicamente la perdita di fatturato avvenuta e dimostrabile. Sono incluse tutte le Partite Iva, dei soggetti che svolgono attività di impresa, arte o professione, inclusi i titolari di attività con reddito derivato dal settore agrario. La partita Iva in ogni caso dive essere attiva, i contributi sono erogati a chi effettivamente ha ricavato una perdita di fatturato e un calo economico notevole dalla crisi del periodo.

Per chi non riceverà l’erogazione in modo automatico, è necessario presentare la propria domanda direttamente all’Agenzia delle Entrate, attraverso il portale online ufficiale o con l’aiuto di un professionista che può fare da tramite, come un centro Caf abilitato.

Contributi a fondo perduto in base alla rendita economica

Ulteriori contributi a fondo perduto vengono destinati non solo sulla base del fatturato annuale o mensile, ma anche in base al peggioramento della rendita economica complessiva del 2020 rispetto all’anno fiscale 2019.
Per questo contributo sono stati impiegati 4 miliardi di euro, e l’accesso è determinato dalla differenza economica, e se la dichiarazione dei redditi è correttamente presentata entro settembre 2021.

Riassumendo, sono tre i tipi di contributi a fondo perduto resi disponibili dal Decreto Sostegni bis:

  • • Contributi erogati a chi li aveva già ricevuti con il primo decreto: si va da 1.000 a 150.000 euro in base alla situazione, con perdita di fatturato di almeno 30% da gennaio ad aprile 2021;
  • Contributi erogati con il confronto delle mensilità: 1 aprile 2019 – 31 marzo 2020 e 1 aprile 2020- 31 marzo 2021;
  • Contributi per il peggioramento dell’utile di esercizio, dal periodo fiscale al 31 dicembre 2020 rispetto al 31 dicembre 2019. Questo contributo è accessibile purché si sia presentata correttamente la dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda l’accessibilità ai contributi, verranno erogati in automatico a chi ne ha già fatto domanda, mentre bisognerà procedere alla richiesta se è la prima volta che si rientra nei requisiti, che sono di fatto allargati da questo secondo Decreto Sostegni.

Nuove domande di accesso ai contributi a fondo perduto: come funziona

Chi deve presentare una nuova domanda di accesso ai contributi, deve rientrare nei requisiti, in particolare rispetto ad una delle modalità viste sopra. Inoltre, per poter procedere con la richiesta dei contributi a fondo perduto, è necessario rispettare anche alcuni parametri:

• La partita Iva per cui si richiedono i contributi deve essere attiva dal momento in cui è attivo il Decreto Sostegni bis;
• Ricavi dell’attività non superiori a 10 milioni di euro nel 2019;
• Calo di fatturato complessivo determinato da un calcolo che confronta le diverse mensilità viste prima.

Per quanto riguarda l’ammontare dei contributi a fondo perduto, variano in base all’effettiva perdita di fatturato, e sono determinati da percentuali specifiche:

  • • Fino a 100 mila euro di ricavi: viene erogato il 90% della perdita effettiva;
  • • Tra 100 mila euro e 400 mila euro di ricavi: viene erogato il 70% della perdita effettiva;
  • • Tra 400 mila euro e 1 milione di euro di ricavi: viene erogato il 50% della perdita effettiva;
  • • Tra 1 milione di euro e 5 milioni di euro di ricavi: viene erogato il 40% della perdita effettiva;
  • • Tra 5 milioni di euro e 10 milioni di euro: viene erogato il 30% della perdita effettiva.

Nuovi sostegni per le attività chiuse

Una novità introdotta dal Decreto Sostegni bis è la possibilità di chiedere nuovi contributi a fondo perduto per le attività chiuse. Si tratta di un nuovo fondo, da 100 milioni di euro, destinato a tutte quelle attività o imprese che ancora non hanno potuto approfittare delle riaperture per riprendere il lavoro a pieno regime.

Verranno presto stanziati contributi a fondo perduto che vanno a tutelare le situazioni in cui la chiusura è stata imposta per più di 4 mesi. I dettagli di questa misura non sono ancora stati anticipati, ma si sa che questo particolare fondo sarà destinato in particolare alle attività che non hanno potuto riaprire anche perché non hanno potuto mantenere le misure di sicurezza per la diffusione del Covid-19.

Parliamo in particolare di quelle attività, come bar e ristoranti, sprovvisti di dehors, che con le riaperture di maggio non hanno potuto riprendere a lavorare normalmente, ma si trovano ancora in attesa di nuovi allentamenti. Non è ancora stata comunicata l’entità dei contributi a fondo perduto in questo caso, e arriverà un decreto successivo apposito per chiarire la situazione.

Va ricordato infine che oltre ai contributi a fondo perduto, il Decreto Sostegni bis ha proposto numerosi sgravi sui costi fissi delle imprese, prendendo misure specifiche per gli affitti, e riducendo tasse come il canone Rai o la TARI. A questo proposito è stato predisposto un fondo specifico per i comuni per il pagamento della tassa sui rifiuti.

Nel frattempo proprio in questi giorni stanno riaprendo attività come le palestre, e i negozi potranno restare aperti anche nei weekend.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura e ne ho fatto un lavoro. Autrice indipendente. Ho collaborato con agenzie web e svolto diverse attività di volontariato: durante gli anni di studio rappresentavo un’associazione studentesca impegnata ad organizzare eventi culturali nel mondo della comunicazione. Nel 2019 ho viaggiato all’estero, partecipando come volontaria ai lavori per il Global Platform for Disaster Risk Reduction presso l’ONU di Ginevra (Svizzera)."

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