canone rai

Canone Rai: l’imposta sul possesso di apparecchi di atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive subirà delle modifiche nel 2022? Fino a quando può esser chiesto l’esonero? Il canone Rai è un’imposta sul possesso di apparecchi di atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive.

L’imposta in questione, che ha sempre fatto discutere gli italiani, è stata introdotta al fine di sostenere l’attività di produzione audiovisiva della società RAI. Suddetta tassazione è stata introdotta dal regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880 relativo alla “Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni”.

Il canone Rai, invero, non è commisurato all’effettivo utilizzo del servizio. Proprio per questo è stata spesso mal volentieri pagata dagli utenti. Proprio per tale ragione che è stata introdotta la previsione che impone il pagamento direttamente sulla bolletta per le spese energetiche.

Al fine di evitare l’evasione di tale imposta, dal 2016 i titolari di utenza elettrica per uso domestico residenziale effettuano il pagamento del canone mediante addebito nella fattura dell’utenza di energia elettrica. Questi utenti, quindi, non potranno più pagare tramite bollettino postale.

Tuttavia, non tutti i contribuenti sono tenuti al versamento.

Entro il 31 gennaio 2022 però dovranno esser comunicati i motivi di esenzione.

Vediamo cosa c’è da sapere.

Cos’è il Canone Rai?

Il canone Rai è un’imposta sul possesso di apparecchi di atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive.

L’imposta in questione, che ha sempre fatto discutere gli italiani, è stata introdotta al fine di sostenere l’attività di produzione audiovisiva della società RAI. Suddetta tassazione è stata introdotta dal regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880 relativo alla “Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni”.

Il canone Rai, invero, non è commisurato all’effettivo utilizzo del servizio. Proprio per questo è stata spesso mal volentieri pagata dagli utenti. Proprio per tale ragione che è stata introdotta la previsione che impone il pagamento direttamente sulla bolletta per le spese energetiche.

Il canone si paga una sola volta all’anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione.

Alcune importanti novità sono state introdotte nel 2016 (articolo 1, commi da 152 a 159, della legge n. 208 del 2015):

  • è stata introdotta la presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica
  • i titolari di utenza elettrica per uso domestico residenziale effettuano il pagamento del canone mediante addebito nella fattura dell’utenza di energia elettrica. Questi utenti, quindi, non potranno più pagare tramite bollettino postale.

Anche i residenti all’estero devono pagare il canone Rai se detengono un’abitazione in Italia dove è presente un apparecchio televisivo.

L’importo del canone è pari a 90 euro l’anno.

Pagamento in bolletta?

Come dicevamo a partire dal 2016, per evitare che l’evasione del pagamento del Canone Rai, il legislatore ha introdotto il pagamento direttamente sulla bolletta per l’utenza elettrica.

La disciplina, tuttavia, potrebbe cambiare a breve. Probabilmente, però, a partire dal 2023, il canone tornerà ad esser pagato autonomamente.

Come ha sostenuto un portavoce della Commissione europea: “La decisione di esecuzione del Consiglio sul piano italiano di ripresa e resilienza comprende misure volte a garantire la diffusione della concorrenza nei mercati al dettaglio dell’elettricità. Quindi, ad esempio, questo passa dalla rimozione dell’obbligo per i fornitori di riscuotere oneri non legati al settore elettrico“.

Invero, anche  l’attuale presidente Mario Draghi ha accettato la proposta di Bruxelles di eliminare dalle spese d’energia gli oneri impropri in modo tale da avere una maggiore trasparenza e rispetto verso la concorrenza.

Chi è tenuto al pagamento del canone Rai?

Il canone Rai va pagato da tutti i possessori di apparecchi che possono essere adattati alla ricezione di radioaudizioni televisive.

Ecco quindi quali sono gli apparecchi la cui detenzione comporta l’obbligo di pagare il canone annuale di 90 euro e quelli per i quali non è dovuto:

Tipologie di apparecchiature atte alla ricezione della RadiodiffusioneTipologie di apparecchiature adattabili alla ricezione della RadiodiffusioneTipologie di apparecchiature né atte né adattabili alla ricezione della Radiodiffusione
– Ricevitori TV fissi;
– Ricevitori TV portatili;
– Ricevitori TV per mezzi mobili;
– Ricevitori radio fissi;
– Ricevitori radio portatili;
– Ricevitori radio per mezzi
mobili;
– Terminale d’utente per telefonia
mobile dotato di ricevitoreradio/TV (esempio cellulare
DVB-H);
– Riproduttore multimediale
dotato di ricevitore radio/TV (per
esempio, lettore mp3 con radio
FM integrata)
– Videoregistratore dotato di
sintonizzatore TV;
– Chiavetta USB dotata di
sintonizzatore radio/TV;
– Scheda per computer dotata di
sintonizzatore radio/TV;
– Decoder per la TV digitale
terrestre;
– Ricevitore radio/TV satellitare;
– Riproduttore multimediale,
dotato di ricevitore radio/TV,
senza trasduttori (per esempio,
Media Center dotato di
sintonizzatore radio/TV)
– PC senza sintonizzatore
TV,
– monitor per computer,
– casse acustiche,
– videocitofoni.

E per gli smartphone?

Nel precedente paragrafo abbiamo indicato schematicamente tutti gli apparecchi, il cui possesso, comporta il pagamento del Canone Rai.

Tuttavia, rea questi strumenti non rientrano anche gli smartphone, nonostante siano ormai apparecchi frequentemente utilizzati per la ricezione, grazie all’applicazione RaiPlay, che si può scaricare gratuitamente.

Il rischio paventato, dunque, è che chiunque potrebbe dichiarare di non avere il televisore in casa per non pagare il canone e guardarsi le trasmissioni al pc, sul tablet o sul telefonino. E’ stato allora suggerito dai vertici della Rai che chiunque abbia uno smartphone deve pagare il canone Rai.

Vedremo, allora, come andrà a finire anche questa questione.

Chi è esonerato dal pagamento del Canone Rai?

Il canone Rai non è dovuto da tutti i cittadini. Il legislatore, infatti, ha previsto una serie i esenzioni:

  • Anziani Over 75 titolari di reddito non superiore a 8.000 euro;
  • Militari delle Forze Armate Italiane: ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate;
  • Militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato;
  • Agenti diplomatici e consolari: solo per quei Paesi per cui il beneficio è previsto in modo speculare per gli agenti italiani;
  • Rivenditori e negozi in cui vengono riparate TV.

Come si chiede l’esonero?

L’esonero deve essere espressamente richiesto dal contribuente. Ma come fare?

A tal proposito in base a quanto riportato sul sito dell’Agenzia delle Entrate: “per avere effetto per l’intero anno, deve essere presentata a partire dal 1° luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. La dichiarazione presentata dal 1° febbraio ed entro il 30 giugno dell’anno di riferimento ha effetto per il canone dovuto per il semestre luglio – dicembre del medesimo anno“.

L’esonero può essere richiesto presentando direttamente istanza attraverso il servizio web accessibile direttamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

 Inoltre, potrai chiedere l’esonero dal Canone Rai anche rivolgendoti a degli intermediari abilitati oppure inviare una raccomandata senza busta all’indirizzo: Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino. Altrimenti è possibile inviare apposta richiesta attraverso posta elettronica certificata, a patto che la dichiarazione stessa sia sottoscritta mediante firma digitale. In quest’ultimo caso, quindi, la dichiarazione firmata digitalmente dovrà essere inviata attraverso PEC all’indirizzo [email protected]

"Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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