Autocertificazione Bonus Decreto Rilancio. Il Decreto Rilancio ha semplificato le procedure, tuttavia, sono state introdotte sanzioni in caso di false dichiarazioni o errori.

Il Decreto Rilancio ha introdotto la possibilità di effettuare un’autocertificazione attestante il possesso dei requisiti, per poter accedere a bonus, contributi a fondo perduto e agevolazioni fiscali.

Occorre comunque attendere, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (attesa entro lunedì 18 maggio 2020) per avere le conferme.

Autocertificazione Bonus

L’art. 242 prevede in via sperimentale, che, fino al prossimo 31 dicembre 2020 per tutti i procedimenti di carattere amministrativo avviati nei confronti delle pubbliche amministrazioni le domande aventi ad oggetto agevolazioni fiscali, finanziarie e del lavoro basterà un’autocertificazione sostitutiva di ogni tipo di documentazione comprovante tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti dalla normativa di riferimento, anche in deroga ai limiti previsti dagli stessi o dalla normativa di settore.

Autocertificazione Bonus nel Decreto Rilancio

Il Decreto Rilancio, prevede che fino al 31 dicembre 2020, per tutte le domande di bonus, prestiti, e finanziamenti da parte della PA sarà sufficiente effettuare un’autocertificazione attestante il possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi, da allegare alla domanda.

Questa semplificazione trova applicazione sia per i cittadini che per le imprese.

E’ uno strumento di super liberalizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi, ovviamente legato all’emergenza sanitaria in corso. La ratio è evitare i ritardi nelle procedure che hanno caratterizzato molti aspetti della prima parte della crisi in corso.

Di rimando, viene previsto un appesantimento delle sanzioni penali ed amministrative da irrogare in caso di dichiarazioni false.

E’ comunque necessario attendere la pubblicazione del testo definitivo del Decreto Rilancio in Gazzetta Ufficiale.

La super autocertificazione prevista dalla bozza del Decreto Rilancio consentirebbe alle aziende di disporre di uno strumento straordinario dal punto di vista della liberalizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi.

Sanzioni previste

Tuttavia, occorrerà utilizzare lo strumento dell’autocertificazione con cautela, anche considerando le sanzioni previste.

Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei controlli, anche a campione in misura proporzionale al rischio e all’entità del beneficio, e nei casi di ragionevole dubbio, sulla veridicità delle dichiarazioni di cui agli art. 46 e 47, anche successivamente all’erogazione dei benefici, comunque denominati, per i quali sono rese le dichiarazioni.

In caso di dichiarazione mendace è prevista la revoca degli eventuali benefici già erogati nonché il divieto di accesso a contributi, finanziamenti e agevolazioni per 2 anni decorrenti da quando l’amministrazione ha adottato l’atto di decadenza.

La sanzione ordinariamente prevista dal codice penale nel caso di dichiarazioni mendaci è aumentata 1/3 alla metà.

La semplificazione delle procedure per l’accesso a bonus e contributi pubblici deve essere utilizzata con estrema cautela dai cittadini e dalle aziende, possibilmente con il supporto di un bravo professionista.

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