bonus tessile e moda

Un importante bonus per il settore tessile è stato introdotto recentemente per sostenere tutte le imprese che lavorano nella moda e nel tessile: si tratta del bonus tessile, moda e accessori. Il bonus è arrivato già alla fine di ottobre, e sarà possibile presentarne domanda fino al giorno 22 novembre.

Il bonus tessile e moda fa parte delle misure previste con il Decreto Rilancio, ed è indirizzato a tutte le imprese che operano nella produzione tessile e nella moda, aziende che si occupano di pelletteria e calzature, attività che hanno subito un forte calo economico con la crisi sopraggiunta con l’emergenza sanitaria.

Il bonus consiste in un credito di imposta del 30% del valore delle rimanenze in magazzino, in base a ciò che eccede la media dello stesso valore dei tre anni precedenti. Risulta quindi indispensabile avere molte eccedenze di magazzino, cumulate nel corso del periodo di emergenza sanitaria, e rimaste invendute.

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Gli interessati ad accedere al bonus possono richiederlo entro il 22 novembre 2021, procedendo tramite portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo nel dettaglio come funziona il bonus tessile e moda, a chi è rivolto e come richiederlo.

Bonus tessile e moda: di cosa si tratta

Il bonus tessile e moda è un’agevolazione dedicata esclusivamente alle aziende che si muovono intorno al settore della moda, e prevede un’agevolazione particolare sulla base delle rimanenze di magazzino. Con l’arrivo dell’emergenza sanitaria, molti cittadini hanno preferito rinunciare agli acquisti di capi di abbigliamento e prodotti dell’industria tessile, per diversi motivi.

Da un lato i cittadini italiani hanno scelto di risparmiare, per affrontare un periodo di crisi economica come quello sopraggiunto con la pandemia, e hanno scelto quindi di limitarsi a consumare i prodotti di prima necessità.

Dall’altro lato si è spostata la domanda nel mercato di prodotti di questo tipo. Moltissimi hanno infatti preferito spendere per acquistare prodotti di tecnologia, utili ad affrontare la didattica a distanza o lo smart working, lasciando da parte i prodotti tessili offerti da negozi e attività del settore.

Questo ha comportato una duplice conseguenza: da un lato la chiusura di diversi negozi, grandi e piccoli, specializzati nella vendita di prodotti di abbigliamento al pubblico, anche di grandi catene. Dall’altro lato le aziende produttrici hanno riscontrato non poche problematiche in termini di aumento della rimanenza in magazzino. Si tratta di prodotti rimasti invenduti per un lungo periodo di tempo.

Il bonus tessile e moda è un’agevolazione che sostiene le attività del tessile e della moda in relazione a queste rimanenze, come spiega la comunicazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:

“Al fine di sostenere le imprese attive nell’industria tessile e della moda, delle calzature e della pelletteria, il decreto Rilancio ha previsto un credito d’imposta nella misura del 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino, eccedente la media del medesimo valore registrato nei 3 anni precedenti a quello di spettanza del beneficio.”

Bonus tessile e moda: a chi è rivolto

Il bonus tessile, moda e accessori è rivolto a tutte le imprese che operano nel settore tessile e della moda, in base agli specifici codici ATECO della Partita Iva. Questo bonus è stato chiarito dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 27 luglio 2021, e sono incluse tra i beneficiari del bonus diverse attività che si occupano di produrre prodotti tessili.

In base ai codici ATECO riportati nel decreto, sono incluse tutte le aziende che si occupano della preparazione e filatura di fibre tessili, tessitura, produzione di articoli da vestiario, biancheria da letto e da tavola, per l’arredamento, articoli come tappeti e moquette, fabbricazione di spago e corde, nastri, ricami, pizzi e merletti.

Sono incluse le attività che confezionano camici e divise, indumenti per il lavoro, corsetteria e biancheria intima, accessori per l’abbigliamento, calzature e abbigliamento sportivo, aziende per la preparazione e concia del cuoio e della pelle, per la preparazione e la tintura di pellicce, e di prodotti per l’equitazione.

Sono anche incluse le aziende che producono articoli da viaggio, come borse, pelletteria, calzature, manici di ombrelli, bastoni e similari. Sono incluse imprese che producono prodotti per toletta, come profumi, cosmetici, saponi e simili, oggetti di gioielleria, lavorazioni di pietre preziose, cinturini per orologi, bigiotteria, montature per occhiali, e anche aziende che producono ombrelli, bottoni, chiusure lampo e parrucche.

Le tipologie di aziende incluse nel bonus tessile e moda sono molto diverse, purché tutte rientrino sotto al cappello di produzione di tessile, moda e accessori. Risulta importante rientrare quindi nei codici ATECO previsti per poter richiedere il bonus all’Agenzia delle Entrate.

Come funziona il bonus tessile e moda

Il bonus tessile, moda e accessori consiste in un credito di imposta del 30% sulle rimanenze finali in magazzino, valutando l’eccedenza di valore rispetto ai tre anni precedenti all’arrivo della pandemia. L’agevolazione è accessibile in base al periodo di imposta.

Per il periodo di imposta alla data in cui è stato preso il provvedimento, l’arco temporale per presentare la richiesta di accesso al bonus va dalla fine di ottobre (29 ottobre) fino al 22 novembre 2021. Per il periodo di imposta che arriva fino alla fine del 2021, si potrà chiedere l’accesso al bonus dal 10 maggio 2022 al 10 giugno 2022.

Per poter procedere alla richiesta è necessario individuare il codice ATECO dell’attività che ne può beneficiare, e includere l’informazione alla richiesta. Si procede telematicamente poi indicando il valore delle rimanenze finali in magazzino, per il periodo di imposta per cui spetta il beneficio.

Va indicato poi il valore delle rimanenze di magazzino nei tre anni precedenti all’anno per cui spetta il beneficio, infine il valore del credito di imposta, che risulta come il 30% della differenza tra i due valori visti sopra.

Per poter richiedere il bonus è necessario procedere unicamente per via telematica. Si può procedere in autonomia, oppure avvalersi di un professionista esterno per poter presentare correttamente la domanda. Quello che risulta importante è la possibilità accertata di poter accedere al beneficio, tramite il codice ATECO riferito all’impresa, che deve corrispondere a uno di quelli presenti nella tabella ufficiale fornita dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 27 luglio 2021, consultabile a questo link.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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