Dal 1° gennaio 2021 sono aumentati i contributi INPS dovuti dai professionisti iscritti alla Gestione Separata, al fine di finanziare la nuova ISCRO. La Legge di Bilancio ha aumentato dello 0,26% l’aliquota dei contributi dovuti alla gestione separata INPS da parte degli iscritti alla gestione separata che non risultino iscritti ad altre forme obbligatorie. L’aliquota contributiva è pari al 25,98%.

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati. Questa gestione previdenziale nasce con l’articolo 2, comma 26 della Legge n. 335/95, meglio nota anche come “riforma Dini“.

La Gestione Separata nasce al fine di offrire una tutela previdenziale obbligatoria ad alcune categorie di Lavoratori Autonomi. In particolare, a tutti gli autonomi non iscrivibili a Casse di previdenza legate ad ordini professionali.

Per saperne di più: “Gestione separata INPS 2021: aliquote e maggiorazioni”

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12 del 5 febbraio 2021 ha fissato le aliquote, massimali e minimali di reddito per i professionisti e collaboratori iscritti alla Gestione separata INPS.

Dal 1° gennaio 2021 gli iscritti alla gestione separata che non risultino iscritti ad altre forme obbligatorie versano lo 0,26% in più di contributi previdenziali alla gestione separata INPS. In altre parole, l’aumento interessa gli iscritti alla gestione separata, i c.d. professionisti senza cassa, ovvero i lavoratori autonomi con partita Iva.

Tale aumento previsto dalla Legge Bilancio 2021 serve per finanziare la nuova ISCRO, una sorta di cassa integrazione, introdotta in via sperimentale nel triennio 2021-2023 a favore dei professionisti senza cassa che subiscono una riduzione di reddito superiore al 50%.

L’aliquota contributiva è salita a 25,98% a partire dal 1° gennaio 2021, aumenterà fino al 26,49% dal 1° gennaio 2022 e al 27% dal 1° gennaio 2023.

Aumento aliquote contributive
Aumento aliquote contributive Gestione Separata INPS

Aumento contributi gestione separata INPS 2021 per i professionisti senza cassa

La Legge n. 178/2020 ha previsto l’innalzamento delle aliquote previste per la Gestione Separata INPS per i lavoratori autonomi con partita Iva. In particolare, le maggiorazioni introdotte sono le seguenti:

  • Aumento di 0,26 punti percentuali nel 2021, con aliquota effettiva del 25,98%;
  • Aumento di 0,51 punti percentuali nel 2022, con aliquota effettiva del 26,23%;
  • Infine, aumento di altri 0,51 punti percentuali nel 2023,con aliquota effettiva del 26,74%.

Il motivo di questo aumento è dato dalla copertura degli oneri per il finanziamento dalla stessa ISCRO, ovvero la cassa integrazione per i lavoratori autonomi. Si tratta, in pratica, di un assegno mensile erogato dall’INPS, per un importo che va da un minimo di 250 fino ad un massimo di 800 euro.

Per approfondire: “Cassa integrazione dei lavoratori autonomi: come funziona?

L’aumento, tuttavia, non riguarda tutti gli iscritti alla gestione separata. In particolare, l’aumento non interessa i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) che si distinguono in:

  • Collaboratori privi di un’altra copertura previdenziale obbligatoria, né pensionati;
  • Collaboratori in possesso di un’altra copertura previdenziale obbligatoria o pensionati.

L’aumento interessa i professionisti senza cassa, ovvero i lavoratori autonomi con partita IVA. L’aumento serve a finanziare la nuova ISCRO, istituita in misura sperimentale per il triennio 2021-2023.


ISCRO

L’indennità ISCRO sarà riconosciuta agli iscritti alla Gestione Separata previa presentazione di domanda, e potranno beneficiarne coloro che:

  • Esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell’art. 53 del TUIR, D.P.R. n. 917/1986;
  • Non titolari di trattamento pensionistico diretto;
  • Non assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • Non beneficiari di reddito di cittadinanza di cui al D.L. 28 gennaio 2019, n. 4.

Sono inoltre previsti dei limiti estremamente stringenti di carattere reddituale, occorre:

  • Avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei 3 anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda stessa;
  • Aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente.

Occorre poi:

  • Essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • Essere titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Ripartizione dei contributi

L’aumento dei contributi previdenziale, nel caso dei professionisti senza cassa e delle altre partite Iva, è carico del professionista, il quale può operare una rivalsa in fattura in misura del 4%. Pertanto, l’aumento contributivo resta a carico dei professionisti non iscritti agli Ordini.


Tabella aliquote gestione separata INPS 2021

Per il 2021, sono previste le seguenti aliquote INPS Gestione Separata.

COLLABORATORIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll34,23% (33,00 + 0,72 +0,51 aliquote aggiuntive)
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll33,72% (33,00 + 0,72 aliquote aggiuntive)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%
LIBERI PRIFESSIONISTIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie25,98% (25,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva + 0,26 maggiorazione 2021)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%

Gestione separata INPS: minimale e massimale di reddito

Massimale

Per l’anno 2021 il massimale di reddito è pari a 103.055 euro. Pertanto, le aliquote per il 2021 si applicano facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del citato massimale.

Minimale – Accredito contributivo

Per l’anno 2021 il minimale di reddito è pari a 15.953 euro. Pertanto, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di 3.828,72 euro mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore:

  • 4.144,59 (di cui 3.988,25 ai fini pensionistici) per i professionisti che applicano l’aliquota del
    25,98%;
  • 5.379,35 (di cui 5.264,52 ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che
    applicano l’aliquota al 33,72%;
  • 5.460,71 (di cui 5.264,52 ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che
    applicano l’aliquota al 34,23%.
Reddito minimo annuoAliquotaContributo minimo annuo
15.953,00 euro24%3.828,72 euro
15.953,00 euro25,98%4.144,59 euro (IVS 3.988,25 euro)
15.953,00 euro33,72%5.379,35 euro (IVS 5.264,52 euro
15.953,00 euro34,23%5.460,71 euro (IVS 5.264,52 euro

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