Bonus assunzioni e blocco licenziamenti

Novità in tema lavoro: bonus assunzioni e blocco licenziamento, cosa aspettarci? Il Governo a lavoro sulla questione lavoro, cerca di ottimizzare le misure per favorire la ripartenza. Vediamo le novità.

Acceso è il dibattito sul tema lavoro, che dovrebbe trovare largo spazio nel prossimo Decreto Sostegni Bis. Allo studio degli esperti vi sono le strategie per affrontare la ripartenza, non solo per le attività economiche, ma anche per i lavoratori. Dopo i rimedi ermergenziali, posti in essere per tamponare la crisi economica, al vaglio vi sono nuove proposte per accelerare la ripresa.

Si tema, infatti, che determinate misure, come il blocco dei licenziamenti, protratta per un lungo periodo di tempo potrebbe causare effetti controproducenti. E’, inevitabile, che la misura potrebbe appesantire il processo di riavvio e non giovare né ad imprese né a lavoratori. Sembra, dunque, difficile che intervenga un’ulteriore slittamento, come richiesto dai sindacati.

Maggiori certezze, invece, vi sono circa la proroga del bonus assunzioni.

Ma vediamo cosa c’è da sapere.

Bonus assunzioni e blocco licenziamenti

Bonus assunzioni

La legge di Bilancio 2021 ha introdotto un esonero pari al 100% per un periodo di 36 mesi, nel limite massimo di 6.000,00 euro annui, per i soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiamo compiuto i 36 anni di età e non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa.

Tale bonus si propone di incentivare le assunzioni stabili di giovani lavoratori. In questo modo si è inteso agire sul precariato e cercare di ridurre la disoccupazione, in forte aumento nell’ultimo anno.

La misura si aggiunge, invero, ad una precedente previsione normativa della Leggi di Bilancio 2018, la quale prevedeva, sulla scorta della medesima ratio, uno strumento similare.

La disciplina è stata completata da un intervento dell’INPS. L’ente di previdenza sociale, con la circolare numero 56 del 12 aprile, ha individuato le prime istruzioni in merito all’agevolazione prevista per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel 2021 e nel 2022.

Quali sono i rapporti incentivati?

Non tutti i rapporti di lavoro possono consentire di accedere al bonus assunzioni per il datore di lavoro. Come poc’anzi affermato, la finalità perseguita dallo strumento in questione è quella di garantire la stabilizzazione del precariato. Ne consegue che sono tendenzialmente esclusi i contratti a tempo determinato o flessibili.

L’esonero, ad esempio, non coinvolge poi i rapporti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico, in relazione ai quali il quadro normativo in vigore già prevede l’applicazione di aliquote previdenziali in misura ridotta rispetto a quella ordinaria.

L’esonero

L’esonero, consistente nel c.d. bonus assunzioni, come abbiamo accennato, non si applica ai contratti che non garantiscono stabilità lavorativa. A contrario, essi potrebbero trovare applicazione, invece, ai contratti a tempo ridotto.

Tuttavia, in tal caso, l’esonero concesso al datore di lavoro non corrisponderebbe a quello del 100%, previsto per lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Nel caso di rapporti a tempo parziale l’esonero deve essere riproporzionato. Mentre risultano estranee all’esonero le seguenti contribuzioni:

  • Contributo dovuto al “Fondo per l’erogazione dei lavoratori del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 c.c.”
  • Contributi previsti dai Fondi di solidarietà bilaterali, fondi di solidarietà bilaterali alternativi, fondi di integrazione salariale, fondi di solidarietà residuale come previsto dal D.lgs 148/2015.
  • Il contributo dello 0,30% previsto per la contribuzione ai fondi interprofessionali
  • I premi INAIL
  • Contributi di solidarietà sui contributi alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria
  • I contributi di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo- I contributi di solidarietà per gli sportivi professionisti.

Circolare INPS

Come affermato in precedenza, l’INPS è intervenuta con una circolare per chiarire alcuni punti, al fine di procedere all’applicazione del bonus assunzioni. In specie, la circolare numero 56 ha fatto alcuni specifici chiarimenti sulla disciplina da applicare:

  • Le fonti normative della misura a sostegno dell’occupazione giovanile, dalla legge di Bilancio 2018 all’estensione della platea dei beneficiari eseguita dalla legge di Bilancio 2021;
  • i datori di lavoro che possono accedere al beneficio;
  • i rapporti di lavoro incentivati;
  • l’assetto e misura dell’incentivo;
  • le condizioni di spettanza dell’incentivo;
  • le condizioni generali;
  • le condizioni specifiche;
  • le condizioni per il riconoscimento del diritto all’incentivo con focus sui casi particolari;
  • la compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato;
  • il coordinamento con altri incentivi.

Blocco licenziamenti

Come abbiamo affermato nell’introduzione al presente contributo, una delle questioni centrali nel dibattito in seno al Consiglio dei ministri è la proroga del blocco dei licenziamenti. La misura ha consentito per tutta la durata della crisi dovuta alla pandemia da covid di gestire e contenere il più possibile i licenziamenti.

Alle soglie di una presunta, ma ancora incerta, fine dell’emergenza sanitaria, il Governo sembrerebbe del tutto intenzionato ad eliminare la presente procedura.

Vediamo in primo luogo di cosa si tratta.

Cos’è il blocco dei licenziamenti?

La misura, oggetto di non poche proroghe, è stata introdotta tramite l’articolo 41 del DL 18 del 2020, ad oggi estesa fino al 30 giugno 2021. In prossimità della scadenza, sembra che ormai sia prossima l’eliminazione del predetto blocco dei licenziamenti.

La previsione vieta la facoltà ai datori di lavoro di procedere al licenziamento dei dipendenti, in specie sia per le:

  • procedure di individuazione dei lavoratori da mettere in mobilità, 
  • di  licenziamenti collettivi, con ciò si intende che la procedura è obbligatoria in  aziende con più di quindici dipendenti che, a causa di una riduzione, trasformazione o cessazione dell’attività produttiva, effettuano  almeno cinque licenziamenti nell’arco di centoventi giorni, nell’ambito della stessa provincia;
  • recesso individuale per  giustificato motivo oggettivo, generalmente adottato per ragioni di opportunità economica.

Proroga

Le ultime notizie in tema di proroga ci provengono direttamente dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando, oltre che dalla previsioni nella bozza del Decreto sostegni bis. Come dalle parole del ministro in conferenza stampa al margine del CdM è prevista una mini proroga del blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto per chi utilizza la cassa integrazione Covid entro il 30 giugno 2021.

Ciò al fine di facilitare una sorta di transazione, soprattutto per quel che attiene la tutela dei lavoratori.

Il nuovo decreto di governo contiene quindi un pacchetto di strumenti di sostegno al lavoro, come la proroga della Cigs per cessazione di attività, che ha anche il compito di sostenere le aziende per il post blocco licenziamenti a partire dal 1° luglio.

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