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Bonus contributi INPS: scende l’aliquota per i lavoratori

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La Legge di Bilancio 2022 ha introdotto alcune novità in materia fiscale e contributiva, e recentemente la circolare n.43 del 22-03-2022 ha comunicato il funzionamento del nuovo bonus contributi INPS per i lavoratori dipendenti.

Si tratta di un esonero di 0,8 punti percentuali dell’aliquota sui contributi per la previdenza destinati all’invalidità, vecchiaia e superstiti, ovvero ai contributi IVS. La misura è rivolta ai lavoratori dipendenti con stipendio mensile inferiore a 2.692 euro. I destinatari sono sia lavoratori del settore pubblico che del settore privato.

Il bonus contributi INPS viene introdotto in via sperimentale e avrà la durata di un anno, per tutto il 2022. Il bonus non si configura all’interno degli aiuti di stato, per cui la misura non deriva da una autorizzazione dell’Unione Europea. Il sostegno riguarda una vasta area di beneficiari: vediamo nell’articolo a chi è rivolto nello specifico, come funziona e come viene applicato.

Bonus contributi INPS: di cosa si tratta

Il bonus contributi INPS è una misura sperimentale, che viene introdotta per essere estesa per tutto il 2022, fino alla fine del mese di dicembre. Viene garantita nel caso di lavoro di tipo dipendente, e non è prevista né per i lavoratori autonomi, né per i collaboratori domestici.

Il bonus tiene conto dei contributi IVS, ovvero dei contributi versati per le prestazioni di invalidità, vecchiaia e per i superstiti. Si tratta di misure di sostegno erogate dall’INPS in base ai contributi versati dai lavoratori dipendenti, per cui viene introdotto uno sgravio dello 0,8% sull’aliquota dei contributi IVS che tiene conto anche della tredicesima.

Lo sgravio dei contributi dello 0,8% sull’aliquota IVS viene applicato secondo precise soglie di reddito, e va a vantaggio dei lavoratori che versano periodicamente i contributi per le misure viste sopra. Questo bonus viene applicato per 13 mensilità, ovvero per i 12 mesi lavorativi dell’anno, con l’aggiunta della tredicesima mensilità.

Il bonus contributi INPS è stato introdotto dalla nuova Legge di Bilancio 2022, che ha adottato diverse misure di ricalcolo delle cifre relative a sostegni assistenziali e misure di pensionamento. L’obiettivo della misura è quello di introdurre un beneficio contributivo per tutti i lavoratori dipendenti, per cui il bonus interessa una platea di lavoratori piuttosto vasta.

Contributi IVS: cosa sono

Prima di vedere a chi è rivolto il bonus contributivo e come funziona, bisogna chiarire cosa sono i contributi IVS. Si tratta dei contributi che tutti i lavoratori versano all’INPS lavorando, per accedere alle misure pensionistiche di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti.

Ogni anno la quota dei contributi IVS viene ricalcolata dall’ente previdenziale, ed è variabile per ogni lavoratore in base a diversi fattori. I lavoratori dipendenti versano i propri contributi IVS direttamente in busta paga, grazie alle trattenute effettuate dai datori di lavoro. I lavoratori autonomi invece provvedono autonomamente al versamento dei propri contributi a fini pensionistici.

Ma chi paga questi contributi? Si tratta di tutti i lavoratori dipendenti, nel privato, degli apprendisti, di artigiani e commercianti, artisti e professionisti iscritti alla Gestione Separata, giornalisti. L’aliquota da versare può anche variare di molto, in base al settore specifico e alla tipologia di lavoro svolto.

Il contributo IVS è una tutela per il lavoratore, poiché queste cifre verranno poi erogate nei casi di vecchiaia, invalidità o morte di un famigliare prossimo. Il versamento dei contributi IVS è di fatto un obbligo, per cui sono previste anche multe salate per chi non procede correttamente.

Bonus contributi INPS: a chi è rivolto

Visto come funzionano i contributi IVS, per quest’anno c’è una novità: arriva il bonus contributi INPS. Il bonus contributi viene rivolto a tutti i lavoratori dipendenti, ad esclusione dei lavoratori domestici, per cui è possibile accedere al bonus con diverse tipologie di contratto di lavoro, come riporta la circolare INPS n.43 del 22-03-2022:

“Sotto il profilo soggettivo, l’esonero contributivo introdotto dalla legge di Bilancio 2022 è rivolto a tutti i rapporti di lavoro dipendente, purché venga rispettata la soglia massima della retribuzione mensile sopra riportata.”

La soglia massima di retribuzione a cui si fa riferimento è quella che corrisponde a 2.692 euro mensili di stipendio, al di sopra del quale non è possibile richiedere il bonus contributi INPS. La misura viene quindi rivolta ad un pubblico vasto di beneficiari, indipendentemente da:

  • Tipologia di contratto di lavoro dipendente;
  • Mansione svolta;
  • Settore lavorativo di riferimento;
  • Area geografica dell’impresa;
  • Lavoro di tipo pubblico o privato.

Le uniche limitazioni ad una misura così estesa riguardano quindi il limite di reddito mensile, e l’impossibilità di essere applicata per i rapporti di lavoro domestico. Data l’estensione del bonus, è garantito anche nel caso di contratti di lavoro subordinato temporanei come l’apprendistato.

Bonus contributi INPS: come funziona

Il bonus contributi INPS, come visto prima, consiste in una agevolazione sui contributi IVS, nel periodo che va dal 1 gennai 2022 al 31 dicembre 2022. Nello specifico si tratta di una riduzione dello 0,8% dell’aliquota di calcolo dei contributi previdenziali IVS per i lavoratori dipendenti, per 13 mensilità e tenendo conto della tredicesima.

Seguendo l’esempio citato dalla circolare, se il reddito mensile non supera la soglia prevista, e la quota di contributi a carico del lavoratore è del 9,19%, questa cifra può essere ridotta di 0,8 punti percentuali, fino ad arrivare ad una aliquota di 8,39% a carico del lavoratore dipendente.

La misura viene applicata ogni mese, tuttavia nel caso in cui in un mese specifico la soglia di reddito massima venga superata, non verrà applicato il bonus contributi INPS, per quel mese, ma solamente per i periodi in cui il limite viene rispettato.

L’importo stabilito come limite massimo a 2.692 euro, comunque può essere ancora maggiorato in base all’erogazione della tredicesima mensilità, che spetta ai lavoratori dipendenti. La misura viene applicata anche per il mese di cessazione del rapporto di lavoro, qualora questa si verificasse.

Per quanto riguarda invece l’eventualità che sussista anche una quattordicesima mensilità, la misura non verrà applicata su questa mensilità aggiuntiva.

Bonus e esonero contributivo

La circolare INPS specifica anche che la misura in questione non è paragonabile agli incentivi all’assunzione che prevedono lo sgravio del versamento dei contributi ai lavoratori da parte dei datori di lavoro, per cui questi ultimi sono comunque tenuti al versamento di tutti i contributi INPS spettanti ai dipendenti.

Questi incentivi sono stati introdotti nell’ultimo periodo dallo stato per favorire l’occupazione, soprattutto in caso di fasce di popolazione considerate come svantaggiate nell’individuazione di un impiego, come:

  • Giovani;
  • Donne;
  • Lavoratori provenienti da aziende in crisi.

Il bonus contributivo citato da questa circolare INPS non ha nulla a che vedere con questi sgravi contributivi, che sono riferiti alle assunzioni, e vanno ad agevolare i datori di lavoro che assumono, in particolar modo tramite contratti a tempo indeterminato.

Per questo motivo sussiste una cumulabilità delle misure, per cui un’azienda può richiedere sia gli sgravi contributivi presenti per le assunzioni, sia la misura del bonus contributivo vista in questo articolo, che risulta essere estesa a tutti i lavoratori dipendenti.

Come applicare il bonus

Per applicare il bonus, i datori di lavoro procederanno compilando il flusso Uniemens, durante le comunicazioni mensili. Il bonus viene applicato a partire dal mese di marzo 2022, fino alla fine dell’anno. Per i contributi dei primi mesi del 2022, risulta possibile per i datori di lavoro recuperare il bonus nei mesi successivi, da marzo a maggio 2022.

La circolare INPS relativa al beneficio chiarisce anche quali sono i passaggi per l’inserimento dei dati, tenendo presente che saranno i datori di lavoro ad occuparsene per i propri lavoratori dipendenti, anche con il supporto di professionisti incaricati come commercialisti.

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