bonus renzi 2022

Quando si parla di bonus Renzi si fa riferimento al bonus che arriva in busta paga direttamente ai lavoratori dipendenti sotto forma di bonus IRPEF aggiuntivo. Nel 2021 il bonus IRPEF, ovvero l’ex bonus Renzi, è stato accreditato in busta paga a molti italiani, con un’aggiunta interessante rispetto all’anno precedente.

Questo bonus infatti interessa tutti i lavoratori dipendenti assunti con contratto indeterminato o a tempo determinato, e per il 2021 consiste di un bonus aggiuntivo che va ad influire a livello fiscale sull’IRPEF, di 100 euro. Negli anni passati tuttavia questo bonus corrispondeva alla cifra di 80 euro.

Il bonus è stato quindi aumentato nel corso del tempo, e molte ipotesi prevedevano una continuazione in questa direzione anche per il 2022, con un bonus Renzi che sarebbe potuto arrivare anche fino a 120 euro. Tuttavia secondo le recenti indiscrezioni, e gli aggiornamenti arrivati anche con la riforma fiscale, il bonus Renzi potrebbe presto scomparire del tutto, a causa delle nuove modifiche alle aliquote IRPEF. Vediamo in questo articolo che fine farà il bonus Renzi, e quali sono le prospettive per il 2022.

Bonus Renzi e busta paga: di cosa si tratta

L’ex bonus Renzi, ovvero il bonus IRPEF, consiste in un contributo aggiuntivo mensile in busta paga destinato ai lavoratori dipendenti del settore privato e del pubblico impiego. Il bonus è stato introdotto con la cifra di 80 euro, per poi salire successivamente a 100 euro.

Si tratta di un bonus che garantisce un massimo di 1.200 euro all’anno a tutti i lavoratori dipendenti come bonus di tipo fiscale. Tuttavia questa particolare agevolazione viene garantita in busta paga in base alla fascia di reddito di cui il cittadino prende parte.

Per redditi più alti questo bonus diminuisce fino a scomparire, ed è pari a zero nel caso di reddito superiore a 40.000 euro annui. Questo bonus di fatto è introdotto per motivazioni fiscali, ovvero va ad equilibrare la pressione fiscale presente sui redditi da lavoro, esclusivamente per i lavoratori dipendenti.

Secondo le recenti ipotesi, l’ex bonus Renzi avrebbe potuto prendere due strade diverse: da un lato si è parlato di un aumento ulteriore di questo bonus fino a 120 euro, direttamente in busta paga. Dall’altro lato invece è stato ipotizzato di eliminare completamente questo bonus, specialmente in vista delle ultime novità in termini di riforma fiscale. Riforma che ha messo al centro la necessità di apporre dei tagli alle imposte sul lavoro, in particolare all’IRPEF.

Riforma fiscale e IRPEF

Secondo la recente riforma fiscale, e le decisioni prese in concomitanza con la Legge di Bilancio 2022, sono state introdotte novità interessanti che riguardano da vicino l’IRPEF, ovvero l’Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche.

Si tratta di una tassa che precedentemente funzionava con un sistema a 5 aliquote, in modo progressivo: con l’aumentare del reddito, aumentava l’aliquota relativa alla pressione fiscale. Questa caratteristica di progressività non è stata cancellata, perché il nuovo sistema continua a funzionare sulla base di un aumento delle imposte sull’aumento del reddito.

Tuttavia le aliquote sono passate da 5 a 4, per favorire maggiormente il ceto medio e garantire un alleggerimento fiscale in vista anche di una ripresa economica prevista per questi anni, in uscita dalla crisi arrivata con la pandemia.

Secondo le indicazioni relative alle modifiche all’IRPEF, il bonus Renzi potrebbe presto scomparire, assorbito dalle nuove percentuali decise per il sistema fiscale sui redditi. Il nuovo sistema di aliquote potrebbe comportare la scomparsa del bonus IRPEF, assorbito dalle nuove percentuali, così suddivise, come spiega Tg24.sky.it:

“La fascia di reddito più bassa, fino a 15mila, resta invariata al 23%, quella 15-28mila scende dal 27% al 25%, quella 28-50mila va dal 38% al 35%, mentre oltre i 50mila si passa direttamente al 43%. Viene cancellata, quindi, l’aliquota del 41%.”

La modifica tanto attesa al sistema di aliquote IRPEF potrebbe presto portare ad una cancellazione, oppure ad una revisione sostanziale del bonus IRPEF, ovvero l’ex bonus Renzi.

Bonus Renzi: ipotesi per il 2022

Per il 2022 al momento l’ipotesi più accreditata comunque non è quella di una scomparsa totale del bonus Renzi, ma di una sua trasformazione in una detrazione fiscale. Questo vuol dire che il bonus IRPEF continuerà ad esistere, ma sarà erogato dal prossimo anno come detrazione fiscale.

Tuttavia al momento è ancora in corso il dibattito sul futuro di questo bonus, che porterebbe secondo questa previsione ad un risparmio non da poco per le casse dello stato: si parla di almeno 16 miliardi di euro. Posto che il bonus non verrà più erogato direttamente in busta paga, ma sarà disponibile come detrazione fiscale.

Per conoscere le sorti effettive di questo bonus bisognerà ancora attendere. La riforma fiscale come primo obiettivo ha quello di portare i cittadini che si trovano in una fascia medio bassa di reddito a migliorare la propria condizione economica nei confronti delle imposte: un abbassamento delle aliquote come quello previsto potrebbe garantire un incentivo aggiuntivo nella ripresa economica.

Al momento sembra esclusa comunque la possibilità che l’ex bonus Renzi venga aumentato da 100 a 120 euro, come si pensava in un primo momento, e sembra anche esclusa la possibilità che dal 2022 venga completamente eliminato.

Sulla riforma del fisco l’attenzione è particolarmente alta, anche perché le decisioni in merito andranno ad influire sulla pressione fiscale complessiva a carico dei lavoratori dipendenti, sia nel privato che nel pubblico.

No tax area e IRPEF

Un altro aspetto di cui tenere conto è la così detta “no tax area”: si tratta di quella fascia di reddito che non viene tassato, in quanto i redditi risultano inferiori ad una certa cifra. Per tutti i lavoratori dipendenti al momento questa soglia è fissata intorno a 8.130 euro annui, mentre per gli autonomi è di 4.800 euro annui.

Questo significa che al di sotto di questi importi di reddito complessivo annuo, non viene applicata alcuna tassazione, quindi non vi è un rientro nelle aliquote IRPEF viste sopra. Questa soglia tuttavia potrebbe anche subire delle variazioni con l’arrivo del nuovo anno, in base alle decisioni che verranno prese in linea con il taglio alle imposte.

La no tax area sarà con molta probabilità uno degli argomenti di dibattito nel prossimo periodo, insieme al futuro del bonus IRPEF, per cui al momento si possono fare solo delle ipotesi.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

6 COMMENTI

  1. Prendere in giro i contribuenti e’ diventata un’arte autorevole di qualsiasi governo che amministri il nostro paese . Nella nuova finanziaria viene diminuita una pressione fiscale di pochi spiccioli ed annullato, attraverso il gioco delle tre carte, un bonus del cuneo fscale (elargito dal governo CONTE) che ha dato ,oltre al cashback, un impulso importante ai consumi quotidiani . Cosi’ ,come cita un noto economista italiano, le tasse aumentano invece di diminuire .Mi fate capire, gentilmente un reddito di 70.000 euro con 400-500 euro all’anno quale consumi possa far ripartire? Credo che non occorra avere ottenuto attestati di studi economici internazionali per capire l’ABC del fisco che stabikisce l’unica cosa importante la ” Progressivita’ ” .

  2. Io che supero i 15mila euro ma inferiore ai 25mila mi tolgono 100 euro per darmene 20 alla faccia della democrazia e veramente scandaloso già non arrivo a fine mese così cari politici voi non capirete mai che significa campare con 1350 euro al mese non aggiungo altro

  3. No in effetti a te Luca servirebbe tornare a fare il diploma di ragioneria o simili e studiare matematica, diritto ed educazione civica. Ma le nozioni di base proprio, che temo ti manchino. Poi forse sarai in grado di dire qualcosa di vagamente intelligente. Forse.

  4. Scusate non sono del mestiere, ma mi sembra di capire che pervinca redditi tra i 15 mila e i 28 mila c’è un vantaggio del 2% sulle aliquote…..che corrisponde circa a 100/200 euro, ma scompare il bonus di 1200euro l’anno……è corretto?
    Grazie.

  5. Esempio. Reddito di euro 16000 annui. Non.mi.spettano più il.bonus renzi di 1200 euro. Ma se ho un fondo pensione che pago 2000 euro, acrei un reddito imponibile di 14000 euro annui. Quindi il.mio redditp è sotto i15000 euro qui di dovrei prendere 1200 euro del bonus Renzi. Corretto?? È un escamotage fattibile???

  6. Con un reddito di circa 21.000,€ mi hanno tolto il bonus, nella busta di gennaio si è abbassata l’aliquota dal 27 al 25 cosa ho guadagnato? Spiccioli….. 2 punti percentuali. A fine anno mi ridanno la differenza?…. La fascia di reddito superiore alla mia ha avuto 3 punti percentuale di ribasso, ma è logico? Più guadagni più benefici, alla faccia del governo…

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