L’ultima Legge di Bilancio ha istituito un bonus dedicato alle spese per l’installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica, con fonti rinnovabili. Questo bonus particolare infatti viene rivolto a chi ha scelto impianti alimentati da fonti rinnovabili, e verrà erogato sotto forma di credito di imposta, come accade per altri sostegni messi a disposizione dallo stato.

Per poter beneficiare dello sconto quindi è necessario presentare in dichiarazione dei redditi tutte le spese agevolabili dal bonus, in base al periodo di imposta in cui sono state effettivamente sostenute. Il sostegno spetta alle persone fisiche che hanno provveduto alla spesa per gli impianti con fonti rinnovabili.

Tuttavia per quanto riguarda le modalità per accedere allo sconto, sarà necessario presentare una apposita domanda all’Agenzia delle Entrate, per cui per il momento ancora non sono state presentate le procedure specifiche. Vediamo in questo articolo cos’è il bonus impianti con fonti rinnovabili, come funziona, a chi è indirizzato e come potrà essere richiesto.

Cos’è il bonus impianti fonti rinnovabili

Il nuovo sostegno è stato deciso in base all’ultima Legge di Bilancio, con lo stanziamento di un fondo da 3 milioni di euro dedicato a questa misura. In base a questa cifra, sarà stabilita anche la percentuale, che determinerà la somma effettiva dello sconto che si può ottenere.

Questo sostegno è rivolto a chi effettua determinati tipi di spesa nell’anno 2022, che riguardano l’installazione di impianti con fonti rinnovabili di energia. Sono incluse nel bonus quindi tutte le spese per l’installazione di sistemi di accumulo, integrati con impianti di produzione elettrica, con fonti rinnovabili.

Si tratta quindi per esempio degli impianti del fotovoltaico, che sfruttano le fonti rinnovabili per l’accumulo di energia elettrica. A poter beneficiare di questo bonus, come vedremo tra poco, sono le persone fisiche che sostengono la spesa, nell’anno 2022.

Per quanto riguarda i fondi messi a disposizione, al momento non è ancora stato stabilito quale sarà la percentuale di credito erogabile a ogni soggetto richiedente. Le modalità di ricezione di questo bonus saranno molto simili a quelle già viste in precedenza per altri sostegni e agevolazioni, ovvero tramite credito di imposta e attraverso la dichiarazione dei redditi.

Tuttavia le istruzioni operative per poter presentare la richiesta non sono ancora rese disponibili, per cui si attendono le comunicazioni specifiche dell’Agenzia delle Entrate. Il bonus è stato introdotto come conseguenza delle ultime decisioni e obiettivi presi con il PNRR, e in concomitanza ad alcuni obiettivi:

  • Traguardo M2C2-52 entro il 30 giugno 2022, sull’aggiudicazione dell’appalto per costruire uno stabilimento industriale per la produzione di elettrolizzatori;
  • Obiettivo M2C2-53 entro il 30 giugno 2026 per la costruzione di uno stabilimento industriale per la produzione di elettrolizzatori con capacità pari a 1 GW/anno.

Data la natura del bonus, questo sostegno quindi rientra tra gli obiettivi previsti dal PNRR sulla transazione ecologica.

Chi può beneficiare del sostegno

A poter beneficiare del sostegno sono le persone fisiche che nel periodo dal 1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2022 si adoperano per installare impianti di accumulo dell’energia con fonti rinnovabili. Il 17 giugno 2022 le regole per l’attuazione del sostegno sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale, e prevedono che gli interessati debbano presentare una richiesta apposita per accedere al sostegno.

Va ricordato che questo credito non è cumulabile con altri bonus presenti sulle stesse spese, come ad esempio il bonus impianti fotovoltaici. Tuttavia è possibile che coesista con gli incentivi previsti dall’articolo 25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n.91, ovvero:

“Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche’ per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea.”

Attualmente è stato disposto il fondo per le spese sostenute nel 2022, ovvero sarà possibile presentare una specifica richiesta unicamente per le spese sostenute nell’anno in corso. Tuttavia non è da escludere che il bonus impianti fonti rinnovabili venga reintrodotto anche per il prossimo anno.

Come funziona il sostegno

Dato che si tratta di un sostegno di tipo fiscale, per poter ricevere questo sconto, si dovrà procedere presentando tutte le spese documentate e sostenute per questi impianti nel 2022. Inoltre, il soggetto interessato, dopo aver presentato opportuna richiesta, potrà accedere al credito di imposta corrispondente.

Al momento ancora non si conoscono le percentuali esatte del credito, ovvero a quanto ammonta l’entità dell’importo, tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha tempo 90 giorni per pubblicare le istruzioni dettagliate per la presentazione della domanda e che riguardano la percentuale di agevolazione disponibile.

Quello che è certo è che, dopo averne presentato opportuna domanda, sarà necessario presentare le spese sostenute durante l’anno nella dichiarazione dei redditi, relativa all’anno di imposta in cui è stato effettuato il pagamento. Questo significa che nel 2023 si potranno presentare tutti i dati e i documenti che riportano le spese sostenute nel 2022.

Si dovrà quindi utilizzare per questo scopo il Modello Redditi PF, e il credito potrà essere percepito nel periodo successivo alla dichiarazione.

Come richiederlo?

Come anticipato, al momento si attendono ulteriori chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate sulle modalità di ricezione del bonus impianti con fonti rinnovabili. Tuttavia al momento quello che si può sapere è la modalità d richiesta del bonus, che avverrà attraverso piattaforme telematiche, come riporta la comunicazione ufficiale:

“Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, le persone fisiche di cui all’art. 2, comma 1, inoltrano, in via telematica, entro il termine che sarà previsto con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un’apposita istanza all’Agenzia delle entrate, formulata secondo lo schema approvato con lo stesso provvedimento.”

L’Agenzia delle Entrate stabilirà anche quale sarà la percentuale del risparmio sulla spesa, ovvero a quanto ammonterà il credito erogato. Potranno quindi essere applicate anche alcune misure di controllo da parte del fisco sulle richieste di accesso al bonus, e nel caso di accesso senza rispetto dei requisiti, il fisco potrà anche procedere al recupero del credito erogato, secondo le procedure di accertamento e riscossione normalmente applicate.

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