Assunzioni-giovani-

L’INPS torna a parlare di giovani, perché con l’ultima circolare, la numero 56 del 12 aprile, indica nuove disposizioni per le assunzioni giovanili, con contratti a tempo indeterminato.

La forte crisi conseguente la pandemia ha aggravato la situazione già precaria di questa fascia di popolazione, e i dati ISTAT confermano l’aumento di persone inattive nel nostro paese (che non lavorano e non studiano).

La precarietà giovanile fa riferimento soprattutto all’instabilità dei contratti, ai periodi di lavoro brevi, alternati da momenti di disoccupazione, e da una difficoltà generale nell’unire istruzione e mercato del lavoro.

In quest’ottica, l’INPS con la nuova circolare offre sgravi fiscali notevoli a tutte le aziende che intendono assumere un giovane nel proprio staff, tramite contratti più stabili come il contratto indeterminato.


Sgravi fiscali per le assunzioni giovanili

Gli sgravi fiscali introdotti con questa circolare riguardano le imprese che assumono giovani sotto i 36 anni, che hanno diritto ad un esonero dei contributi del 100%, fino ad un massimo di 36 mesi:

“Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, l’esonero contributivo di cui all’articolo 1, commi da 100 a 105 e 107, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è riconosciuto nella misura del 100 per cento, per un periodo massimo di trentasei mesi, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.”

L’obiettivo è quello di garantire ai giovani posti di lavoro stabili, con contratti più duraturi, e l’estensione della fascia giovanile arriva fino a 36 anni. Il periodo di sgravio fiscale arriva anche a 48 mesi nel caso in cui l’azienda che assume si trova in una di queste regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Si tratta di un chiaro segnale di aiuto verso le regioni del sud Italia, in cui generalmente il tasso di disoccupazione, in particolar modo giovanile, è più elevato rispetto al nord.

L’INPS poi però aggiunge una clausola importante: possono accedere agli sgravi fiscali solo le persone che non hanno, nei 6 mesi precedenti, licenziato individualmente i propri dipendenti per giustificato motivo o proceduto con licenziamenti collettivi.

Vengono quindi premiate le aziende più virtuose, o quelle nate recentemente. La disposizione INPS è valida per gli anni 2021 e 2022, estendendosi anche al prossimo anno.

Quali aziende possono procedere con le assunzioni giovanili agevolate

Nel dettaglio, possono procedere ad assumere giovani con le agevolazioni fiscali previste tutte quelle aziende private, che come abbiamo visto non abbiano precedentemente licenziato il personale, compreso il settore agricolo. Sono escluse invece le attività della pubblica amministrazione e del settore finanziario.

Tuttavia esistono delle limitazioni anche per i giovani che vogliono essere assunti tramite lo sgravio fiscale destinato alle imprese: non possono aver già lavorato precedentemente per lo stesso datore di lavoro con contratti a tempo indeterminato.

L’incentivo ha l’obiettivo di trasformare i contratti determinati in indeterminati, con nuove assunzioni giovanili, per questo motivo sono esclusi gli sgravi fiscali quando il giovane ha già lavorato con contratto stabile, indeterminato, per la stessa impresa in passato. Sono anche esclusi i giovani in contratto di apprendistato, o i lavoratori domestici.

L’iter di assunzione, sulla base della comunicazione INPS, fa riferimento prevalentemente ai contratti di natura determinata. Anche il personale di tipo dirigenziale è escluso dalla fattispecie degli incentivi. Le aziende che si avvalgono degli incentivi non dovranno versare i contributi previdenziali per il giovane assunto, del 100%, con limite massimo annuale di 6.000 euro.

Mensilmente quindi, come comunica la circolare ufficiale, ci si attesta intorno ai 500 euro massimi. L’INPS poi ricorda che sono esonerati solo i contributi obbligatori previdenziali, non tutti gli altri tipi di contributi presenti nei diversi ambiti lavorativi.

Agevolazioni fiscali per l’assunzione dei giovani: tempistiche

Al momento sono ancora in attesa le conferme dall’Europa per chiarire da quando sarà disponibile accedere a questo particolare incentivo per i giovani. La situazione giovanile in Italia ha destato non poche preoccupazioni nel corso degli anni, e la speranza è quella di vedere una ripresa economica generale e una maggiore disponibilità di posti di lavoro per i giovani.

Attendiamo le prossime notizie INPS per sapere quando verranno attivate le agevolazioni, e nel frattempo ricordiamo che una situazione simile di precarietà nel mondo del lavoro è vissuta anche dalla fascia femminile della popolazione.

I dati ufficiali ISTAT rivelano infatti che la disoccupazione per le donne è salita a picchi mai visti prima dallo scoppio della pandemia. La fascia femminile ha dovuto per larga misura rinunciare al lavoro, con l’emergenza sanitaria, per rimanere a casa a prendersi cura di anziani e bambini, ma non solo.

La precarietà dei contratti ha coinvolto in particolar modo le donne e i giovani, e il governo aveva già introdotto una serie di sgravi fiscali per l’assunzione di personale femminile. Secondo il Sole24ore, a dicembre 2020 il tasso di occupazione femminile è sceso al 48,6%, un picco in discesa che dimostra che c’è ancora molto su cui lavorare per migliorare la condizione lavorativa generale delle donne.

La disoccupazione giovanile invece, vede sempre più inattivi, cioè giovani che di fatto si arrendono e non cercano più lavoro, né si impegnano in corsi di formazione per migliorare le proprie possibilità in un mercato del lavoro sempre più contratto.

L’impatto del Covid sulle assunzioni

La disoccupazione ha avuto un’impennata non solo in Italia, ma in tutto il mondo, in particolare sulle fasce giovani della popolazione. L’impatto del Covid-19, collegato alla precarietà preesistente, ha avuto conseguenze enormi non solo in Italia.

Secondo i recenti studi, l’emergenza sanitaria ha aumentato drasticamente le persone disoccupate nel mondo. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha indicato, secondo un articolo di Vita.it, un aumento di disoccupazione globale spaventoso:

“aumento della disoccupazione globale che va da 5,3 a 24,7 milioni di persone coinvolte. Questa si sommerebbe ai 188 milioni di disoccupati nel mondo che già erano stati censiti nel 2019.”

E la povertà aumenta anche in paesi in cui l’economia era florida, con scoppio della pandemia. In particolare, la fascia più colpita è quella giovanile, seguita dalla componente femminile. In Italia si parla di 101 mila occupati in meno, e tra questi, 99 mila sono donne.

Oltre agli sgravi fiscali per le assunzioni giovanili di cui abbiamo parlato sopra, l’Italia si è mossa anche per garantire un freno ai licenziamenti, con un blocco imposto dallo stato fino a giungo 2021. E quello che molti chiedono è che venga prorogata la misura del blocco licenziamenti oltre i termini già stabiliti.

Si parla, in totale, di 100.000 posti di lavoro a rischio nel nostro paese, e da un lato i sindacati continuano a chiedere supporto per la situazione attuale, dall’altro non si fermano le proteste di imprenditori e proprietari di attività che chiedono riaperture totali.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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