La Certificazione Unica per i Lavoratori Impatriati in Italia che usufruiscono del regime speciale di cui all’art. 16 del D.Lgs. n 147/15.

I Lavoratori Impatriati che percepiscono redditi da lavoro dipendente devono ricevere dal datore di lavoro la propria Certificazione Unica. Nella Certificazione questi lavoratori devono trovare l’indicazione dei redditi percepiti e delle ritenute operate dal datore di lavoro, in applicazione dell’agevolazione.

Ricordo, sul punto, che i Lavoratori Impatriati possono godere della detassazione del 70% (o del 90%, se la residenza viene posta nelle Regioni del Sud), del reddito imponibile IRPEF. Qualora si tratti di redditi da lavoro dipendente l’applicazione dell’agevolazione avviene direttamente in busta paga, da parte del datore di lavoro.

Questo tipo di detassazione, ricordiamo, riguarda i redditi percepiti dal 1° maggio 2019. I redditi percepiti nei periodi precedenti prevedevano una detassazione del 50%.

Certificazione Unica lavoratori impatriati

La conferma dell’applicazione dell’agevolazione avviene con la Certificazione Unica per i Lavoratori Impatriati. Per questo motivo ho deciso di realizzare questo articolo volto a riepilogare quali siano le corrette istruzioni di compilazione della Certificazione Unica per i Lavoratori Impatriati in Italia.

La certificazione Unica per i Lavoratori Impatriati

L’art. 16 del D.L.gs. n. 147/2015, prevede, una tassazione agevolata per quei soggetti, lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, che trasferiscono la propria residenza in Italia.

Indicazione del reddito imponibile IRPEF

Nei campi 1 e/o 2 della sezione “Dati Fiscali” della Certificazione Unica trovano indicazione i redditi percepiti dai lavoratori impatriati che usufruiscono del regime fiscale agevolato previsto dall’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015 (imponibilità del reddito al 50%, al 30% o al 10%).

Nei campi 1 e/o 2, a seconda della tipologia del rapporto di lavoro intrattenuto, deve, essere indicato il 50% (30% o 10%) del reddito corrisposto ed assoggettato ad imposizione fiscale. La scelta della corretta percentuale dipende dal momento in cui il lavoratore è rientrano in Italia ed ha richiesto l’applicazione dell’agevolazione.

In particolare, si possono verificare le seguenti ipotesi:

  • Soggetto che è rientrato in Italia prima del 30 aprile 2019: la tassazione del reddito imponibile IRPEF è sempre del 50%;
  • Soggetto che è rientrato in Italia successivamente al 30 aprile 2019: tassazione del reddito al:
    • 30%, in caso di trasferimento della residenza in Italia nelle regioni del “Nord“;
    • 10%, in caso di trasferimento della residenza in Italia nelle regioni del “Sud” (vedi il dettaglio di seguito).

Indicazione della quota di reddito esente

Nella sotto sezione Redditi esenti della sezione “Altri dati” trova indicazione la rimanente parte del reddito (50%, 70% o 90%) non assoggettato ad imposizione fiscale (campo 465) ed il campo 5 (campo 464).

L’art. 5, co. 1 e 2 del D.L. n. 34/2019, come convertito nella L. n. 58/2018 e successivamente modificato dal D.L. n. 124/2019, ha introdotto, modificando l’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, particolari misure al fine di rendere appetibile il ricorso al regime fiscale agevolato degli impatriati.

Le nuove disposizioni trovano applicazione, a partire dal periodo d’imposta 2019, ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia a decorrere dal 30 aprile 2019.

Nello specifico, viene proposto, per i redditi di lavoro dipendente e assimilati, prodotti in Italia dai lavoratori interessati, l’assoggettamento fiscale limitatamente al 30% del loro ammontare.

Assoggettamento fiscale al 10%

I soggetti che trasferiscono la loro residenza in una delle Regioni:

  • Abruzzo;
  • Molise;
  • Campania;
  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Sardegna;
  • Sicilia;

l’assoggettamento fiscale è limitato al 10% dell’ammontare del reddito prodotto.

Infine, per gli sportivi professionisti, l’assoggettamento fiscale è limitato al 50%.

In confronto alle nuove fattispecie, a campo 1 e/o 2 della CU 2020, deve essere indicato rispettivamente il 30% ovvero il 10% o il 50% del reddito corrisposto ed assoggettato ad imposizione fiscale.

Nella sotto sezione Redditi esenti della sezione “Altri dati”, trova applicazione:

  • Campo 465, la rimanente parte del reddito (70%, 90%, 50%) non assoggettato ad imposizione fiscale;
  • Campo 464, il relativo codice identificativo:
    • 9 per l’ipotesi di assoggettamento fiscale limitatamente al 30%;
    • 10 per l’ipotesi di assoggettamento fiscale limitatamente al 10%;
    • 11 per l’ipotesi di assoggettamento fiscale limitatamente al 50%.
Certificazione unica lavoratori impatriati

Nel caso in cui il sostituto non abbia previsto l’abbattimento dell’imponibile dovrà esserne data indicazione nelle Annotazioni della CU 2020, tramite i codici di nuova istituzione:

  • Codice CQ con l’evidenza dell’importo che non ha fruito dell’abbattimento del 70% dell’imponibile;
  • Codice CR con l’evidenza dell’importo che non ha fruito dell’abbattimento del 90% dell’imponibile;
  • Ed infine, codice CS con l’evidenza dell’importo che non ha fruito dell’abbattimento del 50% dell’imponibile.

In ogni caso, dovrà essere specificato che, per usufruire dell’agevolazione, il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

Codici Certificazione Unica per i Lavoratori Impatriati in caso di mancata applicazione dell’agevolazione

CODICEDESCRIZIONE
CODICE CQEvidenza dell’importo che non ha fruito dell’abbattimento del 70% dell’imponibile
CODICE CREvidenza dell’importo che non ha fruito dell’abbattimento del 90% dell’imponibile
CODICE CSEvidenza dell’importo che non ha fruito dell’abbattimento del 50% dell’imponibile

Somme corrisposte che non formano reddito imponibile, relative ai lavoratori impatriati

Sono stati introdotti tre nuovi codici nella certificazione unica lavoratori impatriati, per le somme corrisposte che non hanno concorso a formare il reddito imponibile, relative ai compensi percepiti dai lavoratori impatriati:

  • Codice 9, in caso di somme corrisposte che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (70% dell’ammontare erogato), relative ai compensi percepiti dai lavoratori impatriati che hanno trasferito la propria residenza a decorrere dal 30 aprile 2019;
  • Codice 10, in caso di somme corrisposte che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (90% dell’ammontare erogato), relative ai compensi percepiti dai lavoratori impatriati che hanno trasferito la propria residenza in regioni italiane a decorrere dal 30 aprile 2019;
  • Ed infine, codice 11, in caso di somme corrisposte che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (50% dell’ammontare erogato), relative ai compensi percepiti dagli sportivi professionisti impatriati a decorrere dal 30 aprile 2019.

6 COMMENTI

  1. Salve, un chiarimento:
    Nel caso di lavoratore autonomo con partita Iva, dato che la riduzione avviene sull’imponibile, è ridotto anche il valore dovuto per un professionista iscritto alla gestione separata? Ovvero, il 25% è calcolato sulla base dell’imponibile post riduzione, o sul totale pre riduzione?

  2. Buongiorno, quali potrebbero essere i casi in cui il datore di lavoro è impossibilitato ad effettuare l’ agevolazione?
    Roberto

  3. Salve Dottor Migliorini, nel mio caso ho un contratto di lavoro a tempo determinato di 1 anno, con uno stipendio netto mensile concordato con il datore di lavoro. La ragioniera riferisce che ha problemi con il programma di calcolo della busta paga, per inserire l ‘ agevolazione. Le risulta plausibile? Grazie. Roberto

  4. E’ impossibile sapere se ci sono problemi “interni”, ma sicuramente devono essere risolti in tempo ragionevole per permetterle di beneficiare correttamente dell’agevolazione.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here