Possibili semplificazioni in arrivo per la Cassa integrazione 2021. L’Ordine dei Consulenti del lavoro ha annunciato alcune imminenti modifiche alle modalità di presentazione della domanda. Vediamo tutti ciò che c’è da sapere sul punto.

Il considerevole aumento delle richieste di accesso alla cassa integrazione dello scorso anno, a seguito dell’emergenza sanitaria, ha posto l’attenzione del legislatore e delle istituzioni pubbliche sulla cassa integrazione.

Già con la Legge di bilancio 2021 sono state introdotte alcune rilevanti novità, con l’introduzione della cd. ISCRO, cioè la cassa integrazione per i lavoratori autonomi. La linea seguita dall’esecutivo, infatti, è quella di facilitare e aprire l’accesso a tale strumento di sostegno alle imprese e ai lavoratori nei momenti di maggiore fragilità economica.

Tramite l’ISCRO ad esempio è stato consentito l’accesso a questo istituto anche per tutte quelle categoria di lavoratori fin ora esclusi. La normativa previgente, infatti, ammetteva l’attivazione delle cassa solo per i lavoratori dipendenti.

Ma cosa altro ancora dobbiamo aspettarci? Vediamo quali sono le ulteriori modifiche che si prospettano all’orizzonte.

Cassa integrazione

Semplificazione accesso alla cassa integrazione

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro ha recentemente  comunicato, con l’informativa del 22 gennaio 2021, il via libera dell’INPS alle modifiche delle modalità di accesso alla cassa integrazione.

A partire da maggio il modello SR41 utilizzato dalle aziende per la comunicazione dei dati per il pagamento all’INPS sarà sostituito da un sistema più duttile e agevole. Sembra, infatti, che sarà sostituito con un nuovo tracciato Uniemens CIG.

Il complesso meccanismo ha avuto un considerevole impatto sui lavoratori stessi, beneficiari ultimi della CIG. A causa dell’elevato numero di domande pervenute negli ultimi mesi, e che si attendono per i prossimi, molti lavoratori hanno dovuto attendere mesi prima di ricevere le somme. Il problema evidenziato anche dallo stesso Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri nella relazione sullo scostamento di bilancio.

Le difficoltà e ritardi sono stati, invero, più volte denunciate dagli stessi destinatari attraverso ogni mezzo di comunicazione a disposizione. Un intervento semplificativo sembra, allora, indispensabile al fine di rendere più agevole il sistema di sussidio alle imprese e ai cittadini in questi mesi particolarmente difficili.

In questa ottica si inserisce la richiesta di semplificazione dei Consulenti del Lavoro per facilitare l’assistenza ai datori di lavoro, semplificare al domanda di accesso e, quindi, di conseguenza rendere possibile la diretta concessione del sussidio.

Cassa integrazione: cosa cambia?

Come poc’anzi asserito, il Consiglio dell’ordine dei Consulenti del lavoro ha recentemente comunicato alcuni cambiamenti in tema di cassa integrazione e modalità di accesso.
La questione delle modalità di accesso ed erogazione, come anche sottolineato nel comunicato, è diventata sempre più rilevante, soprattutto negli ultimi mesi, proprio a causa dell’incredibile aumento delle domande presentate.

Nel comunicato del 22 gennaio si riporta:

“La proposta avanzata da tempo dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro sta per trovare attuazione. Si è svolto, infatti, stamattina un primo incontro mirato alla definizione della nuova procedura SR41 in UniEmens”.

La nuova procedura presumibilmente entrerà in vigore a partire da  maggio 2021, quando il nuovo tracciato UniemensCig sostituirà il vecchio tradizionale UniEmens.

Nel nuovo flusso confluiranno i dati necessari per effettuare il pagamento diretto della Cassa Integrazione da parte dell’INPS. In tal modo non sarà più necessario l’invio del modello SR41, facilitando e soprattutto velocizzando le modalità di erogazione del sussidio, che si troverà una barriera meno elevata da scavalcare.

Il documento viene usato per il pagamento delle integrazioni salariali sia ordinarie, straordinarie, FIS, Fondi e deroga, ai lavoratori. Questo dovrà essere trasmesso dalle aziende in aggiunta alla domanda. Tale adempimento si va ad aggiungere alla canonica denuncia contributiva tramite Uniemens.

Quali altre novità?

In tema di cassa integrazione, già in precedenza c’erano stati dei piccoli passi e cambiamenti verso una maggiore semplificazione. Tra questi c’è stato il messaggio numero 1508 del 6 aprile 2020, che ha abolito l’obbligo di firma da parte del lavoratore del modello.

Sempre nel comunicato effettuato dal Consiglio dell’ordine dei Consulenti del lavoro si paventano altre importanti novità, sempre in ottica semplificativa. Ivi si legge:

“Inoltre, in un’ottica generale di revisione del sistema di gestione dei pagamenti dei trattamenti di integrazione salariale, il modello cartaceo verrà definitivamente dismesso con il futuro passaggio dell’acquisizione di tutti i dati utili al pagamento diretto tramite i flussi UniEmens.

Cassa integrazione i cambiamenti per l’anno 2021

La legge di Bilancio 2021, l. 30 dicembre 2020, n. 178, è intervenuta, tra le altre cose, sugli ammortizzatori sociali legati alla crisi pandemica.

Vediamo ora alcune modifiche e precisazioni apportate dalla normativa:

  • Possono fruire degli ammortizzatori sociali previsti dai commi da 299 a 314 dell’art. 1 della legge n. 178, i lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza alla data del 1° gennaio 2021;
  • è prevista la fruizione pari a 12 settimane per tutte le integrazioni salariali COVID, a partire dal 1° gennaio 2021. Qui viene fatta una distinzione concernente l’arco temporale di riferimento. I datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione della CIGO debbono usufruirne entro il 31 marzo. Per quanto riguarda, invece, quelli che si rivolgono al FIS e della CIG in deroga, hanno tempo per richiederle fino al 30 giugno;
  • riconosce l’ammortizzatore CISOA per un massimo di 90 giornate da fruire tra il 1° gennaio ed il 30 giugno 2021;
  • non contempla il pagamento del contributo addizionale già previsto dal decreto Agosto e dal decreto Ristori per le aziende che, nel confronto tra il fatturato del primo semestre del 2019 e quello dello stesso periodo del 2020, avevano subito un calo fino al 20% o non avevano subito cali di fatturato.

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